Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Gio 23 - 15:06
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione

Archivio per il mese di marzo 2007


sabato 31 marzo 2007, 13:41

Grazie Windows

Stamattina, caso infrequente ma possibile, invece di usare il portatile mi sono messo a lavorare con il vecchio PC fisso con Windows XP. Ho scritto mail per un paio d’ore, tenendo d’occhio l’orologio, visto che alle 13 dovevo essere da mia madre per pranzo. Controllo anche l’orologio da polso, e scopro con orrore che deve essere finita la pila: è più di un’ora indietro!

Arrivata l’ora del pranzo, vado dalla mamma, arrivo… nessuno risponde al campanello. Mi preoccupo, prendo le chiavi, entro in casa… nessuno. Mi chiedo cosa stia succedendo, finchè non guardo un orologio e scopro che sono solo le 12 e mia mamma è ancora al mercato.

Grazie, Windows, per aver ciccato l’aggiornamento dell’ora legale! E’ vero che, essendo via, non avevo più acceso il PC fisso da quando è scattata l’ora legale, ma non mi pare una buona ragione.

divider
sabato 31 marzo 2007, 08:12

Paura

Volo Lisbona-Madrid; atterriamo all’aeroporto di Barajas. Mentre la folla si accalca per uscire, un signore prende una borsa dalla cappelliera, la posa sul sedile, poi prende la sua, che era bloccata dietro, e se ne va.

Esco, e quando arriviamo alla porta il signore davanti a me si ferma, e, con un distinguibile accento italiano, spiega agitatissimo alla hostess che qualcuno ha lasciato una borsa sul sedile e poi se ne è andato, e che quindi bisogna controllare perchè potrebbe essere un attentato.

Ovviamente, dieci persone dopo arriva la borsa con il suo legittimo proprietario, che era semplicemente più indietro nella fila. Comunque, se voi voleste davvero fare un attentato, dopo essere riusciti a far passare una borsa con una bomba attraverso i vari controlli, invece di farla esplodere in volo la terreste lì fino all’atterraggio, per poi usarla contro gli ultimi venti passeggeri?

E’ deprimente come molta gente, quando si parli di sicurezza, dimostri di aver ceduto supinamente al lavaggio del cervello che ci è stato propinato negli ultimi cinque anni.

E’ altrettanto indicativo che la morte, che è un evento naturale tendenzialmente imprevedibile che prima o poi tocca a tutti, faccia così paura: viviamo in una società talmente attaccata alle cose materiali che la realtà fisica ci sembra imprescindibile.

divider
venerdì 30 marzo 2007, 10:16

.xxx, il voto

Con un voto a maggioranza – 9 contro 5, con l’astensione del CEO Paul Twomey – il Board di ICANN ha appena respinto definitivamente la proposta di creare il dominio .xxx.

L’unica mia osservazione, in qualità di membro senza diritto di voto, è stata che c’è un interessante pattern per cui praticamente tutti i sostenitori di questa proposta vengono dagli Stati Uniti o comunque da quella cultura – nel Board ci sono un neozelandese, un giapponese cresciuto in America, eccetera – mentre praticamente tutti coloro che vengono da altre culture sono contrari. Se fossi l’applicante, penserei di avere fatto un clamoroso errore ad incentrare la discussione sul primo emendamento della Costituzione americana.

Certo, probabilmente l’atteggiamento liberale americano è più coerente con Internet di quello “tradizionale”, centralista e politicizzato, del resto del mondo; ma non si può pensare di imporre un punto di vista, invece che impegnarsi per convincere chi non è d’accordo e trovare un modo di gestire anche le sue preoccupazioni.

P.S. DISCLAIMER per i legali americani che leggeranno la traduzione di questo articolo: Il voto del Board non è basato su considerazioni politiche, ma sull’analisi attenta e appropriata della domanda e di come essa si relazioni con i criteri stabiliti a suo tempo. Le considerazioni politiche e culturali sono aggiuntive ma non fanno parte delle motivazioni di voto per nessuno.

divider
giovedì 29 marzo 2007, 18:16

.xxx, dichiarazione

Mi spiace non poter raccontare nel dettaglio la seduta pubblica di stamattina e soprattutto le corrispondenti discussioni nel Board di ICANN. A tutti i livelli, si vedono certi “argomenti” volare…

Stamattina al “public forum”, poi, era pieno di lobbisti sia pro che contro, compreso uno che, mi hanno detto, è un mega-avvocato superquotato in termini di diritto costituzionale americano. C’era puzza di soldi per tutta la stanza: al di là delle vecchine del Kansas che mandano le lettere prefabbricate per minacciare di morte Paul Twomey se approverà un dominio popolato da materiale contrario alla parola di Dio, questa è una rissa senza esclusione di colpi tra gente che vuol fare milioni di dollari col porno su Internet, e gente che fa milioni di dollari col porno su Internet e ha paura di perderli. In tutta la discussione, la cosa più spiacevole – a parte la nota di fondo su come a nessuno freghi granchè dell’impatto di questa proposta al di fuori degli Stati Uniti – è non sapere mai chi sta pagando chi altro perchè dica la propria “libera opinione”.

