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Archivio per il giorno 7 Febbraio 2017


martedì 7 Febbraio 2017, 10:50

Cari consiglieri, una proposta da Malpensa

Cara giunta e consiglieri comunali che vi occupate di trasporti, invece di inventarvi solo nuovi modi di complicare la vita alla gente come i blocchi del traffico e il bip a gomitate sui pullman strapieni del mattino, volete fare qualcosa che la semplifichi? Leggete qui.

Stamattina sono tornato dalla Germania con un volo su Malpensa, perch√© il mio giro prevedeva un biglietto sola andata a prezzi ragionevoli e questo su Caselle √® impossibile. Ora, se viaggiate, saprete che l’unico collegamento diretto tra Malpensa e Torino √® un pullman della Sadem, la ditta che gestisce in monopolio tutti i collegamenti via bus tra Torino e gli aeroporti. Saprete anche che costa 22 euro, che vuol dire un migliaio di euro di incasso a viaggio, non certo poco; che c’√® circa ogni due ore, per cui perderlo vuol dire perdere un sacco di tempo; e soprattutto, che da qualche anno la Sadem ha istituito la prenotazione obbligatoria, per cui √® necessario comprare il biglietto in anticipo, stamparlo su carta, e sapere esattamente quale corsa si prender√†.

Ora, anche un bambino capisce che questo approccio a una navetta aeroportuale √® una follia, perch√© √® facile che i voli siano in ritardo, che la valigia non si trovi, che insomma ci sia un contrattempo che rende impossibile sapere in anticipo, prima del volo di andata, a che ora si riuscir√† a prendere il bus al ritorno. Certo, la prenotazione obbligatoria permette di dire prima alla gente che non c’√® posto, ed evita il problema del gruppone che arriva senza preavviso; ma questo problema sarebbe affrontabile semplicemente aumentando un po’ il numero delle corse e quindi la disponibilit√† di posti. Certo, per√≤, questo vorrebbe dire aumentare un po’ i costi per il gestore, e ridurre i suoi utili, che per√≤, a 22 euro a corsa, presumo siano davvero molto elevati; evidentemente il servizio √® gestito nell’ottica di fare pi√Ļ soldi possibile, a costo di peggiorare la qualit√† del servizio per i torinesi.

Nel mio caso, l’atterraggio era previsto alle 8:20, e il bus era alle 8:35; era veramente difficile capire in anticipo se ce l’avrei fatta o no, per cui √® normale che io abbia deciso di comprare il biglietto sul posto, solo nel caso in cui fosse andato tutto liscio. Peccato che, uscito alle 8:25 davanti alla porta 4 (quella da cui partono i bus), io sia andato al banco vendita e l’abbia trovato vuoto; al che ho percorso mezzo aeroporto, fino alla porta 6, per cercare un punto vendita aperto; non ce n’erano, al che ho pensato di comprare il biglietto dall’autista, come ho fatto gi√† pi√Ļ volte arrivando la sera tardi.

Mi reco quindi alla palina sulla strada, dove una folla di varia umanit√† (prevalentemente cinesi) aspetta il bus; bisogna sapere che ferma l√¨, perch√© sulla palina c’√® scritto solo “navetta Holiday Inn” (evidentemente un collegamento pi√Ļ importante di quello per Torino). Arriva il bus, l’autista scende e dice: avete tutti i biglietti? Io mi svelo e lui mi risponde che vendermi il biglietto non √® un suo problema, e devo andarlo a comprare “nell’ufficio l√† in fondo”; gli spiego che l’ho gi√† cercato, mi fa “in fondo in fondo, vicino alla porta 7”. Faccio qualche centinaio di metri di corsa con la valigia e trovo finalmente l’ufficio Sadem; spiego la situazione, e l’impiegata mi risponde “io non faccio biglietti per Torino, deve farli per forza dalla collega alla porta 4”. Segnalo che non c’era nessuno, mi dice “no vada vada, adesso c’√® sicuramente qualcuno”; non si capisce perch√© non possa vendermi lei il biglietto, ma evidentemente anche per lei non √® un suo problema.

Rifaccio di corsa mezzo aeroporto, arrivo l√¨, effettivamente c’√® una signorina, le passo i 22 euro, lei non mi d√† un biglietto, no: comincia a prendere un computer e a collegarsi a un applicativo Windows, o forse un sito Web, cliccando e ricliccando come se dovesse comprare un biglietto aereo per Tokyo. Infine, dopo due minuti di clic, fa partire una stampante che produce un foglio di carta. Lo prendo, corro fuori… e ovviamente vedo l’autista che mi parte in faccia senza aspettarmi.

Torno dentro, stanco e furioso, gridando mi faccio ridare i soldi (dovevo essere talmente incazzato che me li ha ridati senza battere ciglio) e vado a prendere il treno; il primo treno per Milano Centrale viene soppresso, una massa di stranieri perplessi (o sghignazzanti il solito “ah, Italien”) si sposta all’altro binario, dove per soli 13 euro posso prendere un regionale per Milano, e da l√¨ un treno per Torino, mettendoci tre ore.

Ora, voi probabilmente potreste anche anche pensare che sia un problema da poco, ma io adesso ho dovuto spiegare al mio capo come mai ci sto mettendo pi√Ļ tempo da Malpensa a Torino che da Colonia a Malpensa, e dopo due o tre volte l’azienda potrebbe anche dirmi: senti, ma perch√© non ti trasferisci in Germania o perlomeno a Milano, cos√¨ risparmiamo un sacco di soldi in trasporti e in tempo lavorativo buttato? E’ anche cos√¨ che i posti di lavoro vanno via da Torino.

Per cui, amministrazione comunale: non fatevi infinocchiare quando vi promettono un treno alta velocit√† per Malpensa che costerebbe miliardi; sarebbe comunque pronto tra vent’anni, e nel frattempo a Torino saranno rimasti solo studenti e pensionati. Quindi datevi da fare; basterebbe un secondo operatore che non faccia cartello per far magicamente scendere i prezzi e migliorare le condizioni; o basterebbe andare a battere i pugni sul tavolo e imporre l’eliminazione della prenotazione obbligatoria, o almeno la vendita a bordo dei biglietti per i posti liberi, o una macchinetta automatica con la carta di credito, o tutte quelle cose che sono ormai scontate, nei Paesi sviluppati.

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