Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Mar 11 - 8:07
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione
giovedì 8 Giugno 2006, 12:29

Malati di Toro

Scusate se insisto sull’argomento, ma questa è la settimana del delirio pro Toro! I biglietti per domenica sono già sostanzialmente esauriti; si è sfondata quota cinquantamila, e si calcola che nella giornata di martedì sia stato venduto in media un biglietto ogni 1.5 secondi. In alcune ricevitorie che vendevano i biglietti, la coda ha raggiunto le cinque ore, ed è stata esaurita solo all’una di notte.

E così, sul forum ci si chiedeva: ma noi che rifiuteremmo un invito al matrimonio di un amico per andare alla partita, siamo dei coglioni? Nell’ondata di orgogliose autoassociazioni all’orda dei coglioni, è venuto fuori il seguente racconto, che trovo esemplare:

Guarda l’anno scorso [la sera di Toro-Perugia finale playoff, ndr] mi hanno obbligato a presenziare alla cena del battesimo di mio figlio…..nn lo faranno mai piu’,ti dico solo che nel locale dove abbiamo mangiato ,c’e’ la taglia sulla mia testa :lol:

in breve: cameriere gobbo esulta al gol del perugia con tanto di “in culo granata di emme”,lo ho terrorizzato ,obbligandolo a nn dire piu’ un cazzo fino alla fine,e augurandogli che tutto andasse bene se no mazzate…gia’ li i parenti impietriti….. alla fine testa a testa con il gestore (fronte contro fronte) bloccata la rissa da amici suoi e parenti miei(tieni presente che li andavamo sempre),cmq una sedia gliel’ho lanciata…

ricordo la frase del gestore “fuori dal mio locale”, ricordo anche la mia risposta..”locale? hai detto locale? hahahaha e girandomi verso i miei parenti…..topaia ,voleva dire topaia,tieni presente che offriva mia suocera…..nn la prese bene neanche lei,neanche gli altri,per un mesetto i parenti nn mi rivolsero la parola…

Ora, purtroppo può capitare di avere parenti insensibili alla causa granata, ma potete risolvere con il fai da te, come da questo altro racconto:

e dove sta il problema?

07.05.1995 giorno del mio matrimonio, ero sull’altare di pomeriggio e avevo auricolare e ascoltavo la partita del toro… bari-torino 3-1

Siamo un po’ matti? Forse… Io non sono (ancora?) al punto da portarmi l’auricolare sull’altare (ammesso che mai ci arrivi). Certamente questo genere di tifo estremo tocca il limite della nevrosi, o perlomeno è un modo di coprire bisogni di appartenenza che le altre persone soddisfano in altri modi. Ma, lasciatevi dire, è bellissimo lo stesso; mi spiace di cuore per chi non lo può capire.

divider
mercoledì 7 Giugno 2006, 14:14

Islam batte Occidente

Probabilmente ce ne vergogniamo tanto da mandare questa notizia quasi sotto silenzio, ma l’avvenimento di politica internazionale dell’ultima settimana è stata la presa di Mogadiscio, capitale della Somalia, da parte delle truppe di milizie islamiche, che hanno definitivamente cacciato dal potere i cosiddetti “signori della guerra”, che lo avevano a loro volta ottenuto all’inizio degli anni ’90 esautorando il dittatore Siad Barre (grande amico di Bettino Craxi).

Ricordate la Somalia? Fu proprio in seguito a quella sanguinosa rivoluzione che le Nazioni Unite inviarono una missione di pace, prevalentemente costituita da americani. Ricorderete forse le immagini da film di guerra dello sbarco dei marines sulla costa somala. Ricorderete certamente anche la storia della loro precipitosa fuga, raccontata in quel gran film che è Black Hawk Down. E, nel mezzo, anche dei morti italiani, il checkpoint Pasta, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Quel fallimento, insieme a quello in Bosnia, segnò la fine delle missioni di pace delle Nazioni Unite, sostituite dalla NATO e dalle “coalizioni di democrazie”. Eppure, la storia si ripete: nessuno degli sforzi occidentali per “conquistare” questi paesi alla causa occidentale è riuscito ad avere successo nel lungo termine, nè in Afghanistan, nè in Iraq. E, oggi, è evidente, nemmeno in Somalia.

Dove i tank dell’esercito americano hanno fallito, hanno invece avuto successo gli insegnamenti del Corano. Perchè? Non lo so, ma il mio sospetto cade sull’idea che, invece di essere centrati sulla violenza, questi insegnamenti propongano un modello di vita; un modello di sviluppo che invece di prevedere la colonizzazione e lo sfruttamento delle risorse da parte di ricche elite “collaborazioniste” (vedansi gli sceicchi in Ferrari) dà delle risposte plausibili, per quanto a noi sgradite, alle masse che muoiono di fame.

Si può occupare un paese con la forza, forse anche sconfiggerlo, ma non lo si può tenere in eterno contro la sua popolazione: è la lezione che Napoleone e Hitler appresero in Russia, e che gli americani hanno appreso in Vietnam e in Iraq. O meglio, dovrebbero ma non hanno, visto che ora parlano apertamente di invasione dell’Iran, un paese di 70 milioni di abitanti, grande cinque volte e mezzo l’Italia.

Mi verrebbe da dire “Auguri”, se non fosse che queste sono le persone che guidano il nostro blocco economico e culturale, e che quindi, nel lungo termine, ne decreteranno il successo. O la sconfitta.

divider
martedì 6 Giugno 2006, 23:29

[[Duran Duran – What Happens Tomorrow]]

Questo brano mi è venuto fuori adesso, nella playlist, quasi per caso. E così ho pensato di dedicarlo a tutte le persone là fuori che in questo momento si sentono confuse e perdute, come è successo a me, in altri momenti, tante volte. Respirate, e lasciatevi andare.

Child, don’t you worry
It’s enough you’re growing up in such a hurry
Brings you down the news they sell you
To put in your mind that all mankind is a failure

But nobody knows what’s gonna happen tomorrow
We try not to show how frightened we are
If you let me I’ll protect you however I can

You’ve got to believe
It’ll be alright in the end
You’ve got to believe
It’ll be alright again

Fighting, because we’re so close
There are times we punish those who we need the most
No, we can’t wait for a saviour
Only got ourselves to blame for this behaviour

And nobody knows what’s gonna happen tomorrow
We try not to show how frightened we are
Would seem lonely, if you were the only star in the night

You’ve got to believe
It’ll be alright in the end
You’ve got to believe
It’ll be alright again

time is a river
a silent icy river
pulls us all
running deep
deep and fast enough to get lost down in the flow
thrashing around me
tiny lives mean everything

And nobody knows what’s gonna happen tomorrow
So don’t let go, now we’ve come this far
Hope I have peace, understand me, you’re never alone

We’ve got to believe
It’ll be alright in the end (nobody knows)
You’ve got to believe
It’ll be alright my friend (so don’t let go)
And yes we believe
It’ll be alright again (no don’t let go)

divider
martedì 6 Giugno 2006, 20:53

Concorrenza in percorrenza

Quando arrivate a Manchester, c’è una cosa che subito vi colpisce. Non è un monumento e nemmeno una persona; è il trasporto pubblico.

A Manchester, non solo il trasporto pubblico è privato; ma, a differenza di Londra, hanno deciso di applicare fino in fondo il sacro principio di Adam Smith, e di promuovere una vera concorrenza.

La linea 42 – il numero, penso, non è scelto a caso – e le gemelle 43, 44, 45, 46 fanno su e giù lungo uno dei principali assi di scorrimento: la Oxford / Wilmslow Road, una strada nord-sud che collega il centro, la zona universitaria, e una serie di sobborghi dove vivono gli studenti (l’Università, difatti, è diventata la principale industria cittadina, dopo la chiusura delle grandi fabbriche).

E così, questa linea cruciale è servita non da una, non da due, ma da ben quattro compagnie diverse: tutte e quattro mandano i giro i propri autobus 42, tutti di colore diverso, tutti in lotta per caricare passeggeri.

Già, perchè se andate a vedere il sito ufficiale del trasporto mancuniano, troverete meravigliose descrizioni di pass, abbonamenti, orari. La realtà, però, è molto diversa: ciascuna azienda emette i propri biglietti, tra di loro incompatibili (altrimenti che concorrenza sarebbe?). L’utente, quindi, può scegliere quale autobus abbordare e a chi pagare il proprio biglietto.

Da una parte, il sistema ha l’effetto sperato: il servizio è continuo, perchè ciascuna di queste compagnie tenta di mandare per strada il maggior numero possibile di autobus, in modo da catturare più clienti; e le tariffe sono basse, tre sterline per un settimanale (a Londra un singolo viaggio in metro ne costa due).

Vi sono però anche altri effetti. La strada è stretta, a una sola corsia per senso di marcia, e piena di curve, scorre tra case e passaggi pedonali e auto parcheggiate; in tutto questo, questi enormi autobus a due piani fanno a portellate per passare, cercando di superarsi l’uno con l’altro per essere più veloci. Fermano un po’ dove capita, come gli viene comodo. E poi, al posto di un autobus ce ne sono quattro, ciascuno dei quali solitamente semivuoto; la strada si intasa subito, senza parlare del costo ambientale.

E naturalmente, essendo autobus per studenti e dovendo contenere i costi, gli autobus sono luridi, vecchissimi e scassatissimi; si dice che le compagnie del posto acquistino gli autobus che, dopo quarant’anni di servizio, a Londra stanno buttando via.

Infine, è inutile aspettarsi orari prevedibili; i pullman passano quando capita – ma spesso, alle fermate più frequentate, si fermano ed aspettano per parecchi minuti, in modo da riempirsi un po’ e non fare il viaggio a vuoto. D’altra parte, abbiamo dovuto attendere l’autobus per l’aeroporto quasi mezz’ora: in teoria un autobus su due dovrebbe andarci, in pratica quasi tutti accorciano il percorso solo ai sobborghi più popolati, perchè l’aeroporto è lontano lontano.

Insomma, alla fine non ho un giudizio definitivo su questo sistema, ma credo di preferire ancora il buon vecchio trasporto pubblico unificato e gestito dallo Stato…

divider
martedì 6 Giugno 2006, 19:05

Notàro

Non fa ormai più scalpore scoprire come venissero truccati i sorteggi degli arbitri, per aiutare spesso la Juve e ogni tanto anche il Milan: le palline da inserire nell’urna erano preparate in uno stanzino dai designatori, chiusi in conclave, che ne lasciavano qualcuna un po’ aperta in modo che si riconoscesse al tatto.

Più scalpore può forse suscitare il fatto che tutte queste estrazioni fossero regolarmente certificate da un notaio, che assisteva impassibile all’evento, con tanto di verbale in carta bollata.

Per il momento, i notai in questione si sono trincerati dietro un imbarazzato “no comment”. Certo che sarebbe bello se, per una volta, qualcuno li chiamasse anche a rispondere: perchè non si capisce il senso di pagare i notai se poi non fanno nemmeno quel minimo che dovrebbero.

divider
martedì 6 Giugno 2006, 14:36

Biglietti per domenica

I biglietti per Toro-Mantova di domenica sera, finale per la promozione in serie A, sono stati messi in vendita stamattina. A quanto pare, il secondo e terzo anello Maratona sono andati esauriti nelle prime tre ore…

Se vi interessano, il modo migliore è la biglietteria Nord del Delle Alpi; in alternativa potete provare su questo sito o nelle ricevitorie, dove però è sempre un po’ un terno al lotto.

divider
lunedì 5 Giugno 2006, 22:48

Attimi fuggenti, mezzi bicchieri

Salve, sono appena tornato! Avrò modo, spero, di raccontare con calma qualche particolare di Manchester; per il momento, volevo fotografare una strana serata in solitario, a casa, a riprendere contatto con situazioni che in quattro giorni di altrove erano già diventate piuttosto lontane, e che a maggior ragione mi sembrano vecchie, superate.

Allo stesso tempo, pensando alle infinite cose che potrei fare di me stesso per riprendere un po’ il cammino verso altre fasi e altre mete della vita, mi sovviene l’importanza di condividere sempre le mie meditazioni con coloro che vorranno passare di qui ogni tanto, sperando che possano essere utili anche a quelli di voi – tutti, in realtà – che sono, coscientemente o meno, in cerca di un migliore equilibrio e di uno stadio successivo della propria evoluzione; o anche, come scrisse Walt Whitman, di decidere quale sarà il proprio verso (qui per gli amanti della cultura popolare).

Nel frattempo, la mia parte che pensa positivo (sì, esiste) vi lascia con questa citazione di Terry Pratchett che ho trovato nel libro comprato ieri in Inghilterra: meditateci, perchè solo in apparenza è arrogante, mentre in realtà è un invito a non aver paura; il che è la chiave per avere infine tutto ciò che veramente si vuole.

“There are, it has been said, two types of people in the world. There are those who, when presented with a glass that is exactly half full, say: ‘This glass is half full.’ And then there are those who say: ‘This glass is half empty.’ The world belongs, however, to those who can look at the glass and say: ‘What’s up with this glass? Excuse me? Excuse me? This is my glass? I don’t think so. My glass was full! And it was a bigger glass.’ “

divider
sabato 3 Giugno 2006, 13:12

Brutti incontri a Caselle

Ieri mattina alle 5:30, a Caselle, con un amico, stavo aspettando l’aereo per Francoforte. Ci mettiamo in coda ai controlli di sicurezza, quando dietro di noi, cercando di non farsi troppo notare, arriva un tizio con una giacca blu e una maglietta gialla. E’ l’allenatore gobbo Fabio Capello, da noi granata ribattezzato “Fabio Pelodiculo” (in breve PDC) dopo certe sue dichiarazioni caratterizzate da una discreta faccia tosta.

Accompagnato da due donne platinate, si mette in coda come gli altri, salvo buttarsi con uno scatto felino sul metal detector appena aperto, bruciando tutti quelli davanti a lui. Dopo il controllo, con aria soddisfatta per la coda risparmiata, lui e le signore prendono verso destra, mentre noi, subito dopo, prendiamo a sinistra verso il gate di Francoforte.

Ne deduco che sta andando a Roma o Napoli, ma mi sbaglio: dopo qualche minuto lo vediamo arrivare verso il nostro gate, meno soddisfatto di prima, arrancando con i bagagli delle signore; forse aveva semplicemente sbagliato a leggere il gate sul biglietto…

Noi ci accodiamo per l’imbarco, e PDC resta lì seduto, in attesa di entrare per ultimo e accomodarsi in business class. Notiamo però qualcosa di strano: oltre a un bagaglio a mano a testa, il signore ha un ulteriore bagaglio, che però ha l’etichetta che si mette ai bagagli inviati al check-in. Quella borsa non dovrebbe essere lì, nè è chiaro come ci sia potuta arrivare, in barba a tutte le regole e le sicurezze.

Difatti, una volta che ci siamo accomodati e tutti sono seduti e allacciati, lui sale e la hostess tedesca, l’unica di tutto l’aereo a non sapere chi sia quel tizio, lo guarda subito male: inizia una accesa discussione. L’aereo è strapieno, anche a noi hanno fatto posare i bagagli a mano perchè troppo pesanti: non si capisce davvero come si possa pensare di tenere una borsa extra, perdipiù imbarcata in modo irregolare. La hostess mostra a PDC l’etichetta, lui non è convinto e protesta. Alla fine la hostess, d’autorità, prende la borsa ed esce dall’aereo, per farla mettere al suo posto, presumibilmente nella stiva.

PDC non si rassegna, evidentemente la prende come una questione personale. Scuote la testa, va a parlare con le altre hostess, si affaccia persino alla cabina di pilotaggio, si lamenta. Alla fine esce dall’aereo (tenendoci tutti lì: difatti partiremo un po’ in ritardo). Ritorna dopo qualche minuto, con la borsa in mano, soddisfatto. Probabilmente, ciò che non è riuscito a ottenere dai tedeschi l’ha avuto senza problemi dagli italiani a terra.

Al solito, in Itala le regole sono uguali per tutti, ma c’è chi è più uguale degli altri. Specie se gobbo.

divider
giovedì 1 Giugno 2006, 22:50

Away

Sarò via per qualche giorno, a Manchester, a trovare degli amici. In casa hanno Internet e pure il wi-fi, ma non mi è nemmeno passato per la testa di portare il portatile, e non ho nessuna intenzione di attaccarmi alla rete più di tanto (a parte seguire la partita del Toro domenica sera). E quindi, magari bloggherò lo stesso, ma non stupitevi se sparisco fino a martedì.

divider
giovedì 1 Giugno 2006, 22:47

Fidanzatemi

E’ da un po’ di tempo che pensavo di fare per me stesso una cosa come questa (il sito è qui, anche se pare che abbiano fatto un po’ di casino con le configurazioni). In fondo, sarà poco romantico, ma un buon accoppiamento è anche frutto dell’incremento del numero puro e semplice dei casi possibili.

Del resto, il business più in crescita su Internet negli ultimi anni è quello dei siti di incontri, naturalmente suddivisi in quelli che puntano a trovarti l’anima gemella e quelli che puntano al puro sesso da una sera e via il prossimo (anche se, per motivi di pudore, la maggior parte di quelli del secondo tipo si traveste da sito del primo tipo). Non so se voglia dire che sono in crescita anche la solitudine, l’impazienza, l’insoddisfazione e la frammentazione dei rapporti del giovane medio, o se invece voglia dire che è un sistema che effettivamente funziona.

Comunque, da lì al sito personalizzato il passo è presto fatto. Che dite: ci provo?

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2026 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike