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Buona Pasqua
Numero 76 - 11 Aprile 2004 (Domenica), 10:44

Vecchio Commonwealth Oggi su fotoblòg

Vecchio Commonwealth

Molto inglese.

Nota introduttiva

Questo è un post che ho inviato ieri sera su it.fan.culo, il newsgroup che tanti anni fa ho fondato come cazzeggio e sfogo per le mie crisi di allora, e che avevo smesso di frequentare da un paio d'anni (quelli che ancora lo fanno mi dicono che, in effetti, c'è rimasto poco di interessante da leggere).

Nei miei peggiori momenti, inclusa la lunga e profonda crisi depressiva dovuta alla fine della mia prima relazione d'amore, tra aprile 1999 e la primavera-estate 2000, it.fan.culo fu una distrazione e anche uno specchio su cui, ogni tanto, annotare un resoconto sincero delle mie sofferenze.

Questa storia è iniziata la sera del 23 marzo, il giorno prima di partire per New York, quando ho invitato a casa mia alcuni amici, offrendogli una pizza, e abbiamo guardato insieme "Il senso della vita" dei Monty Python, che non vedevo da dieci anni. Non sapevo ancora che, da quel viaggio, io non sarei mai veramente tornato.

Difatti, gli ultimi dieci giorni - per la seconda volta a partire dal trentun marzo, e questa, insieme al meccanismo perfetto e inesorabile di esecuzione materiale che è derivato da quella pizza, è una coincidenza decisamente preoccupante riguardo all'esistenza di Dio - sono stati di sofferenza e di ironia, e soprattutto di cambiamenti estremi, dentro e fuori la mia vita, fuori e dentro di me.

Naturalmente non li ho ancora metabolizzati per bene nè superati del tutto. Cioè, una delle cose che ho capito è che non li supererò mai: nella vita le sofferenze, così come le esaltazioni, non si superano, diventano semplicemente un pezzetto in più di te stesso con cui convivrai, magari serenamente e senza problemi, fin che campi.

Però ho scoperto un sacco di cose buffe e inaspettate sugli altri, e in particolare sulle persone che conoscevo da anni, ma che non avevo mai veramente capito, in parte per immaturità mia, e in parte perchè mi mancavano i dati necessari. Ho scoperto che ciò che sembra solido, sicuro e invidiabile in nessun caso lo è. Ho scoperto che di tutte le ragioni di vita che vengono normalmente elencate nei film e nei libri di buoni sentimenti, non una è mai restata in piedi per nessuno oltre i trent'anni o anche prima.

Da qualche giorno credo di essere un adulto del Duemila, con tutte le certezze e le incertezze e le amarezze di una persona relativamente matura inviata in un mondo fondato sul nonsense. Perchè, come mi ha detto un amico che ha passato la stessa esperienza, ho scoperto che le risposte alle domande fondamentali sulla vita, l'universo e tutto quanto, ci sono. Solo, non sono quelle che avrei voluto sentire.



E ora anche vb, dopo i Monty Python, presenta:
Il senso della vita




Buongiorno, gruppo!

Sono in un momento di indebita euforia e volevo segnalare ai miei vecchi adepti quanto sia buffo e incredibile l'animo umano. Qualcuno disse che è da come affrontano le prove mortali che si distinguono le persone: c'è chi fugge, chi si rassegna, chi affronta il destino con coraggio... e chi prova a cambiarlo, naturalmente entro il limite di ciò che è dato e ragionevole.

Io sto passando attraverso una prova mortale di tipo statistico: un po' come venire messo, legato, di notte, sui binari di un treno che ti arriva addosso a tutta velocità, per un numero enorme di volte di fila (non so esattamente quante, so che ce n'è un'altra solo quando vedo il treno ricomparire in fondo al rettilineo; a seconda dei momenti, è una volta ogni dieci secondi oppure ogni dieci minuti, non di più).

E scoprire che, se uno ci crede davvero, un numero non piccolo di volte, forse persino la maggioranza, il treno ti colpisce e rimbalza ammaccato senza farti niente.

Ecco, ancora una volta di più sono convinto che ciascuno di noi si becca il destino che c'è, tipicamente come esito di moti poco prevedibili; e allo stesso modo deve, per missione e patto col diavolo, provare a cambiarlo con tutte le proprie forze - in una ulteriore direzione casuale che in quel momento gli vada a genio.

