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lunedì 28 Aprile 2008, 10:43

Il fascismo di Wikipedia

Sì lo so, il titolo – oltre che ispirato a Beppe Grillo – è provocatorio; ma io, di certi atteggiamenti sulla Wikipedia italiana, mi sono ampiamente rotto le scatole.

E’ noto che con Wikipedia io ho un rapporto di amore e odio: amo l’idea – in fondo, la mia guida a Internet era una piccola Wikipedia ante litteram, una collezione organizzata di sapere reso accessibile a tutti, pur senza la collettivizzazione – e proprio per questo spesso odio il pessimo modo con cui spesso viene realizzata. Sono stato ben lieto ed onorato di concedere una intervista al loro wikigiornale, ammesso che venga mai pubblicata (dopo questo post poi…), ma non sono mai stato attivo sull’enciclopedia, se non per correggere qualche errore quando ci incappo o per qualche piccolo contributo su argomenti che conosco bene. Le uniche due nuove pagine con cui ho contribuito alla Wikipedia italiana (in inglese ne ho altre) sono quindi it.arti.cartoni e Progetto Prometeo.

Gli episodi con cui Wikipedia si rende ridicola da sola sono parecchi. Ogni tanto li riporto anch’io, dal caso “invasione dell’Iraq” – di basso impatto pratico, ma un bel campanello d’allarme – al linciaggio del diverso Del Papa. In altri casi ho lasciato correre: non ho parlato del caso Domenici, il sindaco di Firenze che ha denunciato Wikipedia per calunnia, ricevendo da molti wikipediani la buffa risposta che “calunniare su wikipedia non è una cosa grave perché il calunniato può collegarsi e cancellare il testo”. E mi sono astenuto dal commentare le chat piccanti di Jimbo Wales, il guru dei wikipediani, che non solo si vantava delle proprie prestazioni come un coatto qualsiasi, ma pare aver chiesto a un tizio una “donazione” di cinquemila dollari in cambio della riscrittura della sua voce su Wikipedia in modo più favorevole.

Una settimana fa un mio amico internettaro di centrodestra – ne esistono parecchi, solo stanno ben coperti per evitare gli sputi – mi ha passato indignato il link alla pagina di Calderoli, un politico che si diffama da solo, ma la cui voce è dedicata per due terzi a una raccolta di citazioni fuori contesto scelte accuratamente per metterlo in cattiva luce, insomma è enciclopedica e imparziale come un numero di Potere Operaio. Ci sarebbe venuto fuori un bel post, ma io mi sono trattenuto.

Stamattina, però, ho scoperto – per caso, perché non ti avvertono nemmeno con una mail – che la mia voce it.arti.cartoni è stata proposta per la seconda volta per la cancellazione. Era già accaduto meno di sei mesi fa, con esito negativo; rifarlo ora sa veramente di accanimento ad vocem, se non proprio ad personam. L’esauriente e argomentata motivazione fornita stavolta dall’utente Dylan86 – che all’epoca dei fatti raccontati aveva nove anni, quindi è sicuramente in grado di valutarne il rilievo – è:

newsgroup storico ma a mio avviso non enciclopedico

Un po’ come se io entrassi in una biblioteca, vedessi un libro su un argomento di cui non so nulla e che non mi interessa, e pensassi: non mi interessa, quindi buttiamolo via. E lo mettessi d’autorità nel cestino.

E’ evidente a chiunque che ad editare una enciclopedia dovrebbero essere persone dotate di moderazione, competenza specifica e capacità di essere super partes; e invece su Wikipedia sono ragazzini e invasati che nelle proprie pagine dichiarano apertamente di essere non solo parziali, ma faziosi. Io mi sono limitato a cliccare su qualcuno degli utenti elencati nella votazione, e ho trovato uno orgogliosamente supersinistro, un esperto di operazioni militari del Cinquecento che come qualifica principale ha “parlo il bresciano come lingua madre”, uno che è incazzatissimo peggio di Luca Luciani per un motivo che nemmeno in dodici righe di rant è in grado di spiegare ma che ha a che fare con “propaganda di DNR”, e uno il cui hobby è scrivere versi poetici per prendere per il culo qualche poveraccio che si era permesso di contribuire con una voce non di suo gradimento.

In che modo queste persone siano qualificate per esprimere un giudizio scientifico credibile sui primordi della storia di Internet in Italia, a me onestamente sfugge. Tutte le enciclopedie e le pubblicazioni scientifiche del mondo si sono scervellate per decenni per costruire meccanismi di review degli articoli che fossero oggettivi e imparziali e che assicurassero l’adeguata competenza dei revisori; poi arriva Wikipedia e dice, che bisogno c’è? Basta mettersi a votare tra amici.

Peccato che la verità non si decida ai voti, ma anzi che i voti – tanto più in gruppi autoselezionati e relativamente piccoli – riflettano per definizione i luoghi comuni e i pregiudizi medi, e in Italia anche e soprattutto le reti di conoscenze personali. Insomma, ho il forte sospetto, suffragato da quel che ho visto, che su Wikipedia una pagina sia enciclopedica se è scritta da un membro del gruppo, possibilmente con milioni di edit alle spalle (insomma, con rare eccezioni, un nerd privo di vita sociale) e comunque con decine di amici altrettanto nerd da chiamare a votare. Se invece è scritta da qualcuno che magari è un docente universitario internazionalmente noto, ma non chatta abitualmente con Kiara92 e Puccipuforzaroma, si beccherà la cancellazione e magari anche la poesiola di dileggio. In sostanza, un vero comportamento squadrista che perdipiù premia l’ignoranza e l’incompetenza.

