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sabato 24 Marzo 2007, 15:39

Cose che capitano

Oggi è una giornata storica per l’At-Large di ICANN. Qui a Lisbona, in due stanze vicine, i gruppi degli utenti europei e quelli degli utenti africani stanno concludendo i lavori per la creazione delle loro organizzazioni regionali.

Io sono nella riunione europea, ma sono passato a salutare un po’ persone della stanza a fianco. Non ho visto Didier, un simpatico signore della sezione congolese della Internet Society, che è stato anche nostro rappresentante nel comitato nomine, e così ho chiesto, e mi hanno detto che è qui ma ha avuto un problema: difatti, dopo che è partito, la classica guerra civile post-elettorale che è attualmente in corso in Congo ha avuto una recrudescenza, e così una bomba è piombata sulla casa a fianco alla sua, dando il via a un incendio che ha distrutto anche la sua. Sua moglie ha fatto appena in tempo a scappare portandosi via i bambini, e adesso sono sistemati da parenti, e stanno cercando se possibile una sistemazione all’estero; lui invece non può tornare indietro, visto che gli aeroporti sono chiusi.

Ovviamente anche questo genere di cose fa parte di ciò che i nostri giornali non raccontano quasi più, o che menzionano solo perchè c’è coinvolto di striscio un italiano. Ora pare che il capo dell’opposizione si rifugerà in Angola, dove è molto amico del locale presidente, e così la situazione si calmerà; e nel frattempo, noi possiamo continuare a preoccuparci dei nostri cellulari.

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6 commenti a “Cose che capitano”

  1. Attila:

    Beh… se pensiamo che adesso per le grandissime masse pacifiste ginostradiste danielemastrogiacomiste turigliattiste etc il più grande problema di questi giorni è l’intensificarsi delle guerre (ovviamente in Iraq e in Afghanistan, negli altri posti la guerra, ovviamente, non esiste… perchè chi è l’unico stato canaglia che alimenta le guerre di tutto il mondo? Immagino che la risposta sia scontata…) rispetto a qualsiasi periodo precedente!
    Muoiono oggi più persone in guerra che…
    Gulp!
    Secondo buona parte degli studi recenti… negli ultimi 10 anni il numero di vittime per conflitti si è abbassato… negli anni ’80 le vittime per conflitti erano circa 2,5 volte quelle che si verificano oggi…
    Magari oggi abbiamo più informazione…
    Questo è l’esempio lampante: grazie a te e alla tragedia reale (e non virtuale) del tuo collega, sappiamo che in Congo (ma tra un po’ cambierà nome come dopo ogni guerra) è scoppiato un altro conflitto…

    E’ il solito qesito: se cade un albero in mezzo ad una foresta fa rumore? Però adesso, finalmente, abbiamo la risposta: “Solo con qualche telecamera presente, la mediazione di Gino Strada (che alla fine abbraccerà l’albero) e la liberazione di un numero indefinito di talebani”.

  2. vb:

    Aggiunto che ho visto Didier più tardi e l’ho trovato preoccupato ma decisamente sereno… dovremmo davvero capire com’è che gli africani, pur in mezzo a problemi materiali di ogni genere, sembrano mediamente più felici di noi.

  3. Attila:

    Forse perchè sanno cos’è la vera sofferenza…
    e non si perdono (come noi occidentali) dietro le cazz(…scusate) quisquiglie che sembrano essere al centro della nostra vita e ci causano quelle nanotragedie di cui abbiamo perso la proporzione…

  4. BlindWolf:

    Vedi, Attila (relativamente al post 1), è vero che i pacifisti che tratti con tanto disprezzo se la prendono soprattutto con Iraq ed Afghanistan mentre il mondo pullula di guerre dimenticate, ma è anche vero che in Occidente ci sentiamo più civili e se la nazione che è (o per lo meno dovrebbe) essere il baluardo della libertà e della democrazia se ne va in giro a causare guerre inutili o dannose un po’ di critiche se le merita, no?
    Un dittatoruncolo che scatena il suo conflitto tribale non è certamente giustificato, ma una nazione civile che calpesta allegramente l’organo di governo internazionale preposto e causa guerre dalle gravissime conseguenze politiche non va contro ai suoi stessi principi?

    Gino Strada per andare a trattare per l’ostaggio italiano (e per il governo italiano i non italiani si arrangino) è partito dal Sudan, non dall’Iraq nè da Saint-Tropez.

  5. Attila:

    Avendo avuto a che fare con un po’ di ODG in giro per il mondo nel mio passato… beh… alle volte penso che anche nei posti dove le persone sono più in difficoltà, si trovi sempre qualcuno da “abbracciare”…

    In quanto all’organo di “governo internazionale” io cito sempre 2 soli nomi “Timor Est e Srebrenica”…

    ma tanto è sempre colpa dei soliti (o del solito?) stato canaglia…

  6. BlindWolf:

    L’ONU non è certamente infallibile. Anzi, ha dei limiti e dei problemi non indifferenti. Ma utilizzarlo come “se mi dai ragione mi sta bene, se mi dai torto me ne infischio” mi pare intollerabile da parte di una nazione cosiddetta “civile”.

 
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