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giovedì 4 Giugno 2009, 18:18

Non votiamo Gramellini

Stamattina ero alla registrazione dell’ultima tribuna elettorale (vi prometto prossimamente un altro dietro le quinte) e alcuni candidati si dicevano l’un l’altro: hai visto Gramellini? Già, perché stamattina il Buongiorno è sceso in campo in modo piuttosto pesante: proponendo sulla prima pagina della Stampa l’astensionismo generalizzato alle elezioni provinciali.

E allora è forse il caso di dire alcune cose: la prima è che la Provincia si occupa di questioni vitali come la tutela dell’ambiente, la raccolta dei rifiuti, la pianificazione dei trasporti pubblici, le strade intercomunali, la formazione dei giovani, l’edilizia scolastica e altre ancora. Allora, sono onestamente stufo di andare a dibattiti di vario genere, cercando di parlare di energie rinnovabili, di progetti di sviluppo, di mobilità alternativa, di crisi e lavoro, e trovarmi invece continuamente di fronte alle domande sull’abolizione delle province, dovendo parlare sempre e solo di quello.

Certamente sono state create ultimamente molte province ridicole, da quelle sarde alla Batprovincia (Barletta-Andria-Trani), nate solo per creare “occupazione” di tipo clientelare e per sollecitare a fini elettorali gli orgogli di campanile. Eppure le competenze della Provincia sono quanto di più importante c’è per la nostra qualità della vita quotidiana, almeno al livello del Comune e sicuramente più della Regione.

E’ probabile che nel medio-lungo termine le province si possano abolire e questi compiti possano essere redistribuiti ad altri enti, anche se i Comuni sono chiaramente troppo piccoli per occuparsi da soli di viabilità extraurbana o di raccolta rifiuti, e qualche forma di aggregazione finirà per volerci comunque. Ma è altrettanto vero che queste attività non spariranno, che qualcuno se ne dovrà pur occupare; e che fino a che l’istituzione esiste, è importante che sia governata bene, nell’interesse dei cittadini, senza sprechi e senza mafie.

E’ ridicolo poi l’argomento secondo cui “se tanta gente si asterrà allora le aboliranno”. Ma veramente? I politici italiani? I vari partiti sarebbero solo contenti se nessuno andasse più a votare, perché avrebbero campo libero; perché basterebbero relativamente pochi voti manipolati per clientele o per organizzazione sul territorio a decidere le elezioni.

Anzi, credo che alcuni dei nostri poteri forti abbiano proprio questo in mente: rendere la gente talmente schifata dalla politica da spingerla a non votare più, anzi a criticare le stesse istituzioni democratiche e a chiederne a gran voce l’abolizione, magari per acclamare l’“uomo forte” del momento, che elimini tutti i maledetti politici… e la democrazia insieme a loro.

Fa specie che caschi in questa logica distorta e autolesionista pure Gramellini; e davvero rincuora vedere come nei commenti moltissimi lettori, forse la maggioranza, gli diano apertamente torto. Perché se le istituzioni sono gestite male la soluzione non è eliminarle, ma cambiare chi le gestisce; attivarsi dal basso e riportarle al loro stato originario, nelle mani e al servizio dei cittadini.

P.S. L’ultimo dibattito televisivo, con la mia presenza e quella di Claudia Porchietto, è invece stasera alle 21 su Telecity 7 Gold.

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21 commenti a “Non votiamo Gramellini”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Io sono un grande fan dell’editorialista de La Stampa (è di gran lunga il mio opinionista preferito) ma stamattina ho strabuzzato gli occhi leggendo il “Buongiorno”.

    La mia (personalissima) posizione è che il grosso dei compiti delle province può essere passato alle regioni, ma la cosa che più mi ha stupito dell’editoriale odierno è che Gramellini invita a “rifiutare la scheda delle elezioni provinciali”: se non vado errato ciò non è legalmente possibile (che io sappia è possibile rifiutare solo delle singole schede ai referendum).

  2. ff:

    @d# perché non possibile? non posso andare a votare per le europee e basta?

    @vb la semplice abolizione delle provincie è l’ennesima proposta qualunquista (per una volta non solo di grillo) che va bene per fare campagna elettorale, ma che non tiene conto dei differenti contesti. In realtà mi sembrebbe molto più logico ridisegnare le competenze, anche in modo asimmetrico. Ad esempio in Piemonte mi chiedo che senso abbia la provincia di Torino com’è ora, prob ha più senso un’area metropolitana di Torino, con gli stessi poteri di una provincia (magari assegnati al comune stesso di Torino) e riaccorpare il resto della provincia alle aree limitrofe, in modo che a dialogare con la regione ci siano dei raggruppamenti di comuni omogenei. E poi estenderei la riorganizzazione ai comuni, secondo lo schema svizzero: quelli non autosufficienti vengono dapprima amministrati e poi inglobati da quelli limitrofi, in modo da evitare consigli comunali più numerosi degli abitanti del comune.

    Su una cosa però Gramellini ha ragione: se si volesse lanciare un segnale forte non ci sarebbe strada migliore di quella che indica.

