FAQ Associazioni: costituzione, gestione fiscale

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Con questo testo (reperibile su InterNet www.citinv.it/associazioni/SUR/faqassoc.htm ) desidero "codificare" l'esperienza acquisita in diversi anni, come Associazione "Con i Campesinos", attraverso contatti diretti, discussioni in rete (e non) e attraverso ricerche personali. Spero in questo modo di contribuire a rendere un po' di chiarezza nel caotico mondo della legislazione italiana.
A questo proposito penso che l'ipertesto sia lo strumento ideale per districarsi nella giungla legislativa di questo nostro paese fatta di rimandi, intergrazioni, circolari esplicative, testi unici di raccordo tra varie leggi ... il tutto scritto in perfetto burocratese! :-) Credo comunque che la telematica e le nuove tecnologie di comunicazione debbano e possano avere un ruolo molto positivo se vengono comprese, utilizzate e messe a disposizione di tutti.

Da quando questa raccolta di domande e risposte e' stata messa su InterNet e' stata soggetta a notevoli contributi da parte di Mario Leigheb che merita di essere inserito tra gli autori.
Ringrazio anche: Claudio Di Blasi, Stefano Radaelli, Elisabetta Scanabissi.

Loris Rinaldo

Aspettiamo suggerimenti, critiche, nuovi interrogativi e, possibilmente, anche nuove risposte. Scrivete a loris_rinaldo@rcm.inet.it

Premessa

Nell'ambito delle organizzazioni collettive si contano diverse istituzioni:
  1. Le Associazioni e i Club
  2. Le Fondazioni e i Comitati
  3. Le Società (di persone, di capitali, cooperative)
  4. Gli Enti pubblici
Le prime 2 perseguono solo scopi di natura ideale, le ultime 2 forme possono perseguire (in molti casi è l'unico scopo) finalità di natura economica.
Le Associazioni perseguono scopi di carattere culturale, assistenziale, sportivo, filantropico, ricreativo ecc. diretti verso la collettività o una particolare categoria. [Diritto]
Il Club persegue analoghe finalità ma dirette esclusivamente (o principalmente) ai propri soci.
Le Fondazioni sono organizzazioni generalmente dotate di personalità giuridica che si occupano della gestione di un patrimonio, messo a disposizione da un soggetto privato, da destinare esclusivamente a fini di pubblica utilità (la destinazione del patrimonio è vincolata dal fondatore e non puo' essere in alcun modo modificata). [Diritto]
I Comitati non sono dotati di personalità giuridica e si differenziano dalle Fondazioni in quanto il patrimonio da destinare a pubblica utilità viene raccolto tramite una campagna di sottoscrizione pubblica.

Ora concentriamo la nostra attenzione solo sulle associazioni, teniamo pero' presente che esistono leggi che si applicano in generale alle associazioni, altre che si applicano ad associazioni in possesso di caratteristiche particolari, riconosciute tali mediante iscrizione in appositi albi.
E' il caso delle:

che possono tutte essere costituite in forma di associazione ma sono soggette a discipline specifiche non generalizzabili a tutte le associazioni. Prestare quindi molta attenzione nel tenere ben distinte queste figure.

Schematizziamo le possibili tipologie di associazioni:

Tutte le combinazioni sono possibili (es. c1,p1,k1,s0,r0), i colori (* e > <) indicano alcuni passaggi obbligati.
Esempio: scegliendo p0 è possibile svolgere solo k0 o k1 e così per avere r1 serve c3
Costituzione Partita IVA Attività commerciale Condizioni speciali Riconoscimento
c0
Orale >
p00
Nessuna>
k00
Nessuna >
s00
Nessuna >
r00
NO
c1
Atto Privato NON registrato
p0

Nessuna

* >
k0

Nessuna

*
s0
Nessuna
r0

NO

c2
Atto Privato Registrato
(Uff. del Registro)
s1
Idoneità MAE
ONG Organizzazioni Non Governative
c3
Atto Pubblico
(con Notaio)

**

p1

PI aperta

***

k1
Occasionale
*
s2
iscritta albo Regionale
Organizzazioni di Volontariato
k2
Abituale
<***
s3
iscritta albo ONLUS ... lavori in corso
r1

<**           SI


Domande frequenti (FAQ) - Domande e Risposte
costituzione e funzionamento delle associazioni

