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Archivio per la categoria 'StillLife'


giovedì 21 Luglio 2011, 20:19

2011 odissea nel rifiuto

Questa mattina, insieme a tutta la commissione Ambiente, abbiamo fatto un interessante sopralluogo alla ex discarica (chiusa da fine 2009) di Basse di Stura. L’amministratore delegato Maurizio Magnabosco ci ha guidati fino in cima alla collina, da cui la vista è davvero bellissima; la montagna di rifiuti è già coperta d’erba, e intorno lo sguardo spazia su tutta la città fino alle Alpi.

bassedistura_544px.jpg

Alla lunga, la città dovrà decidere se farne un parco o qualcos’altro, per esempio una grande distesa di pannelli fotovoltaici. Considerando però che nell’anno e mezzo dalla chiusura la cima della collina si è abbassata da sola di nove metri, capite che il tutto è piuttosto instabile e che ci vorranno una decina d’anni prima di poterci fare qualsiasi cosa; nel frattempo, il biogas estratto (con efficienza del 97%, la più alta al mondo – almeno secondo Amiat) viene utilizzato per produrre energia.

Magnabosco ci racconta che con la chiusura della discarica Amiat ha perso 30 milioni di utili, che guarda caso sono proprio la differenza tra quel che la città paga per il servizio di raccolta rifiuti (154 milioni l’anno) e quel che costa ad Amiat fornirlo (circa 185 milioni).

E’ chiaro che Amiat batte cassa, perché – finito l’attuale periodo di transizione in cui i nostri rifiuti vanno alla discarica Cassagna del CIDIU, a parte l’organico che va metà a Borgaro e metà a Pinerolo – ora le entrate da smaltimento di rifiuti di terzi andranno a TRM, che gestirà l’inceneritore (problema noto di cui vi parlavo già più di due anni fa). E dunque, il tema delle sinergie (fusioni?) tra Amiat e TRM si pone con forza, anche se ho il sospetto che qualcuno a Palazzo Civico possa preferire gli amici di Iren. (A proposito di inceneritori, Magnabosco ribadisce che un secondo inceneritore a Settimo da 100.000 tonnellate/anno è inutile perché sarebbe in perdita cronica; sotto le 300.000 tonnellate sarebbe una follia.)

Io gli chiedo notizie sull’estensione della differenziata porta a porta e lui alza il prezzo: l’assessore Lavolta aveva detto che servono due milioni di euro l’anno per ogni punto percentuale di incremento della differenziata, lui dice tre perché “la comunicazione è costosissima” e perché bisogna andare in centro dove il porta a porta non si può fare per mancanza di cortili. Gli facciamo notare che mancano ancora molti quartieri semicentrali, e anche che, passato l’investimento iniziale, Amiat dovrebbe iniziare a guadagnare dai materiali recuperati. Lui segnala che a Torino Amiat (pubblica) gestisce le fasi del ciclo in perdita, mentre quelle in attivo sono affidate ai privati, ad esempio a cooperative di tutti i colori (direi anzi arcobaleno). Altra bella questione!

Si chiude parlando di puzze, loro giurano che non arrivano dai loro impianti ma dai vicini campi nomadi, che sono circondati da discariche a cielo aperto e sono sede regolare di attività giusto un pelino inquinanti, tipo bruciare le guaine di plastica dei cavi elettrici rubati per estrarre il rame da rivendere. Partono racconti di zingari che bloccano i camion dell’immondizia, prendono il materiale che gli interessa e abbandonano il resto per strada; Amiat stima in due milioni di euro i soldi che servirebbero per ripulire la zona, operazione peraltro inutile perché dopo qualche mese sarebbe come prima.

Ma non era solo di questo che volevo parlarvi; è che stasera, in preparazione dell’estate, ho deciso di fare il grande svuotamento dei bidoni. Io ho tre grossi bidoni di plastica sul balcone (carta, vetro-lattine e plastica); produco pochi rifiuti, dunque i primi due vengono svuotati con le pulizie stagionali. A parte il fatto che appena ho sollevato il bidone della carta esso si è parzialmente sbriciolato come se fosse diventato di pane carasau, e dunque mi chiedo che razza di roba chimica corrosiva ci sia nell’aria di Torino; comunque, mi è venuto il dubbio delle confezioni dei biscotti.

Io consumo grandi quantità di biscotti in pacchetto di carta con interno di alluminio, che butto regolarmente nel vetro-lattine. Parlandone coi nostri esperti, settimane fa, mi avevano cazziato: secondo loro non erano riciclabili. Giunto il momento dello smaltimento, dunque, mi è venuto il dubbio, e ho pensato di andare sul sito Amiat per capire cosa dovevo fare.

Ho cercato con Google “amiat differenziata rifiuti”, ma il primo risultato non dice nulla di utile; ho guardato tutti i link della sezione, dove ci sono tante belle informazioni su che fine fanno i nostri rifiuti e quanto è brava Amiat, ma non l’informazione che credo cerchi il 99% dei visitatori del sito Amiat, ovvero “dove devo buttare questo materiale?”. Sulla sinistra vedo però un bel bannerone Flash con scritto “Buttalo giusto”: ok, sarà lì.

Clicco, e mi ritrovo su un fantasmagorico sito in Flash… perfettamente inutile. Già, perché tutto quel che posso fare è cliccare su un cassonetto e leggere un elenco molto incompleto di cosa ci va dentro. Peccato che il problema tipico dell’utente sia esattamente l’opposto, ovvero dato il materiale scoprire il cassonetto. Usability fail! Nemmeno cliccando su tutte le icone una per una trovo l’informazione: solo una gran perdita di tempo.

Un po’ scocciato, provo con l’home page… nemmeno lì c’è nulla di utile, solo trionfali comunicati stampa. Alla fine ce la faccio: c’è un’icona praticamente invisibile (grigio scuro su grigio chiaro…) con scritto “le guide di Amiat”; dentro, sperduto a metà elenco, c’è il link “rifiutologo”; lì dentro trovo finalmente un PDF di forma che pare appositamente studiata per non poter essere né maneggiata né stampata a casa, ma che almeno a schermo mi dà un elenco di materiali con associato il giusto cassonetto.

Vi risparmio l’ulteriore perdita di tempo nel cercare di capire quale materiale sia “busta dei biscotti”; cerchi “alluminio” e non trova niente di utile; cerchi “alimentari” e non trova niente di utile; alla fine è (sperando di aver valutato bene) l’intuitivo “confezioni per alimenti in carta argentata”. E va appunto nel vetro-lattine: alla faccia degli esperti.

Certo che (alla faccia della comunicazione costosissima) se ho dovuto perdere mezz’ora io per trovare l’informazione su dove buttare una normalissima confezione alimentare, come pensiamo che il torinese medio possa differenziare correttamente? Basterebbe che quel PDF fosse attaccato a un bel link grosso in home page…

[tags]amiat, rifiuti, torino, discarica, inceneritore, differenziata[/tags]

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mercoledì 13 Luglio 2011, 22:54

Prima o poi doveva accadere

Oggi abbiamo ricevuto la nostra prima lettera anonima di ingiurie, anzi due, una indirizzata al “Movimento Grillo 5 Stelle” e una personalmente a me. Sono scritte dalla stessa mano, ripetono all’infinito che “No Tav = merde” e danno al sottoscritto del “bastardo”, e così via.

Credo che si tratti di un semplice squilibrato e non do certo peso a queste cose, però in un momento in cui le lettere minatorie volano da ogni parte (son quasi deluso che nella mia non ci fossero proiettili) mi pare opportuna una riflessione: che i toni di questa faccenda sono diventati davvero troppo alti, da parte di quasi tutti. So che non tutti hanno gradito il nostro comunicato della scorsa settimana dopo gli scontri di Chiomonte, giudicandolo troppo poco schierato contro la polizia, ma continuo a pensare che chi ha assunto ruoli istituzionali debba portare per quanto possibile parole di calma e di pace.

Certo, stamattina abbiamo “audito” Virano, insieme a due commissioni del Consiglio Comunale, ed è stata un’esperienza frustrante; lui ha avuto un’ora e mezza per parlare, poi a noi sono stati concessi due minuti per fare domande – che io peraltro ho devoluto al professor Angelo Tartaglia, che è stato così gentile da venire in qualità di nostro esperto.

Virano è un ottimo affabulatore, e ha i media ufficiali ai suoi piedi (vedasi lo spot senza contraddittorio che anche oggi gli ha dedicato La Stampa); la verità è che anche i consiglieri della maggioranza sono usciti dalla sala piuttosto perplessi per la quantità di fattori indefiniti che ormai aleggiano attorno al progetto. A fronte delle richieste di giustificare il senso economico dell’opera, lui ha risposto “stiamo ultimando il nuovo business plan”… adesso?

La perla per me poi è stato il nuovo fasaggio dei cantieri, secondo cui la linea dovrebbe entrare in servizio nel 2025 avendo realizzato solo il tunnel di base e la galleria Buttigliera-Rivalta-Orbassano, e così restare per cinque o dieci anni. In pratica, tutto questo fantasmagorico traffico che rende necessario investire 20 miliardi di euro nel Tav sarebbe talmente esiguo da poter tranquillamente entrare nel passante ferroviario di Torino, nonostante esso sarà (da piani) già occupato da un treno ogni pochi minuti per il servizio ferroviario metropolitano, e dove i merci sfreccerebbero tranquillamente davanti ai marciapiedi sotterranei di Porta Susa pieni di gente in attesa del treno. Mah…

[tags]no tav, comune, virano, tensione[/tags]

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martedì 5 Luglio 2011, 20:24

Cronache dal consiglio comunale

Alle volte in consiglio comunale è impossibile non appisolarsi: per esempio quando ci tocca ascoltare Fassino che per tre quarti d’ora espone le proprie linee programmatiche, quaranta pagine (scritte grosse) di fuffa a mazzi. Provate a leggerle: sono un insieme di luoghi comuni quasi completamente privo di indicazioni pratiche su come realizzarlo. Non c’è praticamente nessun progetto concreto, solo slogan di ogni genere… e poi eravamo noi quelli che non avevano idea di come amministrare la città? Comunque, l’ascolto di Fassino è stato lungo e doloroso per tutti: nei banchi della maggioranza erano tutti chini sui cellulari e nella minoranza qualcuno pareva dormire del tutto – e non mi sento di biasimarli.

