Perché non contribuire mai a Wikipedia
Penso spesso di essere un idiota, e non perché sui social me lo dicono in tanti: lo dicono tutti a tutti, è la cifra dei social di oggi. Il motivo per cui penso di essere un idiota è che dopo vent’anni non ho ancora smesso di contribuire a Wikipedia, anche se questa potrebbe essere la volta buona.
Il problema infatti è questo: su Wikipedia, almeno quella italiana, va tutto bene fin che nessuno nella gerarchia interna si interessa a quello che fai. Il livello delle voci è spesso pietoso, la grammatica è zoppicante, metà dei testi sono autopromozioni di sconosciuti e se c’entra la politica il bias è assicurato, ma tu, nel tuo angolino, puoi scrivere delle voci valide e lasciarle lì. Per esempio, quest’estate ho dedicato alcune serate, invece che ad attività più utili come grattarmi il naso o contare fino a duemilacentodiciassette, a riscrivere per intero la voce sull’autostrada Torino-Aosta, che era parecchio impresentabile; e per fortuna non se n’è accorto nessuno.
Se invece arriva da te il “progetto”, allora sei finito. Il “progetto” è un raduno di utenti in cui un bibitaro, un pizzaiolo e quattro informatici a cui è scaduto Netflix decidono di passare le giornate a riscrivere tutte le voci di, che so, storia della filosofia. E tu dirai: saranno scelti per competenza. Invece no: il principio di Wikipedia è che ognuno vale uno, anzi, ognuno vale per quanto tempo passa su Wikipedia, indipendentemente da quello che sa. Quindi, l’unico requisito per entrare in un progetto è avere il tempo per entrarci.
Il bello è che il progetto spesso si concentra su una sola cosa: cancellare. Se ci pensate, è ovvio: se gli utenti del progetto non sono abbastanza competenti da scrivere in italiano corretto una voce di enciclopedia su un dato argomento, possono concentrarsi solo sul mettere in dubbio il lavoro degli altri. Quindi, tu dieci o vent’anni fa hai scritto una voce su un argomento su cui eri competente, e improvvisamente arriva uno degli sconosciuti di cui sopra e la marca “da cancellare”.
Ora, intendiamoci, la voce di vent’anni fa spesso aveva bisogno di lavoro. In un sistema normale, quindi, il progetto verrebbe da te e ti direbbe: tu che sai, per favore sistema questa voce. Ma questo vorrebbe dire ammettere l’incompetenza del progetto rispetto a te, quindi non si fa.
Al contrario: si parte dal principio che tu, utente semplice, sei quello incompetente e anzi sei lì per approfittarti di Wikipedia. Non conta affatto chi sei e che credenziali hai nella vita, e nemmeno che rapporto hai con l’argomento in questione, perché su Wikipedia non esistono competenze o curriculum o profili di vita vera, ma soltanto la vita virtuale del tuo nickname.
In effetti tu, utente semplice, sei incompetente, e non solo perché le regole premiano le persone in quanto hanno passato un sacco di tempo su Wikipedia e non in funzione della loro competenza. Sei incompetente perché la gerarchia ha messo in piedi un mare di regolette del tutto arbitrarie che conoscono solo loro, e che – come in una fattoria degli animali – verranno citate con sigle incomprensibili, interpretate come fa comodo e usate contro di te.
Per esempio, una regola è che tu non puoi parlare con nessuno del fatto che il progetto vuole cancellare una determinata voce. Io l’ho fatto: la voce riguardava lo storico newsgroup it.arti.cartoni, quindi sono andato a scrivere sul gruppo Facebook dei reduci che era in corso una discussione sul cancellare la voce. Questo è stato considerato “campagna elettorale” (perché, nella testa dei wikipediani, si tratta di una fondamentale occasione di democrazia; per le persone normali, è solo una triste rottura di scatole di cui farebbero volentieri a meno) e ha portato addirittura ad ammonizione formale e minaccia di chiudermi l’account. Il “progetto”, invece, può portare lì dieci persone a sostenersi tra di loro e va tutto bene.
Non è peraltro la prima volta che mi succede: quindici anni fa fui bannato del tutto per avere creato la pagina del Movimento 5 Stelle, perché all’epoca la gerarchia di Wikipedia – pur accettando pagine su qualunque partitino con dieci militanti – aveva deciso che il M5S non fosse un partito significativo e degno di essere menzionato. Non si riesce nemmeno a dirlo restando seri, ma ti fa capire il livello di competenza e imparzialità dell’ambiente.
Dopodiché, tu, utente qualunque, vieni messo di fronte a un’asticella che si sposta continuamente. Ti dicono che la voce non è enciclopedica, allora spieghi perché lo è, allora ti dicono che mancano le fonti, allora tu passi due ore ad aggiungere le fonti, allora ti dicono che le fonti – che tu sai valutare e loro no, perché tu conosci l’argomento e loro no – non vanno bene, e in sostanza non c’è alcun interesse ad aiutarti o anche solo a rispettare il tuo lavoro.
La morale di tutto questo è semplice: nessuno che non faccia parte della gerarchia deve permettersi di contribuire, a meno che non sia disposto a donare del lavoro che può essere manipolato o cancellato senza alcuna vera motivazione. E quindi, sono un idiota, ma cercherò di non esserlo più: non ci scriverò mai più una riga.