Altre raccolte di Domande e Risposte si trovano in
Il soggetto implicito in ogni domanda è "Un associazione"
  1. Quali sono gli elementi necessari per costituire un'associazione?
  2. Come si costituisce in forma scritta?
  3. Che differenza c'è tra la scrittura privata e quella pubblica?
  4. A cosa serve registrarsi all'Ufficio del Registro?
  5. Cos'è l'attività istituzionale?
  6. L'associazione puo` avere un Codice Fiscale? A cosa serve?
  7. A cosa serve e come si ottiene il Codice Contribuente?
  8. A cosa serve e come si ottiene la partita IVA?
  9. E' una Persona Giuridica? Differenza tra associazione Riconosciuta e non.
  10. Può accettare donazioni? Cosa sono le donazioni di modico valore?
  11. Può acquistare immobili (o beni mobili registrati)?
  12. Quali sono gli obblighi da espletare dopo il rinnovo delle cariche (Presidente ecc..)?
  13. Quali sono i libri sociali/contabili obbligatori? Devono essere vidimati?
  14. Quando e come deve rilasciare ricevute?
  15. "senza scopo di lucro" è sinonimo di "volontariato"?
  16. Può pagare i propri soci o assumere personale?
  17. Cosa significa "Organizzazione di Volontariato"?
  18. Come si diventa Organizzazione di Volontariato?
  19. Cosa comporta iscriversi all'albo regionale?
  20. OdV: Come gestire la flessibilità dell'orario di lavoro previsto dalla legge 266/91 art.17?
  21. Cos'è un "Ente non Commerciale"?
  22. Cos'è considerato attività commerciale?
  23. Può svolgere attività commerciale? Deve iscriversi al REA?
  24. Può svolgere vendite in bancarelle esterne?
  25. OdV:Come si identificano le attività commerciali marginali?
  26. Può gestire un negozio che non sia soltanto uno spaccio per soci?
  27. Deve pagare le tasse? Quali? E Come?
  28. Cos'è la contabilità separata?
  29. Esiste un software per gestire la contabilità di associazioni?
  30. In cosa consiste la contabilità per chi pratica attività commerciali occasionali?
  31. Come funziona l'opzione forfettaria per il pagamento delle tasse?
  32. Come funziona la contabilità semplificata?
  33. Come funziona la contabilità ordinaria?
  34. Quali sono le leggi di riferimento per le associazioni?
  35. Quali sono i testi/libri/riviste di riferimento? Bibliografia.

  1. Quali sono gli elementi necessari per costituire un'associazione?
    E' sufficiente riunire in modo stabile un gruppo di persone con uno scopo di natura ideale ben definito; questa condizione già di per sè costituisce un'associazione. Non credo esista un limite minimo di persone che possono formare un'associazione, possono essere anche 2.
    La costituzione di un'associazione può quindi avvenire anche in forma di accordo orale. Questo tipo di formula preclude però ogni tipo di passo successivo (cfr.
    tabella); essa non potrà svolgere attività commerciali, accedere alle agevolazioni e/o contributi pubblici ecc.
    E' quindi fortemente consigliata la costituzione in forma scritta (sia essa come atto privato che come atto pubblico). [fotocopie Stefano]

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  2. Come si costituisce in forma scritta?
    E' necessario scrivere un Contratto di Associazione, se la stesura del documento avviene con la supervisione di un notaio viene detto atto pubblico altrimenti atto privato. E' poi possibile (ma non obbligatorio) registrare questo atto presso l'Ufficio del Registro. Il Contratto di Associazione spesso si scompone materialmente in 2 documenti che pero' giuridicamente costituiscono un atto unitario [Diritto] e sono:
    L'atto costitutivo è molto semplice e recita qualcosa del tipo:
    "E' costituita in ____luogo_____ l'associazione denominata _________.
    Essa funzionerà secondo le norme stabilite dallo statuto che si allega al presente atto costitutivo.
    Sono presenti i signori : Nome Cognome Residenza CF firma".
    Il presidente eletto dall'assemblea costituente è _______.
    Il funzionamento dell'associazione è regolato dallo statuto.

    Lo Statuto è invece un po' più impegnativo perchè deve tracciare le finalità e le norme di funzionamento dell'associazione. Esso è suddiviso in articoli:
    Alcuni esempi: "Con i Campesinos"

    La scomposizione nei due documenti non è obbligatoria ma in ogni Contratto di Associazione è indispensabile prevedere almeno 2 organi (l'Assemblea dei soci e gli Amministratori), in via facoltativa un organo di controllo (di solito chiamato Collegio dei Probiviri) e definire:

    Molte associazioni registrano solo un generico atto costitutivo contenente i sopracitati elementi essenziali e rimandano a successivi accordi l'elaborazione di uno Statuto dettagliato.
    Per registrare ciascun atto servono 3 copie (l'originale piu' 2 copie), 3 marche da bollo (*nota) da 20.000 Lire e 200.000 Lire di costi di registrazione. Una copia la tiene l'Ufficio del Registro e 2, bollate e registrate, vengono restituite all'associazione.
    (*nota) Secondo la legge i fogli su cui scrivere l'atto DEVONO essere fogli di protocollo (A3 piegato a metà) di 4 pagine, ogni pagina DEVE avere tot righe (mi pare 25), e in ogni riga DEVONO stare tot sillabe, che i margini non devono essere superati ecc. ecc.
    Nell'era del computer e delle stampanti, pare che gli ufficiali giudiziari si regolino facendo pagare una marca da bollo ogni 4 pagine A4 (cioè con 5 pagine 2 bolli), e verificando a occhio che i margini siano piu' o meno giusti e che il font non sia troppo piccolo. Ho amici ai quali infatti hanno ridato indietro il foglio perchè secondo loro andava riscritto piu' largo. [Leigheb]

    OdV: Per le Organizzazioni di Volontariato Esse, in virtu' dell'art. 8 della 266/91 non devono pagare questa tassa - anche se effetivamente la legge in questione lascia spazio a molti dubbi, anche tra gli stessi Dottori in Legge che scrivono sul Bollettino Tributario (nota 145 - citato in bibliografia). I dubbi sono stati definitivamente risolti (a favore della totale esenzione dall'imposta di bollo e di registro per le OdV) dalla Circolare Esplicativa del Ministero delle Finanze n. 3/25.2.92 (GU 56/92).

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  3. Che differenza c'è tra la scrittura privata e quella pubblica?
    Come abbiamo detto, se la costituzione avviene in presenza di un notaio viene denominata scrittura in forma di atto pubblico, altrimenti scrittura in forma privata.
    La scrittura privata, secondo il codice civile, vincola i firmatari e vale nei confronti di terzi fintanto che i firmatari riconoscono la propria firma. Per evitare scherzi da parte dei firmatari si ricorre all'atto pubblico, che avviene con l'autentica delle firme dal notaio (il quale autenticando le firme certifica anche la coerenza e la conformità dell'atto con la legge) e la registrazione.
    La differenza materiale sta innanzitutto nei costi: il notaio costa circa 500 mila lire. La differenza sostanziale sta nel fatto che solo con un atto pubblico è possibile, in futuro, chiedere il Riconoscimento e diventare quindi Persona Giuridica. [Serv.Consulenze]

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  4. A cosa serve la registrazione all'Ufficio del Registro?
    Secondo l'art. 2704 del Codice Civile la scrittura privata (cioe' non autenticata dal notaio) - che, come scritto negli artt. precedenti, puo' essere imposta a terzi, mentre ai firmatari solo finche' essi ammettono la loro firma - non ha nessuna possibilita' di essere imposta a terzi per quanto riguarda la data, a meno che la scrittura non sia stata registrata, e in quel caso vale come data la data di registrazione.
    Penso quindi che nel caso di una associazione la registrazione di una scrittura privata non autenticata serve non tanto per vincolare i soci (per quello servirebbe l'autentica della firma) ma piuttosto per evitare che un estraneo se ne esca col tuo stesso nome e simbolo dopo che tu hai fondato l'associazione. [Leigheb]

  5. Cos'è l'attività istituzionale?
    E' lo scopo ideale dell'associazione. Esso deve essere un obiettivo di utilità generale/collettiva non puo' essere in alcun modo un'attività economica (non che questa non possa essere esercitata) ma non deve essere lo scopo principale, quindi bisogna evitare assolutamente di inserire tra gli scopi dell'associazione attività "per definizione" commerciali tipo "organizzazioni di viaggi e soggiorni turistici" ecc. (vedi FAQ 22); eventualmente queste attività commerciali "per definizione" possono essere scritte nello statuto in un altro articolo specificando che si tratta di attività strumentali che l'associazione potrà eventualmente svolgere per perseguire lo scopo istituzionale.

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  6. Puo` avere un codice fiscale? A cosa serve?
    Certamente, se è stata costituita in forma scritta (registrata o meno). E' necessario dare comunicazione all'Ufficio delle Imposte Dirette dell'avvenuta "nascita" di questo nuovo soggetto. Questi rilascerà un codice fiscale.
    E' possibile ottenere il CF anche senza essere registrati all'Ufficio del Registro: evidentemente allo Stato non importa niente chi sei purchè paghi le tasse! [Leigheb]
    Avere il CF non significa essere una Persona Giuridica e non obbliga alla compilazione della dichiarazione dei redditi!!
    A cosa serve
    Il CF è indispensabile per: Se non fai nulla di tutto cio' il C.F. puoi non chiederlo.

  7. A cosa serve e come si ottiene il Codice Contribuente?
    Se si vogliono pagare collaboratori (siano essi dipendenti o autonomi, abituali o occasionali) serve, oltre al codice fiscale, anche il Codice Contribuente;
    Per ottenerlo basta la forma scritta, non chiedono nè atto pubblico nè registrazione, è gratis, lo dà l'Esattoria Comunale.
    [Leigheb]

  8. A cosa serve e come si ottiene la partita IVA?
    La partita IVA è necessaria solo se si svolge attività commerciale abituale (dpr 633/72 art 1 e 5).
    Non è necessaria per le attività commerciali occasionali: l'occasionalità dell'attività non è definita per legge infatti esistono numerosissimi contenziosi riportati sulla "Bibbia" Pirola [cfr risposta 30].
    Una cosa è certa, se si è in possesso di partita IVA si diventa automaticamente un soggetto che esercita attività commerciale abituale, e si è costretti ad applicare la normativa IVA per qualsiasi prestazione.
    [M. Leigheb] Come si ottiene non lo so, aspetto integrazioni.

