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Archivio per il giorno 19 Giugno 2017


lunedì 19 Giugno 2017, 19:15

Palestina (4) – Vietato l’accesso agli ebrei

S√¨, lo so che voi volete solo sentir parlare della mia visita nelle colonie ebraiche, dei ragazzi dell’Intifada e dei soldati coi mitra, ma l√¨ ci sono arrivato solo il giorno dopo. La verit√† √® che davvero la Palestina √® in gran parte un posto normale, e che lo sarebbe ancora di pi√Ļ se fossero di pi√Ļ i turisti stranieri che visitano queste terre, ignorando l’impressione sbagliata di stare per trovarsi in mezzo a gente che passa la giornata a spararsi. E cos√¨, anche il resto del mio primo giorno √® stato piacevolmente tranquillo, sia a Gerico che a Betlemme.

Anche Gerico √® quindi un posto normale; una pianura caldissima piena di alberi di banano, di strade e di case, delimitata a ovest dalla parete rocciosa quasi verticale del Monte della Tentazione, raggiungibile con una moderna funivia Doppelmayr, e occupata da una cittadina talmente normale che in centro c’√® persino la sosta a pagamento, con le auto targate “P” piuttosto nuove e ordinatamente parcheggiate a spina di pesce, anche se la doppia fila c’√® anche qui.

Dall’altra parte della piazza principale ci sono invece i taxi:

Anche qui, tutto sommato, il commercio non manca, e in citt√† ho visto numerosi cartelloni pubblicitari, soprattutto di cibo, dai gelati alla Coca Cola, ma anche di viaggi (almeno cos√¨ pare quella nella foto; se qualcuno sa l’arabo mi aiuti) e persino del parco dei divertimenti Banana Land, il sogno di tutti i bambini palestinesi, anche se da un po’ ha aperto anche il concorrente Waterland.

Gerico √® infatti la capitale del turismo interno palestinese, il luogo in cui vanno i palestinesi benestanti a passare il fine settimana; prima dell’Intifada speravano di attrarre anche molti israeliani, sfruttando la vicinanza alla strada di grande comunicazione che collega la Galilea con Gerusalemme, con la Giudea e con la Giordania, ma ovviamente nella situazione attuale non √® possibile. Infatti, se per caso un israeliano che passa di l√¨ decidesse di visitare la citt√†, appena svoltato dalla strada principale si troverebbe di fronte questo cartello:

La nostra guida palestinese ha fatto fermare apposta il pullman in mezzo al niente per farcelo fotografare, pregando di farlo vedere agli amici in Occidente; e ha aggiunto che non c’√® alcun vero motivo di sicurezza per vietare agli israeliani l’accesso alle loro citt√†, e che loro non gli farebbero del male. Anzi, secondo lui il vero motivo di questo divieto √® evitare che le due popolazioni possano conoscersi e scoprire di non odiarsi poi cos√¨ tanto; i governi di destra che amministrano Israele vivono sulla paura degli arabi, e la loro egemonia culturale sarebbe cos√¨ messa a rischio. Inoltre, i prezzi nelle comunit√† arabe sono inferiori, e “da noi si mangia meglio” (detto da lui con molto orgoglio, ma in effetti sono abbastanza d’accordo), per cui se gli israeliani potessero portare i loro soldi nei territori occupati l’economia palestinese ne beneficerebbe mentre quella israeliana ne soffrirebbe; e anche per questo l’accesso √® vietato.

Queste considerazioni non sono infondate, ma devo però dire che se fossi un israeliano, visto che una volta al mese un terrorista palestinese si presenta a Gerusalemme e ammazza qualche israeliano a caso, non sarei affatto convinto che la mia visita nelle cittadine arabe sarebbe accolta a braccia aperte; considerando che la stessa guida ci ha istruiti a non mangiare e bere per strada perché avrebbe potuto essere ritenuta una provocazione dai musulmani in digiuno per il Ramadan, la tolleranza verso gli altri non sembra tanto comune da queste parti.

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