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martedì 21 Maggio 2013, 23:13

In marcia per il Fila

So che molti non capiscono perché oltre diecimila persone – il doppio o il triplo di quelle che hanno manifestato contro l’inceneritore – possano scendere in piazza per la ricostruzione di un ex stadio, ora futuro campo di allenamento e centro culturale.

Molti, peraltro, non hanno nemmeno capito bene di cosa si tratti, spesso grazie ad azioni di disinformazione mediatica. Per esempio, molti pensano che là si voglia costruire “il terzo inutile stadio di Torino”, quando invece si costruirà un centro sportivo con due campi, di cui uno senza tribune e uno con una tribuna da massimo 4000 posti, come quella che si può trovare nei campetti di estrema provincia; nessuna partita del Toro, giovanili a parte, si disputerà mai al nuovo Filadelfia; vi sarà invece un’area culturale, museale e aggregativa, che giustifica l’interesse pubblico nel costruire quest’opera con gli oneri di urbanizzazione già pagati dai privati per risistemare la zona; e quanto alla provenienza dei fondi, vale la pena di rileggere la spiegazione di un anno fa.

Credo però che in questo momento sia opportuna una riflessione sul pregiudizio anti-calcio di una parte dell’opinione pubblica e della politica, anche dentro il Movimento 5 Stelle. In parte il pregiudizio è giustificato dalle mafie, dalle quantità abnormi di soldi, dall’antisportività, dalla violenza del calcio italiano; e però, stupisce la facilità con cui persone che magari sono pronte a difendere per ore (giustamente) i No Tav dall’accusa, letta su un giornale, di essere dei facinorosi violenti, sono poi pronte a credere allo stesso giornale quando attacca allo stesso modo i tifosi di calcio.

Una grande parte della tifoseria del Toro, in particolare, ha una tradizione di impegno civile molto lunga; la trovate in piazza non solo per il Fila, ma alle manifestazioni dei lavoratori e ai cortei contro il Tav. La trovate in mezzo a raccolte di beneficenza, attività sociali, e persino ad agitare polemicamente in curva le foto di Falcone e Borsellino durante il minuto di silenzio per Andreotti.

Per questo credo che sia sbagliato liquidare i diecimila di ieri come una cittadinanza minore, meno degna di ascolto; e che ci si debba liberare di un pregiudizio anticalcistico basato sulla non conoscenza delle cose, e purtroppo molto diffuso in politica, specialmente nella sinistra: quella che non a caso, dall’alto del proprio snobismo verso le grandi passioni degli italiani, perde sempre le elezioni.

So comunque che chi non ha sin da bambino la malattia granata, quella che ti porta a resistere stoicamente persino a vent’anni di Ipoua e Pellicori, non capisce cos’abbia di speciale quel pezzo di prato e cosa rappresenti per così tante persone. Non credo di poterlo spiegare; ma credo, perlomeno, di poter chiedere rispetto.

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6 commenti a “In marcia per il Fila”

  1. Roby della IX:

    Non c’è bisogno di spiegare; è tt semplicissimo,…x chi si vuole degnare di provare a capire. …Firmato: uno che abita nel quartiere del Fila, MA che la sera delle foto di Falcone&Borsellino in curva Primavera esponeva (nel settore ospiti) una bandiera listata a lutto (per il Molo Giano)…e che in gruppo ha risposto con un ironico applauso ad immotivati&ferocissimi fischi (precedenti&successivi)verso di Noi. Cmq: dalla parte del Fila!