  3. D# AKA BlindWolf:

    @ff: non ci metto la mano sul fuoco, ma non mi pare. Probabilmente se un elettore si presenta al seggio e rifiuta delle schede la reazione del presidente di seggio sarà molto variabile (cercando in rete ho letto che si parla di una circolare del Viminale di qualche anno fa che permette di non ritirare delle schede, ma non ho riferimenti precisi). Un’alternativa meno plateale ma anche meno problematica è ovviamente quella di annullare le schede che non interessano. In tal caso nessuno ti può dire niente.
    Di sicuro è possibile selezionare le schede al referendum (una volta l’ho fatto anch’io).

    Non lo ritengo comunque quel gran che come segnale: i nostri rappresentanti (sic!) sono ormai abituati a sbattersene del malumore popolare (alle ultime regionali in Abruzzo l’affluenza è stata bassa… qualcuno si è fatto problemi?). Preferisco piuttosto dare un voto ad un partito piccolo ma rompiscatole che mi ispiri fiducia.

  4. raccoss:

    Io sono per l’abolizione dei comuni. Enti troppo piccoli per decidere alcunchè. Magari dividere le province un po’ più grosse.

  5. for those...:

    @D#: mi fai venire grossi dubbi! In effetti avevo proprio deciso di rifiutare la scheda. Io sarei chiamato a votare per una delle province neo-nate: Monza e Brianza. Ora, a parte le (non)ragioni viscerali per cui mi fa senso “appartenere” a uno schifo di posto come Monza (non per niente S. Ambrogio si pulì i sandali dalla polvere di Monza!), avevo deciso di non votare proprio perché trattasi di nuova provicia. Rifiutando la scheda il tutto credevo venisse verbalizzato e il messaggio fosse più chiaro. Annullando semplicemente la scheda, questa finirebbe nel calderone delle schede nulle di quelli che ci scrivono forza inter*.

    *OT: ieri spulciavo i commenti di un gruppo su facebook contro la cessione di kakà. Uno ha commentato: “a tutti quelli che come me votano per berlusconi. Scrivete sulla scheda elettorale NON VENDETE KAKA”. A me è sembrata un’ottima idea!! :-) Un mio amico però sostiene che in giornata il nano annuncerà a sorpresa che ha deciso di tenerlo. Ed ecco recuperati i voti dei milanisti… di ALCUNI milanisti! :-P

  6. for those...:

    @vb: per quanto riguarda i rifiuti, qui da noi ̬ un consorzio di comuni a gestirla, non la provincia. Quando il comune ̬ troppo piccolo si associa con altri Рsemplice no?
    Il mio, come molti degli altri consorziati, fa parte di un’associazione di comuni “virtuosi”. Ogni anno siamo ai primissimi posti nella classifica dei comuni che fanno raccolta differenziata.

  7. .mau.:

    ma adesso beppegrillo™ non vuole più abolire le province? mi sono perso qualcosa?

  8. ff:

    @mau: finalmente abbiamo capito su quale punto non la pensa come il grullo :D

    @raccoss: perché non permettere alle regioni di suddiversi al loro interno come meglio credono? Dalle mie parti ci sono 50 comuni da 2000 abitanti in 20km, in altre parti d’Italia ci sono comuni da 20-40000 abitanti e poi 20km di nulla, che in ogni caso equivalgono ad un quartiere di una grossa città. Per questo non credo che la suddivisione amministrativa debba essere simmetrica ovunque.

  9. D# AKA BlindWolf:

    @for those: l’unica discussione un po’ articolata e documentata che ho trovato è questa: http://www.alessandroronchi.net/2008/rifiutare-la-scheda-occhio-alle-bufale-elettorali/
    Sembra che sia tecnicamente possibile non ritirare delle schede (ma chi garantisce che scrutatori e rappresentanti di lista non si accordino nel considerarle “schede bianche”?), anche se pretendere una verbalizzazione delle proteste potrebbe essere considerato “intralcio alle operazioni di voto”.
    Comunque i miei dubbi “politici” rimangono… quanti elettori sono disposti a rifiutare la scheda? E che effetti politici possono avere tali rifiuti?

    Conoscendo i pupi del teatrino mi immagino le seguenti reazioni in caso di bassa affluenza e/o di alto numero di rifiuti:
    1) i mezzi di comunicazione minimizzerebbero l’accaduto: un eletto è legittimato dal voto indipendentemente dal numero degli elettori
    2) i tromboni girerebbero la frittata con un “i cittadini non si interessano della cosa pubblica” e lo utilizzerebbero come scusa per isolarsi ulteriormente rispetto all’elettorato

  10. D# AKA BlindWolf:

    @.mau.: http://www.voisietequi.it/posizione_partiti.html punto 24… come vedi è in ottima compagnia.

