Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Sab 18 - 19:33
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

Archivio per il mese di Agosto 2021


giovedì 12 Agosto 2021, 13:46

Molte stelle fa

Oggi vi racconto un aneddoto.

Era il 2009 ed era la prima volta che in Piemonte si presentavano alle elezioni le liste “grilline”: una a Rivoli, con candidato sindaco Ivan Della Valle, e una per la provincia di Torino, con candidato presidente il sottoscritto. Era un periodo di grandi ideali e grandi discussioni ideologiche, ma uno dei pilastri era indiscusso: dovevamo candidarci come “portavoce dei cittadini”, non per noi stessi e per il nostro ego. Anche la comunicazione doveva quindi centrarsi sul programma e non sul candidato, e assolutamente mai sulla sua immagine personale.

La cosa era interpretata rigidamente: ancora nel 2010 alle regionali, e poi nel 2011 quando mi candidai sindaco, non ci fu mai da nessuna parte un manifesto con la foto del candidato, nonostante tutti i manuali di marketing politico intimassero il contrario. Già ci fu grande controversia prima di ammettere che si potessero fare dei “santini” per raccogliere i voti degli amici dei singoli candidati, anche questi però uguali per tutti, centrati sul programma e al massimo con una fototessera del soggetto.

Bene, in quel 2009, qualche settimana prima del voto, ero a Bologna per un mio impegno di lavoro e camminavo per tornare a prendere il treno quando mi squillò il telefono. Era un giornalista della Stampa, non ricordo più chi, ma il primo che decise di menzionare questa listarella sconosciuta in un articoletto di taglio basso. Mi fece le domande, io risposi, e poi mi disse: mi puoi mandare una tua foto? Io rabbrividii, e dissi: assolutamente no, noi vogliamo solo far vedere il simbolo. Lui insistette, disse che ero un perfetto sconosciuto e che la gente voleva vedere la mia faccia, che senza foto l’articolo non aveva senso, e alla fine ci accordammo: gli mandai una foto piccolissima che fu pubblicata in un quadratino non più grande di due centimetri per due.

Apriti cielo! Per una settimana partì un processo ideologico (uno dei tanti che ho subito negli anni, a dire il vero) accusandomi di avere tradito il gruppo e gli ideali per vanità personale. Alla fine, facendo notare che comunque il giornale non lo facevamo noi e non è nemmeno bello che la politica ordini ai giornalisti come fare gli articoli, finì con un “per questa volta passi”.

Stamattina immaginavo come avrebbero reagito i militanti pentastellati del 2009 – praticamente tutti ormai fuori dal Movimento, persino quelli che hanno poi fatto un po’ di carriera politica, tranne forse un paio che evidentemente dal principio puntavano a metter radici – nel vedere un manifesto come quello della foto, con la candidata in posa studiata con un sorriso accecante, la Mole strategicamente piazzata sullo sfondo, la collezione di simboli sotto, e multipli strati di Photoshop.

divider
domenica 8 Agosto 2021, 14:18

Arrivederci all’anno prossimo

Oggi in montagna è una domenica di mezzo agosto: è quel giorno dell’anno in cui c’è l’invasione. Senza arrivare, come nella foto qui sotto, a chi rischia la vita spingendo una bicicletta sul ghiacciaio senza sapere cosa sta facendo, a quote più normali è il delirio.

E’ il giorno in cui dalla pianura arrivano SUV pieni di gente che ignorando qualsiasi cartello e qualsiasi divieto si inerpicano sulle piste forestali fino a parcheggiare spuzzettando proprio in mezzo al prato, lasciandoci in mezzo due bei solchi. E’ il giorno in cui i sentieri si intasano di famiglie in ciabatte con due cani rigorosamente senza guinzaglio, tre bambini urlanti e scatenati che fanno scappare qualsiasi forma di vita per chilometri, e il papà bestemmiante che spinge un passeggino sul sentiero in salita tra i sassi o in mezzo al fango. E’ il giorno in cui le rive dei torrenti e dei laghetti diventano discoteche a cielo aperto, con gente seminuda che piazza la musica a volume altissimo e non ci sono abbastanza assessori in giunta per bastonarli tutti. E’ il giorno in cui a salire per il bosco rischi di essere arrotato da un commendatore di Monza che ha appena comprato la mountain bike da Decathlon (però la più costosa) e si è fatto portar su dal taxi fuoristrada per fare solo la discesa a rotta di collo, però senza saper frenare.

Ma per carità, vi perdoniamo, sperando che almeno uno su cento di voi si accorga della meraviglia della montagna, del silenzio e della fatica, della vita nascosta e sfuggente agli umani, e provi il desiderio di tornarci in modo e in momento diverso. Quanto agli altri novantanove, arrivederci: per fortuna ci vedremo solo l’anno prossimo.

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2021 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike