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Archivio per la categoria 'StillLife'


mercoledì 5 Luglio 2006, 23:29

Successi II

Stasera stavo tornando a casa in bicicletta; imboccato il ponte ciclopedonale sulla Dora di via Borsi, al fondo del lungo e stretto rettilineo ho visto arrivare in direzione opposta una mamma con passeggino, sul quale si trovava un bambinetto di un paio d’anni scarsi.

Bene, stavolta il bambino ha cominciato ad agitarsi quando ero ancora a decine di metri, e mentre mi avvicinavo ha tirato fuori il braccio, l’ha allungato in alto, ha aperto la mano, e ha cominciato ad agitarla per salutarmi sorridendomi. Io gli ho sorriso di rimando arrivandogli vicino, e lui si è girato a guardarmi mentre passavo.

Vista la distanza, dev’essere qualcosa nell’odore. Forse devo mangiare meno fagioli?

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lunedì 3 Luglio 2006, 23:53

Successi

Vi sembrerà forse strano sentire una cosa del genere, ripensando a come stavo (e raccontavo) non più di un mese e mezzo fa; eppure, in questi ultimi giorni sono stato veramente bene. Non solo, ma penso che la cosa sia stata anche percepita, visto che mi sono scoperto insolitamente interessante per uomini, donne e bambini di vario genere e provenienza.

Non si tratta solo di un improvviso rinfoltimento del numero di esponenti del gentil sesso che, in un modo o nell’altro, intrattengono scambi di opinioni con me dimostrando buon interesse; o della sensazione di poter essere utile e vicino a una persona che, sotto sotto, ne ha un dannato bisogno. Forse l’episodio più bello è stato trovarmi per la prima volta vicino a un bambinetto di un anno appena conosciuto, e trovarmelo immediatamente attaccato addosso: mi si è lanciato contro e ha cercato di toccarmi e succhiarmi in tutti i modi, aggrappandosi a me e non lasciandomi più andare.

Mi è stato spiegato a posteriori che esiste una teoria secondo cui i bambini, tanto più se molto piccoli, legano istintivamente con gli adulti maturi ed equilibrati, cioè ne percepiscono la sicurezza e la tranquillità e quindi non hanno paura di affidarsi a loro. Non so se sia vero; però è bello, almeno per un po’, vivere sereni e contenti.

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domenica 2 Luglio 2006, 11:42

Notti arabe (elettroniche)

Come sapete, ho passato tutta una settimana in terra araba, nella città delle mille e una notte; un luogo affascinante e pieno di suggestioni (di cui vi devo ancora raccontare, se non fosse che ho così tante cose da dire che probabilmente a scriverle ci metterei troppo).

E, parlando di suggestioni, ce n’è una che mi è rimasta in testa per tutta la settimana, come un filo conduttore. Alle immagini notturne di Marrakech, difatti, la mia mente ha associato con insistenza e senza indugio alcuno uno dei primi giochi per computer che abbia mai avuto, il mitico Arabian Nights per Commodore 64.

Si trattava di un gioco eccezionale ed affascinante, che nell’anno del signore 1984, passato dalla vecchia console Intellivision al nuovo fiammante C=64, diventò subito un mito. In sè, il gioco era semplice; si trattava di un platform in cui bisognava saltare da una parte all’altra dello schermo, evitando mostri ed ostacoli vari, per raccogliere le lettere con cui formare la parola ARABIAN. Era però arricchito da alcuni particolari straordinari: la grafica arabeggiante e bellissima, che a noi bambini faceva sognare; il primitivo text-to-speech (praticamente incomprensibile, tanto che ci avevano messo i sottotitoli) con cui una voce computerizzata presentava i livelli; e l’eccezionale musica, in cui Chris Cox (uno dei più quotati compositori dell’epoca) riarrangiava la Sherazade di Rimskij-Korsakov in quella che resta una delle pietre miliari della musica per C=64.

Il problema era che il gioco, viste le limitate capacità del C=64, non poteva avere più di tot quadri; e quindi, era per forza difficilissimo! Ricordo giorni e giorni passati a provare senza successo ad andare avanti, arrivando al massimo al secondo o terzo quadro; e una certa intensa frustrazione, superata però senza problemi grazie al senso esotico di meraviglia che il gioco generava. Del resto, beffardamente, il gioco i quadri te li faceva vedere tutti, come demo, uno dopo l’altro; e finivo spesso per guardare quel film di edifici arabi e mostri misteriosi, immaginando di poterci un giorno arrivare anche io.

Pertanto, questa settimana, mi sono messo all’opera; ho scaricato l’ultima versione di VICE, ho trovato il disco con il gioco, e ho provato a giocare. Sul mio iBook girava, ma giocare con la tastiera di un portatile era praticamente impossibile; e così, mi ci sono messo stamattina, sul fisso di casa. Visto a doppia dimensione su un plasma a 42 pollici, con un impianto stereo 5.1, e un segnale audio digitale a 96 kHz, e insomma con tutte le diavolerie elettroniche che vent’anni fa non potevamo nemmeno immaginare, il gioco è ancora bellissimo, e la musica è ancora eccezionale.

Bene, ho pensato, adesso sono adulto, con vent’anni di esperienza coi computer: finalmente riuscirò ad andare un po’ avanti in ‘sto gioco. E invece no: porco cacchio, non sono riuscito nemmeno ad arrivare al secondo quadro, fallendo miseramente e in molti casi in modo ridicolo… Poco male: vorra dire che aspetterò altri vent’anni, e riproverò quando ne avrò cinquanta!

