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martedì 13 Luglio 2010, 15:10

I cantieri del quartiere Parella

Mi hanno detto che io mi lamento spesso. E’ vero, ma mi lamento quando vedo le cose fatte coi piedi… Chi abita in zona Parella sa cosa stiamo vivendo in queste settimane; chi non lo sa pu√≤ divertirsi con questo dettagliato resoconto.

Qualche giorno fa tornavo dal centro in bici per via Medici quando, in vista dell’incrocio con corso Lecce, ho incontrato una coda inusuale. In quel tratto c’√® spesso coda, perch√® il verde per via Medici √® molto breve, ma stavolta la fila arrivava fin quasi in corso Svizzera. Risalita la coda, ho scoperto il motivo: all’incrocio, oltre al semaforo, c’erano i vigili.

Dovete sapere che in queste settimane il mio quartiere è devastato da lavori in corso ubiqui Рcredo per il teleriscaldamento. Avendo deciso che un collettore doveva passare necessariamente sotto il centro di corso Lecce (ma non potevano metterlo sotto il controviale?), uno dei principali assi di scorrimento cittadini è stato trasformato in una continua sorpresa di deviazioni, strettoie e, ovviamente, code, tutte artisticamente mutate ogni pochi giorni man mano che il cantiere si sposta.

In questi giorni il cantiere √® tra via Medici e via Lessona, per cui chi arriva da sud, all’incrocio con via Medici, deve immettersi sul controviale. Ci sono molte cose che si potevano fare per rendere la cosa meno dolorosa: per esempio, modificare temporaneamente il semaforo in modo da mantenere il rosso sul controviale mentre dal viale, col verde, le auto effettuano la svolta. Oppure pattugliare regolarmente il tratto di controviale su cui √® deviato il traffico, visto che la coda √® data anche dal fatto che, davanti al paio di bar che ci sono, continuano ad esserci allegramente le auto abbandonate in doppia fila.

Invece no: nessuno si √® preoccupato di queste cose, ma l’unico intervento √® stato mandare i vigili: ed √® stata una scelta mortale.

Infatti, l’incrocio era presidiato da una squadra di quattro vigili, un uomo e tre donne. Lo scopo, in teoria, era quello di evitare che l’incrocio si intasasse, bloccando le auto sul viale di corso Lecce se sul controviale non c’era pi√Ļ spazio per accoglierle. La realt√†, invece, era una comica da film muto: infatti i quattro vigili non riuscivano assolutamente a sincronizzarsi tra loro. Probabilmente erano poco esperti, ma mentre uno da un capo dell’incrocio invitava le macchine a passare, l’altro dall’altra le bloccava in mezzo al passaggio; oppure un vigile invitava a muoversi proprio mentre veniva rosso, rischiando la collisione con chi vedeva scattare il verde e partiva davanti a un altro vigile che, non accorgendosi del cambio di colore, si dimenticava di fermarlo; oppure il vigile che regolava il viale non veniva avvertito che il controviale si stava riempiendo e faceva passare troppe auto.

In pratica, per tre interi cicli semaforici il breve verde di via Medici √® stato completamente perso perch√© le maldestre manovre dei vigili avevano riempito l’incrocio di auto bloccate; e cos√¨ si spiegava la coda fino in corso Svizzera e, dall’altra parte, fino in piazza Chironi.

Come ciliegina, il caos era completato dal fatto che nella gi√† stretta via Medici, proprio sull’angolo, era in corso un trasloco: un enorme camion con elevatore tirava gi√Ļ mobili da un piano alto, restringendo la carreggiata. Ora, io non so se il trasloco fosse urgente, ma possibile che non si potesse dare il permesso di occupazione del suolo per dieci giorni prima o dieci giorni dopo, a cantiere spostato?

Nella direzione opposta hanno dovuto chiudere il controviale prima di via Fabrizi. Per evitare che le auto ci si infilino e poi si trovino bloccate, hanno deciso di chiuderlo, ma non in quel punto: gi√† molto prima, all’altezza di corso Appio Claudio. L√¨, in un punto dove gi√† il viale si stringe da tre a due corsie, chi arriva dal controviale deve senza preavviso immettersi sul viale; e ovviamente nemmeno l√¨ si √® sistemato il semaforo, per cui l’operazione va fatta col rosso o gi√Ļ di l√¨. Il risultato √® una coda che ieri pomeriggio arrivava fin quasi in corso Toscana, quasi due chilometri pi√Ļ su.