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  9. E' una Persona Giuridica? Differenza tra associazione Riconosciuta e non.
    No, in generale un'associazione non è riconosciuta come Persona Giuridica per il diritto privato. Questo significa che l'associazione non è obbigata a possedere un patrimonio, che puo' accettare solo donazioni di modico valore e che le responsabilità legali sono esclusivamente a carico del Presidente (o degli amministratori); (es. per risolvere eventuali debiti dell'associazione, i creditori possono rivalersi sul patrimonio del presidente).
    Facendo domanda di Riconoscimento (seguendo la procedura indicata nell'articolo 14 del Codice Civile), una associazione può acquisire Personalità Giuridica (e quindi scaricare il presidente delle responsabilità prima citate) ma è necessario che abbia un patrimonio, che sia stata fondata tramite atto pubblico. [Serv.Consulenze]

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  10. Può accettare donazioni? Cosa sono le donazioni di modico valore?
    Un associazione non riconosciuta puo' accettare solo donazioni di modico valore. Esse sono somme in denaro o altri beni mobili di modico valore. Il modico valore del bene donato si valuta soprattutto in rapporto alle condizioni economiche del donante [Codice Civile art 783], in questa figura possono quindi rientrare anche notevoli somme di denaro se il donante è una persona facoltosa. [Diritto]

    Il modico valore deve essere comunque inferiore a 10 Milioni di Lire, questa e' una nostra interpretazione del TU sulle donazioni (tariffa annessa al DL 346/90) perche è la cifra per la quale il ricevente non deve pagare tasse. Se la donazione supera i 10 MLit l'associazione dovrà chiedere il riconoscimento, oppure essere una Org. di Volontariato. Un associazione Riconosciuta può accettare un qualunque tipo di donazione.
    Il soggetto che fa una donazione non può inserire la somma nella dichiarazione dei Redditi come "costi sostenuti" (per pagare meno tasse), cosa viceversa possibile se si trattasse di una "sponsorizzazione". Può però detrarla dal reddito, solo se l'associazione ricevente rientra in alcune ben determinate categorie (ONG, OdV, Ente religioso, associazioni culturali riconosciute che operano nel campo dei Beni Culturali, ecc.). Le Organizzazioni di Volontariato possono accettare una donazione senza chiedere necessariamente il riconoscimento, permettendo tra l'altro al donante la detrazione dal reddito, ma a tutt'oggi la normativa per le OdV ancora non è applicata integralmente.

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  11. Può acquistare immobili (o beni mobili registrati)?
    Si, se è in possesso di codice Fiscale. Nel caso più comune di associazione non riconosciuta il bene sarà intestato all'associazione tramite il suo rappresentante legale (Presidente). Il bene è realmente di proprietà dell'associazione. Il "prestanome" non possiede alcun diritto di proprietà. [Copie Stefano]

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  12. Quali sono gli obblighi da espletare dopo il rinnovo delle cariche (Presidente ecc..)?
    In un associazione non riconosciuta, dotata di Codice Fiscale, l'elezione di un nuovo Presidente deve essere comunicato all'Ufficio delle Imposte, che provvede a modificare i dati del rappresentante (senza alcuna spesa) inseriti nel fogliettino blu del Codice Fiscale. In generale se cambia qualcosa (sede, presidente ecc.) il CF va corretto, e il discorso vale anche per la registrazione (?pagando?) che va rifatta se l'atto registrato viene modificato.

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  13. Quali libri sociali/contabili sono obbligatori? Devono essere vidimati?
    Nessuno. Le associazioni non sono obbligate a tenere i verbali ne durante le assemblee ne tantomeno durante le riunioni del Consiglio Direttivo. Anche se sarebbe una buona cosa farlo. Lo stesso si puo` dire anche per il registro dei soci e gli altri libri sociali e contabili.
    Le cose cambiano se l'associazione svolge attività commerciali, a questo punto deve sottostare agli obblighi di legge previsti.

    OdV: Esistono invece obblighi per le Organizzazioni di Volontariato, iscritte all'albo regionale; devono avere:

    1. il registro dei soci, esso deve anche essere numerato e bollato in ogni pagina e deve riportare il numero degli aderenti ai fini dell'assicurazione.
    2. il registro delle entrate "con indicazione nominativa dei soggetti eroganti"
    3. inoltre essendo obbligata all'esibizione di bilanci annuali dovrà in qualche modo tenere i libri contabili che consentono di soddisfare tale obbligo.
    Per questi ultimi pur non essendo obbligatorio che vengano vidimati e bollati, è consigliabile numerarli e farli bollare da un segratario comunale o altro pubblico ufficiale.
    [Volontariato 3/94]

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  14. Quando e come deve rilasciare ricevute?

    In sintesi quando una associazione riceve soldi (quote e contributi associativi, donazioni, corrispettivi per attività non commeciali o per attività commerciali occasionali), dovrà rilasciare, se richiesta, una ricevuta. Se l'associazione svolge attività commerciale abituale (ed è quindi dotata di partita IVA) dovrà rilasciare, se richiesta, la fattura.