Parrebbe evidente infatti che un sito organico e gestito dal basso cresca tanto più è ampio il suo contenuto: se arriva qualcuno che dedica gratuitamente il proprio tempo a parlare di un argomento anche poco conosciuto, gli si dovrebbe dare un bacio in fronte; a meno che non sia proprio una voce sfacciatamente pubblicitaria, inesatta o sgrammaticata, è comunque un arricchimento. Insomma, invece di dedicare energie a cancellare il lavoro degli altri, tutti questi ragazzini potrebbero meglio dedicarle a costruire qualcosa loro.

Purtroppo, però, l’Italia è il paese dell’uomo qualcuno e i ragazzini – inclusi i ragazzini quarantenni – si sentono fighi e potenti a bulleggiare altra gente a caso. Tra l’altro, è il saggio motivo per cui ci vanno diciott’anni per votare e venticinque al Senato; su Wikipedia, invece, puoi essere infantile quanto vuoi e nessuno ti dice nulla, anzi ti applaudono pure, tutti convinti di essere dei grandi perché “noi siamo duepuntozero”. Ma sarà mica un caso se si accumulano cattiva stampa, polemiche e querele?

Insomma, ormai ho il sospetto che Wikipedia sia come il comunismo: funziona soltanto in teoria. E però, forse quei pochi adulti maturi che ci sono nella Wikipedia italiana potrebbero pur capire che così non si può andare avanti.

[tags]wikipedia, enciclopedia, verità, pregiudizi[/tags]

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domenica 27 Aprile 2008, 21:24

Ristrutturazioni

Non voglio fare troppo il grillo; ma in questo ponte è stato anche inaugurato il nuovo padiglione alimentare del mercato di Porta Palazzo, ossia la ristrutturazione completa del vecchio edificio storico. Non ho visto il risultato, ma ho ascoltato il servizio al giornale radio regionale: ci si vantava con grande orgoglio di avere speso oltre otto milioni di euro per ripristinare i quarantadue stand del mercato.

Ora, a parte che ti sparano queste cifre con entusiasmo, come se aver speso molto fosse una nota di merito, e invece dovrebbero vantarsi quando riescono a fare le cose spendendo poco; ma otto milioni diviso quarantadue fa circa duecentomila euro per ciascuno stand, che, se non ricordo male da prima della chiusura, è sostanzialmente un grosso cubicolo in muratura dentro il padiglione, con un bancone che serve ad esporre la merce. In pratica, spendevamo meno (e facevamo prima) a comprare a ciascuno di questi ambulanti un appartamento, o un negozio grande il doppio in via Roma. Mah…

[tags]torino, porta palazzo[/tags]

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sabato 26 Aprile 2008, 10:01

Il V2-Day è il messaggio

Come avete visto, questo blog ha deciso di dedicare un ampio spazio al V2-Day (che finisce qui, se non altro perché sarò offline fino a domani sera). Ciò non tanto perché io condivida completamente la manifestazione: da anni scrivo che Grillo è luci ed ombre, e se va ammirato il suo coraggio nel denunciare senza giri di parole le abbondanti storture e vergogne della nostra classe politica – ripagato da notevoli ritorni anche economici, ma onestamente non credo che Grillo lo faccia per soldi -, sentire centomila persone che urlano in coro “vaffanculo!” fa un po’ preoccupare per il futuro della nostra democrazia.

Non va però dimenticato che Grillo è l’effetto, non la causa; è l’effetto di un sistema politico bloccato, incapace, corrotto, e che dimostra di non reagire a nulla a meno che non si arrivi alle piazze urlanti, ai lanci di monetine o alle rivoluzioni giudiziarie. E’ l’effetto di un sistema mediatico in cui i giornali fanno i titoli su Peter Falk seminudo per strada o sul tyrannosaurus antenato del pollo, e che ha abbandonato la stessa idea che si possa fare una inchiesta giornalistica o che si possa dire qualcosa di scomodo, limitando l’informazione sulle richieste e sulle necessità della gente al fatto che (ultim’ora!) il 28% delle donne italiane pagherebbe fino a 5000 euro per una notte di sesso con Massimo Giletti.

In un sistema del genere, dove migliaia di persone provano continuamente a denunciare piccoli e grandi problemi e non hanno il minimo spazio sui media, l’unico modo di far emergere un messaggio rivoluzionario è quello di Grillo: un mix di provocazione, verità, esagerazione, comicità, showbusiness, piazze piene e slogan facili. Sarà populista, sarà demagogico, ma, signori intellettuali con la puzza sotto il naso e signori politici che vi cagate sotto, è la logica conseguenza dell’Italia ignorante, delusa e sfruttata che voi, destra e sinistra a braccetto, avete costruito negli ultimi trent’anni. E perlomeno è un fenomeno violento soltanto a parole; non provoca la violenza vera, anzi sublima in gestacci ed in amare risate la rabbia che altrimenti veramente rischierebbe uno sfogo alla maniera degli anni ’70, e anzi che probabilmente lo farà, se il tentativo di Grillo di provocare cambiamenti radicali non avrà successo.

