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Altri treni
Numero 84 - 30 Luglio 2005 (Sabato), 16:14

Vecchio Commonwealth Oggi su fotoblòg

Vecchio Commonwealth

Molto inglese.

Non ci contate troppo! E' che mi sono un po' stufato di sentire persone che mi chiedono quand'è che ricomincio a bloggare seriamente, come facevo una volta; così ho deciso che tanto vale ricominciare a pubblicare un articolo ogni tanto. Comunque, i miei ultimi tentativi di blog si sono estinti da soli abbastanza in fretta, per cui, come dicevo, non fateci troppo conto.

Più difficile, invece, è stato decidere l'argomento su cui bloggare. Dovete sapere che ieri è stata una giornata di viaggio, per via di una improvvisata trasferta romana; ragion per cui, per un'ora di riunione mattutina al Ministero per l'Innovazione, mi sono sciroppato un'andata in aereo con decollo alle 6:50, e un ritorno a base di sette ore in treno (sapete com'è: pagavo io).

E così, ieri mattina alle sei meno un quarto mi sono ritrovato alla misconosciuta stazione di Madonna di Campagna, per prendere il treno per l'aeroporto. Era la prima volta, e sulla banchina eravamo in due (l'altro, un operaio che di certo non andava a Roma); del resto, non conosco nessuno che sia mai andato a Caselle in treno.

In effetti, chiamarlo treno è già un complimento; le carrozze hanno i sedili sporchi e sdruciti, decorati da messaggi d'amore di quattordicenni che probabilmente ora già votano da parecchio tempo, e gli infissi in legno; sembrano (seriamente) risalire al 1930, e potrebbero essere astutamente proposte ai businessmen discesi in aereo come un'originale esperienza vintage, se almeno fossero tenute sopra il livello della decenza. Diciamo che, vista anche la velocità, il tutto assomiglia di più a un tram; e non a caso, nonostante per l'aeroporto fosse piena ora di punta mattutina, sono stato l'unico a scendere all'aeroporto.

E così, fors'anche perchè in questi giorni tutti si interrogano sull'opportunità di investire qualche fantastiliardo nella TAV subalpina, mi sono messo a ponderare sui millanta miliardi (di Italia '90) che furono investiti per interrare la linea da Torino Dora allo Stadio, e agli altri millanta miliardi più recentemente investiti per interrare il tratto che attraversa l'abitato di Caselle (del resto, come tollerare i disagi provocati da un treno di tre carrozze che attraversa l'abitato a 45 km/h ogni mezz'ora?); tutto questo per un collegamento che finisce nell'inutile stazione Dora, degradata e scomoda per qualsiasi cosa, perchè manca l'accordo tra GTT e FS per far proseguire i treni fino a Porta Nuova.

Su questo, non dovremmo disperare, perchè è stato annunciato che durante i giorni delle Olimpiadi i treni dall'aeroporto finalmente saranno prolungati. Peccato però che, subito dopo, tutto tornerà come prima. Perchè?

Beh, vedete, nei soli quindici anni di lavori per il passante ferroviario, pare che le Ferrovie e il Comune ci abbiano preso gusto. Per questo motivo, qualche anno fa, si sono detti: perchè, come da progetto, far finire l'interramento dei binari per Milano là dove l'altimetria lo provocherebbe naturalmente, ossia all'altezza di corso Principe Oddone? Non sarebbe meglio investire altri millanta miliardi al cubo per scavare ulteriori chilometri di tunnel che, al prezzo di altri anni di cantieri e di una pendenza abbastanza proibitiva per i treni, porterebbero i binari sotto la Dora per poi farli riemergere in corso Grosseto? Detto fatto: variante approvata e altri bei lavori pubblici da fare.

Cosa c'entri questo con l'aeroporto è evidente: se si interrano i binari sotto la Dora, e quindi sotto la relativa stazione, la linea per l'aeroporto - che lì riemerge dal suo trincerone, a livello del terreno - si troverà quella quindicina di metri troppo in alto per essere raccordata coi nuovi binari. Di conseguenza, l'investimento nell'ulteriore interramento renderà il collegamento ferroviario diretto da Porta Susa all'aeroporto impossibile.

E allora? Non è mica un problema, la soluzione c'è: basta investire altri millanta miliardi per buttare via il tratto sotto via Stradella, interrato solo quindici anni fa (quando il passante, peraltro, era già in lavorazione: mica una sorpresa), e scavare un altro bel tunnel interrato sotto corso Grosseto, in modo da far poi ricongiungere i binari dall'aeroporto con quelli da Milano all'altezza del parco Sempione. Certo, bisognerà chiudere corso Grosseto per qualche annetto, ma tanto i torinesi ci sono abituati; e poi, vorrete mica lasciare a piedi le centinaia di milioni di turisti che atterreranno a Caselle dopo il 2006...

Fin qui, potrebbe essere un ordinario caso di cattiva pianificazione delle opere pubbliche. Però... a chi conviene? Io non lo so; mi sono limitato, ieri in treno, a leggere "La Stampa", pagina 37, dove vengono riportate intercettazioni telefoniche della magistratura, relative ad altri lavori pubblici, e in particolare alle strade olimpiche di Torino 2006. Vi si legge di vari funzionari delle aziende e degli enti interessati, che parlano continuamente del viceministro Ugo Martinat, il signore di Alleanza Nazionale in Piemonte, che attraverso personaggi come Vincenzo Procopio, ex direttore dei lavori dell'autostrada Torino-Bardonecchia, "influenzerebbe" l'assegnazione dei lavori pubblici in Piemonte. Si leggono così dialoghi interessanti, tipo: "La Satti è stata obbligata a dare a Procopio un collaudo da 240 miliardi... ti rendi conto?" "Eh, c'è poco da fare". Il commento finale: "Man bassa...".

Naturalmente, è tutto da verificare, tutto da capire; nè, detto fra noi, esiste una significativa parte politica che non abbia le "mani in pasta". Però, ogni tanto, anche i ricchi piangono: stando all'intercettazione, pare che Martinat, quando lo informarono che un certo gruppo di aziende che rompeva le scatole (con tanto di cause) per vincere degli appalti avesse preso come "consulente" l'azienda Rocksoil, abbia reagito con un inconsulto "Uh, cacchio!", seguito da una pausa e da un commento rassegnato: "Vabbe', pazienza, nella vita non si vince sempre!"

Per chi se lo fosse perso, come peraltro scritto bellamente nella home page, la Rocksoil è una azienda di geoingegneria fondata nel 1979 da tal ingegner Pietro Lunardi, attualmente ministro dei Trasporti e capo di Martinat (naturalmente, per evitare il conflitto d'interessi, mi pare che l'azienda sia stata ceduta da Lunardi alla moglie). Si sa, ubi maior...


--vb.

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<Commenti>

Attenzione: quanto segue potrebbe non essere vero.
Frank
2 Agosto
11:13
Grazie :)
 

5 Agosto
9:06
bentornato vub├Č !! :)

/palber
 
Nathan Freeman
22 Settembre
2:21
Cool site! I'll be back. Revelations of John: http://home-garden.officialnewsseries.com/38/ home-garden-hints-and-tips-home-air-conditioners/ ers/ , So without further delays
 


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