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mercoledì 12 Ottobre 2011, 19:05

Una prospettiva diversa

Torino, in una prospettiva diversa.

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9 commenti a “Una prospettiva diversa”

  1. marco:

    Ciao, scusa la mia ignoranza musicale ma…mi piace molto la musica. Potresti darmi notizie al riguardo ? Grazie e complimenti per il video. Moooolto carino!

  2. Claudio C.:

    Il video in sè è molto carino.
    Dal punto di vista politico, se allude in qualche modo ad una visione dei trasporti cittadini in cui la bicicletta è un elemento fondamentale, beh…la città è grande, le periferie sono estese, la cintura si estende ben al di fuori dai confini cittadini. La bici non è e non può essere l’unica soluzione a tutti i problemi di smog e traffico e l’automobile non è e non può essere l’impersonificazione del male assoluto.

  3. Pippo:

    Bellissimo come idea e montaggio, complimenti ai realizzatori.
    La pedonalizzazione di via Lagrange e più recentemente quasi tutta via Carlo Alberto è una via segnata, non solo per le bici ma soprattutto per i pedoni.
    Ieri una persona è morta, una grave in ospedale, l’altra ferita. Tre persone in tre incidenti distinti, pedoni investiti da auto.
    Poi ve ne accorgete tutti come Torino abbia bisogno di un contrasto alle auto, ed anche la situazione industriale va in questa direzione. Pininfarina che dismette la produzione, un bel pezzo di Fiat Mirafiori in corso Settembrini è diventato Politecnico, Mirafiori Village dove vendono le auto, chi si ricorda che invece lì le facevano?
    Poco più avanti in corso Orbassano, tutta l’area ex acquisti Fiat è diventata IBM Globalvalue già da alcuni anni.
    La transizione è dolorosa ma non si può fermare.

  4. Luca:

    @ Claudio C: non so se hai visto altre città europee (io di recente ho visto Copenhagen e Francoforte sul Meno) ma hanno un sistema di trasporti che è fortemente orientato verso bicicletta e trasporto pubblico e Francoforte ad esempio è più estesa di Torino.
    Io non riesco proprio a capire l’esigenza dell’auto in città, a meno che non si abbia la necessità di trasportare oggetti pesanti o persone con handicap fisici quali sono i motivi per cui io devo girare la città in auto?
    Un’altra cosa di cui mi stupisco quotidianamente è la percentuale di traffico in orari d’ufficio quando in teoria la maggior parte delle persone dovrebbe essere sul posto di lavoro. Io mi muovo tutti i giorni in scooter, bici o bus e tutti i santi giorni le maggioranza delle vie cittadine sono intasate di auto con al massimo una persona a bordo. Se ci vedessero i nostri bisnonni io penso che riderebbero di noi che nel 21esimo secolo ci sentiamo tanto moderni e andiamo in della scatolette di latta più lenti di loro che andavano a cavallo e ci respiriamo la schifosa aria di Torino.

  5. Claudio C:

    @Luca: molte persone che abitano fuori città (cintura) ed anche in città (periferia) sono costrette a raggiungere il proprio posto di lavoro in zone che sono agli antipodi rispetto alla loro abitazione. Andando al lavoro, lasciano i figli dai nonni oppure a scuola, facendo una deviazione di percorso. Durante l’attività lavorativa possono essere costrette a spostamenti fra sedi diverse della stessa azienda. Uscendo dal lavoro e prima di rientrare a casa, possono passare dalla palestra o dal centro commerciale. Per tutte queste persone, l’automobile è abbastanza indispensabile come mezzo di trasporto. Se invece una persona abita in Crocetta o a Cit Turin e vuole andare in centro, ok…la bicicletta è un ottimo mezzo di trasporto.

  6. Pippo:

    Da tempo vado al lavoro e mi muovo in città con i mezzi pubblici.
    Ok, sono fortunato ad abitare e lavorare in città, per anni quando lavoravo nella prima cintura anche io usavo l’auto vista la quasi assenza di mezzi pubblici.
    Aspettando il bus alle 7:30 ho provato, esperimento fatto più di una volta, a contare le auto che passavano e quanti occupanti avessero. C’è un rapporto di 1 a 5.
    Cioè ogni 5 vetture solo 1 ha almeno 2 o più occupanti.
    Però avete notato quando vi è stato il salto di intensità nel traffico cittadino?
    Il 12 settembre, giorno di inizio delle scuole.
    Tutti i giorni vedo dai finestrini del bus decine di auto con solo una persona o al massimo una persona e un bambino.
    Sarà che ho quasi 50 anni e sono nato in un’altra epoca ma io quando andavo a scuola non ho mai usato l’auto.
    Alle elementari mi portava mia madre a piedi e la scuola non era lontana. Alle medie, edificio a fianco delle elementari, ci andavo a piedi insieme ai compagni. Alle superiori andavo da solo con il bus.
    Conosco parecchie persone che negli ultimi anni hanno lasciato Torino pensando di vivere meglio e con più verde e sono andati ad abitare a Beinasco, Volvera ecc. Però continuano a lavorare a Torino e vengono in auto, e poi ci lamentiamo che c’è troppo traffico?

  7. Pippo:

    Un’ultima cosa, Vittorio tu che sei in Consiglio, ma che porcata vogliono fare con la circolazione in centro?
    Da una parte abbiamo un inquinamento pazzesco e dall’altra vogliono far aprire i negozi la domenica già a inizio novembre?
    Articolo su Repubblica dal titolo “Shopping natalizio in anticipo con l’incubo dello stop alle auto”
    Qui il link
    http://t.co/in7D4GsF

  8. Luca:

    @ Claudio C: ok ci sono persone che hanno i problemi elencati (risolvibili anche con i bus extraurbani, bikesharing, parcheggi di interscambio, ecc.) ma a giudicare dal traffico mi paiono molte di più le persone che usano l’auto dei soli che hanno i suddetti problemi. Come ho già scritto ci sono città analoghe (Francoforte ha 2,3 milioni di abitanti…) a Torino in cui la gente si sposta lo stesso ma non si vedono scene quotidine di traffico come qui. Poniamo che a Torino ci sia un 70% di persone che usa l’auto e un 30% che usa bici e altri mezzi, a Copenhagen le percentuali sono invertite. Io la vedo come una questione di abitudine e comodità degli italiani che non ci sanno rinunciare anche a costo di indebitarsi per comprare la macchina e riuscire a mantenerla.

  9. Claudio C:

    @Luca: intendiamoci, ovviamente io non sono un fautore dell’auto a tutti i costi. Nelle città europee in cui sono stato di recente i mezzi pubblici erano molto efficienti (e collegavano aeroporti, stazioni, centro città). Io dico che, proprio per le esigenze che ho elencato e proprio per le carenze che ci sono da noi, non si può criminalizzare l’automobilista sempre e comunque. Visto che siamo indietro, dobbiamo metterci al passo poco per volta.

 
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