Per questo, sapendo che i media di regime avrebbero minimizzato, io mi son fatto un punto d’onore di pubblicare qui sopra più informazioni possibili, il meno mediate possibili. Non sono un giornalista, ma credo di aver fatto, ieri, più giornalismo io che tre quarti dei giornalisti che erano in quella piazza. Sta poi ad ognuno scegliere da che parte stare, se da quella di Grillo o da quella della contromanifestazione ufficiale; o meglio ancora, stare dalla parte di se stessi, appoggiando Grillo quando dice qualcosa di condivisibile, e criticandolo quando non lo fa.

Sono quindi rimasto molto deluso dal fatto che la blogosfera ne abbia parlato così poco, e soprattutto così male: per una volta che Internet doveva supplire al silenzio dell’informazione ufficiale, dimostrando il proprio fondamentale ruolo di promozione del pluralismo e della libertà, i bloggherz erano impegnati a montar foto e filmini sì, ma solo quelli delle marchette e del relativo catering offertogli da Microsoft. Ho molto apprezzato che ne abbia parlato .mau. che di Grillo non è certo un fan, ma che come me ha visto il problema; ho apprezzato anche che lo stesso Mantellini si sia chiesto come mai se ne parlasse poco, anche se poi si è pure lui concentrato sulle tartine di Steve Ballmer. Per carità, le PR aziendali sono legittime ed ognuno scrive di ciò che vuole, ma a che serve avere blog seguitissimi, se davanti a un Paese che affonda ci si rifugia nel parlar di fuffa e di quanto è stato bello ingoiarsela? E ha senso interpretare il blogging come una brutta copia del giornalismo piccino di questi anni, da regalino e marchetta?

Spero che queste mie considerazioni non provochino offesa, ma riflessione. Purtroppo, non si è visto in rete un grande dibattito sul rapporto tra informazione, politici, cittadini e nuovi media; ha riscosso più successo il tentativo, fondato ma anche velenoso, di screditare la manifestazione sostenendo che le firme raccolte non saranno valide. Ma chi se ne frega! Il mezzo è il messaggio, il punto fondamentale di ieri non è se abolire o no l’ordine dei giornalisti, è che centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per provare a cambiare l’Italia, senza alcun battage pubblicitario e con tutti i media contro e quasi sempre in chiarissima cattiva fede.

Queste persone pongono una richiesta politica che poi, come sappiamo tutti benissimo, è la stessa di milioni di persone che ieri non erano in piazza e che, obtorto collo e turandosi il naso, hanno votato Veltrusconi con scarsa convinzione. E’ questa richiesta politica che va capita, documentata, affrontata. Si possono anche annullare le firme, ma, in un paese civile, un movimento di piazza così ampio per abolire la legge Gasparri provocherebbe l’immediata abolizione della legge Gasparri, o perlomeno una pronta discussione in Parlamento su come accogliere queste istanze; non ci sarebbe nemmeno bisogno del referendum.

Per cui, per favore, smettiamola di guardare il dito e cominciamo a guardare le nostre responsabilità. Di cittadini, che hanno il diritto e il dovere di fare qualcosa per salvare il proprio Paese. E in particolare di blogger e di esperti di Internet, visto che è la rete a rompere gli schemi ed è la rete a rendere possibile una vittoria contro un regime che controlla tutti gli altri media; almeno finché non troveranno il modo di imbavagliarla.
[tags]v2day, grillo, media, blog, italia[/tags]

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venerdì 25 Aprile 2008, 22:19

Fiasco o successo?

Stasera sono tornato a casa dopo un bel giro in centro, che ha incluso un passaggio per le due manifestazioni per poi approdare agli gnocchetti di patate con crauti e speck e al panino con salsiccia calabra piccante della Fiera Europea.

Comunque, tornato a casa, ho già potuto constatare che è partita la solita guerra di cifre sul V2Day: i giornali parlano di 30.000-40.000 persone per Grillo e di 3.000-4.000 per la contromanifestazione istituzionale, i cui organizzatori politici avrebbero dichiarato che “la nostra piazza è stracolma” e “è stato un grande successo”. Bene, io non so contare le persone, ma se dovessi basarmi su quello che ho visto attorno alle 17, direi che il numero dei partecipanti di Grillo tendeva più verso i centomila, mentre quello della manifestazione ufficiale era di qualche centinaio al massimo. Certo è difficile valutare, visto che il centro era anche pieno di curiosi, di amanti dello shopping e di famiglie in gita, ma la sensazione è stata che Grillo avrebbe avuto probabilmente ancora più seguito se la piazza fosse stata più grossa, visto che a un certo punto era praticamente impossibile entrare nella piazza e persino aggirarla sui bordi.

Comunque, anche in questo caso direi che potete farvi una vostra opinione: ho messo su un album fotografico di ciò che ho visto. Anzi, riporto qui sotto le foto, in ordine di scatto, e i miei commenti.

Piazza San Carlo, sede del V2-Day di Grillo, vista da sud: si riesce a malapena a mettere piede nella piazza, l’interno è completamente zeppo di persone.

Persino sotto i portici opposti al palco è quasi impossibile passare, per la gente ferma per firmare o per guardare.

Anche dal lato opposto al palco è impossibile entrare nella piazza, che è completamente piena.

Anche dal lato nord, angolo di via Santa Teresa, si vede una piazza pienissima e densa di gente.

In via Roma, dove si trova un gruppo di banchetti per la raccolta di firme, centinaia di persone sono ordinatamente in fila e in attesa.

Da via Roma lato nord, guardando indietro verso la piazza: la calca straborda dalla piazza e inizia a metà isolato.

Questa è piazza Castello, fotografata due minuti dopo le foto di piazza San Carlo, giusto il tempo di arrivarci a piedi. La piazza è semivuota, e occupata principalmente da gente che chiacchiera o passeggia per i fatti propri, e non è lì per la manifestazione.

Avvicinandosi, siamo ormai a poche decine di metri dal palco e la piazza è ancora semivuota.

Siamo ormai a pochi metri dal palco: qui cominciano ad esserci persone che assistono alla manifestazione “ufficiale” organizzata dalle istituzioni, ma sono comunque abbastanza sparse.

Senza difficoltà siamo arrivati proprio sotto il palco: persino la prima fila è semivuota… A seguire la manifestazione saranno state a dir tanto qualche centinaio di persone.

Non so se la situazione sia stata diversa in altri momenti della giornata; questo però è quello che ho visto io, e mi sembrava giusto farlo vedere anche a voi.

[tags]v2day, grillo, torino, foto[/tags]

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venerdì 25 Aprile 2008, 16:34

Il discorso di Grillo

Beppe Grillo è salito sul palco verso le 15:45 – la piazza è pienissima, anche le vie intorno e piazza CLN, ci saranno cinquantamila, centomila persone – e ha attaccato un comizio di tre quarti d’ora. Ecco qualche frase riportata il più fedelmente possibile, e senza commenti: ognuno faccia i propri.

“Grazie! Questa immagine me la segno, me la tengo qui…”

“Hanno cercato di metterci contro la resistenza, ma dedico la manifestazione anche all’altra piazza [quella delle celebrazioni ufficiali, ndr], perchè noi siamo la continuazione dei nostri nonni e di quei valori lì… se tutti noi insieme avessimo un centesimo dei coglioni di quella gente lì…”

“Le televisioni son tutte lì che mi scrutano per cercare di attaccarsi a qualcosa, ma io voglio dare il benvenuto alle nostre televisioni, a quelli che ci riprendono: la BBC, la CNN, Al Jazeera, la Digos…”

“Le nostre armi non sono le spranghe, sono scendere in piazza e mettere una firma; la nostra arma principale è prenderli per il culo!”

“Hanno cercato di tutto per mettere zizzania: tirate giù le bandiere, non è una piazza da bandiere, questa è una festa del 25 aprile che appartiene a tutti gli italiani!”

“Sono scesi gli uomini di sani principi, da Chiamparino [fischi] che non condivide, è chiaro che non condivide perchè se la libera informazione ci fosse tutti saprebbero il livello intellettuale del vostro sindaco!”

“Un altro grande uomo che conosco per averlo avuto contro in varie cause è l’avvocato della fiat, Franzo Grande Stevens, che sta sempre dalla parte delle grandi società, il mio avvocato si chiamava Pino Ciriculino, lui Franzo Grande Stevens… ha abbracciato i valori della libertà, ma adesso, perchè qualche mese fa lui che è avvocato della IFI insieme a Gabetti e Marone, il trio lescano della FIAT, hanno saccheggiato la FIAT attraverso la loro finanziaria facendo un equity swap… un altro modo di rubare che non è più rubare, è fare equity swap, con una società finta in Lussemburgo… hanno comprato a 5 euro azioni che ne valevano 8, sottraendo questi soldi alle buste paga, vaffanculo!”

“L’8 di settembre si sono materializzati mezzo milione di persone, e dall’8 settembre vi sembra che non sia successo niente? cinque partiti non ci sono più, toh!” (gesto dell’ombrello)

“Abbiamo votato in elezioni assolutamente incostituzionali, irregolari e fuori legge, con un presidente della repubblica, Morfeo Napolitano, che dorme, dorme, dorme… il referendum si doveva fare prima delle elezioni, non dopo! è come mettersi il profilattico dopo che hai trombato… dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti, non ci sono più i partiti!”

“Non abbiamo scelto il candidato, non abbiamo scelto i partiti perchè si sono fusi tra loro, non abbiamo scelto il programma perchè quello di Berlusconi testa d’asfalto… gli danno quello drenante… e di Topo Gigio Veltroni è identico. Ci hanno trattato come delle bestie e tramite questa croce abbiamo mandato in parlamento 70 pregiudicati senza che voi ne sappiate niente!”

“Ci sono delle new entry in Parlamento, Cuffaro, cinque anni per mafia… adesso è senatore, protetto dall’immunità parlamentare… Ciarrapico, condannato ai lavori sociali, ha la residenza in una baracca per non pagare i debiti… il Piotta in confronto a Ciarrapico è Lord Brummel, Ciarrapico parla così, “aoh nun me rompe il cazzooo…” “

(fa la lista dei pregiudicati eletti e 100.000 persone gridano “vaffanculo” a ognuno di loro)

“Hanno preso centocinquantamila firme raccolte in un giorno e le hanno messe in un cassetto, allora questa volta gliene porteremo 2.500.000! Poi troveranno un cavillo, i costituzionalisti, per dire che non sono valide… ma lo diranno nel marzo 2009, io sono qui adesso! Non me ne frega che qualsiasi servo del potere mi elimina la validità di 2.500.000 persone che sono uscite di casa a mettere una firma!”