Non si è parlato di TAV, perché la maggioranza non l’ha permesso; PDL e Lega avevano peraltro chiesto di parlare non degli scontri ma del fatto che alcune persone di SEL avessero partecipato alla manifestazione (la politica parla sempre di se stessa). Le facce spaccate non parevano interessare più di tanto a nessuno, anche se poi Carossa, andando off topic, ha tirato fuori e mostrato all’aula le stampe di alcune foto degli incidenti, prese dai giornali per fare colpo; peccato che non si sia accorto di mostrarle capovolte. A tutt’oggi, peraltro, non sono nemmeno disponibili i video degli interventi sul TAV di lunedì scorso, o perlomeno a me l’apposita pagina non funziona; e poi ci chiedono perché vogliamo fare le nostre riprese.

C’è stata una breve discussione sul doppio ruolo di Braccialarghe, assessore alla Cultura part-time che non lascia il suo lavoro da dirigente Rai. A parte il doppio incarico con doppio stipendio, una nomina del genere mostra tutta la commistione che c’è a Torino tra il potere politico (il centrosinistra cittadino) e quello mediatico (la sede piemontese della Rai). Effettivamente il dubbio ti viene: che imparzialità può garantire il TGR Piemonte dopo che l’ex direttore del centro di produzione Rai che lo realizza è diventato assessore di Fassino?

Infine, il consiglio è finito alle 21 perché per tre ore siamo stati bloccati dal caso di Denis Martucci detto Coppola, il consigliere eletto dalla coalizione delle liste patacca; i suoi stessi compagni di partito avevano presentato ricorso contro di lui, preferendo far entrare un altro, e attaccandosi a un cavillo abbastanza discutibile… lui ha cercato di difendersi presentando all’ultimo minuto 952 emendamenti alla delibera che lo dichiarava ineleggibile, e costringendo alla sospensione dei lavori per leggerli tutti almeno una volta; però ha sbagliato la forma, e così il presidente (con l’accordo di tutti, noi compresi) li ha dichiarati inammissibili e si è poi potuto votare; noi ci siamo astenuti perché la materia è tutt’altro che chiara e dovrebbe occuparsene la magistratura, ma il consiglio ha votato per cacciarlo. Pensate in cosa spendiamo il nostro tempo…

Avrei ancora varie cose da raccontarvi relative alla scorsa settimana (con tutto quel che succede rimango indietro coi resoconti; delle commissioni ha parlato Chiara).

Noi abbiamo chiesto che ieri venisse discussa la nostra interpellanza sui rapporti tra esponenti PD e ndrangheta, ma lo stesso sindaco che era in aula per i suoi tre quarti d’ora di noia non poteva essere in aula mezz’ora prima per rispondere pubblicamente.

Anche la nostra interpellanza sulla falda della Falchera è stata rinviata, perché ieri l’assessore Lubatti era a Roma per una riunione; e così la gente con le case a mollo deve attendere un’altra settimana per sapere cosa pensa di fare il Comune per risolvere il problema. Lubatti ci aveva promesso che sarebbe stata messa all’ordine del giorno di lunedì prossimo, ma qui è intervenuta la presidenza del consiglio, che in sede di conferenza dei capigruppo ci ha detto di avere mandato la convocazione del prossimo consiglio senza prevedere spazio per le interpellanze. Poi sono arrivato a casa e ho trovato la convocazione del prossimo consiglio con primo punto “interpellanze”, e allora sono tornato alla carica: vediamo se almeno lunedì prossimo si riesce a parlare di un problema concreto della città e non solo di procedure e nomine…

Insieme ad altri capigruppo, abbiamo presentato una richiesta per audire i dirigenti che Fassino ha nominato in Sagat, la società che gestisce l’aeroporto; vorremmo capire meglio quali sono le loro visioni. L’audizione avverrà venerdì alle 12, e ci è stato fatto promettere che non sarà un attacco personale alla (eventuale) mancanza di curriculum di questi nominati, ma uno scambio di vedute sui problemi dell’aeroporto; tanto li nomina Fassino e noi non abbiamo nessun potere in materia (la politica del fare…).

C’è stato un primo tentativo di complicare le nostre riprese, proponendo una regola per cui nella tribuna stampa possono stare soltanto giornalisti con tesserino dell’Ordine. A me sembra un principio del tutto anacronistico, come se al giorno d’oggi non esistessero i blog, i freelance e le testate alternative… Comunque non si è approvato nulla e oggi si è invece deciso di richiedere sì un pass per l’ingresso alla tribuna stampa, ma di ammettervi anche un addetto per gruppo e comunque di non richiedere l’iscrizione all’Ordine, e dunque il pericolo è scampato – ma torneranno alla carica. Chiacchierando con alcuni consiglieri PD, ho capito che il problema è che loro sono convinti che noi li vogliamo riprendere per quattro ore per poi beccarli nell’attimo in cui si scaccolano e montare un video stile Paperissima per sputtanarli…

Infine, la settimana scorsa c’è stata una scena un po’ buffa quando il presidente ha proposto di sfruttare tutto il calendario previsto dallo Statuto e dunque fare l’ultimo consiglio comunale prima delle ferie il 25 luglio, per poi riprendere con le commissioni il 5 settembre e con il consiglio il 12. Io ho capito che ce lo chiedesse perché cinque settimane di ferie erano un po’ tante, e invece è venuto fuori che avevano il dubbio che fossero poche, nel senso che il motivo della richiesta era che in passato si è finito ancora prima e/o ripreso ancora dopo…

Oggi pomeriggio ho avuto le chiavi dell’ufficio; tra qualche giorno, se tutto va bene, avremo anche lo staff, i computer, i telefoni e così via (poi ad agosto verranno a fare i lavori di muratura necessari). Quando sarà tutto pronto faremo una inaugurazione ufficiale e vi spiegheremo come venirci a trovare!

[tags]movimento 5 stelle, torino, consiglio comunale, fassino[/tags]

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giovedì 30 Giugno 2011, 18:27

Stipendio a cinque stelle

C’è voluto più di un mese, ma abbiamo quasi interamente chiarito il nostro trattamento da consiglieri in Comune; e dunque vorrei fare un riassunto, per trasparenza, e chiedere il vostro parere su alcuni dubbi.

Stipendio. Un consigliere comunale di Torino non ha un compenso fisso, ma prende un gettone di circa 120 euro lordi a seduta; dunque, ha degli introiti solo quando partecipa alle sedute, mentre nei mesi di ferie (es. agosto), se si ammala o se si assenta per qualsiasi motivo non percepisce nulla. Vengono retribuite sia le sedute del consiglio che quelle delle commissioni, con un tetto massimo di 3 sedute retribuite in un giorno e di 19 sedute retribuite in un mese, oltre le quali non si percepisce più niente. Il tetto mensile – che i consiglieri di gruppi piccoli come il nostro, nei mesi “pieni”, tendenzialmente raggiungono sempre o quasi – è dunque di circa 2200 euro lordi. In pratica, facendo la media, è come avere uno stipendio di circa 1300 euro netti al mese per 13 mensilità, ma lo sapremo meglio quando avremo le prime buste paga.

Staff. Il Comune trasferirà al nostro gruppo consiliare due dipendenti, che avranno funzione di segreteria e supporto; non possiamo assumere esterni, ma solo suggerire chi preferiamo tra persone che già lavorino in Comune ad un certo livello. Noi abbiamo indicato due nostri militanti di lunga data e attendiamo di sapere se saranno accettati.

Ufficio. Martedì scorso sono stati assegnati gli uffici: noi abbiamo ricevuto tre stanzette affacciate su via Garibaldi, e saremo in quattro in 40 mq. Siamo quelli sistemati peggio: per fare qualche esempio, la Lega ha avuto 71 mq per 5 persone, l’UDC 52 mq per 2 persone, SEL addirittura 126 mq per 4 persone; persino la lista Domenico Coppola ha avuto tre stanze e 35 mq per 2 persone. Queste discrepanze si spiegano con motivi storici, con vincoli tecnici e con la difficoltà di suddividere in modo efficiente uno stabile storico del Seicento, ma ovviamente noi paghiamo lo scotto degli ultimi arrivati.

In più, mentre gli altri (tranne fintocoppola) esistevano già e dunque sono già operativi e installati, noi dovremo ancora attendere che ci sistemino gli uffici, perché le tre stanze non sono nemmeno comunicanti e devono aprire una porta e murarne un’altra; dunque c’è il rischio di dover aspettare settembre, anche se noi cercheremo di accamparci subito in qualche modo. Nel frattempo noi finiamo per perderci convocazioni e materiali, che tutti gli altri ricevono in ufficio; le segretarie devono inseguirci alle riunioni per lasciarci i documenti; dobbiamo scrivere e stampare gli atti a casa e poi portarli; insomma, siamo svantaggiati rispetto a tutti gli altri. Non abbiamo nemmeno ancora l’accesso al sistema informatico, per presentare gli atti ricorriamo alla gentilezza di alcune segretarie che li caricano per noi…

Attrezzature. Gli uffici saranno attrezzati con mobili, scrivanie e computer; io e Chiara riceveremo un netbook con chiavetta, e io avrò anche un cellulare (senza la SIM se ho ben capito). Inoltre avremo a disposizione un budget di circa 1000 euro al mese per pagare le bollette del telefono, le piccole spese, piccole attrezzature extra (che poi resteranno al Comune) ed eventualmente l’organizzazione di eventi legati all’attività consiliare (non all’attività del Movimento).

Benefit. I consiglieri comunali sono esentati dal pagare il biglietto dei mezzi pubblici (basta mostrare il tesserino del Consiglio); inoltre, il Comune ci dà un posto auto sotto forma di una tessera che concede libero accesso al parcheggio sotterraneo comunale Santo Stefano (quello dietro il Duomo), e di un “permesso viola” per la ZTL.

Ora, noi istintivamente ci siamo chiesti se non fosse il caso di rifiutare questi benefit. I primi due sono un “extra stipendio” sotto forma di prestazioni in natura, che al Comune sostanzialmente non costano; in più, l’accesso libero ai mezzi pubblici ci dovrebbe servire anche per poter regolarmente andare a vedere come funzionano. Io spesso uso la bici o i mezzi, e sono culturalmente contrario ai datori di lavoro che offrono posti auto in centro ai propri dipendenti, perché incentivano l’uso dell’auto privata; devo però dire che ci sono effettivamente situazioni in cui è difficile fare a meno dell’auto, o perché devo trasportare del materiale, o perché sono di corsa; perdermi l’inizio della riunione pur di spostarmi in bus mi sembra comunque un peggior servizio ai miei elettori che prendere l’auto, e a quel punto ovviamente non pagare la sosta è un beneficio gradito. Trattandosi dunque di vantaggi economici, da sommare a uno stipendio che è decisamente inferiore al tetto già stabilito, mi sembra di poterli accettare.

Avrei invece voluto rifiutare il permesso ZTL, che è l’unico vero privilegio (un cittadino qualunque non può averlo, nemmeno pagando) e che tra l’altro è del tipo che permette assurdità come percorrere via Garibaldi o entrare nei parchi cittadini. Ci ho provato, ma mi hanno fatto notare che senza il permesso non potrei raggiungere il parcheggio per le riunioni del mattino; infatti agli abbonati al parcheggio viene concesso di entrare nella ZTL per arrivarci, ma il tesserino che mi danno non è un abbonamento pagato ma solo un “aprisbarra gratuito”, e dunque non include l’esenzione. A questo punto l’unica strada sensata mi sembra di accettare il permesso ma di usarlo solo per arrivare al parcheggio e magari per portare le attrezzature in piazza Castello quando facciamo i gazebo (ho portato un po’ di volte a braccia le sedie da giardino da piazza Castello a via IV Marzo e non è un bel lavoro).

Questo mi sembra un buon punto medio tra il rifiutare privilegi indebiti (l’idea di imporre ai torinesi il sacrificio della ZTL e poi autoesentarsi mi sembra immorale) e il mantenere la massima efficienza nel lavoro per cui mi pagate, che non è quello di prendere il pullman ma è quello di partecipare alle riunioni in Comune. Tuttavia, per evitare polemiche, mi sono riservato di dare una risposta definitiva domani mattina e dunque ho fatto un post per chiedere un vostro parere.

[tags]movimento 5 stelle, politica, costi, benefici[/tags]

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mercoledì 15 Giugno 2011, 22:27

Il mio primo consiglio comunale

Benvenuti al mio primo consiglio comunale, e lasciatemi dire che io mi sento ormai pronto a ogni esperienza, mi sono abituato persino alle telecamere (per quanto sempre con quel retrogusto di amara finzione), ma quando ci siamo messi tutti sull’attenti, è entrato il gonfalone della città ed è risuonato l’inno nazionale, mi sono proprio emozionato: l’ho cantato tutto e me lo ricorderò a lungo.

Pensavo di raccontarvi il consiglio in tempo reale: l’altra volta avevo controllato, e ogni banco è dotato di una presa elettrica e una Ethernet. Peccato che la rete non ci sia, né wireless né cablata: c’è solo la rete locale del Comune. Forse in futuro mi daranno un accesso di qualche genere, oppure mi porterò una chiavetta.

Comunque, in previsione del problema, eravamo attrezzati in maniera ridondante: io avevo il cavo di rete e la webcam integrata (ne ho anche una esterna ma mi mancava il cavo giusto), Chiara aveva il cellulare attrezzato col minitreppiede. Il suo ha funzionato, e dunque ci siamo messi online a fare streaming con quello, in attesa che cominciasse la riunione.

Ora vi devo spiegare la questione procedurale: tecnicamente non abbiamo trovato alcuna norma che vieti a un consigliere di riprendere la seduta, anzi esiste un parere favorevole del Garante della Privacy, che però stabilisce che le riprese possono comunque essere regolate dal Consiglio Comunale. In altre parole, la maggioranza può probabilmente fare una regola che ci vieta le riprese (anche se stiamo approfondendo la questione). D’altra parte non vogliamo certo fare le cose di soppiatto, anche perchè, senza comunicazione preventiva alle persone oggetto di ripresa, violeremmo senz’altro le leggi sulla privacy.

Per questo motivo abbiamo sollevato la questione una prima volta lunedì scorso, alla riunione dei provvisori capigruppo. Il sindaco ci ha risposto che la questione era complessa e imprevista, e ci ha chiesto se potevamo soprassedere per la prima riunione e rimandare la questione a dopo l’elezione del presidente del consiglio comunale. Noi abbiamo detto che ci avremmo riflettuto, e abbiamo girato la domanda a voi, su Facebook e sul blog. La risposta è stata netta: riprendete.

E così abbiamo fatto, dandone una ulteriore comunicazione oggi pomeriggio al presidente temporaneo della riunione. E’ stata la strada giusta, perché non ha dato modo di ridiscutere la questione prima della seduta, e dunque l’unica possibilità che hanno avuto (dopo conciliabolo) è stata quella di segnalare la cosa pubblicamente subito dopo l’apertura della seduta. Pronti via, il primo intervento di questa legislatura comunale è stato il mio, chiamato a giustificare la cosa (qui dal minuto 26). Credo di essere andato più che bene, a cominciare dal far notare che – a differenza di quanto sostenuto dal presidente – non c’era affatto stata una decisione contraria, ma solo un invito del sindaco, a cui noi sfortunatamente non intendevamo accondiscendere. Solo che (da neofita) non mi sono ricordato che il regolamento prescrive che ci si alzi in piedi per parlare… ma quando me l’hanno fatto notare avevo già finito.

A questo punto hanno preso la parola prima il piddino-radicale Viale, a dichiararsi favorevole alle riprese, e poi i capigruppo di PDL e PD, contrari. Sapendo però di non avere nulla di solido a cui appigliarsi, quest’ultimo ha chiesto se per “cortesia istituzionale” potevamo spostare la fotocamera nella zona dei giornalisti (noi ci eravamo già seduti lì vicino, apposta per togliere l’argomento “così mostrate cose che non si devono vedere”: il nostro angolo era lo stesso dei giornalisti). A quel punto, per “cortesia istituzionale” abbiamo accondisceso, ottenendo così due obiettivi: abbiamo fatto la bella figura di persone ragionevoli, e abbiamo fatto passare il principio, tutt’altro che scontato, che uno di noi possa sedersi nella zona dei giornalisti e riprendere come gli pare. Se lo confrontate col fatto che a quelli che sono entrati tra il pubblico è stato chiesto di consegnare la macchina fotografica (vedi anche il mio video del 2009) mi sembra già un enorme passo avanti; poi se ne parlerà la prossima settimana, e vedremo come andrà a finire.

Ora qualche commento a tutto il resto… intanto, quello che vedete in aula è abbastanza una recita. Un’ora prima del consiglio comunale, c’è stata una riunione in cui maggioranza e minoranza hanno dichiarato i nomi delle persone da eleggere presidente e vicepresidenti, e si sono pure raccomandati: ognuno vota i suoi, niente scherzi! Infatti, in teoria, la maggioranza ha abbastanza voti per eleggere il proprio e allo stesso tempo deviare un po’ dei propri voti su un candidato della minoranza, in modo da farne uscire uno diverso da quello deciso dalla minoranza stessa. Hanno persino detto “oh, resta inteso che poi in aula non saltano fuori altre candidature, eh!”.

Noi abbiamo votato scheda bianca; certo, sui vicepresidenti c’è stata comunque bagarre, perché quello del PDL ha preso più di 20 voti, contro i 13 di quello del PD; in pratica, metà della maggioranza ha votato il candidato del PDL, per mandare un segnale nelle loro lotte interne tra correnti. Entrambi sono stati eletti, ma certo il capogruppo PD Lo Russo (eletto per un solo voto di vantaggio dopo settimane di spaccature) avrà le sue belle gatte da pelare.

Poi, non si può non cazzeggiare in consiglio comunale! Ci sono tempi morti infiniti, specialmente in questo consiglio in cui c’erano tante votazioni nominali stile “presidente della Repubblica”: 40 persone devono sfilare nella cabina e nel frattempo non c’è niente da fare. Se ci vedete chiacchierare, usare il computer, alzarci, sappiate che non vuol necessariamente dire che stiamo facendo i fatti nostri: ci sono proprio interi quarti d’ora in cui non succede niente.

A fine riunione è stata votata una delibera che concede a sindaco e assessori la possibilità di ingaggiarsi staffisti e dirigenti fuori organico. Bontà loro, gli assessori si sono presi un budget staffisti di soli 90.000 euro lordi a testa (esclusi oneri, premi e altre prebende), mentre il sindaco non ha limiti di spesa, né è stato indicato un limite di spesa per i dirigenti. Noi abbiamo chiesto una rassicurazione sul fatto che negli ingaggi dei dirigenti esterni saranno rispettate le regole già decise in passato, sia in termini di numeri – massimo 16 – che di requisiti: dovrebbero essere almeno laureati, e invece in passato ce n’erano tre senza laurea, tra cui Carlo Bongiovanni, il fido assistente di Chiamparino. L’assessore Passoni ci ha risposto con frasi eleganti che volevano dire “sono fatti nostri chi assumere”, e dunque noi abbiamo votato no, i primi no dell’intera legislatura (le altre opposizioni si sono astenute o hanno votato a favore).

Infine, all’inizio c’è stata bagarre perché durante la riunione è stata consegnata a tutti i consiglieri una busta mandata da Curto (SEL), con fotocopie di articoli sull’intreccio tra mafia e politica. Effettivamente non era proprio il momento formalmente opportuno, e l’opposizione l’ha subito accusato di volersi fare pubblicità sfruttando la presenza dei media. Vedremo cosa accadrà quando noi, al momento giusto, chiederemo l’istituzione di una commissione antimafia.

[tags]torino, movimento 5 stelle, consiglio comunale[/tags]

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domenica 5 Giugno 2011, 14:26

Riassunto

La mia infanzia riassunta in dieci minuti.

[tags]commodore 64, giochi, retrocomputing[/tags]

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lunedì 30 Maggio 2011, 17:20

Dalla notte al giorno

Ci sarebbe molto da raccontare di queste ore frenetiche… quella del presidio No Tav, di notte tra amici in una quiete irreale aspettando un cataclisma ignoto che forse non arriverà mai, è davvero un’esperienza unica che vi consiglierei di vivere; se avete paura del caos, potete venire per cena (portando cibo o bevande con cui contribuire…) e andare via prima di mezzanotte. Basta arrivare a Chiomonte per la statale, entrare nel paese per la via principale, girare per la frazione Ramats e lasciare l’auto lungo i tornanti in discesa… completare la discesa a piedi, dopo il ponte girare a destra et voilà, eccovi nella Libera Repubblica della Maddalena.

Ieri sera avevo paura: solo uno stupido non ne avrebbe avuta. Si dava per scontato che ieri sarebbe stato il momento dell’assalto, che sarebbero arrivati manganelli e pestaggi; e nonostante questo, nonostante a nessuno piacesse la prospettiva, bisognava esserci. Ho parcheggiato in paese a mezzanotte, e c’è voluta un’oretta di camminata per arrivare fino al piazzale, dove però ho trovato centinaia di persone e un clima disteso: con così tanta gente, la serata si annunciava tranquilla. Ho salutato molti amici, vari movimentisti tra cui Davide Bono, ho visto passare Sandro Plano e altri amministratori. Poi siamo scesi alla roulotte, già piena dello staff regionale che dormiva… io mi sono accomodato su una sedia da giardino, mi sono coperto e ho appoggiato la fronte sul tavolo da campeggio, e così ho dormicchiato fino all’alba, svegliandomi a ripetizione.

Sono tornato a casa per le otto, dopo aver riportato varie persone in giro per la città; ho pure dovuto risistemare il mio server, che aveva avuto un tracollo per il picco di traffico del sito dei Signori Rossi, pubblicizzato ieri sera a Report, che mi pregio di ospitare pro bono. Ho dormito un paio d’orette e poi via per l’altra faccia della politica: vestito grigio, cravatta gialla, ingresso in Sala Rossa con tanto di proclamazione ufficiale. Ma a me l’ipocrisia non piace e dunque mi sono tenuto un pezzo dalla notte: gli scarponcini da montagna e la polvere di Chiomonte hanno trionfato sulle sedie d’antan del consiglio comunale di Torino.

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Ma non avevo solo gli scarponi: mi sono portato anche la fotocamera, e ho fatto le mie prime riprese dai posti dei consiglieri. Immaginate la faccia delle decine di politici, portaborse, giornalisti e assistenti vari quando mi hanno chiamato e io, alzandomi, ho sollevato anche la fotocamera e gli ho fatto una bella carrellata. E’ un simbolo: la dimostrazione che vogliamo davvero portare trasparenza, e non quella addomesticata delle riprese ufficiali. Spero che il simbolo sarà capito, anche se i primi segnali non sono incoraggianti; il sindaco, finito un discorso paludato e con varie ipocrisie (vedi l’invito al dialogo perché “la forza di una maggioranza sta nel non appagarsi della sua autosufficienza”… proprio così, si vede bene a Chiomonte), si è tuffato dritto nel buffet insieme a tutti gli altri. E’ la prima volta che lascio perdere un buffet senza rimpianti.

[tags]no tav, chiomonte, maddalena, presidio, polizia, politica, resistenza, consiglio comunale, torino, fassino, movimento 5 stelle, trasparenza[/tags]

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giovedì 26 Maggio 2011, 12:38

Quotidiano Piemontese

Ieri sera, alla Fnac di via Roma, abbiamo presentato al pubblico una nuova iniziativa: Quotidiano Piemontese. Si tratta di un giornale locale online dedicato alle notizie da tutto il Piemonte; è attivo in beta da qualche mese, e ora entriamo nella fase di partenza vera e propria.

Il panorama dell’informazione italiana e torinese è quello che sapete; è arretrato dal punto di vista degli strumenti – in molti casi l’informazione online è soltanto un blando copia e incolla di quella cartacea – e manipolato in termini di sostanza. Sono partite alcune iniziative di giornali online generalisti, ma l’informazione locale è ancora carente, polverizzata in tanti micro-siti; per questo c’è spazio. L’attuale beta di Quotidiano Piemontese è ancora poco interattiva e può migliorare, ma attendiamo i vostri commenti e i vostri contributi; anche in termini di quelle notizie che i giornali ignorano o censurano.

Tuttavia, QP non sarà un giornale schierato, tanto è vero che nel gruppo dei promotori ci sono persone con esperienze diverse anche in termini politici; sarà semplicemente un giornale onesto. Per me, è anche un modo per non smettere di lavorare e per cercare di non diventare un politico di professione. Non sappiamo dove arriveremo con questa avventura, visto che in Silicon Valley avremmo fuori dalla porta la coda di investitori, ma in Italia non si riesce nemmeno ad avere un mercato decente per la pubblicità online o a farsi riconoscere in tempi decenti da Google News… di innovazione si riempiono la bocca in tanti, ma a farla siamo in pochissimi. Senza rischi e senza innovazione, tuttavia, non si costruisce il futuro.

