Sky
Vittorio vb Bertola
Fasendse vëdde an sla Ragnà dal 1995

Vën 28 - 16:36
Cerea, përson-a sconòssua!
Italiano English Piemonteis
chi i son
chi i son
guida al sit
guida al sit
neuve ant ël sit
neuve ant ël sit
licensa
licensa
contatame
contatame
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vej blog
vej blog
përsonal
papé
papé
fotografie
fotografie
video
video
musica
musica
atività
net governance
net governance
consej comunal
consej comunal
software
software
agiut
howto
howto
internet faq
internet faq
usenet e faq
usenet e faq
autre ròbe
ël piemonteis
ël piemonteis
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
vej programa
vej programa
travaj
consulense
consulense
conferense
conferense
treuvo travaj
treuvo travaj
angel dj'afé
angel dj'afé
sit e software
sit e software
menagé
login
login
tò vb
tò vb
registrassion
registrassion

Archivio per il giorno 8 Settembre 2010


mercoledì 8 Settembre 2010, 19:05

La moschea tedesca

Non dovrebbe esserci bisogno di fare un post per spiegare perché è una notizia positiva quella dell’apertura di una moschea a Torino, in via Urbino. E non è solo una questione di diritti, del fatto che tutte le religioni devono essere liberamente praticabili e trattate allo stesso modo dallo Stato.

L’integrazione passa innanzi tutto, prima ancora che attraverso il conseguimento di una stabilità economica e sociale tramite il proprio lavoro, attraverso la sensazione di essere rispettati e accolti. Chi, pur straniero, si sente parte della nostra comunità – si sente torinese – avrà molto più rispetto per gli altri, molto più interesse a preservare il quartiere in cui vive dal degrado, molta più voglia di contribuire alla crescita pacifica dell’intera città. Chi si sente emarginato, umiliato e messo da parte invece maturerà rabbia e frustrazione, che poi si scaricheranno in una reazione negativa verso ciò che lo circonda; e dover pregare in un garage o in un sottoscala, vedendosi negare uno spazio migliore, può essere una umiliazione non da poco anche per una persona non particolarmente religiosa.

Naturalmente ciò non vuol dire che tutto debba essere tollerato, che chiunque debba essere accolto indipendentemente da come si comporta, o che non ci debba essere attenzione alla possibilità di derive estremistiche dentro i luoghi di culto (di qualsiasi religione siano). La strada è sempre quella, distinguere tra chi rispetta la legge e la convivenza civile e chi invece le viola, per poi sostenere l’integrazione dei primi ed espellere gli altri.

Tuttavia, esattamente come le parrocchie sono ormai praticamente l’unica struttura di assistenza sociale per togliere dalle strade i ragazzi delle periferie, anche le moschee – tanto più in una cultura ancora meno laica della nostra – possono diventare un buon modo per gestire il territorio, per provare a far sì che anche tra gli immigrati chi si trova in difficoltà possa aggregarsi e trovare assistenza tra i compatrioti, invece di finire ad ubriacarsi per strada con la birra dell’unico punto di aggregazione per gli stranieri della zona – la moschea tedesca di via Aosta.

divider
 
Creative Commons License
Cost sit a l'è (C) 1995-2020 ëd Vittorio Bertola - Informassion sla privacy e sij cookies
Certidun drit riservà për la licensa Creative Commons Atribussion - Nen comersial - Condivide parej
Attribution Noncommercial Sharealike