Sky
Vittorio vb Bertola
Affacciato sul Web dal 1995

Sab 8 - 8:41
Ciao, essere umano non identificato!
Italiano English Piemonteis
home
home
home
chi sono
chi sono
guida al sito
guida al sito
novità nel sito
novità nel sito
licenza
licenza
contattami
contattami
blog
near a tree [it]
near a tree [it]
vecchi blog
vecchi blog
personale
documenti
documenti
foto
foto
video
video
musica
musica
attività
net governance
net governance
cons. comunale
cons. comunale
software
software
aiuto
howto
howto
guida a internet
guida a internet
usenet e faq
usenet e faq
il resto
il piemontese
il piemontese
conan
conan
mononoke hime
mononoke hime
software antico
software antico
lavoro
consulenze
consulenze
conferenze
conferenze
job placement
job placement
business angel
business angel
siti e software
siti e software
admin
login
login
your vb
your vb
registrazione
registrazione
mercoledì 6 Giugno 2007, 13:10

Globale e personale

Sono tornato da Berlino. Ho conosciuto tante persone interessanti, fatto discorsi interessanti, scoperto cose interessanti… ad esempio, USA Today menzionava in un articolo il coniglio rosa di Cuneo. Davvero! Anche se la storia più interessante è stata quella del gruppo di disoccupati di Luton che a forza di occupare case ed edifici abbandonati è riuscito a costruire una comune che poi il governo ha finanziato, trasformandola in una comunità modello.

In realtà, resta una sensazione di disconnessione tra tre giorni di riflessioni sul futuro del mondo globalizzato, e le questioni di tutti i giorni che ci troviamo ad affrontare tornati a casa. Penso che molti di noi vorrebbero cambiare varie cose nell’organizzazione del pianeta, ma sembrano semplicemente troppo grandi e lontane. E poi, sentirsi dire che il proprio stile di vita non è sostenibile e che dovremo presto fare a meno delle automobili e forse anche della carne non è il genere di progetto per il futuro che suscita entusiasmo.

Certo, poi ci sono stati anche alcuni momenti un po’ da teatro dell’assurdo, come quando un vecchio ortodosso tedesco ha proposto il tema “nella società attuale, quale sarà il soggetto della Rivoluzione?” (quella con la R maiuscola). E noi a rispondere con società gommose e leadership postreligiosa: Beppe Grillo l’ha tirato fuori Formenti, io ho risposto col Bono di Make Poverty History, che lì odiano in molti perchè, zitto zitto, ha legittimato il G8 invece di combatterlo, ma che è anche il simbolo dell’unica campagna relativa al G8 che abbia lanciato messaggi chiari e concreti e che si sia differenziata dal rumore e dalle immagini di gente vestita di nero che tira pietre alla polizia.

Insomma, credo che siamo tutti d’accordo che il capitalismo ha un sacco di difetti, ma il problema è che più che economie alternative probabilmente servono ecologie alternative: nuove visioni del rapporto di ogni persona con le altre e con l’ambiente circostante.

divider
martedì 5 Giugno 2007, 12:45

A volte ritornano

Sono commosso. Davvero, non pensavo che potesse succedere, in pieno 2007! E invece sì: perché, ieri pomeriggio, un tal m.mastino@tiscali.it ha utilizzato il modulo di contatto di questo sito per inviarmi un MakeMoneyFast – una di quelle catene di Sant’Antonio in cui ci sono cinque indirizzi in lista, e tu devi mandare cinque euro al primo (via PayPal, in questo caso), poi aggiungere il tuo e spammare quante più persone possibile per trovarne altre.

Ed è proprio un MakeMoneyFast in piena regola, con la frase che dice che è legale perché nel testo hanno aggiunto la frase che dice che è legale, con le interviste a testimoni reali che hanno provato il metodo e adesso sono ricchi e pure più alti e più belli, e con le pagine e pagine di conti per dimostrarti matematicamente che guadagnerai senza alcun dubbio svariate decine di migliaia di euro. Scongelato direttamente dagli anni Novanta (nel mio solaio ne ho uno del 1996).

Sono talmente commosso che non sono ben sicuro di cosa farò, tra mandare i cinque euro e girare il tutto alla Polizia Postale. