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Archivio per il giorno 7 Febbraio 2011


lunedì 7 Febbraio 2011, 23:11

Ad Arcore, una domenica complicata

√ą impossibile raccontare per bene una domenica intensa come quella di ieri ad Arcore: bisognava esserci. Sto ancora riflettendo, sto cercando di capire cosa sia veramente successo, ma intanto vorrei condividere alcuni pensieri.

Come Movimento 5 Stelle di Torino e del Piemonte, siamo stati molto incerti sin dal principio se partecipare alla manifestazione per le dimissioni di Berlusconi. Il cosiddetto “popolo viola” √® diviso in tante anime, e se quella torinese √® ruspante e priva di compromessi, quella nazionale √® saldamente in mano all’IDV (l’autoproclamato portavoce Gianfranco Mascia, che peraltro soltanto i media riconoscono come tale, √® stipendiato dal partito di Di Pietro). Sapevamo, insomma, che sarebbe stata una manifestazione su cui i partiti dell’opposizione avrebbero cercato di mettere il cappello; e sapevamo anche che Grillo √® contrario a queste manifestazioni, vista l’ipocrisia di chi le organizza.

Tuttavia, alla fine io, Biolé e tante altre persone del Movimento abbiamo deciso di andare: ce lo imponevano il sentimento generale e la rabbia di molti dei nostri sostenitori. Abbiamo però deciso di rendere ben chiaro il nostro pensiero, a scanso di strumentalizzazioni, e dunque ci siamo presentati con questo striscione:

licenziamolitutti.jpg

Immaginavamo che non sarebbe stato gradito, ma quel che non avremmo mai immaginato è che i militanti del PD e di IDV sarebbero arrivati direttamente ad aggredirlo, i primi verbalmente, i secondi anche fisicamente. Questo è quel che è successo:

A me ovviamente spiace che si litighi, che ci si divida, che ci siano reazioni cos√¨ forti a quella che √® una posizione, la nostra, pi√Ļ che legittima in democrazia; eppure questa reazione dimostra quanto berlusconiani siano anche i partiti dell’opposizione, coi militanti che adorano il “presidente Di Pietro” come quegli altri adorano Silvio, e con i piddini che si sentono padroni della piazza e danno per scontato di avere un diritto divino di andare al potere dopo Berlusconi. Io penso invece che cacciare Berlusconi per metterci dei berlusconiani meno capaci non serva a nulla; e allora, licenziamoli tutti.

La seconda parte riguarda i famosi “scontri”, di cui tanto avrete sentito parlare. I pi√Ļ cruenti sono avvenuti quando noi eravamo gi√† sull’autobus – immagini qui – e dunque non posso testimoniare, ma dai video sembrano comunque cariche a manganellate contro una dozzina di ragazzi inermi, che si potevano portar via di peso e basta; e infatti oggi i due arrestati sono stati gi√† liberati.

Prima, per√≤, c’√® stata la pantomima del corteo-non-corteo. Gli organizzatori hanno insistito che non si doveva andare fino alla villa, ma era ovvio che la maggior parte dei manifestanti fosse l√¨ per quello; e dunque, dal basso, ne √® scaturito un corteo pacifico e non violento, cercando di ottenere con la semplice pressione della folla di poter arrivare fino al cancello della villa. Non di rado succede; percorsi e programmi vengono cambiati in corso d’opera accordandosi sul posto tra i rappresentanti della questura e i manifestanti, e nessuno si fa male.

Qui, per√≤, abbiamo avuto a che fare con organizzatori che se va bene erano poco avvezzi, e se va male erano sin dall’inizio intenzionati a far s√¨ che la manifestazione si limitasse a qualche bella foto uso giornali, ma non disturbasse Silvio pi√Ļ di tanto. Fin dal principio hanno cominciato a spaventare la gente, e cos√¨ la piazza si √® divisa, met√† ferma l√¨ e l’altra met√† in corteo. E quando ci si divide cominciano i guai.

Noi del Movimento, insieme a Resistenza Viola Piemonte, abbiamo scelto la terza via: ci siamo infilati in una strada laterale cercando di arrivare alla villa per un altro percorso, aggirando il corteo gi√† bloccato. I poliziotti erano piazzati talmente male che con due svolte e senza nemmeno volerlo ci siamo trovati oltre il cordone di agenti che bloccava il corteo! A quel punto un po’ di agende rosse e bandiere viola hanno accerchiato da dietro gli agenti, che dopo dieci minuti di tensione sono stati costretti a ritirarsi.

L√¨, effettivamente, si √® formata una prima linea dei centri sociali contro il cordone di polizia ed √® iniziata una guerra di nervi e di parole, occhi negli occhi per due ore – anche se io non ho affatto visto lanciare sassi e bottiglie verso la polizia, come ha dichiarato Maroni oggi. Al primo giro di manganellate noi abbiamo ritirato lo striscione del Movimento, perch√© la violenza non √® tra i nostri metodi, e ce ne siamo andati, rimpiangendo l’occasione perduta: tutti uniti saremmo arrivati alla villa pacificamente, e invece √® stato dato modo alla manifestazione di finire come doveva finire, con un gruppetto di persone a scambiarsi spintoni e manganellate con gli agenti, e tutti gli altri a fare da sfondo alle foto di Repubblica e alle dichiarazioni di Mascia alle trasmissioni amiche.

Dopo un po’ di tempo √® arrivata una carica pi√Ļ intensa, e ho visto gli infermieri correre e un ragazzo con la testa spaccata e completamente coperta di sangue, e poi l’ambulanza che, incredibilmente, √® stata fatta passare proprio attraverso la linea dello scontro. E poi sono arrivate le ridicole dissociazioni del “popolo viola”, ridicole perch√© √® giusto deplorare la violenza, ma non si organizza una manifestazione del genere in un clima del genere per poi scaricare le stesse persone che hai fatto arrivare l√¨ da mezza Italia – e ad andare verso la villa non siamo stati in “venti facinorosi”, ma met√† della piazza.

Resta la sensazione che il “popolo viola” – nonostante lo splendido gruppo torinese e nonostante i tantissimi che alla base ancora ci credono – sia ormai nelle mani dei media dei partiti d’opposizione; e che agli stessi partiti interessi soffiare sul fuoco per prendere voti, ma non necessariamente per far cadere Berlusconi. Resta per√≤ la sensazione che il clima sia molto teso, e qui mi riprometto anch’io di cercare di non perdere la testa, anche se in quei momenti √® difficile, anche se la piazza e la folla sono ambienti che cambiano facilmente la psiche di chi vi si ritrova.

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