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Archivio per il mese di maggio 2006


mercoledì 31 maggio 2006, 23:53

Storie granata

Questo racconto è stato inviato ieri sul forum di Toronews. Ne capitano spesso, di racconti così, in questo periodo di rinascita granata. Però sono sempre belli, per cui qualcuno ogni tanto lo vorrei ripubblicare anche qui, sperando di rendere più facile anche ai non tifosi capire il perchè il Toro sia così speciale.

Non so se puoi estendere ciò che ti scrivo al forum del toro.
Domenica, come ben sai, eravamo nei distinti in sette, tre bambini, una donna, tre uomini, per vedere il toro. Mai, in decine di partite viste allo stadio, ho visto tante donne, tanti bambini, tanti anziani, tante facce serene, tanta allegria e voglia di divertirsi come domenica.
Il toro ha vinto tre a zero, ora va ai play off.
Ma ha vinto soprattutto la gente granata.
Lo spirito granata, il cuore granata di tutti.
Tu lo sai, abitavo fino a dieci anni fa a San Mauro, sotto Superga; ogni giorno alzavo gli occhi e il pensiero andava all’aereo, e mi chiedevo come fosse stato possibile schiantarsi lì contro. Destino…
Una squadra già enorme, resa ancor più incancellabile ed inimitabile da quel maledetto muro della Basilica.
Sant’Agostino diceva:”Conosci il male per fare il bene”.
Credo che questo sia l’anima del tifoso granata: mai tifoso vide squadra più forte su campo d’erba, e quella squadra fu azzerata in tre secondi, lasciando sgomenti milioni di tifosi. Dal male della disperazione, dal male della separazione, dall’angoscia della perdita, il grande popolo granata ha sollevato lo sguardo verso Superga e ha preso in mano il testimone lasciato dai campioni, per arrivare a vivere il calcio, lo sport, con un rinnovato animo positivo.
Ho giocato a calcio per anni con le scarpe tacchettate che mi passava mio cugino, giocatore del Toro, quando per lui erano già “consumate”; il Fila per me è sempre stato di casa: mia nonna abita ancora in via Taggia, proprio davanti al mitico campo, e quando andavo dai nonni dopo la merenda si andava sempre a vedere l’allenamento. Ho visto da qui a lì (a volte stringendo mani) il Toro dello scudetto, sembrava di essere in cortile con gli amici più che all’allenamento di una squadra di serie A.
Ricorderai anche che l’amico Giovanni (Margaro) scatenò un putiferio nella tribuna dei Frogs a Busto Arsizio, quando il pubblico di casa sfotteva il sottoscritto mentre giocava a football…e quante partite abbiamo vissuto insieme tu, io, Giovanni, Massimo F. (Tauri41, n.d.r.) …
Tu lo sai, io tifo per la Roma.
Dopo la Roma, ovviamente, c’è sempre stato il Toro.
Domenica, prima di entrare allo stadio, mio cognato ha regalato il cappellino del toro a Gabriele, mio figlio; lui, che per convenienza sosteneva di essere della Juve, come sua mamma, se l’è calcato sulle 23, ed è entrato nel secondo anello poco convinto.
Ha guardato veramente poco la partita, ha giocato con i due suoi amichetti con i palloncini tutto il tempo, si è divertito un sacco, è stato pure lavato dai tifosi della Cremonese di fianco a noi; ma ha osservato. Ha guardato tutto. Ha visto tutto. Ha capito tutto. Quando siamo usciti dallo stadio mi ha chiesto di comprargli la bandiera:”Non quella piccola, papi, quella grandissima, la voglio appendere in camera!”, ha sentenziato.
Eppoi ha aggiunto:”Papi, tu sei della Roma, vero? Beh, io sono del Toro”.
Qualcosa, nella mia vita, è andato a posto.
Come quando paghi un debito, o come quando telefoni ad un amico che volevi chiamare da due anni, o come quando raggiungi una promozione dopo esserti fatto il culo…ora sono più sereno.
E forse anche un po’ più del Toro.
Un saluto a te, vecchio amico di mille battaglie, e a tutta la famiglia granata.

