Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Gio 9 - 14:32
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

toblòg

toblòg <<>> fotoblòg

Blog sospeso!
Il mio blog attuale:
Near a tree

Su di me
Chi è vb?
Cos'è toblòg?
Cos'è fotoblòg?
La mia home page

toblòg per e-mail
Lascia la tua e-mail per essere avvisato in automatico dei nuovi post di toblòg.

Cerca in toblòg

Gravitazioni
Elena
Simone, Rutto, Gaglia,
Dumbo, Lobo, Sciasbat,
Fabbrone, Susan, Bruno
.mau.
Dariofox, Matteo
Lenders
Fraser, Mugly, Laurence
Thomas, Bret, Esther, Wendy, Karl A., Ross

Aggregami! RSS 0.92 RSS 2 RDF

[powered by b2 + molte modifiche - login]

L'isola dei virtuosi
Numero 43 - 26 Ottobre 2003 (Domenica), 12:11

Vecchio Commonwealth Oggi su fotoblòg

Vecchio Commonwealth

Molto inglese.

Dunque, tanto per farvi subito rosicare, scrivo questo report con il portatile sulle gambe, seduto su un lettino in mezzo a una spiaggia deeserta di sabbia finissima, con il rumore delle onde e un soffio di vento nelle orecchie, e null'altro. Peccato che per postarlo dovrò tornare almeno fino alla piscina, a raggio di wi-fi, e forse anche dentro, visto che la mia batteria ormai dura mezz'ora o poco più...

Insomma, più che un centro congressi questo sembra (anzi, è) un villaggio vacanze; tipo un Club Med con più ristoranti e meno attrezzature sportive (solo un paio di piscine e due campi da tennis). Oggi però il cielo è azzurro e si sta proprio bene; non credo che farò il bagno (la temperatura è attorno ai venti gradi), ma sono proprio contento di aver mollato il resto della truppa dentro l'albergo per avventurarmi solitario fino alla spiaggia.

Ieri, all'aeroporto, ci siamo trovati subito di fronte a una organizzazione molto curata; tanto è vero che, subito di fronte allo sbocco del finger e prima ancora di arrivare alla dogana, siamo stati intercettati da una gentile signorina, che ci ha portato a un controllo passaporti separato e ci ha poi fatto aggirare tutta la coda alla dogana, attraverso il passaggio marcato "CORPS DIPLOMATIQUE" (wow...).

Subito fuori ci ha mollato ad un altro signore, incaricato di spuntare la lista degli arrivi; il quale signore si è trovato di fronte a un diplomatico nigeriano piuttosto spazientito, che continuava a ripetere che lui sarebbe stato raccolto e scarrozzato dalla sua ambasciata, e che non gli facessero perdere troppo tempo con questa roba; e si è spazientito ancor di più quando il volenteroso locale non è riuscito, nonostante tre o quattro tentativi di spelling in franglese, a scrivere correttamente il suo nome. D'altra parte il suddetto nome era formato da cinque lettere, di cui due a, una i, una j e una y: una di quelle combinazioni che se ti escono a Scarabeo bestemmi per tutta la serata. Comprensibile una certa difficoltà.

Durante il viaggio, mi son trovato di fianco a un signore american-singaporeano, che ha cominciato raccontando di come (visto il suo aspetto indiano) il 14 settembre del 2001 abbia rischiato di rimanere a terra, prima di un volo interno negli Stati Uniti, perchè i passeggeri bianchi non si fidavano a volare insieme a un non-bianco e pretendevano che venisse scaricato (questo nel caso in cui qualcuno avesse ancora dei dubbi sul significato che i WASP americani attribuiscono alla frase "lotta al terrorismo").

Successivamente, il signore si è bullato in sequenza di essere professore universitario per metà anno a Singapore e per l'altra metà a Stanford; di essere l'inventore dei nomi di dominio IDN (ossia con caratteri non-ASCII); di essere il proprietario dell'unica azienda rimasta operativa nella produzione di software per registri IDN; e di aver da poco firmato un contratto con il governo cinese, che sta patchando i root server e gli ISP nazionali, per vendere domini completamente ideogrammatici (anche nel primo livello), e di averne già venduti un milione alla faccia di ICANN e delle sue lentezze.

Oltre a questo, mi ha anche detto che è ora che i tecnocrati e l'IETF tutta si levino dalle scatole e smettano di pensare che dieci ingegneri della UCLA sappiano cosa è giusto per tutto il mondo; che nessuna università seria darebbe una laurea honoris causa a Cerf o a Postel visto quanto è scarso il design ingegneristico di Internet; che è ora che la gestione della rete passi dai tecnici ai businessmen delle grandi telco, che la faranno funzionare bene proprio come il telefono; e che la soluzione allo spam e ai problemi di stabilità delle aziende Internet (io gli ho raccontato la storia della mail di Libero) è che venga imposta una tassa di qualche decina di cent su ogni e-mail spedita, in modo che la gente la usi di meno e con più cognizione di causa, e i provider guadagnino di più.

Ora, non so cosa pensiate voi di questo tipo di approccio, ma vi garantisco che in America sta diventando sempre più popolare, per cui c'è veramente il rischio che (alla facciazza del resto del mondo) diventi realtà entro breve.

Ma chiudiamo la parentesi e invece torniamo a dove sono capitato: come detto, si tratta sostanzialmente di un albergone-villaggio vacanze sulla costa, nel mezzo del nulla e a una ventina di chilometri da Tunisi. Questo significa che difficilmente riuscirò a visitare la città, per motivi di tempo e anche per scarsa fiducia nei tassisti locali.

Vero è che ieri sera sono andato a cambiar moneta al bancone dell'albergo, facendo la domanda in inglese, e la signorina ha cominciato a contarmi i dìnari facendo gargarismi; al mio sguardo ebete, è passata al francese scusandosi per aver cominciato a contare in arabo, perchè "vous avez l'air d'un arabe". Non mi aggraderebbe molto perdermi nella Medina di Tunisi, venir apostrofato in arabo, non capire una mazza e subirmi pure l'irritazione del locale...

Thomas, che è arrivato un giorno prima di me, ha visitato la Medina e mi ha raccontato di essere stato portato dentro un negozio dalla sua guida e abbandonato lì per un quarto d'ora, secondo lui come forma di ricatto psicologico: o compri o la guida non torna più, e sono tutti cazzi tuoi. Lui si vanta sempre, da buon turista tedesco, di non cadere in queste trappole per turisti poco razionali o disorganizzati; così come si vantò, in Brasile, di averci fatto scendere dal taxi dopo che l'autista gli aveva chiesto per il trasporto 10 real (3 euro) invece del giusto prezzo di 5, facendoci quindi risparmiare 50 centesimi a testa.

Poco importa che io sarei stato ben lieto di regalare una simile fortuna a un carioca, anche se magari c'erano destinatari migliori del taxista con la sua vecchia Uno gialla; e che questo tipo di logiche mi pesano perchè lì e ancor più qui mi fanno sentire un corpo estraneo.

Qui all'ingresso dell'albergo ci sono un metal detector e un sacco di poliziotti, anche se molti degli americani hanno comunque preferito starsene a casa, e se la Tunisia è forse il meno arabo dei paesi arabi. Attorno non c'è nulla, e non possiamo avere troppo contatto con i locali, anche se siamo liberi di prendere un taxi e andare in giro a nostro rischio e pericolo.

Sicuramente questa è una esibizione di prestigio internazionale per la Tunisia, che vuole presentarsi come il paese più moderno del Nordafrica; e noi dovremmo essere i virtuosi che da tutto il mondo accorrono, celebrano questa missione, lasciano qui qualche seme, qualche contatto e qualche idea.

Ma mi sfugge un po' il senso di fare tutto questo quando, nella realtà, siamo invisibilmente chiusi in un'isola felice; così come mi sembrava molto ingiusto, a Rio, sedere sul portico a mare del lussuoso megaristorante di churrasco, con una caipirinha in mano, circondato da pasciuti americani che facevano il trenino ballando la samba, e vedendo le luci delle favelas dall'altro lato della baia.

