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martedì 2 Gennaio 2024, 09:48

Il ragazzo e l’airone

Essendo notoriamente un cultore di Miyazaki, sono andato subito a vedere Il ragazzo e l’airone. Per quel che valgono, vi lascio le mie prime impressioni, incoraggiandovi comunque ad andarlo a vedere.

***ATTENZIONE CONTIENE SPOILER***

Cominciamo da questo: alla fine della prima met√†, quando appare l’isola dei morti, ero entusiasta. Ho pensato: caspita, mi aspettavo un film di maniera e invece il maestro √® riuscito ad andare ancora oltre, sia come estetica che come racconto. Il concetto √® interessante, con richiami occidentali espliciti (ok Alice, ma qualcuno vuole sette nane?). Il disegno √® ovviamente nel suo stile, ma gi√† dopo trenta secondi vedi la corsa nell’incendio e capisci che ha trovato ancora qualcosa di nuovo e bellissimo.

La costruzione del protagonista e della storia prende il suo tempo; certo non √® un film a ritmo di TikTok. Per√≤, funziona: l’ambientazione rurale √® magica e il dolore di Mahito √® sincero. Soprattutto, il rapporto con la natura non √® scontato: sono sicuro che siamo tutti entrati in sala aspettandoci scene d’amore interspecie tra il ragazzo e l’airone, tipo “salta, Willy, salta!”, e invece… no. √ą come se il maestro si fosse rotto di sentirsi dire che √® un gran pittore delle meraviglie della natura e avesse voluto sovvertire il suo stesso trope.

E per√≤, la seconda parte secondo me √® un pasticcio, di sceneggiatura soprattutto. Gi√† subito, lui ritrova quella che √® evidentemente la madre e nessuno sembra farne cenno o anche solo intuirlo, salvo che poi alla fine lei dice “Luke, cio√®, Mahito, sono tua madre”; e a un certo punto invece lui comincia a chiamare mamma la zia, d’ambl√©, e si dice che cos√¨ lui potr√† tornare nel mondo come figlio della zia, per√≤ alla fine boh, non succede. E poi, i pellicani: ma che senso hanno? Appaiono dal nulla, c’√® una scena drammatica improvvisa che ci dice che non sono cattivi come sembrano, poi spariscono di nuovo per quasi un’ora, poi riappaiono nell’ultima scena. Eh?

E poi, improvvisamente appare la popolazione dei pappagallini carnivori, certamente carinissima e funzionale alle classiche scene di massa miyazakiane, ma anche l√¨, non particolarmente motivata. Andrebbe tutto bene se non fosse che a cinque minuti dalla fine, dal nulla, senza preavviso, si scopre che i pappagalli hanno un re cattivissimo che viene letteralmente imbucato nella scena finale, ma tipo seguendo i protagonisti alle spalle a un metro di distanza per mezz’ora senza che loro mai se ne accorgano, solo per provocare la catarsi finale con la distruzione di tutto e l’apparizione di un gigantesco cervo ah no scusa quello √® Mononoke. Insomma, un classico deus ex machina che per√≤, ecco, nelle sceneggiature moderne non si fa cos√¨, insomma.

Infine: sappiamo che non sempre nei film di Miyazaki l’importante √® la premessa drammaturgica, o “il messaggio” che dir si voglia. Per√≤, ecco, se qualcuno ha capito cosa ci vuol dire il maestro, me lo pu√≤ spiegare? Alla fine, con la scusa del cattivo, salta fuori qualcosa tipo “siamo noi che con i nostri comportamenti decidiamo se il mondo √® bello o brutto”, ma mi sembra banalotto. Mereghetti sostiene che sia un messaggio su come l’equilibrio della natura √® entrato in crisi partorendo mostri che ci aggrediscono, e potrebbe anche essere, se non fosse che i mostri sono nel mondo interiore e non in quello esterno; comunque, pure questa non √® proprio una breaking news.

Morale: resta lo stesso un bel film, sia da guardare che da seguire; √® possibile che a una seconda visione mi entri pi√Ļ nel profondo; per√≤, credo che rester√≤ pi√Ļ affezionato a Mononoke, a Cagliostro, a Si alza il vento, insomma ad altre pietre miliari della carriera di quello che resta il pi√Ļ grande regista giapponese di animazione della storia.

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Un commento a “Il ragazzo e l’airone”

  1. dd:

    Concordo con le tue note, ho trovato inoltre spiazzante la figura paterna, non positiva ma oppressiva e egoista, forse qualche nota autobiografica dell’autore?

    Non escludo che Hayao abbia riletto i suoi temi classici con mille citazioni delle sue opere (da Conan sulla barca con Lana…) con una nota di spaesamento e senza fornire un vero messaggio per lo spettatore ma pi√Ļ un dipinto di emozioni ed immagini. Ad ognuno spetta poi dargli un senso.

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