Paul

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martedì 30 maggio 2006, 13:36

I seggi di Milano e Torino

Siccome, come un commento mi ha fatto notare, sui siti ufficiali non c’è ancora la ripartizione dei seggi (operazione che, in maniera ufficiale, viene fatta una volta sola e solo a fine scrutinio), pubblico qui i risultati dei miei calcoli, segnalando che ovviamente sono tutti da prendere con cautela:

TORINO

Totale coalizione CHIAMPARINO 33
L’Ulivo per Chiamparino 23
Rifondazione Comunista 4
Moderati 2
Comunisti Italiani 1
Rosa nel Pugno 1
Verdi per la Pace 1
Italia dei Valori 1
Udeur 0
Socialisti Riformisti 0
Repubblicani Europei 0

Totale coalizione BUTTIGLIONE 17
Buttiglione (candidato sconfitto) 1
Forza Italia 8
Alleanza Nazionale 5
UDC 2
Lega Nord 1
Democrazia Cristiana 0
Nuovo PSI 0
Unione Pensionati 0
Sì TAV 0

MILANO

Totale coalizione MORATTI 36
Forza Italia 24
Alleanza Nazionale 6
Lista Moratti 3
Lega Nord 2
UDC 1
(altre liste 0)

Totale coalizione FERRANTE 24
Ferrante (candidato sconfitto) 1
L’Ulivo 14
Lista Ferrante 4
Rifondazione Comunista 2
Verdi per la Pace 2
Uniti con Dario Fo 1
(altre liste 0)

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martedì 30 maggio 2006, 11:26

Chiampacentro

Volevo aggiungere ai miei primi commenti una nota specifica sul risultato di Torino.

Una debacle come quella di Buttiglione ieri si è vista molto raramente, in una grande città italiana. A livello di preferenze per il sindaco, Chiamparino ha chiuso al 66,6%, contro il 29,4% di Buttiglione: ben più del doppio.

La cosa diventa ancora più degna di nota se si confrontano questi numeri con quelli dei voti di lista, dove le liste del centrosinistra insieme hanno preso il 63,6%, contro il 32,2% di quelle del centrodestra. In pratica, oltre il tre per cento dei torinesi ha scelto di avvalersi del voto disgiunto, pur di votare una lista di centrodestra ma allo stesso tempo preferire Chiamparino a Buttiglione.

Potete interpretare queste cose come volete; in parte, ̬ ovvio che Buttiglione fosse un candidato-segnaposto senza nessuna speranza, e che il centrodestra non ci abbia messo impegno; in parte ̬ questione dello stile sabaudo e concreto di Chiamparino, che piace anche alle vecchiette Рper non parlare del traino olimpico.

Tuttavia, questo può anche essere il sintomo di come, proprio in quella Torino tradizionalmente avanguardia politica dell’Italia, la parte maggioritaria della sinistra abbia finalmente compiuto la propria migrazione: da cumunisti a presentabili alfieri della piccola borghesia italiana.

Certo è che, dopo questo risultato, le ambizioni di Chiamparino di scalzare Veltroni dal ruolo di leader del nuovo Partito Democratico si faranno più forti…

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martedì 30 maggio 2006, 09:42

Ah, Milano

Ieri ho trascorso la serata a guardare l’arrivo dei risultati elettorali. Prima che me lo chiediate, è andata male: a Torino, nonostante le percentuali bulgare di Chiamparino e i 23 consiglieri dell’Ulivo, Davide Ricca non ce l’ha fatta, pur sfiorando le 900 preferenze; a Milano, nonostante l’ottimo risultato del centrosinistra e i due consiglieri apparentemente ottenuti dai Verdi, Fiorello Cortiana pare essere il primo dei non eletti (terzo).

Perlomeno, la serata mi lascia in eredità una implementazione Perl dell’algoritmo dei quozienti elettorali di Hondt utilizzato nelle elezioni comunali e circoscrizionali, sviluppata in cinque minuti (ne abbiamo anche un’altra in Openoffice Basic, appoggiata su un foglio Excel, che ha richiesto l’intera serata per essere sviluppata).

Ma la vera chicca è stata che mentre l’efficientissimo sito del comune di Torino sparava a getto continuo risultati in tempo reale, il sito di Milan-l’è-gran-Milan per tutta la serata si presentava così:

Sito del Comune di Milano - Serata elettorale
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domenica 28 maggio 2006, 23:44

Lavatrice

Che il cielo sereno non vi inganni: questa può essere una delle peggiori stagioni per volare. Difatti, stasera su Torino c’era un vento della forca, e il mio atterraggio è consistito in quindici minuti dentro la centrifuga di una lavatrice. Quando alfine abbiamo messo le ruote sulla pista di Caselle, i viaggiatori meno avvezzi si sono lanciati in uno spontaneo applauso…

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domenica 28 maggio 2006, 12:10

Francoforte

Stasera (ieri sera per chi legge, visto che non c’è il wi-fi in camera e manderò il post in differita) sono a Francoforte, per un meeting domenicale dell’At Large europea, che è stato appositamente convocato in un giorno festivo e in un luogo più o meno centrale, e ben connesso via aerea, del continente.

Sono partito di corsa al pomeriggio, dopo una mattinata in cui dieci persone volevano dieci cose da me tutte allo stesso momento, e un pranzo finalmente piacevole ma devastante per il mio stomaco (perchè se non mi stendo di vino potrò almeno stendermi di cibo?). E poi, una corsa selvaggia a 180 all’ora in tangenziale per essere a Caselle per tempo (13 minuti netti da casa, di cui uno e mezzo perso all’unico semaforo del percorso), solo per scoprire poi che oggi pomeriggio l’aeroporto era insolitamente deserto. E così, eccomi qui.

Certo, è sempre strano essere in un posto di cui non si parla la lingua. Io ho cominciato a imparare il tedesco da bambino, ai tempi del C=64, quando ottenni per vie traverse il mio primo compilatore Pascal, e con orrore scoprii che era completamente e solo in tedesco. Lì scoprii le basi minime per orientarmi, tipo la sottile ma fondamentale differenza tra ein, kein e nein; e col tempo ho imparato a cavarmela almeno con la lettura. Il tedesco non è troppo difficile da interpretare, magari con un po’ di orecchio per la derivazione inglese – e qui va una nota di merito alla semplicità anglosassone, prendendo ad esempio termini come next e nächst che si pronunciano allo stesso modo e vogliono dire la stessa cosa, ma per cui il tedesco richiede una ortografia annurca. Ma capirlo sentendolo parlare è un’altra cosa.

E così, anche stasera sono un po’ dentro il solito effetto Lost in Translation: in cui è come se improvvisamente il mondo fosse cifrato in ROT13, e tutto intorno a te divenisse poco e difficilmente comprensibile, lasciandoti solo e insieme egualmente vicino a tutti quelli che passano. Solo che negli alberghi dove vado io non c’è mai Scarlet Johansson, ma solo gruppi di giapponesi e un pullman di russi, che vorrei diplomaticamente salutare al grido di “Oh Dimitri, ne hai fatta cento litri” ma sono da solo e il coro non verrebbe bene.

L’effetto è comunque raddoppiato nel mio giro alla stazione, dove cerco qualcosa per cena. A dire il vero pensavo di mangiare il piatto tipico tedesco, il döner kebab, ma non ho saputo resistere a un bratwürst + brötchen (il panino con il wurstelone che scappa da ambo i lati). E poi, il supermercato aveva l’ottima birra Köstritzer, la versione tedesca della Guinness, solo più acquosa e più amara, scoperta alle Olimpiadi a casa Turingia. E’ stata comunque intensa la sensazione di attraversare con un wurstel in mano l’umanità varia che popola una grande stazione, in più con una vista da scena finale di film, con il tramonto arancione e lontano in fondo ai binari già illuminati ma quasi interamente vuoti, e con i tabelloni luminosi a sottintendere il ricordo di qualcosa che è partito, o l’attesa per qualcosa che forse prima o poi arriverà.

Non è poi così bello viaggiare all’estero per lavoro, se uno lo fa troppo spesso (e ci sono peraltro molte persone che lo fanno ancora più spesso di me). Ma non è nemmeno così male, dopo una bella doccia, stare disteso sul letto in pigiama a guardare l’amichevole Francia-Messico, con Rudi Völler che parla misteriosamente in tedesco anzichè in romano. Solo, mi manca avere qualcuno a cui raccontarlo, a cui mandare un messaggio per dire come va; e mi manca, in fondo, la persona con cui mi piaceva viaggiare.