  2. Roby della IX:

    CHE GIORNATA TRISTE ;( = Se ne è andato uno di Noi, don Andrea Gallo. Il prete di strada, fautore di metodi educativi non convenzionali, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto. Una vita controcorrente, dalla parte dei più deboli e di chi aveva bisogno. A 84 anni si è spento tra l’affetto dei suoi ragazzi, che lo hanno accudito nel suo regno in questi giorni difficili. Una vita come un romanzo la sua. Piena di avventure, di impegno, studi, interessi e, soprattutto, un’umanità non apprezzata da tutti, ma riconoscibile e riconosciuta. Amava prendere posizione, spendendo se stesso per le cause che adottava. Con il suo sigaro, il suo cappello, gli occhi febbrili, ha attraversato la storia della città negli ultimi decenni, divenendo un riferimento per tante anime in pena. Lo si vedeva in corteo e al fianco dei lavoratori, apriva la sua porta a chi bussava per un aiuto. Se ne va una figura carismatica di Genova e nota al di fuori per i suoi scritti, la sua partecipazione, la sua presenza. Non amava le mezze misure e ci piace immaginarlo lassù, ora, sulle tracce dell’amico Fabrizio De Andrè. …l Gallo e il Grifone, una storia che parte da lontano. Pionieri in campi diversi. La storia di una fede nella buona e cattiva sorte, perché solo chi soffre impara ad amare. Caro don, quanto ti piaceva incontrare quei “ragazzi” col sangue rosso e blu come il tuo. Quelli che venivano al ristorante “A’ Lanterna” e, tra un brindisi e un discorso, conducevi da un piatto con gli spaghetti a un coro con le chitarre. La tavola, la musica. Il tuo Genoa. Sotto un arcobaleno di emozioni, sentimenti di popolo, forza aggregante. Era ottobre l’ultima volta in cui ti eri affacciato a Pegli, per la messa in suffragio dei dieci anni di Fabrizio. Nella cappella affrescata, avevi perforato i cuori con l’omelia, prima di un “andate in pace” sulle note dell’inno. Le cene con Claudio e Fabrizio, col Gasp e Ballardini. Ti era venuto a trovare pochi giorni fa, il mister e, mettendo in piazza un sorriso tirato, gli avevi raccontato delle preghiere dette, allungando una benedizione per la salvezza. E come eri felice quando, al Porto Antico, ti avevano dato la maglia per gli 80 anni. La stessa felicità di quando varcavi i cancelli del ‘Signorini’, toh, Gianluca, un altro dei tuoi ragazzi, in compagnia di Andrea. Eri come un bambino al luna park: “Siete un esempio per i più giovani, non dimenticatevelo” dicevi serio ai giocatori nello spogliatoio. Un privilegio consentito a pochi, prima di prendere sotto braccio Rossi, per trasmettergli il Vangelo rossoblù. Quel pugno di comandamenti. ;( ;( ;(

  3. Roby della IX:

    ;( Solo da tramite ;(

    figliodelvento22/05/2013 – 18:25

    CIAO DON

    Grazie per aver battezzato una bimba figlia di genitori non sposati che sembrava per altri di non essere degna di esserlo.
    Ciao uomo meraviglioso.. ci mancherai.

  4. Roby della IX:

    ;( Di nuovo da tramite ;(

    grifo nel cuore22/05/2013 – 18:37

    Ciao Don

    Che tristezza nel cuore.
    Io, ateo convinto, per evitare discussioni con tutti i parenti avevo accettato, tanti anni fa, di far battezzare le mie bimbe ad una sola condizione: che il prete che doveva battezzarle fosse Don Gallo.
    Un grande Uomo, un grande esempio che ci mancherà al di là di come la si pensa.
    Ciao Don ti abbraccio forte.

  5. Alberto:

    Vb,
    non voglio tornare su discussioni del passato (anche perché ti defileresti come già fatto altre volte :-) ). Ti invito però a riflettere su quale credibilità ha chi si scaglia contro il pregiudizio anticalcio e rivendica rispetto per gli appassionati quando c’è in ballo una squadra e cambia improvvisamente sponda quando c’è di mezzo l’altra squadra cittadina. Chi, quando i ruoli sono invertiti, si unisce al coro degli anti-calcio, chi, quando si tratta di tributare onori a calciatori, improvvisamente scopre che ci sono altre priorità, chi sembra considerare la passione per il calcio un valore o meno a seconda della squadra preferita, chi in altre parole difende non la passione per il calcio, ma quella per la propria squadra, diventa francamente poco credibile nella veste di difensore del calcio come gioco e sport.
    Intendiamoci, nulla contro chi vive il calcio in questo modo, solo che diventa più credibile laddove ammetta apertamente che non sta difendendo il calcio ma sta difendendo la propria squadra.

  6. vb:

    Non mi sembra di cambiare sponda quando cambia la squadra: per esempio ho sostenuto tutti gli atti per la memoria delle vittime dell’Heysel. Se mai, sulla vicenda Continassa ho fatto una valutazione documentata e argomentata che mi ha portato a un parere negativo, che però non mi sembra dovuto all’antipatia per la squadra in questione ma oggettivamente motivato.

 
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