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Archivio per il mese di maggio 2011


martedì 31 maggio 2011, 17:47

Sballottaggi

Partiamo da una piccola analisi del voto dopo i ballottaggi: è facile, è evidente; vince l’opposizione, perde il PD.

Vince l’opposizione perché Berlusconi ha preso una scoppola mortale, ha trasformato il voto amministrativo in un referendum su di sé e l’ha perso alla grande. Non siamo alla liberazione, ma poco ci manca; cercherà di sopravvivere fino al 2013 ma, anche ci riuscisse, non avrà un futuro (a meno che l’opposizione, che già l’ha salvato varie volte, lo salvi di nuovo).

Perde il PD perché quasi ovunque ci sia stata possibilità di scelta per gli elettori dell’opposizione, quelli tradizionali e quelli nuovi, questi hanno premiato i candidati degli altri partiti rispetto a quelli del PD, da Napoli a Alpignano (a Milano l’avevano già fatto alle primarie). Certo, dove l’opposizione si presenta unita dietro a un sindaco del PD, il sindaco PD comunque vince, anche in modo inatteso (vedi Novara). Come a dire: il PDL è il peggio, il PD – pur restando di gran lunga il primo partito dell’opposizione – è il meno peggio, ma potendo preferiamo le persone di SEL e IDV, o meglio ancora persone non completamente integrate nei partiti, come appunto appaiono (appaiono…) De Magistris e Pisapia.

In quest’ottica, Torino ha espresso un voto di retroguardia, mostrandosi una città conservatrice, spaventata e invecchiata; anche qui, comunque, Fassino ha preso il 10% in meno di Chiamparino.

Lo scenario, in sostanza, conferma quel che noi abbiamo detto spesso: è l’intero sistema dei partiti ad essere in crisi, e la maggior parte degli elettori vorrebbero un ricambio generale, andando a cercare ciò che sembra loro più nuovo e meno compromesso con la casta.

Uno scenario del genere, per il Movimento 5 Stelle, è favorevole; e però richiede una riflessione. Noi siamo indubbiamente uno degli elementi trainanti di questo ricambio, sia direttamente – raccogliendo i voti di chi già si è chiamato fuori, e altrimenti si asterrebbe – sia indirettamente – spingendo i partiti a rinnovarsi un po’ per paura della nostra crescita. Temi come il taglio dei costi della politica o come l’acqua pubblica sarebbero emersi con altrettanta forza senza di noi? Io credo di no.

Questa situazione, però, ci pone davanti a un dilemma. Da una parte, la nostra forza sta proprio nell’essere nuovi, nelle idee molto prima che nelle facce, e nel non essere compromessi né accettare compromessi col vecchio sistema. Dall’altra, questo ci pone in una situazione di isolamento in cui diventa più difficile far pesare i nostri voti e realizzare le nostre proposte.

Dovremo essere bravi a uscirne, anche in maniera un po’ spregiudicata. Dovremo promuovere una aggregazione di quel che di buono c’è anche in molti partiti, cercando di attirarlo fuori, di provocare terremoti interni al sistema e di farne uscire quelli che, per ingenuità, cercano di cambiarlo dall’interno e sono sinceri. Non dobbiamo confondere il non comprometterci con il rifiuto del dialogo, perché noi non chiediamo i voti per essere più puri degli altri, ma perché vogliamo ottenere risultati concreti per chi ci ha votato – e questo passa, inevitabilmente, per alleanze sulle questioni concrete anche con i partiti.

Non mi piace se parlo con un amico No Tav e poi arriva uno del Movimento e mi fa “ma con chi parli, quello è del PD”, non mi piace se do una mano a Raphael Rossi e miei compagni mi dicono “ma lui è comunista, vedrai che vota Rifondazione”: non importa, è una persona onesta. Piantiamola con le bandierine, la lotta è tra gli onesti e i disonesti, tra chi ha in testa il bene comune e chi fa gli interessi del potere privato. Dobbiamo far capire agli onesti che devono scaricare i disonesti che stanno nei loro stessi partiti, o meglio ancora scaricare i loro stessi partiti; e non dobbiamo avere paura di riconoscere che c’è un po’ di buono anche fuori dal nostro orticello. Se mai, dobbiamo incoraggiarlo, coltivarlo, farlo crescere e portarlo dalla nostra parte.

Dopodiché, son contento per lo schiaffo a Berlusconi ma non vi aspettate niente da Pisapia, scommetto che sarà ostaggio del PD e che farà Expo, inceneritori e porcate varie. E però De Magistris, con tutte le critiche che gli abbiamo fatto e che non rinnego, sarà il primo sindaco di una grande città italiana che governerà mettendo all’opposizione sia il PDL che il PDmenoL: e questo è un bel risultato, nell’ottica di sbriciolare il vecchio sistema politico. Vedremo cosa farà, cosa ci dimostrerà; ovvio che qualche dubbio a posteriori viene.

Forse avremmo dovuto osare, sbagliare magari, ma provare a fare un passo oltre, rispetto alla purezza dell’eterna verginità; non per “le poltrone”, ma perché per cambiare davvero le cose dobbiamo arrivare a contare nelle amministrazioni, evitando le sirene dell’accordo con i professionisti della politica, restando rigidi sui requisiti minimi di onorabilità e decenza, ma perseguendo ogni occasione in cui sia possibile farlo insieme a persone oneste e libere da servitù, senza troppo guardare le etichette.

Opinione personale, naturalmente. E ovviamente, aspetto i vostri commenti.

P.S. Per i giornalisti che leggono, visto che non vorrei che capiste male, sottoscrivo anche l’ultimo post di Grillo. Io l’avrei messa giù in modo più gentile, perché non è bello dire a gente euforica e convinta di aver appena cambiato il mondo che nella sostanza è cambiato poco o nulla, ma io sono troppo buono.

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lunedì 30 maggio 2011, 17:20

Dalla notte al giorno

Ci sarebbe molto da raccontare di queste ore frenetiche… quella del presidio No Tav, di notte tra amici in una quiete irreale aspettando un cataclisma ignoto che forse non arriverà mai, è davvero un’esperienza unica che vi consiglierei di vivere; se avete paura del caos, potete venire per cena (portando cibo o bevande con cui contribuire…) e andare via prima di mezzanotte. Basta arrivare a Chiomonte per la statale, entrare nel paese per la via principale, girare per la frazione Ramats e lasciare l’auto lungo i tornanti in discesa… completare la discesa a piedi, dopo il ponte girare a destra et voilà, eccovi nella Libera Repubblica della Maddalena.

Ieri sera avevo paura: solo uno stupido non ne avrebbe avuta. Si dava per scontato che ieri sarebbe stato il momento dell’assalto, che sarebbero arrivati manganelli e pestaggi; e nonostante questo, nonostante a nessuno piacesse la prospettiva, bisognava esserci. Ho parcheggiato in paese a mezzanotte, e c’è voluta un’oretta di camminata per arrivare fino al piazzale, dove però ho trovato centinaia di persone e un clima disteso: con così tanta gente, la serata si annunciava tranquilla. Ho salutato molti amici, vari movimentisti tra cui Davide Bono, ho visto passare Sandro Plano e altri amministratori. Poi siamo scesi alla roulotte, già piena dello staff regionale che dormiva… io mi sono accomodato su una sedia da giardino, mi sono coperto e ho appoggiato la fronte sul tavolo da campeggio, e così ho dormicchiato fino all’alba, svegliandomi a ripetizione.

Sono tornato a casa per le otto, dopo aver riportato varie persone in giro per la città; ho pure dovuto risistemare il mio server, che aveva avuto un tracollo per il picco di traffico del sito dei Signori Rossi, pubblicizzato ieri sera a Report, che mi pregio di ospitare pro bono. Ho dormito un paio d’orette e poi via per l’altra faccia della politica: vestito grigio, cravatta gialla, ingresso in Sala Rossa con tanto di proclamazione ufficiale. Ma a me l’ipocrisia non piace e dunque mi sono tenuto un pezzo dalla notte: gli scarponcini da montagna e la polvere di Chiomonte hanno trionfato sulle sedie d’antan del consiglio comunale di Torino.

