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Vittorio vb Bertola
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venerdì 9 Giugno 2006, 00:51

Io non sono un gobbo di merda

Sì, ho visto la partita. Sì, il Toro ha perso male. Sì, le possibilità di andare in serie A sono piuttosto ridotte. Ma non capisco le facce smorte e depresse che ho visto in giro.

Intendiamoci, a nessuno fa piacere vedere una partita così, quattro gol quattro presi su episodi, e Taibi Brevi Melara che forse raggiungono la sufficienza sommando i loro tre voti (forse). Ma il campionato non è ancora finito; ci sono altri novanta minuti da giocare. Fino ad allora, nulla è deciso; fino ad allora, nessuno è autorizzato a mollare.

E’ legittimo lamentarsi, è legittimo essere delusi; ma non si può cedere al disfattismo. Non serve, anzi riduce le poche chance che ci sono rimaste. Noi non siamo gobbi, che alla prima sconfitta si mettono a piangere, a buttare merda su tutto. Noi, alle sconfitte, ci siamo abituati, allo stadio come nella vita, tanto più se non sono meritate. Abbiamo preso talmente tante mazzate, dalla vita, che ogni volta abbiamo avuto la sensazione che fosse finita, la tentazione di mollare. Ma poi, cocciutamente, ci siamo rialzati. Non ne avevamo avute abbastanza, e non ne avremo mai. Noi, comunque, ci crediamo.

Domenica, il nostro stadio sarà una bolgia. Dovremo essere in sessantamila, incazzati, a urlare contro un destino già scritto; qualsiasi cosa succeda, qualsiasi sia il risultato, dal primo al novantanovesimo minuto. E poi, se vinceremo, la festa sarà più bella; e se perderemo, piangeremo insieme di rabbia e delusione, e poi ci rialzeremo, e saremo di nuovo lì, alla prima partita dell’anno prossimo, a provarci ancora una volta.

Non esiste che una squadra che fa 150 punti in due anni l’anno prossimo sia ancora in serie B. Ma se succederà, sarà solo un’altra perla che si aggiunge alla nostra collezione di storie da Toro. Del resto, se tutto quel che ci interessava era vincere, avremmo tifato per la Juve. Ma non avrebbe avuto lo stesso sapore; non sarebbe stato così dolorosamente vero.

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8 commenti a “Io non sono un gobbo di merda”

  1. Durruti:

    NON MOLLEREMO MAI!

    Grazie Vittorio!

    Dai, dai, dai!

  2. MARCO:

    ODIO MANTOVA

    FORZA TORO

  3. Marcello:

    Prima di scrivere cagate su toronews su noi gobbi pensa a tirarti su dal purgatorio della B. Frustrati da 12 anni che non siete altro. Grazie mantova

  4. Andrea:

    Ok, solo adesso capisco cosa sta succedendo. Stai osando l’impensabile, stai tentando l’improbabile: una trollata di dimensioni nazionali con decine di migliaia di persone dall’altra parte del filo. Il disegno ancora non mi è chiaro, riesco solo ad intravvederne i contorni.
    Complimenti, in boca al lupo.

  5. Mir:

    Per gobbo : proprio vero che certa gente ha la pelle della faccia riportata dalle chiappe. Prima di scrivere cagate su questo blog sturatevi le fogne di casa vostra dalla merda che vi satura (leggi Moggi &Co) dopodiche’, iniziate a pensare.

  6. dario:

    poche parole: domenica sarò in Maratona per la prima volta della mia vita tra i 60.000. Forza Toro!

  7. fabio,barotto-granata:

    non vedo l’ora, l’adrenalina mi sta invadendo!
    e domenica saro’ là, a urlare a squarciagola!!!
    Siamo il Toro, niente piagnistei, giochiamocela, buttiamo il cuore oltre l’ostacolo…e sia quel che sia!

    Grande Vittorio!!

  8. Near a tree » Blog Archive » La notte in cui ci facemmo Toro:

    […] C’è un momento in cui il Toro ha vinto la serie A. Non è stato in campionato, non è nemmeno stato ieri sera. E’ stato quando, giovedì notte, dopo l’andata persa per 4-2 ci siamo guardati tutti negli occhi – la curva, i tifosi a casa, quelli sul forum, e penso anche i nostri giocatori – e ci siamo detti: ci daremo per vinti? No, mai. A quelli che tremavano, che chinavano la testa, che avevano paura o si sentivano perduti, abbiamo ringhiato e abbiamo ripetuto una semplice verità: che nella vita tutto ma proprio tutto è possibile, basta crederci veramente. Crederci, da solo non basta, ma è un requisito assolutamente necessario. Quello è stato il momento in cui abbiamo conquistato la serie A. […]

 
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