Come tale, pur con tutte le implicazioni di principio, auspico che si prenda una decisione e che si cominci a parlare di questioni che, non per le vecchine del Kansas ma per i veri utenti dei nomi a dominio, sono molto più direttamente importanti.

divider
mercoledì 28 marzo 2007, 10:47

ICANN: Curiosità di oggi

Joi sbuccia gli acini d’uva prima di mangiarli. E invece di comprare un ADSL, affitta quindici chilometri di fibra non illuminata, attaccati a un gigabit di peering ricevuto pro bono, per tenersi il sito in casa.

E’ stato pubblicato il verbale della Open Session del GAC – il comitato dei rappresentanti dei governi, spesso criticato per lavorare sempre in segreto, e che a questo proposito ha appunto istituito una sessione aperta al pubblico – ma è stato classificato come segreto.

Vint e parecchia altra gente pensano che, siccome in caratteri latini tutte le nazioni sono state codificate con stringhe di due caratteri (nè più nè meno), in tutti gli alfabeti del mondo le nazioni dovrebbero essere codificate con stringhe di due caratteri. Chissà come si scrive “it” in arabo.

Di fronte a un parere scritto dell’Article 29 Working Party – il consiglio dei Garanti della Privacy europei – che dice che non solo lo status quo, ma entrambe le proposte di modifica avanzate per la regolamentazione del servizio Whois sono illegali secondo la legge europea, il rappresentante della proprietà intellettuale ha risposto che il parere non è legalmente vincolante, perchè solo i singoli membri del consiglio hanno un ruolo legale, non il consiglio stesso.

Ieri sera c’è stato uno spettacolo di fado meraviglioso, in un posto splendido, con un cantante famosissimo. E con metà della gente troppo impegnata a chiacchierare – al punto da andare fuori dalla sala perchè la musica disturbava – per accorgersene.

divider
martedì 27 marzo 2007, 18:15

ICANN: Martedì

Se per caso state aspettando da me una risposta, una mail, un messaggio, o peggio del lavoro, sappiate che non se ne parla… domani potrebbe essere una giornata un po’ più tranquilla, ma oggi mi è capitato di attraversare di corsa la strada per andare a una riunione che si tiene nell’albergo di fronte al nostro, e di fermarmi di colpo realizzando che era la prima volta che uscivo dal mio albergo da quando ci sono arrivato venerdì sera. (Ah no, in effetti sabato sera siamo andati a cena collettivamente in pullman.)

In compenso, stamattina con un miracolo della tecnica sono riuscito a collegare in diretta Wendy con il meeting tra l’ALAC e il Board. Lo staff di ICANN aveva fatto di tutto (involontariamente, s’intende) perchè lei, che voleva presentare al Board alcune proposte estremamente critiche, non potesse collegarsi remotamente in alcun modo; compreso uno spostamento di stanza all’ultimo secondo, verso l’unica stanza non dotata nè di un telefono nè di microfoni.

Così, entrati nel meeting, ho chiesto alla persona dello staff come fare per collegarla, e la risposta è stata che non c’era un telefono. Allora ho chiesto cos’era il cellulare che aveva in mano, e la risposta è diventata: non ho il numero di telefono. Apro IRC, intercetto Wendy, mi faccio dare il numero. La persona esce, chiama e torna dicendo: ho provato due volte ma c’era la segreteria. Wendy mi dice: ho ricevuto due chiamate ma mi hanno riattaccato in faccia non appena ho tirato su. Capita l’antifona, prendo IRC, chiedo il contatto, apro Skype, telefono… e così abbiamo fatto una audioconferenza usando il microfono integrato nel mio iBook (che prende anche con una persona che parla a dieci metri di distanza in laterale, pazzesco) e gli altoparlanti.

Oddio, dagli altoparlanti, non essendoci microfoni nella stanza, non si sentiva molto; per cui all’inizio Wendy parlava e Vint, pur essendo notoriamente debole d’orecchio, ripeteva alla folla. Dopodichè, lo staff ha diligentemente fornito degli altoparlanti… che erano senza pile e senza corrente. Alla fine hanno trovato delle pile, e Wendy è riuscita a fare la sua arringa: 1-0 per il popolo della rete. Naturalmente io non ne condividevo granchè il contenuto e soprattutto la forma, ma proprio per questo ci tenevo a farla parlare.