salarossascarponi.jpg

Ma non avevo solo gli scarponi: mi sono portato anche la fotocamera, e ho fatto le mie prime riprese dai posti dei consiglieri. Immaginate la faccia delle decine di politici, portaborse, giornalisti e assistenti vari quando mi hanno chiamato e io, alzandomi, ho sollevato anche la fotocamera e gli ho fatto una bella carrellata. E’ un simbolo: la dimostrazione che vogliamo davvero portare trasparenza, e non quella addomesticata delle riprese ufficiali. Spero che il simbolo sarà capito, anche se i primi segnali non sono incoraggianti; il sindaco, finito un discorso paludato e con varie ipocrisie (vedi l’invito al dialogo perché “la forza di una maggioranza sta nel non appagarsi della sua autosufficienza”… proprio così, si vede bene a Chiomonte), si è tuffato dritto nel buffet insieme a tutti gli altri. E’ la prima volta che lascio perdere un buffet senza rimpianti.

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venerdì 27 maggio 2011, 17:36

La motosega vien di notte

Avete presente quei bei platani che contornano il parcheggio di Porta Nuova e le fermate degli autobus lungo via Sacchi? Bene, scordateveli, perché non ci sono più.

Davano fastidio al cantiere dei lavori per il parcheggio della nuova stazione-centro commerciale… Ovviamente, quando il progetto era stato presentato, i costruttori avevano garantito che gli alberi non sarebbero stati toccati; e altrettanto ovviamente il Comune è stato ben contento di approvare una “piccola variazione” al progetto in corso d’opera.

La scusa è pronta: gli alberi erano senz’altro malati. E’ una scusa che va di moda: un paio di settimane fa sono andato a un incontro del comitato Salvaitalia61, che si oppone al nuovo centro commerciale che il Comune vuole realizzare nel Palazzo del Lavoro, e che tra le altre cose comporterebbe l’abbattimento totale dei quasi 300 alberi che circondano l’edificio. Lì ci è stata mostrata la perizia che giustificava tale abbattimento, ed era veramente incredibile: lì c’erano dieci alberi che però erano irrimediabilmente malati, là ce n’erano degli altri che però erano troppo vicini al palazzo e dunque erano cresciuti male, lì ancora ce n’era uno che poveretto era fuori dal suo habitat naturale e dunque era meglio porre fine alle sue sofferenze… quasi trecento alberi, tutti malati!

Basta una sola cosa a dimostrare quanto sporca sia la coscienza delle lobby del cemento: anche in via Sacchi, come al presidio No Tav della Maddalena, il potere agisce di notte. Non hanno abbattuto gli alberi in pieno giorno, ma di notte, di modo che nessuno potesse organizzarsi per reagire prontamente, anzi quasi tutti gli abitanti non si sono accorti proprio di nulla. E poi parlano di democrazia.

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giovedì 26 maggio 2011, 12:38

Quotidiano Piemontese

Ieri sera, alla Fnac di via Roma, abbiamo presentato al pubblico una nuova iniziativa: Quotidiano Piemontese. Si tratta di un giornale locale online dedicato alle notizie da tutto il Piemonte; è attivo in beta da qualche mese, e ora entriamo nella fase di partenza vera e propria.

Il panorama dell’informazione italiana e torinese è quello che sapete; è arretrato dal punto di vista degli strumenti – in molti casi l’informazione online è soltanto un blando copia e incolla di quella cartacea – e manipolato in termini di sostanza. Sono partite alcune iniziative di giornali online generalisti, ma l’informazione locale è ancora carente, polverizzata in tanti micro-siti; per questo c’è spazio. L’attuale beta di Quotidiano Piemontese è ancora poco interattiva e può migliorare, ma attendiamo i vostri commenti e i vostri contributi; anche in termini di quelle notizie che i giornali ignorano o censurano.

Tuttavia, QP non sarà un giornale schierato, tanto è vero che nel gruppo dei promotori ci sono persone con esperienze diverse anche in termini politici; sarà semplicemente un giornale onesto. Per me, è anche un modo per non smettere di lavorare e per cercare di non diventare un politico di professione. Non sappiamo dove arriveremo con questa avventura, visto che in Silicon Valley avremmo fuori dalla porta la coda di investitori, ma in Italia non si riesce nemmeno ad avere un mercato decente per la pubblicità online o a farsi riconoscere in tempi decenti da Google News… di innovazione si riempiono la bocca in tanti, ma a farla siamo in pochissimi. Senza rischi e senza innovazione, tuttavia, non si costruisce il futuro.

P.S. Cerchiamo persone con esperienza nella vendita della pubblicità locale, su Internet e/o su radio, giornali e TV locali; se siete interessati contattatemi.

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martedì 24 maggio 2011, 17:25

Pisapia, cosa pensa del Tav?

Caro avvocato Pisapia,

da diversi giorni ormai, in vista del ballottaggio milanese, i suoi sostenitori approcciano in ogni modo il Movimento 5 Stelle, chi con i complimenti, chi con le minacce, cercando di ottenere da noi una chiara indicazione di voto a suo favore.

Il Movimento non possiede i propri elettori; l’unica posizione possibile è quella che abbiamo sempre espresso, cioé che ogni nostro elettore decida liberamente secondo coscienza. Ciò nonostante, io mi rendo perfettamente conto del valore politico nazionale del voto di Milano, e per questo stavo per scrivere che, fossi residente a Milano, sarei forse venuto a votare per lei.

Poi, però, la scorsa notte è successo qualcosa. E’ iniziata la battaglia di Chiomonte: cinque anni e mezzo dopo Venaus, di nuovo la Valsusa è stata invasa, scontrandosi con la resistenza popolare. Ieri c’è stato solo un antipasto, ma in una delle prossime notti arriverà quasi certamente la replica delle violenze di allora. Se in quel bosco di notte partiranno le cariche, la polizia caricherà anche rappresentanti democraticamente eletti, tra cui i consiglieri regionali e comunali del nostro Movimento, che presidiano il cantiere e vi hanno aperto addirittura una sede formale del nostro gruppo consiliare regionale.

Tutto questo è sostenuto con forza dai partiti della sua coalizione: non solo Virano, compagno di gioventù di Chiamparino e Fassino, minaccia i sindaci che si oppongono all’opera, ma due onorevoli PD chiedono addirittura di dichiarare il cantiere sito militare, il che implicherebbe di poter sparare a vista su chi vi si avvicini.

E allora, capisce – capite voi Bersani, Pellizzetti, Flores d’Arcais, De Magistris, persino Scanzi – che in ognuno di noi, con rabbia, viene fuori una sola domanda: con che faccia gli stessi partiti che ci manganellano a Torino ci chiedono i voti a Milano?

Pisapia, vuole i voti dei nostri elettori? Parli con loro, gli dica chiaramente se condivide o no le loro idee. A cominciare da questo: per lei il Tav Torino-Lione va costruito oppure no? Per lei è giusto mandare l’esercito a imporre con la forza la realizzazione di una grande opera contro la volontà della popolazione? Quando gli elettori di cui chiede i voti occuperanno pacificamente le strade di Milano per bloccare un inceneritore o una colata di cemento, la sua maggioranza invocherà e applaudirà l’uso della forza contro di loro, come ha sempre fatto la maggioranza di centrosinistra a Torino?

Pisapia, parli chiaramente, tenga fede alla sua storia, ci dimostri che veramente non siete tutti uguali. Si dissoci apertamente da quel che sta avvenendo in Valsusa, ne chieda la fine; oppure taccia, e non prendeteci più in giro.

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sabato 21 maggio 2011, 12:36

Anche oggi No Tav

Le elezioni passano ma i problemi restano: rinviata a dopo il voto, partirà probabilmente a brevissimo la seconda battaglia del Tav.

Più di cinque anni fa, a Venaus, accadde la prima; incredibilmente, lo Stato italiano, schieratosi in forze per aprire il cantiere del primo tunnel, fu sconfitto da una gigantesca mobilitazione popolare, nonostante l’abbondante uso di violenza. Da allora in Valsusa non si sono fatti lavori degni di nota, a parte qualche carotaggio ad uso telecamere; anche se si è scoperto, nel silenzio dei giornali, che pure quell’appalto abortito era truccato. Nei prossimi giorni, alla Maddalena di Chiomonte, proveranno a riaprire il cantiere del primo tunnel.

Molto, però, è cambiato. Nel 2005 il movimento No Tav era derubricato a una piccola minoranza costituita solo da “montanari ignoranti che vogliono fermare il progresso” e “violenti dei centri sociali”; ora la cosa è ben diversa. In particolare a Torino, molti (me compreso) all’epoca sapevano solo ciò che leggevano sui giornali, e dunque credevano alla favola del progresso a suon di cemento e manganello. Oggi l’opposizione al Tav è molto più diffusa e molto più informata, anche fuori dalla valle; da questione (considerata come) di puro ordine pubblico, il Tav è diventato uno degli elementi più importanti della scena politica piemontese e chi ha toccato troppo il Tav, vedi Bresso, ha fatto politicamente una brutta fine.

Questa volta, a Chiomonte, ci sarà anche una sede ufficiale di un gruppo consiliare regionale, il nostro; vediamo se la buttano giù, con tutta la gravità politica che ciò comporterebbe. Questa volta la mobilitazione è anche a Torino, e proprio oggi pomeriggio, dalle 14:30 al municipio di Rivalta, partirà una grande manifestazione No Tav; e anche le strade della prima cintura, visti i nuovi progetti, sono piene di bandiere. Avrete letto che, se partiranno i lavori, i No Tav bloccheranno sabato prossimo la tappa del Giro d’Italia che attraversa la valle; ma questo non è corretto. Semplicemente, tutto sarà bloccato; l’intera valle sarà occupata da migliaia di persone che faranno resistenza pacifica contro le trivelle e le camionette della polizia, tutte le strade saranno piene di gente, nulla potrà passare, e quindi nemmeno il Giro.

Al di là delle numerose ragioni che rendono il Tav Torino-Lione un’opera inutile e dannosa, un semplice sacco delle casse pubbliche da 20 miliardi di euro, non si può pensare di costruire un’opera pubblica mandando l’esercito; in Libia forse, ma non in un paese democratico. E a Torino ancora pochi sanno davvero cosa comporterebbe quest’opera: un gigantesco cantiere che occuperebbe tutto il prato tra strada della Pronda e le Gru, con un flusso continuo di mezzi pesanti e di polveri a fianco di una scuola superiore, di un asilo e di centinaia di case. A Bologna varie case vicino al cantiere sono sprofondate, inagibili; e da noi vorrebbero (non si sa come) costruire anche una tangenziale tra il tunnel e la superficie.

Questa follia va fermata, e la fermeremo; contando che sempre più persone aprano gli occhi.

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giovedì 19 maggio 2011, 21:09

Madalon portali via

Sta spopolando sul web il video in cui il giovane scrittore torinese Manuele Madalon, ospite del Salone del Libro di Torino in un evento a lui dedicato, ferma tutti i VIP a cui ha inviato il suo libro, ringrazia per la loro risposta e chiede loro un commento. Da Sgarbi a Dandini, da Fassino a Coppola, tutti rispondono gentilmente tessendo almeno qualche lode della novità editoriale.

Peccato che sia un falso: il libro non esiste, Madalon è in realtà uno studente del master in giornalismo dell’Università di Torino e il Coppola che, parlando della propria risposta all’invio del libro, chiede “E’ arrivata?” sta mentendo spudoratamente.

Per carità, capita a tutti i personaggi pubblici di incontrare ammiratori e postulanti e di non riuscire proprio a ricordare chi sono; è normale, ed è anche normale arrampicarsi un po’ sugli specchi, cercando magari nel frattempo di ricordare bene le circostanze. Ma passare cinque minuti a lodare l’ambientazione e i personaggi di un libro che non esiste, come fa Giancarlo De Cataldo autore di Romanzo Criminale(*), è davvero ridicolo.

(*) ovviamente non avevo la minima idea di chi fosse, mi sono dovuto documentare!

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mercoledì 18 maggio 2011, 18:41

Ho visto cose

La serata di lunedì è stata caotica, e ne ho viste di tutti i colori… per una volta che non sono i piddini a poter dire che li abbiamo fatti perdere (e sfatiamo questo mito che se vinciamo noi perde il centrosinistra!), l’hanno detto tutti gli altri.

Ho visto le facce di quelli dell’UDC, annichiliti dal vedere un gruppetto di giovani con un centesimo dei loro soldi e del loro spazio mediatico prendere più voti di tutta la loro coalizione messa assieme, dire furiosi davanti a noi “i grillini ci hanno rubato il terzo seggio”, per poi, una volta capito chi eravamo, fare finta di niente e dire “Ciaoo!!! Ma complimentiii!!!”.

Ho visto la signora Cosima Coppola, quella della lista Coppola numero 3 schierata con Musy, dire elegantemente in diretta TV che il nostro risultato è solo perché “Beppe Grillo ha aperto le tasche”, come se il nostro voto venisse dai soldi, e “sono capaci tutti ad attirare gente con Beppe Grillo”, al che io l’ho stesa rispondendo “Vuol dire che Beppe Grillo da solo vale più di Fini, Casini e Rutelli messi assieme”.

Ho visto persino Giangi Marra, la faccia viola, mandarci maledizioni dal basso del suo zero virgola trentasette per cento, dopo un anno di pubblicità ovunque. E qui aggiungo una nota: Marra, di persona, è meglio dell’immagine che dà. Certo la preparazione su molte materie è debole, l’oratoria è da venditore, le proposte sono un po’ così, ma la sua voglia di rinnovamento è sincera. Peccato che non abbia capito che il tempo dei faccioni sorridenti, dei sondaggi ad effetto e della pubblicità martellante è agli sgoccioli.

Ho visto un dirigente di lungo corso del PD cittadino, fuori onda, dirmi “da alcuni giorni alle nostre cene ci chiediamo come una persona come lei, che evidentemente ha delle capacità costruttive, non abbia pensato di trovare spazio nella sua collocazione naturale, il Partito Democratico”. E io ho risposto “quand’è l’ultima volta che avete dato spazio a un giovane che non avesse raccomandazioni o pacchetti di tessere alle spalle?”.

Ho visto anche lo sconvolgimento dei media: una televisione aveva ancora il tabellone dei risultati con soli tre posti, Fassino Coppola e Musy, nonostante il terzo non fosse più Musy da un pezzo. Quelli del quotidiano progressista, mitici, fino all’ora di cena mostravano quattro candidati: Fassino, Coppola, Musy e Bossuto.

Purtroppo non ho visto la faccia di Calabresi, direttore de La Stampa, quotidiano che dopo averci oscurato per tutta la campagna elettorale, dopo averci ignorato anche nelle foto ai seggi e dopo essere riuscito persino a pubblicare su Specchio dei Tempi una straziante lettera di un consigliere provinciale del PD lunedì mattina a urne aperte, ha fatto infine su di noi un articolo di commento scegliendo l’ennesima foto meravigliosa: una foto vecchia di due settimane, io con la barba e un truce Ivan Della Valle dietro. Poi si è dedicato a suggerire a Fassino che sarebbe meglio dare a Musy almeno lo strapuntino di presidente del consiglio comunale. Ma che avrà mai promesso il terzo quarto polo alla Fiat?

P.S. Lo ammetto, avevo dentro di me un’idea per celebrare degnamente il mio ingresso in consiglio comunale: presentarmi alla prima seduta in Sala Rossa vestito da Mr. Lordi eseguendo per intero Hard Rock Hallelujah. Ma l’elettorato cattolico non capirebbe. Avete altre idee?

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lunedì 16 maggio 2011, 15:21

Il buono, il brutto e il cattivo

Prima la parte meno piacevole: ci sono giunte segnalazioni sul fatto che uno dei nostri candidati avrebbe violato l’impegno etico e le linee guida per la campagna elettorale che abbiamo tutti firmato, adottando pratiche pubblicitarie vietate per ottenere preferenze personali. Stiamo dunque facendo le nostre verifiche e le nostre valutazioni; se questo fosse confermato, a questa persona – in caso risultasse eletta – sarebbe chiesto di dimettersi e lasciare il posto a qualche altro membro del gruppo. Può succedere a tutti di sbagliare e non vogliamo drammatizzare la situazione (non ha ammazzato nessuno, ma si sarebbe fatto pubblicità personale ingannevole e/o su spazi a pagamento, cosa che ci eravamo impegnati a non fare), ma non possiamo contestare le illegalità e le irregolarità del sistema e poi chiudere un occhio sulle mancanze di qualcuno di noi.

Comunque, che la cosa riguardi una sola persona su oltre cento candidati è un’ottima cosa; e ora veniamo al buono – alcune considerazioni da fare a urne chiuse ma prima di conoscere il risultato.

Innanzi tutto sul risultato stesso: sento tantissimo entusiasmo e previsioni davvero fuori dal mondo. Ormai si può dire, i sondaggi clandestini degli ultimi giorni ci danno attorno al 5%; e io vorrei evitare che un risultato più o meno di questo livello non venisse visto come il successo clamoroso che è.

Di formazioni politiche che hanno fatto “il botto” un anno, per poi tornare nell’ombra l’anno dopo, è piena la storia d’Italia; ed è molto più facile prendere il 3,7% in una elezione in cui si è l’unico schieramento alternativo alle due grandi coalizioni, rispetto al prenderlo in una elezione con 12 coalizioni e 37 liste. Aggiungeteci che tutti quelli che ci hanno votato alle regionali sono stati soggetti a un anno di pressione mediatica mostruosa per convincerli che erano dei traditori della patria (visto che a Torino il centrosinistra ritiene di essere la patria)… e poi c’è la solita lista civetta con la gigantesca scritta GRILLO che le istituzioni “democratiche” si sono rifiutate di far togliere (vedrete quanti voti prenderà), e poi ci sono i media e i poteri vari che l’anno scorso ci avevano preso sottogamba, ma che quest’anno si sono spesi in ogni modo per contenerci.

Questo per dire che qualsiasi risultato che ci permetta di entrare in Comune e di confermare il ruolo di unica vera alternativa ai partiti sarà stato un grande successo; se poi arriverà qualcosa di più, meglio ancora.

Vorrei inoltre ringraziare personalmente tutti i ragazzi di questo splendido gruppo… perché ho già ringraziato gli attivisti e i cittadini nel post di sabato, ma allora non potevo certo citare i candidati. E dunque vorrei ringraziare le persone che, pur quasi tutte candidate, si sono assunte nell’ombra un compito a vantaggio di tutto il gruppo, invece di passare il tempo ad autopromuoversi: il nostro addetto stampa Aldo Curatella, i responsabili Facebook Paolo Anziano e Marco Lavatelli, il nostro regista e operatore video Alberto Airola (che ci ha fatto dei filmati da festival di Cannes), il responsabile delle tipografie Simone Caldana, il webmaster Yari Latini e, quando lui non ha più potuto, il webmaster supplente Vittorio Bertola (ma solo dall’una alle cinque di notte), il grafico Marco Nunnari, il responsabile della newsletter Fabio Martina, il responsabile blog e dirette streaming Francesco Attademo e infine l’organizzatore di tutto, fornitore e montatore di gazebo, magazziniere provetto, autotrasportatore spericolato, esperto di burocrazia comunale, promotore di eventi Paolo Vinci, che di giorno lavora per il gruppo regionale e di notte lavora per il Movimento di Torino.

E tutti gli altri? Beh, con pochissime eccezioni tutti gli altri hanno attacchinato, volantinato, manifestato, organizzato serate e lavorato a più non posso e dunque ringrazio anche loro!

Chiudo con una nota personale: vorrei dedicare il risultato, qualunque esso sia, a due persone che non ci sono più.

La prima è il dottor Roberto Topino, una persona che ho potuto conoscere per poco tempo ma da cui ho imparato molto, la persona che ha sollevato per prima con coraggio tanti dei problemi di salute pubblica su cui noi oggi ci battiamo. Nel giugno 2009, quando ci presentammo da soli (senza nemmeno l’appoggio di Beppe) alle elezioni provinciali, fu una delle pochissime persone che ci diede credito. Lo ricordo arrivare in bicicletta a uno dei nostri gazebo, a darci un sorriso discreto, e fu un grande piacere. Se siamo qui è anche per poter portare avanti le battaglie in cui credeva.

