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Archivio per il mese di aprile 2018


sabato 28 aprile 2018, 09:28

GTT, Torino non è Londra

Spero di sbagliarmi, ma temo che sia saltata fuori una ulteriore fregatura dell’aumento dei biglietti del tram, quello che già aveva scandalizzato tutti un paio di mesi fa.

Per gli utenti saltuari come me, abolito il comodo carnet da 15 corse a 1,17€ l’una, le nuove opzioni sono due:
– quando fai una sola corsa nel giorno, comprare il biglietto singolo a 1,70€;
– quando ne fai più di una, comprare il giornaliero a 3€ o il biglietto da 7 giornalieri “multi-daily” da 2,50€ l’uno.

Peccato che GTT abbia fatto ieri un comunicato in cui si dice che i nuovi giornalieri saranno acquistabili solo dai possessori della tessera elettronica BIP (bisogna farsi la tessera, un’altra barriera per l’uso saltuario, ma vabbe’; hanno già detto che persino per il biglietto singolo ci vorrà la tessera) ma soprattutto che:

“Chi è in possesso di una card Bip con un biglietto urbano dovrà utilizzarlo prima di poter caricare i biglietti Daily e Multi Daily 7: infatti la logica del sistema BIP è di far risparmiare il cliente e su tale logica sono impostati i parametri tecnici che regolano la vendita e la validazione di più titoli sulla stessa smartcard.”

Ora, non si capisce bene, ma da questa frase sembra che la tessera NON supporti la possibilità di caricarci sopra sia biglietti singoli che giornalieri e di scegliere ogni volta quale usare. Non solo: una volta che la carichi con il multi daily da 7 giornalieri, devi per forza esaurirli tutti prima di poterci caricare sopra un biglietto singolo. E anche se la tessera permettesse di caricare entrambi i biglietti, “i parametri tecnici” sono settati in modo da validarti sempre il giornaliero al primo accesso del giorno, anche se hai un biglietto singolo e lo vorresti usare! (e naturalmente hanno la faccia tosta di dirti che è “per far risparmiare il cliente”!!)

In pratica, questa è una manovra surrettizia per renderti difficile ottimizzare la spesa: dovresti avere non una tessera ma due, caricare su una i biglietti singoli e sull’altra i giornalieri, e distinguerle bene (visto che all’aspetto sono uguali) per timbrare ogni volta quella giusta (e dato che sono basate su RFID, basta avvicinarle al lettore, ad esempio perché pigiati su un bus, per validarle anche involontariamente).

Oppure… la cosa più semplice, e l’obiettivo palese di tutto questo, è usare solo il carnet di giornalieri e rassegnarsi a pagare 2,50€ la corsa singola (!) quando nel giorno ne fai una sola.

Ricordo come funziona a Londra e in altri posti che hanno le tessere dal secolo scorso: tu sulla tessera hai un credito, al primo accesso ti fa pagare il biglietto singolo, poi quando con gli accessi successivi arrivi al prezzo del giornaliero lo pareggia e non ti addebita più niente per il resto della giornata. Era tanto difficile fare lo stesso?

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sabato 21 aprile 2018, 18:17

L’amaca e l’ostracismo dei buoni

Oggi Michele Serra è ampiamente deriso e insultato in rete per aver scritto un pezzo piuttosto banale che si limita a riproporre un luogo comune del pensiero conservatore universale, cioè che i poveri sono mediamente più ignoranti e più delinquenti dei ricchi (luogo comune che peraltro, se depurato da qualsiasi classificazione morale in termini di buoni e cattivi, riflette una oggettiva statistica sociale che però deriva dalle stesse condizioni ambientali che esamina). Probabilmente Serra se lo merita, anche se mi stupisce lo stupore di chi si stupisce perché un esponente della sinistra novecentesca si ritrova nel 2018 dal lato dei ricchi.

Ma questo nasconde effettivamente un problema più generale, che è ben riassunto da questo pezzo di un giornalista conservatore americano, assunto e subito licenziato da una rivista teoricamente “aperta a opinioni diverse” perché troppo conservatore, aggrappandosi a una battuta sulla pena di morte che era chiaramente una battuta ma che è poi stata ripresa, distorta e ingigantita apposta dai progressisti sui social media e sui giornali amici, senza nemmeno permettergli di spiegare davvero le sue idee.

Il problema più generale è che anche se sono state le politiche economiche di destra, molto più di quelle di sinistra, a garantire il successo globale dell’Occidente (e persino quello dell’Oriente, quando le ha infine abbracciate), l’egemonia culturale è però oggi in mano ai liberal, specie a quelli conditi in salsa di populismo, anticapitalismo e pauperismo; ed è molto difficile esprimere idee diverse sui media popolari e sui social, tanto più se scritte in modi letterari colti che facilmente si prestano al fraintendimento degli ignoranti e alla manipolazione dei furbi, senza essere sommersi di insulti e ostracizzati.

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