Sta seduto nella fila d’aereo
Sta seduto nella fila d’aereo davanti alla mia, nel posto di sbieco. Avrà trent’anni, forse nemmeno, e passa tutto il tempo del volo per Bruxelles attaccato al suo iPhone nuovo. Mette a posto le foto, le organizza per album, e mi mostra apertamente la sua vita.
Che per metà è fatta di eventi sportivi: sarà un giornalista o qualcosa, perché fa foto da bordo campo. Apple mi aiuta scrivendoci sopra il luogo, tipo STADIO RIGAMONTI-CEPPI. Poi parte un video di basket.
L’altra metà invece è personale. Una foto mostra un salotto come tanti, con un divano come tanti. Compare un cane come tanti, piccolo nero e rognoso, e parte una serie di foto del cane in posizioni buffe. A un certo punto un neonato, sarà suo? Probabilmente sì. Poi compaiono tipe, più d’una. Poi si passa ai motori, due e quattro ruote, e poi tornano le foto sportive. Un altro stadio, Apple dice STADIO BREDA: andrà a Saint-Gilles da Sixième-Saint-Jean.
Arrivano immagini di capodanno: un trenino ossessivo, con tipe scosciate che saltellano gridando A E I O U Y come il figlio di Brigitte Bardot all’apertura del testamento (scusate, questo era un altro post). Anche il trenino è come tanti, di un capodanno come tanti, anche se l’unico trenino di capodanno che io abbia mai adottato dal vivo risale a oltre vent’anni fa.
Io fotografo nuvole male, avendo l’ala davanti al naso. Lui boh, ora c’è di nuovo una moto in dieci posizioni diverse, alcune decorate da una hostess gnoccolona. Riassumendo: calcio, figa e motori più cane, un mix italiano perfetto.
E io? Io sul cellulare ho foto storte di posti sparpagliati per il mondo e una rubrica piena di morti morti e morti virtuali, gente che si è insinuata nella mia sim in altre vite e ora chissà cosa fa. Alle volte nemmeno ci sono più loro, c’è il loro numero che riappare dopo secoli, riassegnato a chissà chi. Lui, almeno, in rubrica avrà Jessico Calcetto, e Jessico Calcetto 2.
Sarà felice?
Chissà . In fondo, non sono fatti miei.