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venerdì 30 Giugno 2006, 23:56

Che uomo

Ogni tanto anche la parte animalesca e belluina del nostro essere maschi, in perenne competizione con gli altri esemplari per il dominio del branco, ha bisogno di qualche soddisfazione.

Ad esempio, oggi ero sull’aereo dell’Air France che tornava a Torino, seduto in mezzo tra due altri signori più o meno della mia stessa età e provenienza. In contemporanea, la hostess ci ha distribuito il lauto pasto, una bustina di salatini. E, in contemporanea, ci siamo trovati davanti al problema di aprirla.

Io ho tirato il punto predisposto, e non è successo nulla; allora ho deciso di impegnare la recentemente ritrovata forza primigenia dei miei muscoli, e la bustina si è strappata violentemente, scagliando salatini qua e là: buona soddisfazione di tipo fisico.

Ma mai come la successiva soddisfazione da maschio alfa, nel vedere i miei due vicini sforzarsi al massimo, lottando affannosamente con la confezione, tirando e spingendo e muovendo le braccia e le mani, senza riuscire ad aprirla.

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sabato 24 Giugno 2006, 17:11

Cose che succedono

Naturalmente, poi succede di finire di controllare la posta e incappare in messaggi come questo. Anche se si tratta di persone con cui hai soltanto relazioni pubbliche, dopo anni di meeting si sviluppa comunque una certa familiarità, se non amicizia; una cosa del genere non può non lasciare basiti.

Bisognerebbe sempre ricordare che nulla, nella vita, è garantito, e tutto può esserci tolto in un attimo, senza preavviso. Forse ci aiuterebbe a tenere più da conto le cose veramente importanti, e a trattare meglio le persone che ci vogliono bene.

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venerdì 23 Giugno 2006, 14:22

In partenza

Tra pochi minuti uscirò di casa per andare a Caselle e prendere il mio aereo a destinazione Marrakech, via entrambi gli aeroporti di Parigi (il trasferimento via RER da Charles-de-Gaulle a Orly si profila abbastanza da incubo). Lo scopo è il solito meeting di ICANN, che non mancherò di raccontare per quel di interessante che ci potrà essere (ossia molto poco, visto che la rilevanza di questi meeting decresce col tempo e con il crescere del budget dell’organizzazione).

Le note sul come sia un po’ malinconico viaggiare da soli non le aggiungo nemmeno più.

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giovedì 22 Giugno 2006, 11:11

Mezze stagioni

E’ soltanto il 22 giugno, ma stamattina, pedalando per le vie di Lucento, sembrava di essere al mare: tutti per strada in pantaloncini e ciabatte, camminando spossati per il caldo opprimente e l’umidità afosa, sotto il cielo grigio di nuvole di calore. Anche le bandiere italiane ai balconi (ormai sono quasi in numero comparabile a quelle granata) fanno molto estivo, come tutti i grandi eventi sportivi.

Ma se è così adesso, come sarà agosto?

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mercoledì 21 Giugno 2006, 01:04

Strane notti

Tornare a casa sazi dopo una cena coi parenti, e smazzare ancora un po’ di computer, e i bollettini dell’ICI per domani. Poi provare ad andare a dormire, col fresco della finestra aperta vanificato dal calore accumulato dalle lenzuola durante il giorno, e trovarsi a guardare la luna e pensare, e chiedersi cosa starà facendo un’altra persona, e chiedersi perchè ce lo si sta chiedendo. Aver bisogno di alzarsi e suonare un po’, invariabilmente le stesse quattro battute delle stesse quattro canzoni, con una innaturale predilezione per De André. Tornare indietro, accendere il computer, cominciare due mail per due persone diverse, e non spedirne alcuna.

Dev’essere il caldo che cuoce il mio cuore, dorando la torta che esso prepara, in tutta la sua dolcezza; ma anche lievitando l’inevitabile coscienza di come il medesimo fiore che, raccolto, porterebbe gioia e bellezza, lasciato e non consumato imputridisca, e finisca per dare infezione alla sua stessa pianta.

Oppure erano le acciughe al verde.

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lunedì 19 Giugno 2006, 10:00

Bu-Coliche

Ieri pomeriggio ero nella mia casa in montagna in Val d’Aosta, da solo, visto che un po’ di gente ha declinato l’invito. Eppure su era bellissimo, c’era il sole splendente, una brezzolina che permetteva di stare benissimo, una ventina di gradi… Sul giardino di casa mia è cresciuta l’erba, e io mi sono messo fuori con la sdraio e il tavolo, a lavoricchiare con il portatile e a godermi l’arco delle montagne sullo sfondo, salutando i cervi che zampettavano nel bosco a pochi metri da me, ed aspirando l’aria pura e il profumo di legno.

Idilliaco? Certo. Pure troppo: mi sembrava che mancasse qualcosa. Così sono tornato dentro, ho preso il mio Zen, mi sono messo le cuffie, e, tornato fuori, ho sparato su a tutto volume A Piece Of Mind, il disco capolavoro degli Iron Maiden. Ah, così è stato perfetto.

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mercoledì 14 Giugno 2006, 22:31

Anniversari

Lunedì scorso era il mio secondo anniversario (mio, tra me e me medesimo).

L’ho realizzato soltanto in questo momento. E non credo che sia a causa del Toro.

E’ un’ottima cosa. Posso farmi le felicitazioni da solo?

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