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Archivio per il mese di dicembre 2012


venerdì 21 dicembre 2012, 16:18

La variante che licenzia la gente

Questa è una storia che inizia molto tempo fa, ben prima che facessi politica; già allora (parliamo del 2007 e poi del 2009) il mio blog menzionava con un certo sconcerto la vicenda della vendita della casa Gramsci di piazza Carlina, dal Comune ai De Giuli – ben connessi immobiliaristi torinesi – al prezzo stracciato di 7 milioni di euro, per farne un albergo di lusso.

Il nuovo hotel sarebbe poi stato gestito dal gruppo spagnolo NH; e anche qui si tratta di amici di famiglia, dato che la filiale italiana NH Italia è una joint venture tra gli spagnoli e Intesa Sanpaolo, che ne detiene tuttora il 44,5%. NH Italia, avendo comprato il gruppo Jolly Hotel, si ritrovava già proprietaria di diversi alberghi a Torino: l’ex Art & Tech al Lingotto, l’Ambasciatori e il Ligure di piazza Carlo Felice.

Si sa, a Torino grazie al megainvestimento olimpico il turismo tira… o forse no, visto che gli alberghi entrano in crisi uno dopo l’altro: è per questo che già nel 2009 la proprietà annuncia l’intenzione di chiudere l’Hotel Ligure e trasformarlo in appartamenti. C’è un piccolo particolare: il piano regolatore di Torino prevede che lì ci sia un albergo; per poterne fare appartamenti è necessaria una variante che, come dice la legge, deve andare nel pubblico interesse (non è sufficiente che ci sia un interesse privato).

A settembre 2011 arriva così in consiglio comunale, per il primo passaggio, una variante urbanistica per cambiare la destinazione d’uso del palazzo da alberghiero a residenziale. In aula, l’unico che ha qualcosa da dire sono io. Ci è stato detto che la chiusura dell’albergo è propedeutica all’apertura di quello in piazza Carlina e che i lavoratori del Ligure saranno semplicemente spostati là, o comunque ricollocati negli alberghi torinesi di NH; addirittura ci è stata mostrata una lettera scritta della proprietà che si impegna in questo senso, e che viene richiamata nella delibera.

Un mese dopo, però, le cose cominciano a non tornare: sul giornale si parla di 37 licenziamenti, e allora presentiamo una interpellanza. A metà dicembre, ancora in attesa di risposte, arriva la delibera per il secondo passaggio in aula. E’ allora che si scopre una situazione drammatica: il problema si è addirittura allargato, in quanto molti lavoratori del Ligure sono stati ricollocati all’Ambasciatori lasciando però senza lavoro i precedenti lavoratori di quest’ultimo.

La delibera viene bloccata in attesa di capire come salvare i lavoratori. Il problema, però, è che il gruppo NH si è sostanzialmente dileguato; ha già venduto il palazzo a un operatore immobiliare, la MGB, per 22 milioni di euro (lo stesso patron della MGB, in commissione, farà notare la grande differenza tra quanto ha incassato NH vendendo un palazzo per appartamenti e quanto ha incassato il Comune vendendo un palazzo simile per albergo). E’ vero che la variante ancora non c’è, ma il valore pagato è stato già stimato “come se”, con una notevole fiducia nella disponibilità del Comune.

Alla fine, dopo un anno di melina, la giunta dice che è ora di approvare la variante: il palazzo chiuso crea degrado, e inoltre l’acquirente si è indebitato per l’acquisto e ora se non fa partire i lavori rischia il tracollo, coinvolgendo altre società del suo gruppo. Tutto vero, ma ancora una decina di lavoratori degli alberghi non hanno ritrovato un lavoro. Ci viene spiegato che NH Italia è in crisi e che il Comune addirittura non riesce nemmeno più a parlare con loro (il che, per una società posseduta a metà dal Sanpaolo, è quantomeno curioso). E quindi, i lavoratori devono arrangiarsi a sperare che saltino fuori posti di lavoro da commesso nei negozi che apriranno nel fu atrio dell’albergo; se no… problemi loro.

L’amministrazione ha insistito nel dire che si è fatto tutto il possibile; la chiusura dell’albergo era già stata decisa da prima per via della crisi del mercato (ma non eravamo la nuova meta turistica del millennio?), i lavoratori sarebbero rimasti comunque senza lavoro, in tante città non si pensa nemmeno di legare promesse occupazionali alle varianti urbanistiche, non è colpa di nessuno se l’intero gruppo NH è andato in crisi.