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venerdì 26 maggio 2006, 16:23

Messaggio elettorale per Torino

Anche a Torino, la mia città, si vota per l’elezione del sindaco. E se la riconferma di Sergio Chiamparino è quasi scontata, ci sono tuttavia questioni importanti in ballo.

Come probabilmente sapete, a Torino l’Ulivo si presenta con una lista unica. Come forse non sapete, però, questa lista è formata dalla somma di tre sottoliste separate, che si guardano in cagnesco: quella dei DS, quella della Margherita e quella degli “altri”.

Difatti, sotto una ventata di novità, sono ancora evidenti tutti i problemi del centrosinistra, e in particolare il dominio assoluto e soffocante (talvolta anche per la città) di ristretti gruppi di gerarchie partitiche e aziendali, per cui o sei amico degli amici, o finisci male.

In tutto questo, un mio amico, Davide Ricca, ha scelto di candidarsi, nella lista dell’Ulivo e nella quota degli “altri”.

Conosco Davide da quasi vent’anni, dai tempi del liceo. E’ una persona giovane e capace, con esperienze molto varie, dall’educazione all’imprenditoria. Ha grande voglia di fare ed entusiasmo per la politica; e, essendo un granata, anche la capacità di lottare senza arrendersi.

Di lotta ce n’è voluta parecchia, perchè quando ha chiesto di essere candidato, le gerarchie locali dei due partiti di cui sopra hanno fatto di tutto per bloccarlo; perchè un giovane intraprendente e non allineato dà molto fastidio. In più, lui è stato nei Democratici, si è ritrovato nella Margherita e se ne è andato sbattendo la porta quando ha sentito l’aria (l’olezzo) che tirava; ora non è legato ad alcun partito. Se è in lista, è solo per la pressione di persone e associazioni della società civile, come le Acli e altri gruppi cattolici progressisti, in cui è attivo da anni.

Se volete votare per Ulivo e Chiamparino ma dare anche un segnale di cambiamento, secondo me Davide è un’ottima scelta; una persona per cui mi sento di garantire. Non esprimere una preferenza, invece, lascerebbe campo libero ai vegliardi di partito. Pensateci.

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venerdì 26 maggio 2006, 15:40

Messaggio elettorale per Milano

Oggi è l’ultimo giorno della campagna elettorale per le amministrative, e io volevo fare un appello per sostenere i candidati in cui credo.

A Milano, in particolare, è candidato per il consiglio comunale, nella lista dei Verdi, Fiorello Cortiana, ex senatore. Chi segue le questioni di politica in rete non può non conoscerlo: Fiorello è stato nella scorsa legislatura il parlamentare più attivo (quasi l’unico, purtroppo) nella difesa dei diritti degli utenti della rete, della privacy, dell’accesso, della diffusione della conoscenza. Forse non sapete però che è stato promotore e autore di tante altre leggi di grande importanza e contro tutti i poteri forti, a partire dalla legge sul doping.

In un paese normale, Fiorello a questo giro sarebbe diventato ministro. E’ una persona totalmente dedita, con passione, alle cose in cui crede; onesta, disponibile, e aperta di mente. Parla tranquillamente con i ragazzi dei centri sociali così come con gli amministratori delegati delle grandi aziende, ed è capace di pensare, spiegare, ascoltare, e promuovere le ragioni di una Italia nuova, moderna, pulita, non solo per quanto riguarda la rete.

Purtroppo, però, siamo in Italia; e così, pur essendo uno dei fondatori del partito dei Verdi, è stato prontamente segato dal suo segretario, per essere sostituito in Parlamento da uno dei suoi fidanzati o da suo fratello (Marco Pecoraro Scanio, che come qualifiche per diventare parlamentare poteva vantare l’essere stato stopper della Salernitana e dell’Ancona). Alle comunali non gli hanno nemmeno permesso di essere capolista!

Molti, alle mie sollecitazioni dirette, mi hanno risposto: voteremmo Fiorello ma ci fa schifo votare questi Verdi. Capisco, e anche io mi chiedo cosa Fiorello stia ancora a fare in quel partito; ma è proprio sostenendo con forza persone capaci e pulite come lui che si può dare ai massimi politici del centrosinistra, talvolta ancora più autoreferenziali di quelli del centrodestra, un segnale chiaro.

