Norvegia (Pedro)
È che oggi, nonostante un clima da tregenda, siamo andati lo stesso a fare la crociera sul fiordo di Geiranger, che è patrimonio Unesco quindi pieno di enormi navi da crociera che vomitano persone, e figurarsi di domenica, però oggi era brutto con allerta meteo gialla e quindi un po’ meno. Alla biglietteria hanno persino negato che esistesse ancora la crociera economica, quella da 50 euro a testa per un’ora, ma io l’avevo vista sul sito e quindi è saltata fuori. Dunque siamo saliti e abbiamo messo su l’audioguida, che a me non piace molto, ma almeno dà un senso a quello che altrimenti sarebbe solo un giro tra cascate e scogliere. Bene, l’audioguida era anche in italiano, e iniziava col racconto di una tipa norvegese cresciuta sul posto, non meglio specificata ma ovviamente alta e bionda, che lasciava il suo paesello e andava a fare l’università a Bergen e lì incontrava Gianni, guarda caso italiano pure lui, che la portava in giro per il mondo, ma alla fine dopo anni di bella vita lei portava Gianni in fondo al suo fiordo e pure Gianni, erede degli imperatori romani, doveva ammettere che era il posto più bello del mondo. Ora, io non ne ho la prova certa, ma sospetto che se avessi scelto l’audioguida francese la tipa bionda avrebbe incontrato Jean de Paris, e in quella inglese John from London, e in quella spagnola avrebbe incontrato Juan, però lì sì che ci sarebbe stata una variante, perché alla fine lei avrebbe mollato Juan per mettersi con Pedro di Santa Fe, che come ben sappiamo è il massimo dei maschi del mondo ispanofono. E allora io ho ascoltato l’audioguida e tutte le sue storie, però con meno convinzione, perché questa storia qui mi sembrava troppo sfacciata; e però poi ho pensato, cosa ne so io di raccontare storie, che già mi hanno scritto tempo fa che chi non vota sì al referendum sulla cittadinanza non è certo in grado di raccontare storie, e che non si aspetti alcuna possibilità narrativa, nemmeno se decidesse mai di elargire i venticappa alla scuola Holden, cosa che molti hanno fatto senza grande soddisfazione, che tanto valeva spenderli in casse di Gaza Cola, che con le tipe del Nord Europa tira senz’altro moltissimo.