Resta il fatto centrale: senza variante urbanistica, il proprietario sarebbe stato costretto a riaprire l’albergo oppure a tenere il palazzo chiuso all’infinito – e parliamo di una variante urbanistica che ha aumentato il valore del palazzo di almeno una decina di milioni di euro, per un presunto interesse pubblico ad avere davanti a Porta Nuova più appartamenti e meno alberghi. A fronte di questo, al proprietario originale è stato permesso di prendersi un impegno alla ricollocazione dei lavoratori e poi disattenderlo tranquillamente, lavandosene le mani perché, come in un gioco delle campanelle, nel frattempo il palazzo è stato passato a qualcun altro e loro hanno già incassato.

Alla fine, noi siamo stati gli unici a votare contro l’approvazione definitiva della variante urbanistica; anche la nostra mozione che chiedeva all’avvocatura comunale di studiare una richiesta di danni contro il gruppo NH è stata bocciata da tutti i partiti. Con molti auguri ai lavoratori dal consiglio comunale.

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lunedì 17 dicembre 2012, 17:34

Malati di movida

Ricorderete la polemica della scorsa estate, una delle tante montate ad arte dai giornali, su “Grillo contro la movida”. In realtà nessuno vuole fermare la vita notturna o impedire alle persone di divertirsi, ma si vorrebbe semplicemente garantire a tutti la possibilità di vivere in pace in casa propria.

Il video che vedete è infatti stato girato dagli abitanti delle zone “calde” di Torino, da piazza Vittorio a San Salvario; zone che per diverse notti a settimana si trasformano sempre più spesso in una bolgia priva di regole. A nessuno farebbe piacere restare sveglio una notte dopo l’altra, di fronte a persone che in strada si divertono a fare rumore per il puro piacere di farlo, o che si picchiano selvaggiamente, magari mentre i vigili passano e vanno via.

Il Comune ha oggettivamente poche possibilità di gestire una situazione che ormai pare sfuggita di mano; la legge non permette di porre veri limiti alla proliferazione dei locali, e molto del rumore viene prodotto dopo l’orario di chiusura, quando la gente ubriaca si sposta in strada. Eppure, a Torino per vent’anni l’industria dell’intrattenimento notturno ha potuto fare ciò che voleva, al punto che è intervenuta la magistratura per far smontare i dehors abusivi dei Murazzi. Eppure, almeno dal punto di vista della mobilità – San Salvario di notte è invasa dalle auto in cerca di un parcheggio inesistente – il Comune potrebbe fare di meglio.

La vera questione da porsi, tuttavia, è come mai fasce crescenti di persone trovino il disturbo notturno come unico sfogo alla propria voglia di evasione. A qualsiasi persona sociale risulta ovvio cercare di disturbare gli altri il meno possibile, e invece in molte di queste immagini si vedono persone che nel fare rumore, nel sapere di danneggiare qualcun altro, sembrano trovare una realizzazione personale. Senza nemmeno rendersene conto, è come se – persi i freni inibitori – si vendicassero sugli incolpevoli abitanti delle case circostanti per tutti i crescenti problemi della vita di oggi, o se questo fosse il loro modo per sentirsi protagonisti dell’attenzione pubblica.

Non si può generalizzare, e la maggior parte di chi esce la sera vuole semplicemente svagarsi e stare con gli amici. Eppure, in queste immagini c’è qualcosa di profondamente inquietante, come se di notte la città si trasformasse in una giungla pericolosa e senza regole, sempre più lontana dalla civiltà.

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mercoledì 12 dicembre 2012, 15:42

Sull’acqua pubblica Fassino rema contro

Nel giugno 2011 milioni di italiani, recandosi alle urne, hanno mandato un messaggio chiaro alla politica: l’acqua e gli altri servizi pubblici essenziali devono restare in mano pubblica. All’epoca, tutti i partiti del centrosinistra, dopo la vittoria a sorpresa, fecero a gara a cavalcarne il risultato con manifesti e celebrazioni di ogni genere, pur non avendo mostrato grande interesse nella fase di raccolta delle firme.

Passata la festa, gabbato lo santo: e così, l’amministrazione di Fassino da tempo rema contro. In teoria, dal luglio 2011 è diventato illegittimo ricaricare sulle bollette degli italiani la quota relativa alla remunerazione garantita degli investimenti, che a Torino rappresenta oltre il 15% del totale; eppure, questa quota continua a venir fatta pagare, in attesa da un anno e mezzo che qualche autorità suprema decida di toglierla; e ai cittadini che per “obbedienza civile” si sono autoridotti le bollette si preannuncia di staccare l’acqua, come ai peggiori morosi.

Nell’assemblea delle decine di comuni torinesi soci di Smat, solo pochi (in testa Avigliana e Rivalta) hanno avuto il coraggio di dire che gli abbondanti utili di Smat dovrebbero essere messi da parte per restituire ai cittadini quanto ingiustamente addebitato; la città di Torino ha invece continuato a insistere che, accantonati sei milioni di euro assolutamente insufficienti a coprire la restituzione (si stima che servano fino a trenta milioni), tutto il resto degli utili potevano essere distribuiti ai comuni. Difatti, Torino ha bisogno di soldi; e dunque anche Smat diventa una mucca da mungere, con la scusa che una volta i Comuni ricevevano i canoni per lo sfruttamento dei pozzi e ora non ricevono più null e dunque è giusto che si prendano gli utili.

Il consiglio comunale, con grandi peana anche di esponenti della maggioranza, ha approvato dal 2011 due mozioni che chiedono di trasformare Smat in una società veramente pubblica; adesso, infatti, è una SpA, anche se posseduta dai Comuni, e come tale potrebbe essere facilmente venduta come sta accadendo per le varie GTT e Amiat (e non pensate che nei corridoi nessuno abbia già ventilato l’ipotesi).

Il comitato referendario ha raccolto le firme e presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare che vorrebbe trasformare Smat in azienda speciale consortile di diritto pubblico. Possono i partiti che hanno sbandierato la loro adesione al referendum non votare una delibera simile? No, e difatti succede che i dirigenti comunali hanno dato un parere tecnico negativo, sostenendo che legalmente questa trasformazione è impossibile; a quel punto, è facile che “a malincuore” la maggioranza si senta “costretta” a votare contro. Peccato che la stessa trasformazione sia stata fatta a Napoli solo quattro mesi fa, e che diversi luminari abbiano firmato un controparere che dimostra come essa si possa fare.

Per questo abbiamo presentato una interpellanza la cui discussione è mostrata nel video; è piuttosto lunga, ma alla fine è chiara. Almeno così abbiamo ottenuto che venisse detto chiaramente: Fassino e la sua giunta sono contrari a trasformare Smat in una società di diritto pubblico e ritengano che l’acqua si possa gestire soltanto all’interno di dinamiche di mercato. Almeno, adesso lo sanno tutti.

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giovedì 6 dicembre 2012, 21:22

I risultati delle parlamentarie M5S

I risultati delle parlamentarie del Movimento 5 Stelle per la circoscrizione Piemonte 1 (Torino e provincia). I candidati con buone speranze di elezione sono i primi due-quattro sotto i 40 anni (alla Camera) e i primi uno-due sopra i 40 (al Senato).