P.S. E se siete in zona 2, vi raccomando anche Enzo Viscuso, un’altra persona che si batte senza paura da anni per la libertà di Internet.

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venerdì 26 maggio 2006, 09:49

Miracoli

Ieri ho fatto un giro a Pisa in giornata, per partecipare al Consiglio e all’Assemblea di Società Internet, e alla cena conclusiva con ospiti d’onore Vint Cerf e Bob Kahn. E’ stata una bella giornata, perchè in questo genere di occasioni si incontrano tante persone interessanti, ci si aggiorna su cosa sta succedendo in rete dai vari punti di vista (politico, economico, tecnico…), si discute di possibili iniziative; e in più, molte di queste persone ormai sono diventate amiche, visto anche che nei corridoi alcuni di questi professori, tecnologi e capitani d’impresa mi hanno intimato a forza di pacche sulle spalle di non andar più ai matrimoni.

Di tutti questi input politico-tecnici parlerò con calma nei giorni futuri; come al solito, prima vorrei condividere la sensazione particolare che ho provato in un’oretta in solitaria subito prima di cena, preso tra le ombre lunghe di un cielo azzurro e di un tramonto solare, mentre il resto del gruppo si recava in albergo a prepararsi. Cosa si può fare per un’oretta da soli nel centro di Pisa? Naturalmente, si può andare in piazza dei Miracoli.

Credo che la piazza dei Miracoli sia un luogo speciale soprattutto perchè è uno dei punti più noti del mondo; è relativamente difficile trovare qualcuno – in Italia ma anche in Europa, e in buona misura anche negli Stati Uniti – che non sia mai stato a vedere la Torre di Pisa, o che perlomeno non ne conosca l’aspetto.

E così, nel mio caso, mi è venuto naturale ripensare a tutte le volte che sono passato di lì, tutte così diverse tra loro. Per la prima volta, da bambino, in vacanza con i miei genitori; poi da ragazzo in gita scolastica; poi una notte nel 1997, guardandola di sfuggita dal pullman che faceva Lucca-Firenze via Pisa, dopo il mio primo raduno di IAC; e poi la sera in cui parlai con Elena per la prima volta, per un raduno di IFQ; e una sera a due, da fidanzati, in un viaggio che avevo organizzato per lei. E poi ieri, da solo, di sfuggita, sperso anonimamente in mezzo a turisti e turiste e coppie di turisti e turiste.

Credo che vedrò quella piazza ancora varie volte nella mia vita, sempre in situazioni diverse; ma non ho ancora capito se la differenza nelle scale di tempo, tra le mutazioni degli uomini e quelle delle pietre, sia inquietante o rassicurante. La passeggiata successiva, per quelle vie dove la folla di turisti non sciama, e Pisa diventa un paesone quasi marittimo, con negozietti di alimentari accatastati e le vecchiette affacciate sotto le serrande semichiuse per il sole, non ha risolto i miei dubbi.

La cena poi ha dissipato subito tutto, è stata davvero piacevole, ho bevuto pochissimo tanto che ho poi guidato tranquillamente per due ore e quaranta per tornare a Torino, senza grandi problemi (anche se ho frenato un po’ lungo aVillanova :-P ). Resto con la conclusione provvisoria che, forse, l’unica cosa che potrei chiedere alla piazza dei Miracoli è il miracolo di rendermi normale.

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mercoledì 24 maggio 2006, 17:19

Senza vergogna

Il capitano della Nazionale e pilastro della Juventus – perquisito pure in cantina negli scorsi giorni, nonchè unico calciatore mai apparso in TV ridacchiando come un cretino mentre gli fanno una flebo nel braccio prima della partita – Fabio Cannavaro, parlando dal ritiro dell’Italia, ha esposto ai giornalisti il suo netto rifiuto dell’idea che la Gobba debba poter restituire gli scudetti vinti negli ultimi due anni: Io quei due scudetti me li sento, sono miei”.

Pare che poi abbia anche aggiunto: “Non ci credete? Ve lo provo: ho ancora qui in tasca lo scontrino!”

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