Come nota tecnica finale, segnalo che Skype funziona decisamente meglio sia di Marratech che di un qualsiasi sistema di conferenza telefonica tradizionale: abbiamo provato per tutta la settimana e nessuno di questi due ha mai funzionato decentemente…

divider
lunedì 26 marzo 2007, 15:31

Parlando di stadi (3)

Oggi pomeriggio, altro giro in Comune: si discuteva l’interpellanza presentata il 26 febbraio dal consigliere Carossa a proposito dei crediti relativi allo stadio Comunale (sul sito del Comune non è ancora accessibile, ma la trovate qui). In pratica, dopo il fallimento dell’A.C. Torino di Cimminelli, il Comune è diventato non solo proprietario dell’area dello stadio Filadelfia ma anche creditore delle garanzie che lo stesso Cimminelli aveva offerto a garanzia dei lavori di ristrutturazione olimpica del Comunale; tali garanzie dovevano ammontare a 3,5 milioni di euro, e avrebbero dovuto costituire il fondo che la Città metterà a disposizione per la ricostruzione del Filadelfia stesso.

Naturalmente, esattamente come il Comune si è dimenticato di farsi pagare dalla famiglJuventus per le rate del Delle Alpi, pare che si sia dimenticato di farsi pagare anche dalla famiglErgom di Cimminelli (ricordo, azienda che vive e tuttora prospera facendo sostanzialmente una cosa, i cruscotti della Punto).

Infatti, oggi pomeriggio l’assessore ha risposto che non c’è problema, che anzi il credito risulta persino superiore, pari a 4.329.060 euro. E che non si capisce perchè la gente pensi male, visto che loro, dopo il fallimento (avvenuto, lo ricordo, quasi due anni fa), avevano regolarmente dato il via al recupero crediti. Peccato che poi sia saltato fuori che il suddetto recupero crediti è stato iniziato il 13 marzo scorso… due settimane fa, e due settimane dopo la presentazione dell’interpellanza. Ma è solo un caso, eh!

Però c’è una buona notizia: pare che almeno stavolta non ci fosse la Digos

divider
domenica 25 marzo 2007, 22:47

ICANN: Lunedì

Se a qualcuno interessa, domani in agenda abbiamo un paio di discussioni interessanti.

La prima, che dovrebbe iniziare a mezzogiorno ora locale (l’una in Italia), è sul caso Registerfly, un rivenditore americano di domini che, in seguito alla crisi aziendale seguita a (pare) la crisi di coppia tra i due soci, è andato a rotoli mettendo a rischio l’esistenza di qualche centinaia di migliaia di domini di ignari registranti di tutto il mondo. Finalmente pare che ICANN si sia accorto di avere delle responsabilità in termini di protezione dei consumatori, anche se Vint insiste a dire che secondo lui non è affare che ci riguardi; e così, si discuterà di come inserire clausole a difesa dell’utente finale nei contratti di accreditamento dei rivenditori di domini.

La seconda, alle 15 italiane, è sull’ennesima proposta di processo per la creazione di nuovi domini generici di primo livello.

Ci sarà un webcast, e in generale la possibilità di partecipare tramite l’apposito sito.

divider
domenica 25 marzo 2007, 13:14

Record mondiale di pranzo

Meeting dell’At-Large europea, perso dentro i sotto-sotto-sotto-sottocommi dello statuto da approvare assolutamente entro oggi, fine prevista alle 13 (causa inizio del meeting successivo nella stessa stanza), ovviamente in ritardo.

Riunione privatissima del Board, con .xxx e altre questioni importanti in agenda, inizio previsto alle 13, mail imperiosa in mattinata “c’è il buffet fuori, vedete di mangiare prima, chi entra col piatto in sala lo impaliamo”.

E così, tre spiedini, contorno di riso e insalata di pasta, Coca-Cola Light rubata dal frigo dello staff, tre minuti e quattordici secondi netti. Poco digeribile, ma un sacco divertente :-)

divider
sabato 24 marzo 2007, 15:39

Cose che capitano

Oggi è una giornata storica per l’At-Large di ICANN. Qui a Lisbona, in due stanze vicine, i gruppi degli utenti europei e quelli degli utenti africani stanno concludendo i lavori per la creazione delle loro organizzazioni regionali.

Io sono nella riunione europea, ma sono passato a salutare un po’ persone della stanza a fianco. Non ho visto Didier, un simpatico signore della sezione congolese della Internet Society, che è stato anche nostro rappresentante nel comitato nomine, e così ho chiesto, e mi hanno detto che è qui ma ha avuto un problema: difatti, dopo che è partito, la classica guerra civile post-elettorale che è attualmente in corso in Congo ha avuto una recrudescenza, e così una bomba è piombata sulla casa a fianco alla sua, dando il via a un incendio che ha distrutto anche la sua. Sua moglie ha fatto appena in tempo a scappare portandosi via i bambini, e adesso sono sistemati da parenti, e stanno cercando se possibile una sistemazione all’estero; lui invece non può tornare indietro, visto che gli aeroporti sono chiusi.

Ovviamente anche questo genere di cose fa parte di ciò che i nostri giornali non raccontano quasi più, o che menzionano solo perchè c’è coinvolto di striscio un italiano. Ora pare che il capo dell’opposizione si rifugerà in Angola, dove è molto amico del locale presidente, e così la situazione si calmerà; e nel frattempo, noi possiamo continuare a preoccuparci dei nostri cellulari.

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2017 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike