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lunedì 17 Dicembre 2012, 17:34

Malati di movida

Ricorderete la polemica della scorsa estate, una delle tante montate ad arte dai giornali, su “Grillo contro la movida”. In realtà nessuno vuole fermare la vita notturna o impedire alle persone di divertirsi, ma si vorrebbe semplicemente garantire a tutti la possibilità di vivere in pace in casa propria.

Il video che vedete è infatti stato girato dagli abitanti delle zone “calde” di Torino, da piazza Vittorio a San Salvario; zone che per diverse notti a settimana si trasformano sempre più spesso in una bolgia priva di regole. A nessuno farebbe piacere restare sveglio una notte dopo l’altra, di fronte a persone che in strada si divertono a fare rumore per il puro piacere di farlo, o che si picchiano selvaggiamente, magari mentre i vigili passano e vanno via.

Il Comune ha oggettivamente poche possibilità di gestire una situazione che ormai pare sfuggita di mano; la legge non permette di porre veri limiti alla proliferazione dei locali, e molto del rumore viene prodotto dopo l’orario di chiusura, quando la gente ubriaca si sposta in strada. Eppure, a Torino per vent’anni l’industria dell’intrattenimento notturno ha potuto fare ciò che voleva, al punto che è intervenuta la magistratura per far smontare i dehors abusivi dei Murazzi. Eppure, almeno dal punto di vista della mobilità – San Salvario di notte è invasa dalle auto in cerca di un parcheggio inesistente – il Comune potrebbe fare di meglio.

La vera questione da porsi, tuttavia, è come mai fasce crescenti di persone trovino il disturbo notturno come unico sfogo alla propria voglia di evasione. A qualsiasi persona sociale risulta ovvio cercare di disturbare gli altri il meno possibile, e invece in molte di queste immagini si vedono persone che nel fare rumore, nel sapere di danneggiare qualcun altro, sembrano trovare una realizzazione personale. Senza nemmeno rendersene conto, è come se – persi i freni inibitori – si vendicassero sugli incolpevoli abitanti delle case circostanti per tutti i crescenti problemi della vita di oggi, o se questo fosse il loro modo per sentirsi protagonisti dell’attenzione pubblica.

Non si può generalizzare, e la maggior parte di chi esce la sera vuole semplicemente svagarsi e stare con gli amici. Eppure, in queste immagini c’è qualcosa di profondamente inquietante, come se di notte la città si trasformasse in una giungla pericolosa e senza regole, sempre più lontana dalla civiltà.

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14 commenti a “Malati di movida”

  1. Anonimo codardo:

    La soluzione c’è: un’idrante, un piccolo compressore da 10atm ed acqua gelata, molto gelata d’inverno.

  2. Anonynous:

    datti fuoco palla di lardo

  3. rccs:

    … e non si vede un vigile in circolazione…

  4. vb:

    Se guardi bene, nel filmato a un certo punto i vigili si vedono… mentre passano e fanno finta di non vedere…

  5. Bruce wayne:

    Caro Vittorio mi auguro che la città di Torino cambi me lo auguro bel lavoro.

  6. Alex:

    Caro Vittorio,
    tu cosa proporresti di fare in queste situazioni?
    quale rimedio hai o avete pensato?
    Grazie

  7. vb:

    Il Comune potrebbe innanzi tutto affrontare i problemi di propria competenza, per esempio la viabilità: a San Salvario e forse anche in altre zone avrebbe senso una ZTL notturna e/o la sosta a pagamento fino almeno a mezzanotte, in modo da evitare le auto che girano in tondo per cercare un parcheggio inesistente, magari rinforzando i bus notturni (anche solo navette verso zone limitrofe dove la sera si parcheggia senza problemi). E poi potrebbe smettere di tollerare dehors abusivi e controllare il rispetto degli orari e dei vari regolamenti, anche se il grosso del rumore ormai non è più dato dalla musica nei locali (che è controllata) ma dalla gente che esce e fa casino.

    Credo però che una vera soluzione richieda una legge a livello nazionale che restituisca ai Comuni strumenti di programmazione, ad esempio permettendo di limitare le nuove aperture o di definire urbanisticamente le “zone della vita notturna” cercando poi di concentrare i locali in zone meno residenziali e più gestibili, anche in periferia.

    E poi… devono darsi da fare le forze dell’ordine!

  8. Stefano Randazzo:

    La cosa migliore sarebbe spostare i locali davanti ai cantieri della TAV: la polizia potrebbe fare il suo lavoro più comodamente, i cantieri si fermerebbero, i giovinastri starebbero fuori città.
    E’ una soluzione abbastanza nimbista per lei, Bertola?

  9. polemico74:

    Ripristinare il codice fascista come a Parma e’ la vostra soluzione, frustrati di merda

  10. Trollface:

    …disse quello che non ha niente di meglio da fare che lasciare insulti.

  11. Claudio C:

    La soluzione c’è: chiamare il 113 e dire che ci sono non dei ragazzi che fanno casino ma dei NO TAV che fanno casino. Vedi come la polizia interviene subito.

  12. Stefano Randazzo:

    Molti, da vecchi, rimpiangono le uscite notturne con gli amici, ma non ho mai sentito di nessuno che rimpianga di non aver dormito abbastanza. Divertitevi, fate casino, e pazienza per i vecchi barbogi che filmano dietro le loro finestre!

  13. buzzer:

    Caro Randazzo, mi spieghi che relazione c’è tra il divertirsi, e l’impedire ai residenti di dormire?

  14. Stefano Randazzo:

    @buzzer: se per divertirti giochi a scacchi in cantina, nessuna. Se hai meno di 5 anni ti spiego cosa fanno i grandi la sera, altrimenti documentati tu.

 
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