Pensandoci bene, continuo a pensare che un senso ci sia; che Internet sia un angolino piccolo ma importante della speranza di un mondo migliore, persino per le favelas brasiliane; e che se può essere vero che, in fondo, basta che funzioni, e magari persino che il modo migliore per farla funzionare sarebbe trasformarla completamente in un business di telecomunicazioni come tanti altri, è però anche vero che il sogno di una reciproca comprensione e collaborazione mondiale, presupposto per la pace*, passa attraverso la comunicazione globale, e che Internet è quello che ha reso questa comunicazione possibile a livelli prima inimmaginabili. Per questo mantenerne l'armonia, l'apertura e la funzionalità a livello mondiale è così importante.


* Una volta avrei detto "pace e prosperità", ma sto cominciando a pensare che, vista la scarsità delle risorse mondiali, in futuro pace e prosperità andranno sempre meno d'accordo. Ma questo meriterà, prima o poi, un altro post.


--vb.

<< On the road againQuando le acque sono calme >>

<Commenti>

Attenzione: quanto segue potrebbe non essere vero.
Elena
26 Ottobre
12:38
io almeno avevo la scusa di essere ubriaca...
se qui lo leggi, bacio.
 
Rutto
27 Ottobre
17:31
Una volta trasformato in un business come tanti altri, verrà usato per fare soldi come tutti gli altri business: nelle favelas non ci sono soldi. Esattamente come non ci sono telefonini. Anzi, a volte ci sono telefonini e non c'e' l'acqua.
Fai foto, mi raccomando.
 
alessio
28 Ottobre
13:52
Nessuno riesce a togliermi dalla testa che questi meeting vengono organizzati da ICANN "nella terra di nessuno" per impedire di avere partecipazione, domande, rotture di maroni assortite.

Ma se fanno un meeting a San José, quanti sono i "geek" che vanno ad insultare Verisign?
 
vb
28 Ottobre
15:10
Se noti, non ci sono più stati meeting di ICANN negli USA a partire da uno a tua scelta dei due eventi seguenti:

1) 11 Settembre 2001 e le conseguenti difficoltà per chiunque non sia WASP di entrare negli USA

2) Karl Auerbach vince la causa che imporrebbe ad ICANN di fargli vedere tutti i suoi documenti più segreti

Vedi tu.
 
Daniele
28 Ottobre
20:33
Che nervoso.... e rosico si che rosico!!

"...scrivo questo report con il portatile sulle gambe, seduto su un lettino in mezzo a una spiaggia deeserta di sabbia finissima, con il rumore delle onde e un soffio di vento nelle orecchie, e null'altro. Peccato che per postarlo dovrò tornare almeno fino alla piscina, a raggio di wi-fi..."

Dalla mia parte invece "Leggo questo post dall'ufficio ed e' tardissimo, vorrei andare a casa, ma devo ancora finire delle cose per domani..." e mi girano si che mi girano!! :-(
 


<Lascia un commento>
Nome E-mail
Url
Testo
Auto-BR (vai a capo a fine riga)

Oggi
Cambio di blog

Nel passato recente
14/4Lo schermo
13/4Fine (I feel)
27/3Rottami
25/3Perso e tradotto
6/3Una salita a Superga
15/2Miracolo a Torino
31/1L'Italia che filtra gli IP

Recenti su fotoblòg

Molto inglese.Attacco degli UFO?Anche qui!
La città vista dall'alto.Scappando dai cavi.La baia di Wellington.
Sull'Oceano al tramonto.Un albero sul cielo in fiamme.Un foro di luce sulla città.

Archivi
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006
Dicembre 2005
Novembre 2005
Ottobre 2005
Settembre 2005
Agosto 2005
Luglio 2005
Dicembre 2004
Ottobre 2004
Settembre 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003

Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2021 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike