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Archivio per la categoria 'Tech&Howto'


domenica 5 giugno 2011, 14:26

Riassunto

La mia infanzia riassunta in dieci minuti.

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giovedì 26 maggio 2011, 12:38

Quotidiano Piemontese

Ieri sera, alla Fnac di via Roma, abbiamo presentato al pubblico una nuova iniziativa: Quotidiano Piemontese. Si tratta di un giornale locale online dedicato alle notizie da tutto il Piemonte; è attivo in beta da qualche mese, e ora entriamo nella fase di partenza vera e propria.

Il panorama dell’informazione italiana e torinese √® quello che sapete; √® arretrato dal punto di vista degli strumenti – in molti casi l’informazione online √® soltanto un blando copia e incolla di quella cartacea – e manipolato in termini di sostanza. Sono partite alcune iniziative di giornali online generalisti, ma l’informazione locale √® ancora carente, polverizzata in tanti micro-siti; per questo c’√® spazio. L’attuale beta di Quotidiano Piemontese √® ancora poco interattiva e pu√≤ migliorare, ma attendiamo i vostri commenti e i vostri contributi; anche in termini di quelle notizie che i giornali ignorano o censurano.

Tuttavia, QP non sar√† un giornale schierato, tanto √® vero che nel gruppo dei promotori ci sono persone con esperienze diverse anche in termini politici; sar√† semplicemente un giornale onesto. Per me, √® anche un modo per non smettere di lavorare e per cercare di non diventare un politico di professione. Non sappiamo dove arriveremo con questa avventura, visto che in Silicon Valley avremmo fuori dalla porta la coda di investitori, ma in Italia non si riesce nemmeno ad avere un mercato decente per la pubblicit√† online o a farsi riconoscere in tempi decenti da Google News… di innovazione si riempiono la bocca in tanti, ma a farla siamo in pochissimi. Senza rischi e senza innovazione, tuttavia, non si costruisce il futuro.

P.S. Cerchiamo persone con esperienza nella vendita della pubblicità locale, su Internet e/o su radio, giornali e TV locali; se siete interessati contattatemi.

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venerdì 11 febbraio 2011, 19:49

Sic transit gloria mundi

Con questa nobile locuzione latina i pi√Ļ dotti di noi esprimono un concetto che pi√Ļ volgarmente viene comunicato come “ce l’avevate fatto a fette da molto tempo”: un concetto perfetto per commentare la notizia che, dopo circa cinque anni di vita, Activision ha deciso di chiudere la serie Guitar Hero.

Non potete non sapere cos’√®: √® quel videogioco dove con una chitarra di plastica (in seguito, anche una batteria di plastica e un microfono di plastica) si seguono le note sullo schermo eseguendo canzoni famose. All’inizio era fighissimo: sembrava davvero di essere sul palco di un concerto rock e chiunque passasse di l√¨ ne era catturato, diventando la causa di innumerevoli nottate di gioco. Dopo mesi di dipendenza totale, gi√† la versione estiva raffazzonata al volo sembrava un po’ cos√¨. Poi la serie pass√≤ dagli sviluppatori originali alla Activision, la Microsoft dei giochi, che rilasci√≤ un numero tre di discreta bruttezza e insomma, gi√† nel 2008 per me era tutto abbastanza finito. Ho comprato ancora qualche numero solo trovandolo in offerta a dieci euro, e solo per via di qualche canzone a cui sono molto legato. Nel frattempo, Activision ha cominciato a mungere la vacca e a rilasciare un nuovo gioco ogni due mesi, aggiungendo mirabolanti funzionalit√† ovviamente costosissime, e dunque la stanchezza √® diventata generale.

Questo √® per√≤ anche l’esempio di come lo sfruttamento commerciale intensivo possa rovinare una buona idea. Moltissimi giovani si sono avvicinati all’idea di suonare uno strumento con questo gioco, e con un po’ di lungimiranza si poteva aprirne lo sviluppo e permettere la nascita di una comunit√† che lo mantenesse vivo. Invece, il mercato √® stato invaso da giochi mal sviluppati, periferiche rese apposta incompatibili l’una con l’altra e amenit√† del genere… e dunque ci si √® presto schiantati contro il muro.

Le mode sono cicliche, e anche questa doveva finire; ritornerà magari tra qualche anno. Addio, Guitar Hero. E grazie per tutto il pesce!

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domenica 17 ottobre 2010, 22:49

Una domenica con Ernesto

Questo, una volta tanto, √® un post tecnico dedicato a chi si diletta di amministrazione di sistemi Unix: gli altri probabilmente non ci capiranno un’acca e possono anche non leggere.