Pos. Nome Età Comune Professione Voti

1 Castelli Laura 26 Collegno Impiegato 273
2 Chimienti Silvia 27 Castiglione t.se Insegnante 180
3 Scibona Marco 45 Bussoleno Impiegato 165
4 Airola Alberto 42 Torino Libero professionista 159
5 Bechis Eleonora 38 Torino Operaio 143
6 Della valle Ivan 38 Rivoli 141
7 Albano Daniela 41 Torino Insegnante 140
8 Carlevaris Cinzia 40 Torino Dipendente pubblico 132
9 Di santo Natale 26 Grugliasco Studente 92
10 Friscia Anna 42 Trofarello Impiegato 77
11 Santarella Michele 53 Rivoli Impiegato 72
12 Borsello Claudio 43 San mauro torinese Libero professionista 66
13 Di virgilio Daniela 39 Collegno Impiegato 64
14 Gianoglio Andrea 37 Rosta Impiegato 63
15 Cardone Margherita 68 Torino Insegnante 62
16 Battagliotti Patrizia 51 S.maurizio c.se Impiegato 57
17 Picca Valeria 43 Torino Impiegato 55
18 Ricci Roberto 45 Alpignano Imprenditore 52
19 Unia Alberto 46 Torino Impiegato 47
20 Valetti Federico 30 Pinerolo Impiegato 47
21 Calmistro Mirco 52 Grugliasco Funzionario 40
22 Bellanca Xavier 26 Torino Impiegato 39
23 Grosso Sergio lorenzo 46 Carmagnola Impiegato 38
24 Doppioni Mauro dante 39 Loranze’ Impiegato 37
25 Falli Davide 29 Torino Altra professione 32
26 Latini corazzini Yari 39 Lanzo torinese Impiegato 31
27 Vilardo Franco 50 Torino Impiegato 30
28 Giustetti Alessandro 49 Rivoli Disoccupato 29
29 Arduino Salvatore 47 Leini Dipendente pubblico 29
30 Armeni Davide 38 Collegno Impiegato 29
31 Turri Alberto 36 San mauro torinese Operaio 29
32 Caruso Gianpaolo 40 Santena Artigiano 29
33 Fornari Antonio 32 Torino Dipendente pubblico 28
34 Bertilorenzi Sara 41 Rueglio Libero professionista 25
35 Mandrini Pierluigi 47 Rosta Impiegato 24
36 Merotto Roberto 46 Torino Impiegato 23
37 Bertero Massimo 40 Trofarello Commerciante/negoziante 22
38 Fanton Saverio 38 Carmagnola Impiegato 20
39 Maule Stefano 46 Castagneto po Libero professionista 20
40 Fontanone Glauco 40 Robassomero Artigiano 19
41 Fiore Mario 50 Trofarello Operaio 19
42 Murra Gian mario 52 Pinerolo Libero professionista 16
43 Pizzini Bruno andrea 30 Rivoli Altra professione 15
44 Cubito Marco 43 Rosta Impiegato 15
45 Galluzzi Marco 38 Torino Impiegato 13
46 Lumini Danilo 51 Carmagnola Impiegato 12
47 Caria Domenico 49 Chivasso Dipendente pubblico 12
48 Oresta Gianluca 36 Caselle torinese Impiegato 11
49 Domanin Ermes 32 Torino Libero professionista 11
50 Varacalli Federico 37 Torino Impiegato 10
51 Guasti Roberto 44 Borgaro torinese Impiegato 9
52 Lovera Danilo 33 Gassino torinese Impiegato 8
53 Navone Angelo 49 Caselle torinese Impiegato 7
54 Colacino Domenico 43 Cirie’ Altra professione 7
55 Vernero Alessandro 27 Chivasso Impiegato 7
56 Cicchirillo Carlo 40 Caselle torinese Libero professionista 5
57 Vaiana Rosolino 44 Chivasso Impiegato 5
58 Grivellino Marco 41 Chivasso Altra professione 5
59 Del prete Luca 39 Chivasso 3
60 Reppucci Alessandro 36 Carmagnola Funzionario 2

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lunedì 3 dicembre 2012, 15:54

Un’opinione personale sui candidati M5S

E così, il voto è aperto e ora possiamo scegliere i nostri futuri parlamentari (qui tutte le informazioni). In rete impazza il dibattito e ci sono posizioni diverse, c’è chi ogni mezz’ora propaganda i propri tre candidati e chi sostiene che non si dovrebbe dire niente. Diversi mi hanno chiesto di dichiarare in pubblico per chi voterò, ma non mi sembrerebbe giusto; raccomando invece, come ho già scritto ieri, di prendersi il tempo di leggere tutte le presentazioni dei candidati e di non fermarsi al primo suggerimento ricevuto: tutti i candidati meritano attenzione. Vorrei però dare un po’ di visibilità ad alcuni candidati “outsider”, che altrimenti rischiano di non essere nemmeno presi in considerazione.

Per questo non mi dilungherò particolarmente sui tre candidati collaboratori di Bono: sono i favoriti, sono tutte e tre ottime persone e hanno l’esperienza di tre anni di politica a tempo pieno. In particolare, Ivan Della Valle è uno dei più conosciuti attivisti d’Italia, e l’unico candidato con una esperienza d’aula, il che potrebbe tornare molto utile; Marco Scibona è il candidato No Tav ed è una persona solida, gentile, disponibile e che non si è mai fatta prendere dalle beghe dell’ufficio regionale; Laura Castelli fu scelta per la sua competenza e ha continuato a dimostrarla. Si stanno preparando da tempo e sarebbero ottimi parlamentari.

Vorrei invece soffermarmi innanzi tutto su due attivisti torinesi che da soli non si farebbero pubblicità, per cui gliela faccio io.

Alberto Airola è quello che, come volontario, si è sbattuto di più per il gruppo comunale. E’ l’autore dei bellissimi video che trovate nei nostri post, e non sapete quante giornate e quante nottate di lavoro gratuito per il Movimento ci sono dietro di essi. E’ una persona talmente poco interessata alla carriera politica che questa settimana è via per lavoro; lui però per me e per Chiara c’è sempre stato, per lavorare e per confortarci, e non posso che ricambiare.

Yari Latini è un mio amico da vent’anni, dunque sono senz’altro di parte, ma grazie a questo per lui sono in grado di mettere la mano sul fuoco. E’ una persona tranquilla e abituata a lavorare in silenzio, la vedrete di rado dove c’è da chiacchierare o da mettersi in mostra. E’ lui che ha realizzato l’architettura informatica del sito del Movimento torinese, ed è attivo sin dalla lontana epoca delle elezioni provinciali; e almeno un hacker in Parlamento ci vorrebbe.

Oltre a loro, vi raccomando poi di esaminare i profili di alcuni attivisti storici del Movimento: Daniela Albano, Salvatore Arduino, Bengt Ferraris – persone che magari non sono state molto attive ultimamente, ma che c’erano già nel 2007, quando proprio di poltrone non se ne parlava.

Vi raccomando anche di guardare le presentazioni degli attivisti di quartiere più determinati a candidarsi, quelli della Circoscrizione 1 (Eleonora Bechis e Marita Cardone hanno dato spesso una mano anche a livello comunale) e quelli della Circoscrizione 5 (con il trio UniaMerottoFornari di punta); nonché Valeria Picca della Circoscrizione 6, e Franco Vilardo, sempre al centro di qualunque manifestazione.

Ci sono inoltre alcune persone già candidate alle comunali, che magari avete già potuto conoscere e votare due anni fa: Davide Armeni, Xavier Bellanca, Cinzia Carlevaris e Marco Galluzzi.

Fuori Torino sono più in difficoltà perché non conosco bene quasi nessuno, ma una persona comunque la voglio segnalare: Michele Santarella (Rivoli / Alpignano) è una persona splendida, che ha sempre dato punti a tutti in materia di coerenza e che vanta la saggezza e la serenità necessarie per gestire le situazioni difficili. In più, credo che mandare in Parlamento una persona in carrozzina sarebbe un bel segnale, dato che se per l’italiano medio la situazione della crisi è difficile, per i disabili è devastante.

Tuttavia, non vorrei fare un torto a nessuno e dunque vi raccomando, veramente, di guardare una per una anche le presentazioni dei candidati della provincia, molti dei quali mi hanno fatto un’ottima impressione.

Aggiungo ancora una segnalazione di due attivisti torinesi che ora sono candidati altrove: Francesco Attademo in Estero-Europa e Aldo Curatella in Emilia-Romagna sono due persone che hanno lavorato a lungo, con capacità e grande altruismo, per il successo della nostra campagna comunale: per esperienza diretta, meritano senz’altro fiducia.

Alla fine, chiunque verrà scelto avrà il mio sostegno e sarà giudicato, come dicevo ieri, solo per il suo comportamento e non per quanto io personalmente lo conosca o lo stimi: scegliete in piena libertà.

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domenica 2 dicembre 2012, 23:11

Lettera ai votanti a cinque stelle

Caro cittadino a cinque stelle,

tra poco inizieranno le “parlamentarie” del Movimento, tramite le quali tutti noi sceglieremo ogni singolo candidato al Parlamento.

Sappiamo tutti che questo è un esperimento mai tentato prima. Sicuramente ci sono persone che non hanno potuto iscriversi come votanti o candidarsi per via di problemi tecnici o di mancanza di informazioni: ti chiediamo di scusarci e di non dimenticare che l’importante non è il voto o la candidatura del singolo, ma il progetto collettivo che portiamo avanti.