    Le ricevute (quietanze) emesse da associazioni politiche, sindacali, di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive per la riscossione di quote e contributi associativi sono esenti dall'imposta di bollo in modo assoluto (art. 7 tabella B D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 642 come modficato dal D.P.R. 30 dicembre 1982 n. 55), mentre le altre ricevute sono soggette al bollo di 2.500 Lit se la somma versata superiore a 150.000 Lit (art. 13 nota 2a tariffa annessa al D.M. 20 agosto 1992 e succ. mod.).

    In questi casi un foglio intestato recante l'indicazione del ricevente e della cifra pagata può essere sufficiente.

    Se l'associazione emette un pagamento ad un collaboratore occasionale senza partita IVA, potrà chiedere al collaboratore una ricevuta, che l'associazione potrà eventualmente utilizzare per documentare i costi sostenuti al momento della compilazione del 760 bis (se la somma corrisposta supera le 50.000 Lit l'associazione è anche tenuta a trattenere subito la ritenuta d'acconto del 19%, e l'anno successivo a inviare al collaboratore la certificazione dei compensi e delle ritenute versate, e infine a compilare il mod. 770). Se il collaboratore possiede partita IVA, l'associazione potrà chiedere al collaboratore la fattura, che l'associazione potrà eventualmente utilizzare, oltre che per documentare i costi sostenuti, anche per detrarre l'IVA nel caso essa svolga un'attività commerciale abituale.
    OdV: Se una persona (anche una persona giuridica) fa una donazione ad un'Org. di Volontariato iscritta nell'albo regionale, può (o meglio potrà quando il Min. Fin. si deciderà a scriverlo nelle istruzioni dei mod. 740 e 760) detrarre la somma dal proprio reddito, quindi serve senz'altro emettere la ricevuta, ma in virtù dell'art. 8 legge 266/91 non è necessario applicare alcun bollo.
    [Leigheb]

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  15. "Senza scopo di lucro" è sinonimo di "volontariato"?
    Qui ci troviamo di fronte ad un grossissimo e sbagliatissimo luogo comune. La dicitura "senza scopo di lucro" non significa affatto che tutti i membri dell'associazione debbano essere volontari. Tale dicitura è implicita nella definizione di associazione che deve avere come fine il raggiungimento di un beneficio collettivo e si contrappone a quella di società commerciale che prevede come finalità essenziale "l'esercizio di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili".
    (nel Codice Civile si possono trovare degli approfondimenti)
    Un'associazione, come una normale società, avrà delle entrate (offerte, eventuali incassi commerciali...) e delle uscite monetarie (spese, paghe ecc.): quello che avanza è detto utile. La differenza fondamentale sta nel modo in cui viene gestito questo utile. In una società l'utile viene ridistribuito ai soci/azionisti, nelle associazioni questo non può essere fatto (CC art 2247); l'utile deve essere reinvestito nella attività dell'associazione (caso tipico è di girarlo nel Fondo di riserva indivisibile e utilizzarlo negli anni successivi).

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  16. Può pagare i propri soci o assumere personale?
    Vista la risposta precedente, la prima parte del quesito ha risposta affermativa: cioè è possibilissimo pagare il lavoro dei soci, circa le modalità riporto le spiegazioni di [Leigheb]
    Stabilito che le organizzazioni di volontariato hanno dei limiti, si puo' tutto, bisogna avere oltre al Codice Fiscale anche il Codice Contribuente.
    1. Quello che so per certo è per le prestazioni occasionali di lavoro autonomo. (collaboratori occasionali)
      • Se il compenso è inferiore a 50.000 Lire non devo effettuare ritenute, ma solo annotarmi il pagamento in un registro anche a fogli mobili, e poi non ho alcun altro obbligo DPR 600/73 art. 25 comma 3.
      • Se invece il compenso supera 50.000 Lire trattengo il 19% che poi versero' all'Esattoria o con CCP (entro il 15, mi pare, del mese successivo), annoto il pagamento in un registro anche a fogli mobili, e l'anno dopo faccio il 770 (dove per chi ha preso compensi superiori alle 50.000 Lire vanno segnati anche i compensi inferiori).
      • Il rimborso forfettario agli atleti dilettanti da parte delle società sportive, che mi pare sia al massimo di 60.000 Lire/giorno, è trattato come il compenso per prestazione occasionale di lavoro autonomo inferiore alle 50.000 Lire.
    2. Se hai collaboratori coordinati e continuativi essi sono esclusi da IVA, devi pero' trattenere il 19% di ritenuta d'acconto.
      Poi va calcolato il 10% del 95% dell'imponibile IRPEF, che andrà versato all'INPS. Di questo 10%, 1/3 lo trattieni al lavoratore e il resto lo mette l'associazione-datore di lavoro (parlo per sentito dire).
    3. Se hai dipendenti devi tenere il libro paga e il libro matricola, contributi, INAIL, ecc. (anche qui parlo per sentito dire).

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  17. Cosa significa "Organizzazione di Volontariato"?
    Questa denominazione è stata introdotta dalla legge 266/91, legge che erroneamente viene presa come La Legge delle Associazioni.
    Questo nome viene attribuito a quelle organizzazioni (associazione, club, comitati...) in cui tutti soci prestano attività di volontariato in modo personale, spontaneo e gratuito.
    In questo caso non può essere pagato alcun compenso ai soci ad esclusione di un rimborso delle spese che deve pero' sottostare a determinati parametri (es. il rimborso delle spese di viaggio deve rientrare all'enterno delle tariffe ACI).
    Condizione necessaria e sufficiente per definirsi "org. di volontariato" è che venga accolta la domanda di iscrizione nei registri delle organizzazioni di volontariato (albo regionale) istituiti dalle regioni; una volta ottenuta l'iscrizione e' possibile usufruire delle agevolazioni indicate dalla legge. (Ad es. se si è iscritti da piu` di un anno, si puo' accedere ai fondi che le varie Amministrazioni destinano alle Organizzazioni di Volontariato).

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  18. Come si diventa Organizzazione di Volontariato
    Le modalità dovrebbero essere indicate nella legge regionale che ha recepito le "direttive" della Legge nazionale 266/91, o in successive delibere. Dovrebbe comunque essere necessario essere costituiti, in forma scritta, come associazione (club, comitato o ...) da almeno un anno.
    Riporto qui i contributi ricevuti:
    1. LAZIO. Avendo uno statuto scritto (in forma privato o pubblica), pronto e coerente con la legge del volontariato (nel Lazio la legge regionale ricalca la nazionale) il Presidente va alla Regione, riempie il modulo e compila la domanda di iscrizione.
      Nel Lazio vogliono anche la fotocopia dell'assicurazione di tutti i soci (malattie, infortuni e RC, ma per le associazioni culturali o ambientaliste le malattie non sono chieste), ma credo che in altre regioni ci si possa assicurare anche ad iscrizione avvenuta.
      [Leigheb]
    2. Invito qualun'altro a raccontare la sua esperienza.

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  19. Cosa implica l'iscrizione all'albo regionale?
    Queste e altre cose sono ben esposte nel testo di legge.

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  20. OdV: Come gestire la flessibilità dell'orario di lavoro previsto dalla legge 266/91 art.17?
    La flessibilità dell'orario di lavoro, concessa ad un lavoratore per consentirgli di partecipare alle attività dell'org. di Volontariato, è attuabile se: Il concetto di flessibilità implica il rispetto totale delle ore di lavoro (obbliga quindi al recupero) [Volontariato 10/96]

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  21. Cos'è un "Ente non Commerciale"?
    E' la figura fiscale che definisce le associazioni, le fondazioni, i club, i comitati e gli Enti pubblici. Con questa denominazione si vuole sottolineare che l'attività principale non deve essere un'attività commerciale. Questo non significa che non sia possibile esercitare attività commerciale.

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  22. Cos'è consideratà attività commerciale?
    La risposta alla domanda è argomento molto delicato in quanto le leggi sono molto contorte, ci sono leggi, eccezioni, eccezioni alle eccezioni ecc.
    Comunque ci provo. E` considerata commerciale: L'attività non è considerata commerciale se:
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  23. Un'associazione può svolgere attività commerciale? Deve iscriversi al REA?
    Si, l'esercizio di attività commerciali (vendita o prestazione di servizi) è consentito alle associazioni. L'attività deve rientrare nelle attività istituzionali dell'associazione direttamente o indirettamente (reperire fondi per raggiugere il fine istituzionale).
    Deve pero' sottostare a tutte le regole proprie dell'attività commerciali: aprire Partita IVA, avere le eventuali licenze, pagare le imposte ILOR e IRPEG.
    Un' associazione che eserciti attività commerciale ha l'obbligo di iscrizione al REA (Registro Economico Amministrativo) della Camera di Commercio; ne è esentata se è un organizzazione di volontariato (iscritta agli albi regionali secondo la 266/91). [Volontariato 5/95]

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  24. Può svolgere vendite in bancarelle esterne?
    La legge, pare, consenta questa vendita a patto che si sia in possesso di licenza di vendita ambulante e se svolte in maniera abituale essa imporrebbe anche il rilascio dello scontrino fiscale.
    La prassi sembra invece confermare che un'attività di questo tipo possa essere svolta (o sia tollerata?) senza possedere la licenza di vendita ambulante o altri requisiti specifici se svolta saltuariamente (il ricavato netto va comunque dichiarato nel 760 bis nella pagina "Redditi Diversi").
    Per le associazioni già in possesso di partita IVA e di licenza di vendita in un negozio, lo svolgimento di attività commerciali esterne deve essere comunicato all'ufficio IVA ogni volta, oppure deve essere comunicato una sola volta all'inizio di ogni anno.