Si poteva mantenere aperto il controviale fino a via Lessona, su cui far defluire parte del traffico, e comunque organizzare meglio la manovra. In compenso, il controviale pi√Ļ avanti √® rimasto aperto, per cui molte auto si spostano dal controviale al viale, fanno un isolato a passo d’uomo, poi vedendo la coda sul viale e il controviale aperto e vuoto si reimmettono sul controviale e vanno a finire esattamente l√† dove √® chiuso, venendo poi deviate in mezzo alle viuzze del quartiere (anch’esse piene di cantieri) e intasando anche quelle.

Ne volete ancora? Sotto casa mia, anche via Pilo √® interessata dai lavori. E’ una via stretta ma a doppio senso e strategica per il quartiere, tanto √® vero che tre anni fa misero un senso unico e poi dovettero rimangiarselo in due mesi per le proteste.

Nelle scorse settimane, piano piano, il cantiere ha occupato met√† carreggiata. Il primo giorno, nonostante il cantiere occupasse solo pochi metri nell’ultimo di cinque isolati, hanno messo il senso unico per tutta la via; e la gente, anche per mancanza di alternative, se ne √® fregata e ha continuato a circolare a doppio senso senza problemi.

Allora si sono incaponiti e, anche se non c’era ancora motivo di mettere il senso unico se non nell’ultimo isolato, hanno messo dei cartelli di senso unico pi√Ļ grossi. E come li hanno messi? Nel bel mezzo della strada, cos√¨:

IMAGE_160s.jpg

Quello che vedete √® un incrocio abbastanza trafficato dove spesso si verificano incidenti con le auto che arrivano da destra: bene, immaginate la situazione con un grosso cartello piazzato esattamente in mezzo subito prima dell’incontro, che ostruisce la visibilit√† verso destra e costringe chi arriva a spostarsi sulla sinistra rischiando il frontale.

Ma non √® finita qui: alla fine il cantiere √® arrivato fin qui e ora il senso unico √® fisicamente obbligato, perch√© met√† della strada √® occupata dal buco. E per√≤… √® sparito il senso unico: ora c’√® un segnale che dice che si pu√≤ tranquillamente passare! Poi per√≤ uno si infila e si blocca a met√†, muso contro muso, con chi arriva dall’altra parte…

Per certi versi √® inevitabile che luglio e agosto siano mesi di cantieri, ed √® giusto che vi siano concentrati i lavori pi√Ļ impattanti. Allo stesso tempo non √® certo pi√Ļ vero che in questi mesi la citt√† sia vuota, dunque bisognerebbe comunque scaglionare meglio i lavori su un arco di tempo pi√Ļ lungo. Ma soprattutto, bisognerebbe mettere un po’ pi√Ļ di attenzione su come li si organizza: molto si pu√≤ fare per ridurre i disagi, basta volerlo fare.

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2 commenti a “I cantieri del quartiere Parella”

  1. Lorenzo:

    Non avrei saputo riassumere meglio le giornate di ordinaria follia vissute in questi giorni su corso Lecce… Viene davvero da chiedersi se alla regia cantieri del Comune vi siano impiegati oppure scimmie ammaestrate. Visti i risultati direi impiegati.

  2. FRANK:

    Un amico un giorno era a bordo del 13 in direzione Gran Madre, e l’autista si √® dimenticato di girare in C.so Monte Grappa. Ha proseguito sino a Corso Lecce, dove non poteva girare a sx. Allora ha imboccato il contro viale ed ha tentato una inversione a U su via Medici, ma nessuna automobile gli dava strada, anche perch√® con 18m di autobus snodato √® difficile qualsiasi manovra. A questo punti non gli √® rimasto altro da fare: √® andato sino in piazza Rivoli ed √® poi tornato indietro. La cosa bella √® che nessun passeggero s√¨ √® alterato, erano tutti solidali con l’autista! Anche per loro deve essere dura: al mattino fai un percorso, a pranzo uno diverso, alla sera chiss√†….
    Inoltre, a parte i cantieri e la loro folle logistica, √® bello vedere strade asfaltate due o tre anni fa aperte come scatolette e richiuse poi con dei bellissimi “tacconi” ondulati. Ma le casse comunali non sono vuote? Forse per gli amici asfaltatori si fa una piccola eccezione.

 
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