P.S. Cerchiamo persone con esperienza nella vendita della pubblicità locale, su Internet e/o su radio, giornali e TV locali; se siete interessati contattatemi.

[tags]informazione, giornali, quotidiano piemontese, innovazione[/tags]

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mercoledì 18 Maggio 2011, 18:41

Ho visto cose

La serata di lunedì è stata caotica, e ne ho viste di tutti i colori… per una volta che non sono i piddini a poter dire che li abbiamo fatti perdere (e sfatiamo questo mito che se vinciamo noi perde il centrosinistra!), l’hanno detto tutti gli altri.

Ho visto le facce di quelli dell’UDC, annichiliti dal vedere un gruppetto di giovani con un centesimo dei loro soldi e del loro spazio mediatico prendere più voti di tutta la loro coalizione messa assieme, dire furiosi davanti a noi “i grillini ci hanno rubato il terzo seggio”, per poi, una volta capito chi eravamo, fare finta di niente e dire “Ciaoo!!! Ma complimentiii!!!”.

Ho visto la signora Cosima Coppola, quella della lista Coppola numero 3 schierata con Musy, dire elegantemente in diretta TV che il nostro risultato è solo perché “Beppe Grillo ha aperto le tasche”, come se il nostro voto venisse dai soldi, e “sono capaci tutti ad attirare gente con Beppe Grillo”, al che io l’ho stesa rispondendo “Vuol dire che Beppe Grillo da solo vale più di Fini, Casini e Rutelli messi assieme”.

Ho visto persino Giangi Marra, la faccia viola, mandarci maledizioni dal basso del suo zero virgola trentasette per cento, dopo un anno di pubblicità ovunque. E qui aggiungo una nota: Marra, di persona, è meglio dell’immagine che dà. Certo la preparazione su molte materie è debole, l’oratoria è da venditore, le proposte sono un po’ così, ma la sua voglia di rinnovamento è sincera. Peccato che non abbia capito che il tempo dei faccioni sorridenti, dei sondaggi ad effetto e della pubblicità martellante è agli sgoccioli.

Ho visto un dirigente di lungo corso del PD cittadino, fuori onda, dirmi “da alcuni giorni alle nostre cene ci chiediamo come una persona come lei, che evidentemente ha delle capacità costruttive, non abbia pensato di trovare spazio nella sua collocazione naturale, il Partito Democratico”. E io ho risposto “quand’è l’ultima volta che avete dato spazio a un giovane che non avesse raccomandazioni o pacchetti di tessere alle spalle?”.

Ho visto anche lo sconvolgimento dei media: una televisione aveva ancora il tabellone dei risultati con soli tre posti, Fassino Coppola e Musy, nonostante il terzo non fosse più Musy da un pezzo. Quelli del quotidiano progressista, mitici, fino all’ora di cena mostravano quattro candidati: Fassino, Coppola, Musy e Bossuto.

Purtroppo non ho visto la faccia di Calabresi, direttore de La Stampa, quotidiano che dopo averci oscurato per tutta la campagna elettorale, dopo averci ignorato anche nelle foto ai seggi e dopo essere riuscito persino a pubblicare su Specchio dei Tempi una straziante lettera di un consigliere provinciale del PD lunedì mattina a urne aperte, ha fatto infine su di noi un articolo di commento scegliendo l’ennesima foto meravigliosa: una foto vecchia di due settimane, io con la barba e un truce Ivan Della Valle dietro. Poi si è dedicato a suggerire a Fassino che sarebbe meglio dare a Musy almeno lo strapuntino di presidente del consiglio comunale. Ma che avrà mai promesso il terzo quarto polo alla Fiat?

P.S. Lo ammetto, avevo dentro di me un’idea per celebrare degnamente il mio ingresso in consiglio comunale: presentarmi alla prima seduta in Sala Rossa vestito da Mr. Lordi eseguendo per intero Hard Rock Hallelujah. Ma l’elettorato cattolico non capirebbe. Avete altre idee?

[tags]elezioni, udc, marra, coppola, fassino, informazione, la stampa, fiat[/tags]

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venerdì 6 Maggio 2011, 18:07

Immagini dal Movimento

Forse non tutti sanno che, per legge, tutte le forze politiche che partecipano a elezioni di una certa rilevanza hanno la possibilità di trasmettere gratuitamente messaggi autogestiti sulle televisioni private; è un succedaneo della tradizionale tribuna politica che invece realizza la Rai. E così, qualche giorno fa, mi sono trovato in un giardinetto con un minuto di tempo per esporre personalmente chi siamo e cosa vogliamo fare: e questo è il risultato.

In aggiunta, la settimana scorsa il nostro gruppo ha realizzato un’altra azione dimostrativa in Lungo Dora Firenze, rispondendo alle segnalazioni riguardanti lo stato di degrado e sporcizia: per ricordare che non vogliamo solo il voto, ma un cambiamento culturale; pur pretendendo che le istituzioni facciano ciò per cui sono pagate, vogliamo che ogni cittadino si abitui a prendersi cura anche del bene comune che gli si trova attorno.

[tags]movimento 5 stelle, torino, elezioni comunali, vittorio bertola, messaggi autogestiti, pulizia, degrado[/tags]

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