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  25. OdV: Come si identificano le attività commerciali e produttive marginali?
    La risposta che segue si riferisce esclusivamente alle Organizzazione di Volontariato iscritte all'albo regionale. La legge 266/91 nella sua versione iniziale prevedeva che il Ministero delle Finanze decidesse sulla marginalità in base alla domanda presentata dall'organizzazione stessa.
    Ora finalmente è stato fissato un decreto i cui punti chiave sono stati ben riassunti sulla Rivista del Volontariato 5/95 e che ora qui riporto.
    L'attività commerciale deve essere svolta: sono marginali:
    1. attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza di campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali;
    2. attività di vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dal organizzazione senza alcun intermediario.
    3. cessione di beni (come sopra, senza intermediari) prodotti dagli assistiti e dai volontari
    4. attività di somministrazione di bevande e alimenti in occasione di raduni, manifestazioni ... a carattere occasionale.
    5. attività di prestazione di servizi (cfr DPR 633/72 - articolo 3) rese a terzi in conformità alle finalità istituzionali, verso il pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano il 50% del costo sostenuto dall'organizzazione.
    ma non sono marginali i proventi derivanti da convenzioni [Sole24Ore 27.06.95] e l'attività del commercio Equo e Solidale svolto in modo abituale.
    [Volontariato 5/95]

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  26. Può gestire un negozio che non sia soltanto uno spaccio per soci?
    Si, è possibile. Attendo dettagli da qualcuno! Deve pero` aprire Partita IVA, tramite un Preposto iscriversi al REC, pagare le imposte ILOR e IRPEG; puo` adottare la contabilità semplificata se il fatturato è inferiore a 360 milioni, o anche scegliere per l'opzione forfettaria se il fatturato non supera lire 119.892.000 (1996; cifre adeguate ogni anno in base al costo della vita).

  27. Deve pagare le tasse? Quali? E come?
    Qui entriamo in un campo minato ... è necessario procedere con cautela.
    Deve Pagare le tasse? Si, se riceve un reddito imponibile e se non gode delle agevolazioni riservate alle Organizzazioni di Volontariato. [vedi risposte precedenti]
    Schematicamente: Quali?
    Le imposte da pagare sono l'IVA, a meno che si tratti di attività occasionali, e in ogni caso l'ILOR (16,2%) e l'IRPEG (37%).
    Perchè le associazioni non riconosciute - che non sono persone giuridiche - debbano pagare l'IRPEG (Imposta sui Redditi delle PErsone Giuridiche) rimane per me un mistero.
    Come?
    In generale è fortemente consigliato alle associazioni che praticano attività commerciali tenere una contabilità separata per le attività istituzionali (non tassate) e per quelle commerciali (tassate); inoltre molte associazioni che svolgono attività commerciale in modo abituale si appoggiano ad un commercialista. Chi volesse fare da sè, deve affrontare la compilazione del modulo 760 bis (relativo agli Enti Non Commerciali).
    Il modulo è reperibile gratuitamente presso gli Uffici delle Imposte Dirette con le relative istruzioni (esperienza provata dal sottoscritto), oppure scaricando le immagini dei moduli nel sito del Ministero delle Finanze: http://www.finanze.interbusiness.it
    Dopo averlo compilato, presso l'Esattoria (vi verrà assegnato il Codice Contribuente che poi userete anche negli anni seguenti) compilare il modulo di pagamento IRPEF / ILOR e pagare il dovuto. Infine spedire all'Ufficio Distrettuale delle Imposte o al Centro di Servizi a voi più vicino, tramite raccomandata, il 760 bis e le ricevute dei pagamenti.

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  28. Cosa significa tenere la contabilità separata?
    E' il metodo consigliato alle associazioni che svolgono attività commerciale e consiste nel tenere in modo distinto gli incassi e le spese proprie dell'attività commerciale dalle entrate e uscite dell'attività istituzionale.

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  29. Esiste un software per gestire la contabilità di associazioni?
    Si, è stato sviluppato da Igor Falcomatà può essere richiesto per una prova gratuita.
    Riporto qui una breve descrizione dell'autore:
    
      Il programma BILANCIO (ver. 3.0) permettette di gestire elenchi
    
      di   entrate/uscite  (data,  descrizione,  importo,  codice  di
    
      riferimento, note). Ad ogni spesa/entrata è possibile assegnare
    
      un  codice  di  riferimento,  che  ne  identifica  il tipo (per
    
      esempio: entrate saranno 'CPR - Contributi Provincià,  'CCM  -
    
      Contributi Comune, uscite saranno 'CAR - Cartoleria e affini',
    
      'BIB  - libri, giornali, riviste); questi codici possono essere
    
      inseriti dall'utente (in numero illimitato)  e  possono  valere
    
      come  entrate  e/o  come uscite.  E' possibile creare un numero
    
      illimitato di archivi con nome diverso  (per  esempio  CASSA93,
    
      CASSA94,  etc.) o tenere tutto su un unico archivio ed usare la
    
      potentissima funzione di filtraggio, che permette di vedere  al
    
      programma  solo  una parte dei record, decidendo così di volta
    
      in volta se agire, p. es., su tutti i record o solo  su  quelli
    
      del  1994  (in  tutte  le operazioni tipo stampa, esportazione,
    
      somma, etc.) E' possibile  effettuare  stampe  dell'elenco  (su
    
      tutte  le  principali  stampanti),  è possibile visualizzare a
    
      video (ed eventualmente  stampare)  il  totale  generale  e  il
    
      totale diviso per codici di riferimento. E' possibile esportare
    
      i  record  in  formato  .dbf,  .sdf (ascii a lunghezza fissa) o
    
      delimted (ascii racchiuso tra virgolette), per  importarlo  per
    
      esempio  in  excel  o  publisher  e  stamparlo bello bello.  E'
    