Oggi, dopo mesi di attesa, era il gran giorno previsto per l’aggiornamento di Ernesto, il mio server di casa. Ernesto √® un tipo simpatico ma tosto come il tizio a cui √® intitolato, uno dei pi√Ļ famosi forumisti del popolo granata, che in realt√† si chiama Fabio ma trae il suo nickname da quell’Ernesto l√†, a cui dunque il server √® intitolato a due gradi di distanza. Ernesto ha tre anni e mezzo di vita, avendo sostituito nel febbraio 2007 il precedente Lazzaro, che aveva svolto il compito, in varie versioni, sin dal 2001. Ernesto √® nato con 320 gigabyte di disco, che all’epoca erano una buona misura, ma che ormai da mesi sono pieni, costringendomi a inenarrabili peripezie per spostare file di qua e di l√†. La soluzione definitiva, dunque, prevedeva la sostituzione dei vecchi dischi di Ernesto con nuovi dischi da un terabyte.

I dischi del server sono due, uguali, configurati in quello che si chiama un RAID mirror: i dati vengono scritti contemporaneamente su entrambi i dischi, in modo che se uno dei due si rompe i file possano ancora essere recuperati dall’altro. Con Linux √® possibile realizzare questa configurazione in modo piuttosto semplice, di modo che poi sul computer i due dischi appaiano come un disco solo. Il cambiamento dei dischi avrebbe dovuto essere una operazione abbastanza indolore: il piano era quello di togliere quelli vecchi, mettere quelli nuovi, far partire il computer in modalit√† di emergenza tramite un CD con una distribuzione Linux “live”, riattaccare uno dei dischi vecchi come disco esterno infilato in un’apposita scatoletta USB, e copiare tutti i file – sia il sistema operativo che i dati – dai vecchi dischi a quelli nuovi, facendo attenzione a preservare propriet√† e privilegi (cp -a).

La parte fisica del lavoro √® filata via liscia; infilare e sfilare i dischi richiede qualche bestemmia, perch√® lo spazio di manovra √® ridotto dalla memoria che sporge e dai cavi semirigidi attaccati alla scheda madre, ma si fa senza grandi problemi. Gi√† che aprivo, ho fatto un po’ di pulizia; erano due anni che non aprivo il case, e le ventole erano coperte di parecchia polvere, trasformata in quel tessutino grigio piuttosto fitto che si forma in questi casi; soffiando col phon e grattando i punti pi√Ļ complicati delle griglie e delle ventole con una bacchetta di legno (non con un oggetto metallico e comunque non sull’elettronica, e sempre a spina staccata e dopo essersi messi a terra toccando il metallo di un elettrodomestico…), ne √® venuto via parecchio.

Richiuso il case, faccio partire il CD “live” con gli strumenti d’emergenza – un System Rescue CD del 2009, non sono stato nemmeno a masterizzarne uno nuovo – e il sistema parte che √® un piacere. Con fdisk partiziono i nuovi dischi in maniera simile a quelli vecchi, lasciando lo spazio in pi√Ļ nella partizione dei dati, e marcando le partizioni di tipo “Linux RAID autodetect” (FD); con mdadm –create inizializzo i volumi virtuali RAID, associando a due a due le partizioni corrispondenti su ciascuno dei due dischi. Poi i volumi virtuali vanno formattati con mkfs; io uso da due lustri il file system Reiser, ma dato che il suo autore √® attualmente sotto processo per uxoricidio ho il sospetto che possa non essere pi√Ļ una buona scelta. Decido dunque di provare il nuovo file system Ext4.

Formattati i volumi, uno a uno li monto e comincio a copiare i file dal disco vecchio a quello nuovo… e incontro la prima cosa strana; il volume che doveva essere grande dieci gigabyte √® grande venti. Cosa sar√† successo? Mi assale un orribile dubbio, ebbene s√¨: ho sbagliato a digitare il comando e ho creato un volume virtuale di livello 0 (RAID striping) invece che 1 (RAID mirroring). Il RAID 0 √® un meccanismo completamente diverso, in cui i due dischi si sommano e non si accoppiano…

Ricomincio: fermo i volumi virtuali, li ricreo giusti, li riformatto, riparto con la copia. A questo punto, il mio volume da 10 gigabyte, che sui vecchi dischi era pieno al 60%, risulta pieno per oltre il 70%… con gli stessi file. Una veloce lista delle directory rivela l’orrido: anche i file pi√Ļ piccoli occupano quattro kilobyte minimo, un blocco. Chiamo anche l’esperto e mi conferma la cosa: nel 2010, il file system Extended ancora non fa quello che Reiser fa da dieci anni, ovvero impaccare i file in modo che un file di 80 byte ne usi 80 e non ne usi 4096. E allora crepa: non voglio perdere il 10% del mio spazio cos√¨, e decido di ripartire un’altra volta riformattando i volumi col file system Reiser versione 3, che ha sempre funzionato bene.

