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Archivio per il mese di gennaio 2016


sabato 30 gennaio 2016, 10:32

Trent’anni fa in televisione

Cinque minuti di Rai1 di una tarda serata di trent’anni fa rivelano che nel 1986:

  • il massimo dell’eleganza femminile era un poncho rosa pelosetto a spalle larghissime, accoppiato con una acconciatura da abat-jour;
  • stranamente, il telegiornale parlava soltanto di notizie e non conteneva video di gattini né lanci della prossima fiction;
  • si capisce che è il telegiornale di seconda serata perché, da bravi dipendenti a posto fisso, a quell’ora non lavora più nessuno, lo studio dietro è spento e tutti sono già andati a dormire;
  • le parole inglesi erano ancora declinate al plurale (si sente un orrido “gli slogans”);
  • se oggi il telegiornale dicesse che Soweto è una città “abitata dai negri” il palazzo della Rai verrebbe subito fatto saltare in aria come forma di scuse;
  • in Sudamerica c’erano solo dittature, in particolare c’è il racconto di un mezzo colpo di stato in Ecuador che sembra scritto da Woody Allen;
  • dalla cartina meteorologica del satellite Meteosat si nota come l’Europa finisse alla cortina di ferro, oltre la quale c’erano solo i leoni;
  • mentre in Europa avevano già le animazioni del meteo fatte tipo con un Amiga, da noi resistevano ancora i simbolini e le lettere magnetiche da attaccare su una cartina metallizzata dell’Italia;
  • esisteva ancora il “termine dei programmi”, ovvero un po’ dopo mezzanotte in Rai salutavano tutti, staccavano tutto e restava il monoscopio fisso fino al mattino successivo;
  • mamma mia quanto erano brutte le auto degli anni ’80!!
  • l’immagine della riunione manageriale al Centergross di Bologna se la batte con la Milano da bere;
  • le notizie erano lunghissime, le pubblicità erano lunghissime, i trailer dei film erano lunghissimi (perdipiù inspiegabilmente rimpiccioliti tra due orride bande rosa in grafica computerizzata) e persino i film erano lunghissimi, tanto è vero che li spezzavano in due serate;
  • c’erano ancora le annunciatrici, ma per fare l’annuncio le mettevano illuminate in faccia contro un muro grigio, pronte per la fucilazione, per cui non stupisce che si siano poi estinte.
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giovedì 21 gennaio 2016, 16:50

Una seduta consiliare a caso

Oggi pomeriggio ho discusso in commissione trasporti una mia mozione che chiede ai vigili di dotarsi di account Facebook e Twitter su cui ricevere in tempo reale le segnalazioni di violazioni stradali gravi e situazioni problematiche, inviate dai cittadini tramite foto e video dallo smartphone, per poi decidere se inviare una pattuglia. Già oggi esistono gruppi su cui queste segnalazioni arrivano continuamente, sarebbe utile farlo in maniera costruttiva e non solo come sfogatoio.

Solo che in risposta il comandante dei vigili ha ribadito che loro fanno già tantissime attività contro la doppia fila, vantandosi anche di come siano riusciti a reprimerla in via Vanchiglia senza provocare le solite proteste dei commercianti; e poi il consigliere Liardo (NCD) è intervenuto accusandomi di vivere “in Svizzera o forse in Australia”, perchè a Torino la gente è obbligata a muoversi in auto violando il codice della strada a causa dell’insufficienza dei mezzi pubblici, in particolare della metropolitana (da lui ribattezzata “il tour del comunismo”) che è stata progettata per servire solo i quartieri rossi tagliando fuori i suoi elettori di Torino nord. Nel frattempo altri consiglieri di maggioranza e opposizione facevano a gara per capire chi di loro avesse collezionato più multe nell’ultimo anno, dopodiché mi hanno detto che c’erano “problemi di privacy” (non meglio specificati) e la seduta è finita lì.

E poi mi chiedete perché non voglio più fare il consigliere comunale…

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