  11. ff:

    @D# proprio la storia della verbalizzazione potrebbe essere la “Protesta” che non potrebbe venire ignorata. Tecnicamente è vietata dalla legge, ma tutte le rivoluzioni iniziano violando qualche legge…
    (no non sto dicendo di fare una rivoluzione, perché allo stato attuale delle cose mi preoccuperei molto del dopo, volevo solo sottolineare come una protesta di questo tipo avrebbe effetto, proprio perché paralizzerebbe il voto)

  12. Fabrizio T.:

    > anche se pretendere una verbalizzazione delle proteste
    > potrebbe essere considerato “intralcio alle operazioni
    > di voto”.

    A me risulta invece che

    Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

    (Testo unico leggi elettorali – D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 art. 104 comma 5)

  13. vb:

    .mau. et al: Questa è la nostra posizione sull’abolizione delle province. Ovviamente ogni lista civica ha la sua, i programmi li fanno i cittadini del posto e non Beppe Grillo.

    A9. ELIMINAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEGLI ENTI INUTILI

    Molto si è parlato dell’abolizione delle province, ma il problema è più generale: riguarda moltissimi enti che, nati con una funzione importante, sono stati via via ampliati ed estesi per puri fini clientelari, dalle comunità montane alle agenzie per la promozione e lo sviluppo del territorio. Non si tratta solo di enti di diritto pubblico, ma di tante società di diritto privato in cui lo Stato mette i soldi e i politici di turno piazzano amministratori amici che li spendono senza controlli e in modo clientelare.

    In quest’ottica siamo favorevoli all’abolizione delle province, purché essa non determini la nascita di una pletora di nuovi enti che alla fine portino a una spesa uguale o superiore, come già avvenuto in passato in occasione dell’abolizione per referendum di vari ministeri. Quello che farà la differenza non sarà il cambiamento dei nomi degli enti o della loro organizzazione, ma il cambiamento della mentalità e dell’onestà di chi li gestisce: a quel punto si potrà valutare davvero quali servono e quali no. E comunque, fin che esistono devono essere gestiti al meglio!

  14. vb:

    For those: Cosa ti fa pensare che una pletora di consorzi di comuni sarebbe più efficiente, meno costosa e meno clientelare di una provincia? Quanto all’associazione dei Comuni Virtuosi, sono stati loro a inventare il nome e i principi del “comune a 5 stelle” che hanno dato il via al nostro movimento.

    Quanto al rifiutare la scheda: dato che gli scrutatori sono nominati dai partiti, io ho il forte sospetto che in molti seggi le schede rifiutate verranno messe da parte e poi magicamente crociate per questo o quel partito…

  15. .mau.:

    @vb #13: insomma dice tutto e nulla. Sì, beppegrillo™ dovrebbe proprio candidarsi lui.

  16. simonecaldana:

    vb: se ricordo bene il rifiuto selettivo viene messo a verbale (che e’ il motivo per cui i presidenti di seggio stessi cercano di dissuadere la pratica: genera molta burocrazia/lavoro: se venisse fatto da una percentuale a due cifre dei votanti in effetti bloccherebbe le operazioni di voto…)

  17. for those...:

    vb: non intendevo dire che un pletora di consorzi di comuni farebbe meglio. Solo precisare che non è strettamente necessaria la provicia per gestire, per es., i rifiuti.
    Allora abbiamo qualcosa in… comune (che sottile calembour! :))

    per quanto riguarda la mia idea di “protesta civile”, tra tutti mi avete smontato! Annulerò la scheda scrivendo NON VENDETE KAKA’ :-)

  18. mosk:

    Se non è cambiata la legge di recente gli scrutatori sono nominati dai comuni e non più dai partiti.

  19. mosk:

    @simonecaldana
    ricordi bene; c’è anche il fatto che molti presidenti di seggio non leggono fino in fondo il libretto di istruzioni che viene consegnato loro, per cui non sanno trattare molto bene i casi particolari come questo che si possono presentare durante le operazioni di voto.
    rifiutare la scheda selettivamente si poteva fare un po’ di tempo fa per i referendum e andava messo a verbale subito (anche perchè se non lo si faceva poi non tornavano i conti delle schede e si rischiava di tornare a casa ad ore improponibili, cosa che normalmente i componenti di seggio cercano di evitare)

  20. D# AKA BlindWolf:

    3 anni fa sono andato a cancellarmi dall’elenco degli scrutatori (al quale ero iscritto dal 1996, nel frattempo ero stato sorteggiato due volte: alle europee/amministrative del 1999 ed al referendum sulla procreazione assistita del 2005) e se non ricordo male l’impiegato del Comune ha detto una cosa del genere: “Si cancelli pure, ma è superfluo perchè hanno cambiato da poco la legge e si è ritornati alla nomina politica degli scrutatori”.

  21. mosk:

    L’unica notizia che ho trovato su una modifica della legge per la nomina degli scrutatori è questa:

    in sostanza, la commissione elettorale da tre anni a causa di questa modifica della legge nomina invece di sorteggiare gli scrutatori.
    è confermato anche da questa pagina ufficiale del comune di Torino

    in sostanza, tutto dipende dalla commissione elettorale comunale; qualcuno sa per caso come è formata e come funziona quella del comune di Torino?

    P.S:io continuo a ricevere le nomine a scrutatore però se mi nomina qualche partito politico lo fa a mia totale insaputa :-)

 
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