Usciamo a fare una passeggiata, spengo, quando torno faccio ripartire tutto e riformatto i volumi virtuali con Reiser. Poi cerco di montare anche le partizioni del disco esterno, per copiare i file, e ricevo uno strano messaggio d’errore: “la partizione √® gi√† occupata”. Eppure non risulta montata da alcuna parte. Cerco di capire cosa succede, ma ci vuole un po’; alla fine controllo i volumi RAID, e scopro una cosa incredibile.

Per semplificare la vita a chi usa il RAID, Linux dispone di una capacit√† di “autoindividuazione” dei volumi virtuali: all’avvio, legge delle informazioni dai dischi stessi e li accoppia automaticamente. Ora, non chiedetemi cosa sia andato storto, ma, facendo partire il computer con il disco vecchio gi√† acceso e collegato esternamente via USB, il sistema ha creato i volumi virtuali non accoppiando le partizioni dei due dischi nuovi, ma accoppiando le partizioni di uno dei nuovi dischi con quelle di quello vecchio! E non √® finita qui, perch√© quando ho riformattato con Reiser i volumi virtuali, in realt√† Linux ha formattato le partizioni del disco vecchio, cancellando irrimediabilmente tutti i miei 320 gigabyte di dati…

Comunque, niente panico: anche il computer vecchio usava il RAID mirroring, per cui, per fortuna, avevo ancora l√¨ sulla scrivania l’altro disco vecchio con tutti i dati sopra. Ho dovuto staccare tutto, aprire la scatoletta e cambiare il disco vecchio ormai svuotato con l’altro ancora pieno di dati; poi ho fatto ripartire il sistema e riformattato i volumi virtuali ancora una volta – stavolta, per sicurezza, il disco esterno era spento e staccato… Stavolta √® andato tutto bene; dopo aver copiato il sistema, ho generato il nuovo file mdadm.conf come descritto qui e reinstallato il boot loader GRUB su ciascuno dei due nuovi dischi come descritto qui.

Poi ho tolto dal lettore il CD del System Rescue, ho provato l’avvio e… tutto ok! Ernesto √® rinato con la massima tranquillit√†. Mancava solo la copia della partizione contenente i dati; ho dovuto aspettare quasi due ore che (visto il pasticcio precedente) i due dischi nuovi finissero di sincronizzare il mirror, e poi ho dato il via alla copia. Al ritmo a cui sta andando, ci vorranno circa trenta ore per copiare i trecento gigabyte di dati dal disco esterno ai nuovi dischi interni. Tanto, ora √® grande e pu√≤ andare avanti da solo.

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mercoledì 25 agosto 2010, 23:40

Un giro sul Web 0.1

Stamattina, in contemporanea, ho avuto l’ok alla copertura delle spese per la partecipazione a due prossime conferenze riguardanti il futuro di Internet: l’Internet Governance Forum 2010 a Vilnius a met√† settembre, e l’INET 2010 a Londra a fine settembre.

E cos√¨, dalla montagna, ho dovuto mettermi a prenotare – urgentemente, visto che manca pochissimo tempo e le tariffe sono gi√† alle stelle – quattro voli e due alberghi. In particolare, il viaggio di Vilnius era un po’ complicato da organizzare, dato che la conferenza attira centinaia di persone in una citt√† non particolarmente al centro del mondo, e dunque moltissimi voli in quei giorni sono gi√† pieni; ho dovuto vagliare parecchie opzioni, da Torino e da Milano, partendo un giorno prima o uno dopo, ritornando prima o dopo il weekend, e cos√¨ via.

Bene, ormai sono piuttosto abituato a questo genere di cose (ogni tanto penso che dovrei fare l’agente di viaggi…), ma non mi era mai capitato di doverlo fare con una connessione lentissima, via cellulare. Ormai tutti i siti di viaggi sono super-interattivi, basati su AJAX, riaggiornati in tempo reale, pieni di opzioni; in pratica, con una connessione lenta e ballerina sono inutilizzabili. Sidestep manco si apre; le cinque o sei finestre in cui Tripadvisor verifica le offerte di prezzo sugli alberghi non si caricano; persino il sito Lufthansa ti lascia l√¨ appeso all’infinito.

Alla fine, dopo aver inutilmente perso mezza giornata, ho fatto cos√¨: ho preso la macchina e sono andato fino in paese a Brusson, alla locale biblioteca, dove √® possibile usare gratuitamente un PC con Internet per mezz’ora. In quei trenta minuti ho fatto tutte le mie valutazioni e le successive prenotazioni, senza problemi; ma mi son chiesto se tutti questi guru dell’usabilit√†, portabilit√†, multicanalit√†, Internet ubiqua e duepuntozero abbiano mai provato a usare i loro siti con una strumentazione diversa dal loro Macbook ultimo modello collegato ad una ADSL da venti megabit al secondo.

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mercoledì 19 maggio 2010, 08:11

Blu Apple

Scrivo qui un avviso utile agli utenti MacBook Pro: mi capita ogni tanto, riaprendo il portatile dopo averlo lasciato in freeze, che lo schermo abbia una strana tinta bluastra, come se le finestre e le icone fossero state lavate in acqua troppo calda. E’ chiaramente una questione di “profilo colore” dello schermo, con regolazioni del contrasto e della luminosit√† modificate in modo assurdo, ma non sapevo come risolverla.

Oggi mi sono stancato e dopo un po’ di ricerca ho trovato questo post che spiega la soluzione: √® effettivamente un bug del sistema video (documentato dal 2006 e che la Apple non ha ancora risolto…) e si pu√≤ risolvere, quando si presenta, semplicemente resettando il display premendo Ctrl + Shift + Eject (il pulsante di espulsione CD in alto a destra). In alternativa si pu√≤ eseguire il seguente comando da terminale, tutto su una riga senza spazi:

/System/Library/Frameworks/ApplicationServices.framework/Versions/A/Frameworks/CoreGraphics.framework/Versions/A/Resources/DMProxy

In attesa che la Apple si svegli e sistemi il problema (saranno troppo occupati a impedire l’uso di Flash sugli iPhone, peraltro non una cattiva idea visto che Flash √® la principale fonte di rallentamenti, piantamenti e pubblicit√† invasiva durante la navigazione), spero che la dritta possa essere utile a qualcun altro…

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giovedì 13 maggio 2010, 12:33

Sfide informatiche impossibili

“Per inserire una vocale accentata digitare la vocale seguita dall’apostrofo (es.: ala’ dei sardi invece di al√† dei sardi).” (dal sito dell’Agenzia delle Entrate)

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venerdì 1 gennaio 2010, 20:06

Il giorno della liberazione

Oggi √® il primo dell’anno e cambiano tante cose: i calendari, le tariffe delle autostrade… C’√® per√≤ anche un cambiamento positivo: una miriade di opere d’arte e dell’ingegno umano, essendo trascorsi settant’anni dalla morte del loro autore, entrano nel pubblico dominio.

Per festeggiare, Communia ha promosso l’idea di un Public Domain Day, il primo gennaio di ogni anno, in occasione dei nuovi arrivi appena liberati dal copyright. E vale la pena di unirsi.

P.S. Per chi invece sta cercando un calendario, come non segnalare quello dell’associazione Verde Binario di Cosenza, dedicato ai computer di una volta?

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domenica 27 dicembre 2009, 12:31

Cellu figo

Purtroppo non ho potuto fare la telefonata di Natale in quanto non ho ancora comprato il cellulare nuovo; ci√≤ mi rende tuttavia interessato ai confronti tra cellulari. Per questo ho trovato interessante il rapporto di una societ√† di consulenza americana, che sostiene la teoria secondo cui gli utenti di iPhone sono tutti psichiatricamente malati, e in particolare vittime di fantasie che li portano a negare l’indubbio fatto che l’iPhone fa schifo.

Effettivamente, da utente Apple, devo dire che una sindrome di superiorit√† da Mac √® sempre esistita: del resto avere un Mac, nell’epoca d’oro di Windows (gli anni ’90), era un segno di stravaganza che il soggetto in questione doveva pur giustificare in qualche modo. In presenza di altri informatici, l’utente Apple √® dunque tenuto a portare il discorso su tutte le magnifiche cose che il suo computer fa meglio di quelli con Windows, tenendo invece ben nascosti alcuni dettagli come i prezzi tradizionalmente esorbitanti e l’inspiegabile mancanza di un pulsante sul mouse, argomenti che se menzionati vanno negati a qualsiasi costo (“ma dai, tremila euro per un PC da scrivania non √® mica tanto!”, “ma a cosa ti serve il pulsante destro, per fare la stessa cosa col Mac basta mettere il mignolo sul tasto CTRL, due dita incrociate sul trackpad e con l’altra mano descrivere un ampio cerchio in direzione della Mecca!”).

Unite questa tradizione alla naturale competizione per la supremazia di branco sottesa all’esibizione di un cellulare, e capirete perch√©, sotto sotto, l’analisi degli americani potrebbe non essere sbagliata: piuttosto che ammettere che uno smartphone su cui ci sono voluti anni per introdurre il “copia e incolla” potrebbe non essere il massimo dell’evoluzione tecnologica, un possessore di iPhone si far√† sbranare dai cani.

D’altra parte, in Italia l’iPhone ha spopolato (attualmente mi dicono di liste d’attesa sui tre mesi per averlo, a meno di non corrompere qualcuno) e la societ√† di consulenza americana, molto semplicemente, potrebbe essere stata pagata da un concorrente.

E allora, liberi tutti: che ognuno usi il cellulare che vuole e non rompa le scatole agli altri. Io, ad esempio, ho un HTC P3600 con Windows Mobile (aziendale, ci tengo a precisare: non avrei scelto una roba del genere nemmeno sotto tortura) che va proprio bene, un vero gioiellino che pensavo di regalare a una persona che amo, per esempio, che so… Del Piero?

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sabato 5 dicembre 2009, 11:04

No Berlusconi, no cellulari, no Torino

Questa mattina sto bestemmiando: infatti due giorni fa √® morto il mio cellulare, un HTC P3600 non scelto da me ma dalla mia ex azienda, la quale oggettivamente mi voleva tantissimo male tanto che mi ha messo in mano una roba del genere. Con i bachi e gli errori di progetto di quell’oggetto potrei riempire un libro e prima o poi forse lo far√≤, ma nel frattempo sto passando la mattinata a migrare su un vecchio cellulare di emergenza, anche se l’unico backup della mia rubrica, sito sulla carta di memoria dell’HTC, pu√≤ essere letto solo con un vecchio lettorino USB cinese che il Macbook non vede. Ci√≤ mi ha spinto a riaccendere il vecchio Windows XP, constatando ancora una volta quanto sia terribile usare Windows: anche non avendo virus e simili, all’avvio si aprono almeno cinque o sei finestre di programmi che cercano di venderti qualcosa o di attirare la tua attenzione per farsi aggiornare o utilizzare. Tra aggiornamenti Flash, aggiornamenti antivirus, aggiornamenti Windows, televisioni digitali e simili, sembra pi√Ļ una televendita che un computer.

Io ho bisogno della rubrica perch√© tra poco si esce e si va a organizzare il No Berlusconi Day Torino, che poi consister√† in un paio di gazebo in piazza Castello nei quali dalle 14 si esibiranno artisti e saranno mostrati i video di Tony Troja, su un maxischermo costituito dal televisore di casa dell’organizer di Qui Torino Libera; poi dalle 17 sar√† proiettata su un telo la diretta della manifestazione romana. Nel frattempo, alle 16:20 dovrebbe partire da Porta Nuova il treno con Berlusconi sopra, per inaugurare la linea alta velocit√†, per cui sin dall’ora di pranzo la stazione sar√† presidiata da No Tav e pendolari – anche se all’interno dei pendolari c’√® gi√† stata una spaccatura con quelli che si sono subito arresi in cambio di quindici minuti di celebrit√† e un incontro-contentino con Moretti.

Venire in piazza oggi √® una testimonianza, non aspettatevi altro che molta gente che passa e solidarizza. Comunque, pensate che se non venite potreste darla vinta all’altra Italia: quella che magari non vota nemmeno Berlusconi ma sguazza nel berlusconismo con piacere. Come ad esempio questi quattro ragazzi chiamati Mon-key’s (ma chiamatevi Pippo, dai) che il TGR presenta al mondo dicendo che “il loro video spopola su Youtube” (a oggi ha circa ventimila visualizzazioni; uno dei miei video di Livorno-Toro ne ha oltre quarantamila…). Il loro video √®… √®… tamarro, ecco. Ma tamarro parecchio; anche se il genere musicale √® diverso, il video √® concettualmente una versione sfigata dei Club Dogo senza la grafica elaborata, con vestiti firmati un po’ meno firmati e con fighe un po’ meno fighe, ma con pi√Ļ zoom sul culo. E solo un trust di cervelli poteva partorire lo slogan “a Torino si salta sulla Mole”, se non altro perch√© la Mole √® molto appuntita e la cosa potrebbe finire davvero male.

Non vorrei essere troppo severo parlando di persone che non conosco, ma ecco, a me questo video ha dato molto fastidio: io sono ancora abituato all’idea romantica di una citt√† austera e intellettuale, e probabilmente questo prova che essa non esiste pi√Ļ.

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