La seconda è il mio amico Paolo, mancato da meno di una settimana, di cancro, a 34 anni. Ci conoscevamo fin da bambini, ci siamo sempre frequentati, ma nell’ultimo periodo non gli sono stato vicino, un po’ perché il Movimento ha risucchiato la mia vita, un po’ per quelle piccole distanze che la vita crea di suo e che pensi sempre che avrai tempo di risolvere, finché non ti restano dentro come pietre. Sono andato a dargli l’estremo saluto giovedì alle 14, un’ora dopo ero in Rai a registrare l’ultima tribuna elettorale e potete immaginare con che spirito, ma questa è un’inezia rispetto a quello che ha passato e passerà la sua famiglia. Non potevo dire questa cosa durante una campagna elettorale, non sarebbe stato giusto, e me la sono tenuta dentro per una settimana.

Questa campagna elettorale è stata un privilegio, un’esperienza bellissima; mi ha dato tanto e mi ha tolto tanto, ma sono contento di averla fatta. Due anni fa non avevo i capelli bianchi, ma nemmeno la sensazione di poter cambiare il mondo; ora il cammino è iniziato. Alle tantissime persone che ci hanno appena conosciuto vorrei soltanto dire di non pensare che il cuore di tutto questo sia il voto; il vero regalo che mi ha fatto il Movimento è, senza dubbio, rendermi una persona migliore ogni giorno. Se continuerete a seguirci, ad attivarvi giorno dopo giorno per fare anche una piccola cosa per il bene comune, succederà anche a voi.

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sabato 14 maggio 2011, 11:39

Come votare, e ringraziamenti finali

Siamo agli sgoccioli di questa campagna elettorale: da oggi sono vietati i comizi, le riunioni elettorali, l’affissione di manifesti; da domani non si potrà fare propaganda a meno di 200 metri da un seggio, che a Torino vuol dire più o meno da nessuna parte. In questi giorni però è ancora possibile parlare di politica di persona e su Internet, far circolare il nostro materiale in rete e privatamente, sollecitare gli amici ad andare a votare: e dunque questo è ciò che vi chiediamo di fare. Vi ricordo in particolare i due appelli al voto – la lettera a un amico che non sa più chi votare e la spiegazione del perchè chi vota Fassino vota la ganga. Siete ancora in tempo per mandare email e SMS!

Ricordo brevemente che per votarci bisogna fare così: sulla scheda azzurra (Comune) una croce sul simbolo e una sul mio nome, sulla scheda verde (Circoscrizione) una croce sul simbolo. Ricordate ai vostri amici di cercare il simbolo con la scritta MOVIMENTO e le cinque stelle gialle, perché ovviamente c’è anche la solita lista civetta con scritto GRILLO. Se avete dubbi, abbiamo pubblicato istruzioni dettagliate sul sito.

Molti mi hanno chiesto a chi dare la preferenza. Non sta certo a me dirvi chi votare, ma una osservazione la faccio: guardando bene come si presentano le persone, leggendo attentamente quello che scrivono e andando oltre l’attivismo su Facebook o gli slogan in cerca di applauso, potete capire molto dello spirito con cui fanno politica. C’è chi pur con buone intenzioni vuole essere eletto personalmente ad ogni costo, cercando continuamente di mettersi in mostra, e c’è chi invece è candidato ma innanzi tutto lavora per il gruppo e per la causa.

Magari questi ultimi non saranno quelli che vedete continuamente in giro o che nei video appaiono in prima fila col megafono a gridare; in genere sono sullo sfondo a lavorare, ma sono quelli che veramente, disinteressatamente, col cuore in mano, cambiano il mondo con l’impegno e la buona volontà, e vi danno le maggiori garanzie che non tradiranno la vostra fiducia.

Vorrei infine ringraziare le centinaia di attivisti che hanno dedicato al Movimento il proprio tempo per settimane, e le migliaia di persone che, con il passaparola, hanno compensato le censure e le manipolazioni dei media di regime. Lo sforzo popolare dietro a questa nostra avventura è immenso, non si vedeva da anni. La fiducia nei miei e nei nostri confronti è grande, e dunque lo sono anche le responsabilità. Noi faremo quanto umanamente possibile per non deludervi, rimarcando che non vogliamo solo il vostro voto, ma la vostra partecipazione continua, perché ognuno di noi dedichi costantemente un angolino del proprio tempo ad occuparsi del bene comune: solo questo potrà dar luogo a un vero cambiamento.

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