“Qui ci sono centomila persone, ma per la questura sarete 300, 350… vedrete i giornali domani… ma voi c’eravate, a voi almeno non vi prenderanno per il culo!”

(Poi comincia a spiegare il primo quesito, ed elenca i giornali di partito e non, con i milioni di euro pubblici che prendono – La Padania 4 milioni, Libero 5 milioni, Repubblica 12 milioni, Il Sole 24 Ore 18 milioni di euro… – e centomila persone gridano all’unisono “vaffanculo!”)

“Hanno tirato un uovo, uno solo, a Ferrara… tutta la politica solidale con lui… mi han chiesto cosa ne pensavo, e io ho risposto: sono solidale anch’io, ma con l’uovo…”

“Siamo in un libero mercato, vorrei che in Italia uscisse un giornale pagato da chi lo legge, porca puttana!”

Poi passa al secondo quesito:

“L’Ordine dei Giornalisti è stato fondato da Mussolini per tenerli in braghe di tela!”

“Con la rete chiunque è giornalista, la rete li farà fuori tutti lo stesso! Ci dev’essere qualcuno che pagando ti dice che sei giornalista, ma che vuol dire? Allora facciamo anche l’ordine dei poeti! Via le cose del passato, pensiamo al futuro se vogliamo un paese giovane, veloce, dinamico, basta con le cose del fascismo!”

Passa poi al terzo quesito:

“La legge Gasparri è un affronto alla democrazia e alla libertà, fa sì che un nano coi capelli d’asfalto, un ologramma che non esiste, una salma riesumata dal Partito Democratico perchè era morta, era morta!, un ipod nano, possa avere in un paese civile tre televisioni e venti giornali ed essere presidente del consiglio… non esiste al mondo!”

“Berlusconi si è fatto dare tre frequenze da uno che poi è scappato, Craxi, poi con quello ha raccolto tanta pubblicità che è diventato miliardario, ci sarebbe riuscito anche mio figlio Ciro di otto anni! poi ha comprato la Mondadori corrompendo un giudice, che quello che se l’è presa nel culo è Previti, lui invece corruzione semplice, perchè l’ho già corrotto prima quindi è semplice…”

“Noi pagheremo 330 milioni di euro [di multa all’UE, ndr] per mantenere Emilio Fede lì, ma dagli un calcio un culo e vai sul satellite!”

“Io voglio che in Italia ci sia una televisione come la BBC, pagata da chi la guarda! Che metta il suo magazzino a disposizione degli utenti…”

“Berlusconi ha detto che Biagi è andato via perchè voleva la liquidazione, e Riotta è rimasto lì adorante come un cagnolino… la verità è che Biagi prima di morire ha detto, mi hanno mandato via con una raccomandata…”

“Un intervista di un politico che lo paghiamo noi, fatta da un giornalista della Rai che lo paghiamo noi, in uno studio della Rai che la paghiamo noi, tu mi togli l’intervista perchè vuoi i diritti d’autore, che l’autore siamo noi? Sulla BBC vai sul sito e trovi tutto… Non come qui, con i politici che telefonano ai direttori di rete e dicono, gli do due troie in cambio di due senatori…”

“Nella piazza di là… alla fine di questa cosa andremo tutti in piazza Castello a trovarli… noi dobbiamo combattere con un altro tipo di fascismo, il fascismo dell’informazione, un fascismo che non lo vedi, che ti fa vedere delle fighe con un culo così, è questo fascismo, che è molto più difficile da vedere…”

“Oggi 25 aprile è la festa della semilibertà, perché non siamo neanche liberi… abbiamo quelli che ci hanno liberati che si son trovati talmente bene da noi che sono rimasti, parlo degli americani e della NATO, parlando non da estremista di sinistra o di destra ma da cittadino informato, noi siamo una portaerei della NATO… secondo voi quante basi NATO ci sono in Italia? Due? Sette? Ve lo dico io, e mi guarderete e direte che è impossibile… 113, 113 basi, presenti in quasi tutte le regioni italiane tranne due, la Val d’Aosta e l’Abruzzo perchè non capivano la lingua…”

“Solo a Ghedi ed Aviano ci sono 90 testate nucleari… però abbiamo una grande Costituzione che aveva previsto questo, e siamo riusciti a infangare anche quella! L’articolo 11…” (applausi) “e qui, al governo, vogliono far ampliare le basi a Vicenza, ne abbiamo 113, non bastano?”

“Qui non sono venuti grandi artisti, grandi giornalisti – tranne uno che chiuderà la manifestazione [Travaglio] – perchè pochissime persone nel mio settore oggi sono libere, perché se vengono qua si giocano il culo e il posto di lavoro, e li capisco, li capisco ma non ci mancate, bastiamo noi!”

“Un cittadino informato non lo prendi più per il culo, lo prendi per il culo quando non sa o sa cose sbagliate!”

“Noi siamo in diretta in tutto il mondo, senza televisione!”

“Ancora non tirano fuori i numeri delle schede nulle… Ve li dico io, quindici milioni di italiani su cinquanta non hanno votato o hanno annullato la scheda, sono il terzo partito!”

[tags]v2day, grillo, beppegrillo[/tags]

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venerdì 25 Aprile 2008, 12:10

Cibo europeo

Se oggi – ma anche domani o dopodomani, finisce domenica sera – siete in giro per Torino, al V2-Day o all’anti-V2-Day o anche solo per i fatti vostri, vi consiglio caldamente di passare dalla Fiera Europea: si tratta di un grosso mercatino di cibo di strada da tutta Europa, dove potrete mangiare o comprare le specialità culinarie di vari paesi. Si tiene ai Giardini Reali, cominciando dall’uscita sul portico di piazza Castello e scendendo fino a corso San Maurizio. C’ero stato gli anni scorsi, mangiando un mix di paella, bratwurst e pecorino sardo, e meritava!

[tags]torino, cibo, fiera europea[/tags]

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venerdì 25 Aprile 2008, 12:03

L’informazione e il V2-Day

Oggi a Torino in piazza san Carlo, dalle 15 alle 22, si svolge il V2-Day: vorrei potervi dare qualche informazione in più, ma purtroppo non ce le hanno date.

Su La Stampa, persino la cronaca locale di Torino – dove l’evento richiamerà probabilmente decine, se non centinaia, di migliaia di persone – si apre oggi con un interessantissimo reportage su “Attori e prof nel bordello gay”; solo in seconda battuta si parla di “I due 25 aprile”, con il titolone che linka a un articolo dove si spara a zero su Grillo e si promuove la manifestazione istituzionale; più sotto ci sono i due link in corpo otto quasi invisibile, prima “Il popolo della Resistenza” che… porta di nuovo all’articolo che critica Grillo, e poi “Il V2-Day: faremo il pienone”, che finalmente fa parlare i sostenitori di Grillo; infine una grafica dove per la manifestazione ufficiale vengono riportati tutti gli artisti compresi i più infimi, in modo che sembrino tanti, mentre per quella di Grillo se ne omettono alcuni probabilmente ritenuti di scarsa importanza, tipo Caparezza, Frankie Hi-NRG e (pare) Zucchero. Magari è solo un caso: comunque trovate altri esempi di minimizzazione mediatica in questo post di .mau..

Soprattutto, tutta la “informazione” che ci viene data è accuratamente tarata per parlare di polemiche e contrapposizioni, ma si guarda bene dallo spiegare cosa voglia ottenere Grillo e perché abbia organizzato questa manifestazione (qui il suo proclama). E così ve lo spieghiamo noi blogger (quelli non occupati a svaligiare il buffet di Microsoft o a intervistare Al Gore): vuole raccogliere le firme per tre referendum finalizzati ad abolire il consistente finanziamento pubblico alla stampa – sapevate che esiste, vero? -, l’ordine dei giornalisti e la legge Gasparri.

C’è peraltro chi dice che, per via del vigente divieto di proporre referendum per i 18 mesi attorno alle elezioni politiche, le firme raccolte oggi saranno nulle (qui una analisi). Io non sono un legale e non me ne intendo, ma decine o centinaia di migliaia di firme per questi referendum, anche se dovessero poi essere annullate per un cavillo, sarebbero comunque un atto politico significativo, anche se sono certo che la nostra classe politica farebbe allegramente finta di niente.

Nello specifico, trovo che il populismo di Grillo perlomeno sia finanziato coi suoi soldi e finalizzato a cause condivisibili, mentre il populismo di risposta delle istituzioni – lamentarsi per il presunto abuso del venticinque aprile e riscoprirsi d’improvviso desiderosi di festeggiarlo con grandi manifestazioni – sembra soltanto una risposta di casta finanziata con i soldi di tutti. Mi fa piacere vedere comparire i manifesti del PD che ricordano la “festa di libertà” e il maxipalco istituzionale in piazza Castello con artisti di nome, ma come mai tutto questo gli anni scorsi non c’era?

Oggi, comunque, farò un giro per rendermi conto con i miei occhi: perché se c’è una cosa che tutto questo insegna, è che dell’informazione “professionale” non ci si può fidare, e quindi bisogna informarsi, valutare, capire, incrociare le fonti di persona. I blog e Internet, in questo, forniscono uno strumento aggiuntivo molto importante… a patto che si impari a distinguere le fonti credibili dalle banfate.

Nel frattempo, per seguire il V2-Day in remoto, dalle 15 ci saranno una diretta televisiva via Internet su C6 TV e un’altra diretta televisiva satellitare in chiaro su EcoTV (canale 906 di Sky); in città, Radio Flash ha promesso una imparziale copertura per tutto il giorno di entrambe le manifestazioni.

[tags]v2day, grillo, torino, informazione, giornalisti[/tags]

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giovedì 24 Aprile 2008, 11:48

Il Fronte dell’Uomo Qualcuno

Ieri pomeriggio, quando tramite Mantellini e i suoi vetri ho scoperto questa storia – quella per cui Al Gore arriva a Roma e vuole incontrare i blogger, e prontamente gli organizzatori tirano fuori una lista di amici degli amici ai quali chiedono pure di portare gli amici, dopodiché a quelli che si lamentano dicono “ma se c’è ancora posto potete entrare anche voi” e “che volete, noi siamo i blogger col talento, abbiamo pubblicato un sacco di post in questi anni” – mi sono girate un po’ le scatole. Ho lasciato qualche commento qua e là, e poi ho lasciato perdere, convinto che in parte sia un errore altrui – l’azienda che organizza, semplicemente, non capirà una mazza di blog e Internet – e che quelli della lista (non tutti per fortuna) che se la tirano perché “io sono un blogger famoso” e si scambiano inviti a vicenda finiranno seppelliti dalla storia, anzi lo sarebbero già stati se non fossimo in Italia.

Poi però ho avuto l’illuminazione, e ho pensato che il commento migliore l’ha appena scritto Caparezza. E visto che questa è una settimana musicale, eccolo qui: leggete per bene il testo.

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Io diventerò qualcuno. Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace.

Nel dopoguerra non c’era chi urlava nei comizi più di un cherokee. Non c’erano tv colme di Nembo Kid, né radio_attive come nubi a Chernobyl. C’era l’uomo qualunque, sostenuto dal Fronte dell’Uomo Qualunque. Nella schiena dei partiti affondò le unghie: “Io non sono di destra nè di sinistra, sono un uomo qualunque! E lo stato è demagogo, nel sistema bipolare non mi ci ritrovo.” Oh, ferma tutto! Devo aver avuto un herpes, dato che questo sfogo non mi è nuovo. Vivo decenni dopo nello stesso clima, che su questo fuoco getta più benzina; ma non c’è più l’uomo qualunque, tutti sono qualcuno, tutti sono in vetrina.

Io diventerò qualcuno. Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace.

Il qualcunista milita in una banda che prende piede se la prendi sotto gamba. Gode come te quando ti stendi sotto Ramba, ma è talmente finto che sembra un ologramma. Partecipa al raduno di quelli che gridano “Italia uno!” poco prima di un programma. Scrive recensioni di cd nel web e non distingue Zenyatta Mondatta da Ummagumma. È una farsa, ha una cultura scarsa, ma non gli basta il ruolo della comparsa. Prima parla per bocca di Giorgio Bocca, poi la pensa come Giampaolo Pansa. Lascia nei forum commenti di boria, ma sì!, sono piccoli momenti di gloria. Porta avanti una staffetta scorretta: non passa il testimone ma passa a testimonial.

Io diventerò qualcuno. Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace.

«Il Fronte dell’Uomo Qualcuno è il primo partito di questo paese. Grazie e arrivederci.»

Bene, adesso mister e miss faranno del Parlamento la Diaz del blitz. Non distinguono il Foglio dal Manifesto, del resto io non distinguo Libero da Gin Fizz. La democrazia fa la fine del vip che ritrova H.P. sull’uscio dell’hotel Ritz. E siamo tutti nelle mani di chi? Di questi che per diventare qualcuno cambiano nick? Si, il Fronte dell’Uomo Qualcuno ha voti al cubo, mamma che dolore al culo, lo appuro, se questo è uno scherzo manca di sense of humor. Uh, che manrovescio stiamo seppellendo nell’Endemol generation. Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination?

Io diventerò qualcuno. Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace. Io diventerò qualcuno. Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no: ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace.

[tags]caparezza, uomo qualcuno, musica, blog, gore, blogger, quand’è che riaprono blogbabel?[/tags]

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giovedì 24 Aprile 2008, 09:10

Settimana musicale

In attesa dell’infilata di artisti indipendenti – Caparezza e Frankie Hi-NRG in testa – che saranno domani in piazza san Carlo sul palco del V2-Day di Grillo (sì, c’è ed è a Torino: come potevate non saperlo, con tutto lo spazio che gli stanno dando giornali e televisioni?), nonché della più modesta sfilata di artisti dipendenti – Marlene Kuntz, Gianmaria Testa, e persino il soporifero Finardi – che partecipano al tentativo dell’establishment piemontese di contrastare la manifestazione di Grillo facendone un’altra in piazza Castello coi nostri soldi, stasera arriva a Torino la ciliegina sulla torta (ve l’ho detto che sarebbe stata una settimana musicale).

All’Hiroshima infatti suona The Niro, il nuovo fenomeno della musica internazionale, un misto tra Jeff Buckley e i Muse:

Certo, forse questo suo primo singolo pecca un pochino di originalità e di troppa aderenza ai modelli (però anche di Mika si poteva dire la stessa cosa), ma comunque incanta al primo ascolto; il ragazzo c’è, e non ha nulla a che vedere – purtroppo – con gli “artisti” che sforna la discografia italiana, dai Finley ai Sonohra passando per gli Zero Assoluto, e che difatti non appena mettono un piede fuori dai patrii confini diventano dei perfetti sconosciuti.

Oppure potrei dirvi che The Niro in realtà è di Roma, si chiama Davide e ha dovuto girare il mondo per i fatti suoi per anni, facendosi conoscere a forza di Myspace e CD masterizzati e aprendo concerti di gruppi famosi, prima di trovare un discografico che gli stampasse il disco…

[tags]grillo, v2day, 25 aprile, torino, hiroshima, musica, the niro[/tags]

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mercoledì 23 Aprile 2008, 19:33

La sinistra del Nord

Non sono mai stato tenero con Chiamparino, però merita un applauso per la risposta pubblicata oggi su Specchio dei Tempi. Ieri una signora, lamentandosi del degrado e della feccia extracomunitaria illegale (questo è l’eufemismo usato, ma si capisce cosa intende la signora) del quartiere a nord di Ponte Mosca, aveva scommesso che il sindaco non avrebbe mai accettato un invito a prendere un caffé a casa sua. Oggi, la pronta risposta di Chiamparino.

Si badi, l’applauso non è tanto per aver risposto o per aver prontamente accettato l’invito; dopotutto, potrebbe benissimo essere una sterile operazione di facciata precotta per l’opinione pubblica, e sarà da vedere se produrrà effetti concreti. L’applauso è invece per aver capito che non è più momento di perdere tempo o di mantenere le distanze e le formalità, e quindi per non avere inviato la risposta che qualsiasi suo dirigente o dipendente ti manda se provi a contattarlo in qualsiasi modo, ovvero “Ci pregiamo di informarLa che la Sua segnalazione è stata girata agli uffici competenti” (che prontamente la usano per impacchettare il pesce, magari comprato facendo la spesa in orario d’ufficio), ma aver risposto “Gentile signora Totaro, metta pure su il caffè. Prima di accendere il fornello, però, la prego di farmi avere i suoi recapiti, ché non risultano rintracciabili, in modo che sia possibile combinare la data e le modalità per incontrarci. I miei riferimenti sono Piazza Palazzo di Città 1, 011.442.30.00, oppure segreteria.sindaco@comune.torino.it.”; proprio come risponderebbe l’idraulico dei vostri sogni se gli lasciaste un messaggio in segreteria. Efficiente, diretto e al vostro servizio.

Non so se avete seguito la vicenda del Partito Democratico del Nord: già ben prima delle elezioni, i pochi amministratori di peso che il centrosinistra conserva nella parte più avanzata del Paese – Bresso, Chiamparino, Cacciari, Illy e pochissimi altri – avevano lanciato un appello perché il PD si desse una struttura fortemente federale, o addirittura ventilando un partito collegato ma separato. Dopo le elezioni, la proposta è stata rilanciata, ma è stata subito stoppata dai leader nazionali, in primis Prodi e Veltroni, timorosi probabilmente di perdere il controllo della situazione. Leggere le dichiarazioni di quei giorni è stato assistere a un dialogo tra sordi, con i residui leader del centrosinistra del Nord a spiegare che il rischio è la sparizione completa del progressismo proprio là dove è concentrata l’innovazione culturale, sociale, economica e tecnologica, e i leader nazionali a non cedere di un millimetro.

Eppure, la distanza che ormai passa tra un Chiamparino e un Veltroni è evidente. Per me è stato emblematico ricevere uno spammone elettorale da un candidato piddino-rutelliano nelle comunali di Roma, una persona che da tempo si occupa di rete all’interno del PD, e che per questo, avendo pescato il mio indirizzo da qualche parte, mi riempie di messaggi. La lucida analisi post-elettorale di questo candidato era la seguente:

“la così forte presenza della Lega riporta in auge una divisione del Paese quantomai deleteria in questo momento di crisi internazionale e difficoltà interne. Le prime dichiarazioni testimoniano l’odio viscerale verso una parte importante di Italia e in particolare contro Roma indicata come unico male supremo.” (grassetto suo)

Ora, mi sono contemporaneamente offeso e messo a piangere. Offeso, perché qualcuno possa permettersi di pensare che il raddoppio dei voti della Lega sia dovuto a buzzurri che odiano Roma per partito preso, invece che a gente che è semplicemente stufa, e a buon diritto, di vedere ignorati dallo Stato nazionale i problemi del proprio territorio e del proprio gruppo sociale. E messo a piangere, perché se questo è il livello di comprensione che gli ambienti politici romani hanno delle dinamiche del Nord Italia…

Ho anche risposto, e il risultato non è stato incoraggiante: come proposte risolutive per riconquistare il Nord mi sono state presentate il solito aumento per decreto dei salari (in una zona dove ci sono sempre meno lavoratori dipendenti e sempre più microimprese e partite IVA) e il solito aumento della tassazione sulle rendite finanziarie (in una zona dove il risparmio è ancora un valore e dove quasi ogni famiglia ha una casa e un po’ di BOT e fondi vari, e si chiede perché, visto che rendono meno dell’inflazione reale, lo Stato se ne debba pure prendere una fetta crescente).

Forse è proprio stata questa conversazione a rendermi ancor più convinto di due idee. La prima è che ci sono poche speranze che il vecchio apparato statale italico, di destra o di sinistra che sia, possa arrivare in fretta a capire la società dell’informazione globale, in cui bene o male il Nord ormai è dentro fino al collo, e che quindi un forte federalismo sia per noi l’unica speranza di salvezza. La seconda ne è la conseguenza, ed è che ora più che mai la nascita di un forte ed autonomo movimento riformista del Nord, un contraltare progressista della Lega, incernierato nel PD ma percepibilmente distinto, sia la miglior strada perché il Nord non diventi del tutto e definitivamente una marca leghista.

[tags]politica, sinistra, pd, chiamparino, torino, roma, lega[/tags]

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