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Archivio per la categoria 'StillLife'


giovedì 7 Dicembre 2006, 20:11

Italia 2 – Resto d’Europa 0

Ebbene sì, dopo tre giorni frenetici di discussioni, molte delle quali nel corridoio, l’Italia ha ottenuto il suo secondo membro del Board di ICANN, nella persona del sottoscritto, che ha appena vinto un tiratissimo voto (8 – 6) per diventare il rappresentante nel Board dell’At Large (senza diritto di voto) per il 2007, contro Wendy Seltzer di EFF. Mi aggiungo a Roberto Gaetano, che poche settimane fa era stato promosso a membro effettivo; e noto che, per il momento, non ci sono altri europei nel Board… nè tedeschi, nè francesi, nè inglesi (anche se forse ne arriverà qualcuno tra le altre liaison).

Questo vuol dire almeno un altro anno di meeting in giro per il mondo, però stavolta nell’albergo a cinque stelle invece che a quattro. Più significativamente, vuol dire trovarsi proprio al centro dell’azione, nella stessa stanza di Vint Cerf, Paul Twomey e un sacco di altra gente interessante, da Joi Ito a Janis Karklins, discutendo al massimo livello tutti i problemi di cui ICANN si occupa. E’ un’esperienza eccezionale, e spero che ne farò buon uso.

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giovedì 7 Dicembre 2006, 12:36

Dal Brasile

No, non sono sparito, e in effetti ho varie cose da raccontare, ma i meeting di ICANN hanno un andamento divergente: a un certo punto la quantità in arrivo di questioni, mail, eventi vari, documenti e discussioni da corridoio supera il tempo disponibile, e tutto ciò che non è essenziale viene tagliato dal sistema, incluso il blog. Oggi pomeriggio abbiamo la nostra riunione più importante, e dopo di essa, domani mattina, spero di avere tempo per portare un resoconto più dettagliato – ma potrebbe succedere anche solo tra qualche ora, se il Public Forum che è ora in corso (e in cui prenderò la parola alla prima pausa microfono…) si dovesse rivelare più noioso del solito.

Devo però dire che ogni tanto, in quei dieci minuti tra la fine di una riunione e l’inizio dell’evento sociale, si ha anche bisogno di staccare completamente… e così, ieri sera, sono finito per qualche minuto a chattare con Alessandro Rosina sul suo forum. Ammiro il fatto che, pur avendo vent’anni, sia già perfettamente in grado di gestire un dialogo del genere, con risposte diplomatiche quando devono esserlo, scherzose altrimenti, sempre simpatiche nonostante l’afflusso di tifosi. Questo ragazzo ha tutti i numeri per fare molta strada, se la sorte lo assisterà.

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domenica 3 Dicembre 2006, 20:41

Ma anche no, eh

Dunque, ero già piuttosto annoiato dall’aver dovuto subire mezz’ora buona di coda per i controlli di sicurezza a CDG, che sommati agli inevitabili venti minuti a piedi da un terminale all’altro avevano succhiato via quasi tutto il mio tempo di coincidenza; e poi siamo pure partiti con oltre un’ora di ritardo, dopo una serie di annunci contrastanti, pare per aspettare un passeggero il cui volo in ingresso era ritardato (roba da Alitalia).

Però Air France poco dopo ha realizzato veramente un colpo grosso, quando, durante il decollo, ci ha presentato la sua grande innovazione tecnologica sulla flotta di lungo raggio: oltre alla classica telecamera di prora che riprende il cielo e te lo fa vedere, nello schermino a venti centimetri dal naso di ogni passeggero è improvvisamente comparsa l’immagine di una telecamera posta sotto l’aereo, che riprendeva il suolo dalla verticale, man mano che si allontanava.

Come prevedibile, visto che la visione verticale del suolo è proprio quella che scatena vertigini e paure varie, il risultato è stato devastante: per ogni passeggero che guardava divertito ce n’erano almeno tre che cercavano disperatamente di spegnere lo schermo, distoglievano lo sguardo, o si aggrappavano alla poltrona cercando di non vomitare. Geniale!

Infine, per completare il tutto, il filmone trasmesso per i passeggeri era La maledizione della seconda luna (o La maledizione della seconda prima luna, o La seconda maledizione della prima luna, o comunque si declini il sequel di un titolo del genere): praticamente, due ore di vascelli che precipitnaufragano in pezzi nell’Oceano Atlantico. Tranquillizzante!

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sabato 2 Dicembre 2006, 08:14

Partito

Sono di nuovo in partenza, stavolta per San Paolo del Brasile, dove la prossima settimana si svolgerà uno dei quadrimestrali meeting di ICANN. Anzi, quando leggerete questo messaggio io (salvo disastri) sarò già sul mio aereo per Parigi, con tutte le carabattole necessarie per un volo intercontinentale di dodici ore (ma rigorosamente senza liquidi!).

Ieri sera mi sono preparato scrupolosamente, tirando fuori dai cassetti tutta la moneta sudamericana che possiedo, per un totale di 65 pesos argentini, 420 pesos uruguayani, e 146 real brasiliani. Cercherò di farne fuori un po’, anche se mi piace collezionare residui monetari… il problema col Sud America è che quando li porti a casa valgono magari cinquanta euro, e quando ci torni dopo qualche anno ne valgono venti.

Ah, chissà quanto ci vorrà ancora per avere l’euro dappertutto…

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venerdì 1 Dicembre 2006, 08:30

Ne conosco qualcuno

Se per caso eravate ad Atene il 30 ottobre o il primo novembre, e vi siete imbarcati su un volo per Londra della British Airways, allora potreste essere venuti in contatto con il polonio del signor Litvinenko.

Per fortuna che io ho volato Alitalia.

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mercoledì 22 Novembre 2006, 16:43

Life with nerds

Dialogo avvenuto poco fa in ufficio (il collega, un sistemista senior, è lo stesso di questo scambio):

Collega nerd (a me): “Tu che sei bravo con OpenOffice, come si fa ad andare a capo…?”
Io: “Premi invio!” (risata generale degli altri colleghi)
Collega nerd (serio): “No, guarda: io ho scritto del testo, poi ho inserito subito sotto, centrata in mezzo, una immagine; adesso come faccio a ricominciare a scrivere sotto l’immagine?”
Io: “Eh, premi invio!

Il collega nerd preme invio… e il cursore si posiziona magicamente all’inizio della prima riga vuota sotto l’immagine!

La prossima volta mando una fattura per consulenza da mille euro: un euro per il tempo, e 999 perchè conoscevo l’esistenza del tasto Invio…

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lunedì 20 Novembre 2006, 13:36

O porca l’oca

Ebbene sì, sono malato: vi risparmio i dettagli macabri (tipo, da dove digito in questo momento e perchè) ma direi che ho una bella influenza intestinale con febbre e mal di stomaco a manetta. Se non vomito troppo, tra un po’ mi distraggo bloggando il racconto di ieri sera.

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domenica 19 Novembre 2006, 10:03

Saint Saviour, CA

Ieri sera sono andato a sentire un sano concerto di thrash metal. E che cacchio, ogni tanto ci vuole: suonava pure un amico, erano in tre (nome del gruppo: Sexecutioners) e, spaziando dai canonici Metallica fino a Uptown Girl, producevano un muro di suono impressionante quasi come i tatuaggi del cantante/chitarrista e come la densità di persone pelate, tarchiate e vestite di nero in sala.

Il concerto era in un pub di piazza Nizza, e ho dovuto girare un po’ per trovare parcheggio: ebbene, mi è sembrato di essere a Los Angeles. Attorno alle dieci di sera, ad ogni singolo angolo di ogni singola via del quartiere c’erano dai due ai quattro neri, piantati lì contro le case, a spacciare droga. Ce ne saranno stati una trentina nel raggio di quattro isolati dalla piazza… La zona avrà anche dei vantaggi, ma certo non mi è venuta voglia di andare ad abitare a San Salvario!

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venerdì 17 Novembre 2006, 20:44

Quarant’anni e non sentirli

Poco fa, rientrando a casa sulla mia bicicletta, ho imboccato deciso la discesa dei garage e sono arrivato fino al mio. Per combinazione, era aperto anche quello quasi di fronte, da cui è uscito un signore circa quarantenne, pelato e con gli occhiali, un po’ come un nerd pelato e con gli occhiali quando arriva a quarant’anni; e con figlioletto al seguito. Mentre io aprivo, posavo la bici e richiudevo il garage, il signore è uscito dal suo box e si è avviato verso la casa, seguito dal figlio, camminando pochi passi davanti a me. Io l’ho salutato con un “Salve” e sorridendo, ma non ho avuto risposta: mi sono chiesto se, dopo sette chilometri in bici al buio e sotto una vaga pioggerella, fossi particolarmente impresentabile, ma poi ho controllato e non era così.

Conosco, anche se di vista, buona parte dei miei vicini, ma questo non l’avevo mai visto; quando ha superato senza entrare la porta della scala B ho capito che abitava nella mia stessa scala, e mi sono preparato quindi alla salita collettiva in ascensore.

Proprio allora il signore si è fermato, e ha esclamato rivolgendosi al figlioletto, ma con voce stentorea, in modo che sentissi bene: “Ma avrò spento la luce?”. Poi, prima che il figlio potesse dire qualcosa, ha aggiunto “Eh, credo di no”. Si è girato, stando attento ad effettuare la manovra dal lato opposto a quello su cui stavo per sopraggiungere io, in modo da non dovere incrociare il mio sguardo; e si è diretto indietro verso il suo box, avendo così evitato di dover condividere l’ascensore con un vicino.

Io, tra me e me, ho sorriso, e per tutta risposta gli ho lasciato accostata la porta della scala, in modo che non dovesse aprirla con la chiave. Ma sono stato contento, perchè so che fino a qualche mese fa, pur di evitare il contatto con altri esseri umani poco conosciuti, avrei potuto comportarmi anche io in un modo simile.

Certo però che, ad età ampiamente adulta, le persone dovrebbero aver imparato a non aver paura degli sconosciuti!

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lunedì 13 Novembre 2006, 17:01

Conference call

Mentre vi scrivo queste righe, sono appena uscito da una conference call in inglese di due ore e ventuno minuti, per la teleriunione mensile dell’ALAC, in cui si è discusso di non più di un paio di argomenti e perdipiù nemmeno politici (il principale, un’ora e mezza abbondante, è stato il piano temporale delle riunioni interne al prossimo meeting di ICANN).

Detto che questo genere di cose dovrebbero essere proibite dalle convenzioni internazionali per via di come debilitano il fisico e la mente, è bene segnalare che mettere dieci persone di dieci parti del mondo diverse a discutere se fare il meeting introduttivo martedì alle 8 o mercoledì alle 8,30, con una chairperson che non si è organizzata in anticipo nemmeno l’agenda, fa iniziare la discussione vera e propria dopo 23 minuti di attesa per tutti quelli che hanno tagliato e che comunque non verranno, e pare non avere la minima idea di come chiudere un qualsiasi punto all’ordine del giorno in meno di un’ora e mezza, è una delle peggiori idee che si possano avere.

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