Questo non nasconde il dolore, la tristezza, il dubbio, il rimorso, l'ansia, il tumulto interiore, la malinconia, il senso di vuoto, la tenerezza, gli ormoni, i ricordi (ah, soprattutto i ricordi...). Ma li rende solo una parte della vita, non i suoi contenitori.

E, anche se non pochi ne sono sorpresi, dall'elenco mancano l'odio e l'ira - per scelta, non per debolezza.

E' evidente che sul pianeta siamo fondamentalmente soli, anche se è solo la sofferenza che ce lo fa capire - nè è possibile convincerne chi, pur avendone ricevuta una bella dose, non ne ha ancora accumulata a sufficienza. Ogni tanto questo ci mette in crisi, e troppe crisi portano le persone normali a diventare cattive, o troppo ciniche per trovare ancora la voglia di voler bene a qualcuno che non sia se stesso.

Certamente in questo periodo c'è poco da sperare: al di là della vita personale, abbiamo lavori per lo più incerti, stressanti e poco gratificanti, una nazione dal futuro incerto, un mondo pieno di guerre, e una società di gente fragile ed egocentrica. C'è aria di fine del mondo, e questo potrebbe in effetti rovinarci la passeggiata serale.

Ma io no, io non voglio essere cinico e cattivo, nè fragile ed egocentrico. Voglio essere forte ed autocosciente, perchè è l'unica cosa che mi permetterà di dare agli altri tutto ciò che posso e di più, quando gli altri e il destino me ne daranno la possibilità; e di ritirarmi in buon ordine quando gli altri e il destino non me la daranno, pronto a risorgere per loro, nel mio piccolo, in nuove forme, se ne avrò voglia, quando ne avranno voglia; oppure mai.

Buona Pasqua,


--vb.

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<Commenti>

Attenzione: quanto segue potrebbe non essere vero.
.mau.
11 Aprile
12:00
.
 
Simone Caldana
11 Aprile
17:51
subscribe.
 
elena
13 Aprile
16:25
la tua descrizione della "prova mortale di tipo statistico" mi ha ricordato il travaglio: ogni nuova volta arriva troppo presto, pensi che finalmente sverrai e invece stai sveglio, pensi che morirai e invece sopravvivi. alla fine ti ritrovi pure il premio e dopo un po' la stanchezza passa... coraggio!
 
odo
14 Aprile
9:48
42, che non e' la risposta alla Domanda Finale, ne' il numero di treni pronti ad investirti. Preferisco pensarlo come al numero di "cicatrici" (io quell'esperienza la descrivo cosi') quando ho smesso di contarle. Poi ti accorgi che il mondo e' diverso, e davvero la tua vita dipende da te, da quanto ti impegni MA non per te. Un abbraccio,

odo

PS: meno male che non avete visto "il grande freddo" o "le invasioni barbariche"
 
M.I.R.-KO
21 Aprile
0:16
Il disastro è il mio mestiere, la mia vita è 'na traggedia, molto di ciò che faccio è destinato a fallire miseramente vuoi per sfiga (come tutti i "pali" del Toro che non sono goal!), vuoi perché col tempo tutto (amori, rapporti di lavoro etc.) fatalmente si deteriora.
Finché son stati uno o due comparti a cedere ho rilanciato sugli altri, ma quando la situazione si è fatta pesante ho riadattato al contesto non so come un vecchio adagio dei CCCP: "..quando il crollo è generale, non hai un centesimo e il tuo IQ non supera 70 la situazione è ECCELLENTE, cccp è con te!"
Sarà che sono un figlio degli anni '80 quando tutto ci sembrava fichissimo e..
"Ecco" mi son detto, sarò scemo, non credo in dio ma in cccp, la demenza del momento mi ha salvato infondendomi un cauto ottimismo..
In fondo che differenza fa rispetto a passar le serate ipnotizzato davanti alla "Talpa"?

Ave
M.I.R.
 
Lorenzo
30 Marzo
23:20
Io sono parito per NY proprio il 23!
Vabbè ke nel periodo di pasqua a ny c'era mezza italia...
 


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