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Archivio per il giorno 27 Giugno 2009


sabato 27 Giugno 2009, 20:01

Ikea, che cacchio di idea

Cio√®, cosa volete che si faccia con un sabato pomeriggio da spendere e l’esigenza di trovare uno scaffale per la cantina, in modo da archiviare i residui della campagna elettorale? Si va a Collegno a vedere la nuova Ikea!

Ok, eravamo coscienti che ci sarebbe stata gente: ma quello che abbiamo visto √® fuori da ogni senso. La nuova sede √® gigantesca, grande almeno il doppio della precedente, e questo √® gi√† il terzo week-end di apertura; eppure la densit√† di persone per metro quadro era persino pi√Ļ alta di com’era alle Gru. Un unico flusso di gente (tra cui una percentuale chiaramente eccessiva di bambini) riempiva tutti i passaggi principali e buona parte delle zone espositive; questo dimostra in modo chiaro la teoria secondo cui per decongestionare una infrastruttura troppo affollata non serve a nulla costruire nuove grandi opere, perch√© vengono immediatamente riempite da nuovo traffico che esse stesse generano :-P

Seriamente… questo vale in genere per le strade urbane, ma sembra valere anche per l’Ikea (Simone suggeriva che probabilmente, mentre fanno una nuova Ikea, costruiscono direttamente anche i clienti): buon per il patrimonio del signor Ikea, ma meno per chi deve pianificare l’urbanizzazione dell’area torinese. Gi√†, perch√© a questo punto ci troviamo con un attrattore di traffico piazzato in un’area fuori mano, priva di trasporti alternativi (non tutti escono di l√¨ con un armadio o un servizio di bicchieri, molti vanno solo a fare un giro e potrebbero benissimo andarci in bus o in bici) e con l’ennesimo dedalo di auto che girano in tondo sgasando per parcheggiare o per entrare e uscire dall’area commerciale.

Errori di giovent√Ļ sono normali, per√≤ come giudicare chi progetta una nuova sede in cui, quindici giorni dopo l’inaugurazione, gi√† si formano code e grumi di gente per riuscire a prendere l’unica scala mobile, tragitto obbligato per entrare? Con tutto quello spazio, non potevano almeno allargare un po’ le corsie di passaggio tra i reparti rispetto a prima? Il parcheggio √® gigantesco ma gi√† insufficiente; lo sarebbe di meno se lo avessero partizionato in settori e installato indicatori per dirigere le auto verso i posti vuoti, mentre cos√¨ √® un unico giro di auto costrette a muoversi alla cieca in una trentina di file per vedere se per caso l√¨ si √® liberato un posto.

Insomma, gli svedesi hanno toppato parecchio nella progettazione, ed era decisamente molto meglio prima per almeno due motivi. Il primo √® che siamo torinesi: quindi per definizione, di qualsiasi cosa si stia parlando, era decisamente molto meglio prima. Il secondo, per√≤, √® che prima andare all’Ikea era una attivit√† su scala tollerabile e financo piacevole; ora bisogna fare il doppio della strada, girare il doppio per trovare posto, camminare il doppio con i pacchi da e per l’ingresso, pigiarsi il doppio all’interno, e percorrere il doppio almeno della strada all’interno per arrivare sempre ai soliti prodotti… perch√©, a parte una (peraltro molto bella) sezione di piante e fiori, la roba √® sempre la stessa, solo esposta con pi√Ļ abbondanza.

Per fortuna degli svedesi, in vent’anni i mobilifici italiani non hanno saputo inventarsi uno straccio di concorrenza, continuando a rimanere prigionieri o del modello “mobile bello a costi impossibili” o del modello “mobile di cartone pressato venduto da imbonitori televisivi”. Probabilmente al giorno d’oggi √® impossibile mettere su qualcosa di simile all’Ikea che possa competere con la stessa sulle gigantesche economie di scala che le permettono di vendere oggetti comunque decenti a pochi euro l’uno. Certo che da oggi ho meno voglia di andare all’Ikea.

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