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Archivio per il giorno 6 Giugno 2012


mercoledì 6 Giugno 2012, 16:49

Fassino e le bici

Domenica scorsa io, Chiara e moltissimi attivisti del Movimento torinese abbiamo partecipato al Bike Pride, insieme a migliaia di persone; un mare di biciclette che ha invaso la citt√†, accolto generalmente – a parte l’inevitabile manipolo di automobilisti frustrati – con grande festa da tutti i passanti. Nessuno si aspettava davvero una partecipazione del genere; alcuni giornali hanno parlato persino di ventimila biciclette.

bikepride_vittorio_chiara_544.jpg

E’ da quando siamo entrati in Comune, e ormai √® un anno, che lavoriamo sulla mobilit√† ciclabile. O meglio, ci proviamo; perch√© √® un anno che a tutte le proposte, richieste e segnalazioni viene risposto che “bisogna aspettare il bici plan”. Il bici plan sarebbe un allegato al piano della mobilit√† del Comune, il cosiddetto PUMS, che fu approvato nel febbraio 2011 (pi√Ļ di un anno fa, c’era ancora Chiamparino). L’allegato dovrebbe indicare quali sono le piste ciclabili e le altre infrastrutture per ciclisti che la Citt√† intende realizzare nei prossimi anni.

Ora, gi√† non si capisce, se davvero la ciclabilit√† √® importante, perch√© non abbiano semplicemente inserito il piano ciclabile dentro il PUMS, insieme alle nuove strade e ai progetti per i mezzi pubblici; dubbio che si aggiunge a quello sull’ostinazione con cui le biciclette sono ancora in buona parte assegnate alla categoria “Ambiente” anzich√© alla categoria “Trasporti”. Comunque, questo “bici plan” √® diventato un vero Santo Graal della nostra attivit√† amministrativa; √® passato un anno e ancora non ne abbiamo visto nemmeno una bozza, e nel frattempo le proposte in materia – ad esempio una nostra mozione presentata a dicembre che propone una serie di criteri di banale buon senso, come non far finire le piste nel nulla e non piazzarci in mezzo dei gradini, cose che pure a Torino accadono ordinariamente – vengono tranquillamente insabbiate.

L’amministrazione si √® per√≤ svegliata dal torpore proprio gioved√¨ scorso – combinazione, tre giorni prima del Bike Pride – quando √® stata convocata una commissione in cui gli assessori Lubatti e Lavolta ci hanno presentato… il bici plan? No, quello ancora non c’√®, per√≤ √® stata presentata la presentazione del bici plan, cos√¨ almeno sappiamo pi√Ļ o meno cosa ci sar√† dentro. La presentazione √® interessante, per√≤ alla fine non dice nulla di trascendentale: qui bisogna soprattutto decidere dove e come fare le piste, e metterci sopra dei soldi. Ma quello sta nel bici plan, che arriver√†, si spera, dopo l’estate.

La mattina dopo, La Stampa ha riportato la discussione con un titolo a caratteri cubitali: “Mai pi√Ļ dehors sulle piste ciclabili” – virgolettato, ovvero presentato come dichiarazione degli assessori. Bello! Peccato che proprio quella mattina fossimo in commissione a discutere il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, e di tale previsione non ci fosse la minima traccia; anzi, ho alzato la mano, ho chiesto agli uffici dell’assessore competente (che non √® n√© Lavolta n√© Lubatti, ma Curti) e si son quasi messi a ridere, ricordando che i dehors contestati (via Verdi) sono stati autorizzati prima di costruire le piste ciclabili e che comunque non c’√® nessuna regola che affronti il problema.

A questo punto ovviamente ho scritto io un emendamento al regolamento in questione, che vieta esplicitamente di concedere dehors, chioschi, installazioni pubblicitarie e simili sulle piste ciclabili e sulle aree dove devono essere costruite; vedremo luned√¨ prossimo se verr√† approvato. Nel frattempo, per√≤, spero che sulle biciclette Fassino si possa dare una mossa; far√≤ sinceramente i complimenti agli assessori se riusciranno a smuoverlo, visto che questa √® pur sempre la citt√† dell’auto e che secondo il giornale cittadino, rubrica Specchio dei Tempi, il vero problema di Torino sono i ciclisti.

Per ora, l’unico approccio del sindaco con le bici √® quello contenuto nel video che vedete, nel quale non solo vengono commesse infrazioni varie (in bici sotto i portici?), ma si vede il panico di Fassino che interrompe a met√† i discorsi per dire “piano, che c’√® lo scalino” e, a ben tre isolati dalla partenza, “possiamo andare di l√† e rientrare in Comune”.

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