Dozzine di candidati nella tua circoscrizione elettorale hanno speso molto tempo a preparare le proprie presentazioni e i propri video sul portale nazionale. Ti chiediamo di premiare il loro sforzo dedicando un po’ di tempo a leggere almeno qualcosa su ognuno di loro. Molte persone, giustamente, promuoveranno dei candidati o ti suggeriranno di votare per chi conosci già o per chi ti è più vicino, ma magari il candidato più interessante per te è uno che non hai mai sentito nominare, magari in un paesino di provincia o in una città lontana. Hai tre voti a disposizione, crea il tuo personale mix di competenze, età, provenienze, professioni! C’è tempo fino a giovedì per esprimere il voto, prenditi il tuo tempo e fallo a ragion veduta; e non aver paura di usare la rete per fare domande ai candidati o chiedere informazioni su di loro.

Ogni candidato cercherà di presentare al meglio le proprie capacità, che sono importanti; tuttavia, se i curriculum dei singoli fossero stati fondamentali, avremmo magari candidato professori universitari o personaggi già famosi. L’obiettivo del Movimento è portare in Parlamento innanzi tutto persone che abbiano l’umiltà di porsi al servizio dei cittadini invece di volerli comandare, che ascoltino prima di parlare e non pensino di sapere già tutto, che sappiano resistere alle lusinghe del potere e della visibilità, che prendano la candidatura come un’offerta di disponibilità e non come un obiettivo personale da raggiungere a qualunque costo. Non è facile, siamo tutti umani, ma dal modo di porsi, da quanto uno pensa a se stesso e quanto agli altri, si può capire molto.

E poi, qualunque sarà il risultato, saremo tutti chiamati a sostenere le persone che finiranno nelle liste, e a giudicarle solo per i loro comportamenti e non per quanto le avremo sostenute noi in queste votazioni.

Buona scelta, e grazie per la tua partecipazione!

P.S.: in questa pagina raccogliamo le informazioni utili per i votanti di Torino e provincia.

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sabato 1 dicembre 2012, 11:06

Un impegno etico per i candidati a 5 stelle

Come avrete letto, è giunto il momento delle primarie del Movimento 5 Stelle: appena possibile saranno pubblicati gli elenchi dei candidati, e da lunedì a giovedì sceglieremo insieme in rete non la faccia del candidato premier, ma ogni singolo componente di ogni lista a cinque stelle per il Parlamento. E’ un grande esperimento, sia politicamente che tecnicamente, e per questo sono state scelte modalità restrittive: abbiate pazienza (faremo il possibile per migliorarle ancora) e sappiate che la cosa importante non è la candidatura o il voto del singolo, ma il risultato collettivo.

Abbiamo anche preparato una pagina di riferimento per le primarie, sia per i votanti che per i candidati di Torino e provincia, che verrà costantemente aggiornata e che vi invitiamo a far circolare.

Nel frattempo, ieri sera abbiamo fatto un primo incontro tra i candidati. Tra gli argomenti della serata, abbiamo proposto ai candidati un impegno etico simile a quello già firmato dai candidati per le elezioni comunali del 2011.

Difatti, un gruppo di attivisti che si è riunito dal basso nelle scorse settimane aveva segnalato alcuni punti su cui si sarebbe gradito un impegno più preciso da parte dei candidati rispetto a quanto già scritto a livello nazionale: la retribuzione economica, le modalità di selezione dello staff, il rimanere nel Movimento una volta eletti, e – aggiungo io – il contatto col territorio, l’assiduità nelle presenze, la fedeltà al programma…

Così abbiamo avuto l’idea di stendere un impegno etico aggiuntivo che ogni candidato potesse firmare, opzionalmente e su base volontaria, fissando da solo anche la penale a cui si impegna in caso di violazione; si tratta di un impegno morale, difficile da far valere in sede legale, ma comunque che resta scritto a futura memoria. L’abbiamo proposto in sala ed è stato un successo: praticamente tutti i candidati presenti l’hanno firmato.

Pubblichiamo l’impegno invitando tutti i candidati a firmarlo e farcelo avere entro domenica sera (i dettagli sono nella pagina di riferimento); lunedì pubblicheremo l’elenco di chi l’ha firmato e chi no. Starà poi ai votanti decidere se privilegiare chi ha assunto l’impegno oppure no: io, di mio, lo farò senz’altro.

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