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domenica 26 Aprile 2020, 10:16

Covid-19 e PM10, è ufficiale: i giornali italiani sparano titoli a caso

Ho letto con interesse le notizie per cui “√® ufficiale, il PM10 trasmette il coronavirus”, come da ineffabile titolo dell’Agenzia AGI (ma tutti i giornali sono della stessa forza), che cita un “annuncio” della Societ√† Italiana di Medicina Ambientale che direbbe che “il coronavirus √® stato ritrovato sul particolato”.

Ma essendo abituato a verificare le notizie, sono andato sul sito della societ√† stessa per leggere nel dettaglio. Bene, l’annuncio non c’√®: in home page c’√® il link a un corso per pubblici amministratori (“patrocinato dalle Regioni ospitanti”, chiss√† se sganciando soldi pubblici), in cui si spiega cos’√® il PM10 ma di covid-19 non si parla; e la sezione “Pubblicazioni COVID-19”, che nel menu √® proprio a fianco della pagina per le donazioni, la vedete qui sotto nello screenshot.

C’√®, √® vero, un “position paper” di un mese fa. Come dice il nome, non √® uno studio scientifico soggetto a verifica e revisione di altri scienziati, ma rappresenta semplicemente l’opinione dell’associazione. In pratica, l’opinione √® che esista un legame tra PM10 e coronavirus perch√© hanno ritrovato una correlazione statistica tra le aree con pi√Ļ morti e le aree con pi√Ļ inquinamento.

Ma chiunque mastichi un po’ di pensiero razionale ormai sa che una correlazione statistica non prova affatto una relazione di causalit√†, come si vede anche dalle mappe che imperversano su Facebook e “dimostrano” la correlazione tra coronavirus e antenne cellulari, o tra coronavirus e supermercati, o tra coronavirus e piccole-medie imprese (“il virus √® stato inventato per far chiudere i negozi della gente e arricchire i ricchi!”).

Il livello di prova scientifica √® quello; il resto del paper √® dedicato a dire che siccome in Cina hanno trovato dei batteri nel PM10, o l’inquinamento peggiora il morbillo, allora il PM10 deve per forza anche spargere il covid-19 – ma senza nessuna prova sperimentale o clinica.

Insomma, lo studio che proverebbe il ritrovamento dell’RNA del virus sul PM10, possibilmente con peer review di scienziati terzi qualificati, io non l’ho trovato. L’unica cosa che √® apparsa su una rivista scientifica (il BMJ) √® una versione riassuntiva in inglese del position paper, pubblicata non come articolo ma come commento a un altro articolo, e solo con un bel punto interrogativo al fondo dell’affermazione: “Is there a Plausible Role for Particulate Matter in the spreading of COVID-19 in Northern Italy?” (chiss√†).

Probabilmente l’articolo scientifico vero e proprio, quello con la scoperta del fatto che il virus infetta le persone viaggiando sul PM10, √® ancora in corso di pubblicazione, ma fin che non esce e non lo si pu√≤ leggere, non si capisce da cosa siano giustificati i titoli dei giornali, e a maggior ragione cosa sia “ufficiale” (un bel niente).

Dopodich√©, √® del tutto possibile che l’inquinamento dell’aria – che di sicuro non fa bene e va combattuto – giochi un ruolo anche in questa epidemia, anche solo come fattore di rischio che peggiora statisticamente l’esito della malattia. Solo, prima di sparare notizie terroristiche e spaventare la gente facendo credere che si possa morire semplicemente respirando il PM10, sarebbe bene avere qualche prova in pi√Ļ.

Del resto, se anche ci fossero davvero tracce di coronavirus sul PM10 (cosa non sorprendente, visto che le hanno trovate anche nelle fogne e pi√Ļ o meno ovunque), mi pare molto probabile che siano tracce deboli e non infettive; altrimenti, semplicemente, nella Pianura Padana ce lo saremmo gi√† preso tutti.

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