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martedì 12 Maggio 2015, 10:50

Una prova del car sharing

Ieri ho trascorso una bella serata a cena in centro con amici. Alla fine ero in piazza Carlo Alberto;¬†essendo venuto al mattino con i mezzi pubblici, pensavo di tornare con il 13 da prendere in via Po, se non che, secondo l’app di GTT, avrei dovuto attenderlo “solo” 28 minuti; oppure, dopo 18 minuti sarebbe passato un mezzo che mi avrebbe portato alla metropolitana… che per√≤, essendo luned√¨, era pure gi√† chiusa.

Fortunatamente avevo ancora un po’ di minuti gratuiti di prova di Car2Go e cos√¨ ho deciso di provare per la seconda volta il servizio: aperto (faticosamente, sul mio vecchio cellulare sul quale non ci sta nemmeno l’app) il sito, ho scoperto che c’era un’auto disponibile a pochi minuti a piedi, dall’altra parte dei Giardini Reali; cos√¨ l’ho prenotata e sono andato a prenderla.

Allora, bisogna dire che queste Smart da guidare non sono granch√©, sembrano un cubo di ghisa con il motore di un Ciao e il freno di una Graziella (ma forse sono abituato troppo bene io con la mia vecchia 147). Peggio ancora il cambio automatico, con cui ogni accelerata √® un’agonia; il folle dura diversi secondi e il risultato √® uno stile di guida “nonnino col cappello”, per cui sui viali cittadini verrete superati persino da Luca Badoer. D’altra parte, la bassa velocit√† √® tranquillizzante, su un’auto a cui per forza di cose non si √® abituati.

La procedura di accensione √® all’inizio un po’ complicata; bisogna seguire una serie di schermate sul display, poi trovare la chiave che sta sul cruscotto a destra del display stesso, poi prenderla di l√¨ e metterla nel nottolino che per√≤ non sta al volante ma in mezzo accanto al cambio, e lo stesso cambio automatico √® meno intuitivo della media. Di sera poi la macchina √® buia e la luce nemmeno si accende da sola, in compenso si accende subito la radio a un volume esagerato.

Detto questo, il servizio per√≤ √® veramente interessante: alla fine io sono arrivato a casa nel momento in cui sarei salito (salvo altri imprevisti) sul 13 in via Po. Da corso San Maurizio a piazza Rivoli ci sono voluti 18 minuti, di cui due abbondanti (euro 0,58) spesi in attesa del verde al semaforo di rond√≤ Rivella, e quasi altrettanti (altri euro 0,58) in attesa di poter girare a sinistra al rond√≤ della Forca. Certo che pagare al minuto ti mette una certa ansia, e in caso di semafori rossi particolarmente lunghi ti fa bestemmiare ripetutamente il nome dell’assessore Lubatti; forse era meglio pagare al chilometro.

Alla fine il viaggio √® stato gratis, ma se avessi pagato avrei pagato 5,22 euro; non pochissimi, ma nemmeno cos√¨ tanti per una serata fuori, magari in due (non di pi√Ļ perch√© la Smart √® biposto). Si tratta dunque di un servizio che si posiziona a met√† tra il pullman (che costa molto meno ma va atteso a lungo, √® spesso pieno come un uovo e va dove vuole lui) e il taxi (che costa un po’ di pi√Ļ ma ti raccoglie e ti porta esattamente a destinazione, e pu√≤ ospitare gruppi pi√Ļ grossi); √® particolarmente interessante per andare in aree di sosta a pagamento, visto che si lascia l’auto senza dover pagare lo stazionamento, mentre lo √® di meno per raggiungere zone imparcheggiabili, dove si rischia di spendere diversi euro per girare all’infinito per parcheggiare.

In particolare, non potendo usare i parcheggi in struttura o comunque protetti da sbarre, non √® cos√¨ facile usarlo per andare in pieno centro, dove i posti su strada sono una rarit√†; per ovviare a questo problema, sarebbe opportuno predisporre nelle zone pi√Ļ centrali dei parcheggi appositi (vedr√≤ di sollevare la cosa in consiglio comunale).

Adesso devo provare a usare i minuti gratuiti di Enjoy;¬†almeno se ci riesco, visto che sul mio vecchio cellulare l’app non √® compatibile e il sito non funziona proprio… Comunque, vale la pena di iscriversi a entrambi i servizi per usufruire delle promozioni di questo periodo, con l’iscrizione gratuita e un bonus di minuti per fare una prova; non si sa mai quando potrebbe tornare utile.

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