      possibile stampare  l'elenco  dei  codici  di  riferimento.  Il
    
      programma  è in italiano e dotato di help on-line sensibile al
    
      contesto.  Il programma gira su qualsiasi computer.
    
    

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  30. Quali sono gli obblighi contabili per chi pratica attività commerciali occasionali?
    Ripetiamo, se l'attività è occasionale non deve nè avere Partita IVA nè rilasciare fatture.

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  31. Come funziona l'opzione forfettaria per il pagamento delle tasse?
    Si riferisce alle leggi 398/91 e 66/92 Riporto qui la splendida spiegazione di Claudio Di Blasi inviata nella conferenza telematica Associazionismo di PeaceLink:

    Per usufruire di tale normativa occorre mandare una dichiarazione all'ufficio Imposte Dirette e per conoscenza all'ufficio IVA da cui si dipende in cui si dichiara appunto di voler usufruire delle facilitazioni previste dalla legge.

    VANTAGGI DELLA NORMATIVA IN QUESTIONE:

    1. nessun libro contabile da conservare, vidimare, aggiornare;
    2. ci si tiene un terzo dell'IVA che si riceve quando si emette fattura per vendita di beni e servizi (poi spiego perchè)

    OBBLIGHI DELLA NORMATIVA
    1. aprire la partita IVA (100.000 lire annue per associazioni senza fini di lucro);
    2. conservare le fatture emesse;
    3. versare un terzo dell'IVA che si riceve con l'emissione di fatture all'ufficio IVA o all'ufficio SIAE da cui si dipende (anche in questo caso occorre fare una serie di carte e versare una cauzione di circa 100.000 lire una tantum) entro 5 giorni dall'incasso;
    4. fare la dichiarazione dei redditi derivanti da vendita di beni e servizi come associazione ogni anno, pagando il 6% di tasse sui ricavi.

    Come vedete non si può recuperare l'IVA che si paga ad altri (si è in una sorta di regime forfettario), ma su quella che si incassa si tiene circa 1/3 (un terzo si versa alla SIAE o all'Ufficio IVA, un terzo la si versa come tasse).
    Personalmente ho verificato che tale norma è molto comoda, soprattutto per associazioni con giro di vendite di beni e servizi di non grandi dimensioni, tanto è vero che l'Associazione Obiettori Nonviolenti di Bergamo, di cui faccio parte, utilizza questa metodologia da oltre due anni.
    L'unica vera difficoltà è consistita nel convincere gli impiegati dell'ufficio IVA di Bergamo che esisteva questa legge: abbiamo dovuto portargli la Gazzetta perchè non ci credevano!!
    A vostra disposizione [Claudio di Blasi]
    Alcuni indicano il limite di convenienza per questo regime intorno ai 60 milioni di fatturato.

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  32. Come funziona la contabilità semplificata
    Non so, aspetto che qualcuno faccia luce sull'argomento.
    Per ora posso dire:

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  33. Come funziona la contabilità ordinaria?
    Non so, aspetto che qualcuno faccia luce sull'argomento.
    Credo che sia molto complicata e che nessuna associazione l'abbia adottata.
    Occorrono i seguenti Libri: Giornale, Inventari, Mastro, Registro ai fini IVA, Scritture di Magazzino, Registro dei beni ammortizzabili, Registro dei beni meccanografici e Scritture dei sostituti d'imposta.
    Su Internet trovate http://www.andi.net/nazionale/info_fiscali/cont_ordinaria.html

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  34. Quali sono le leggi di riferimento per le associazioni?
    Per le associazioni in generale:

    Per le Organizzazioni Non Governative di cooperazione internazionale

    Per le Organizzazioni di Volontariato

    Per le ONLUS

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  35. Quali sono i testi/libri/riviste di riferimento? Bibliografia.
    Ne esitono parecchi ma secondo me hanno il difetto di prendere la materia a livello troppo "burocratico-formale", mancano risposte precise a domande precise e ciò costringe a noiose e infinite letture.

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Il presente testo puo` essere utilizzato e distribuito gratuitamente citatando gli autori: Loris Rinaldo, Mario Leigheb.
Se avete suggerimenti, critiche, nuovi interrogativi e, possibilmente, anche nuove risposte Scriveteci !

- Ultimo aggiornamento 4 ottobre '97 -
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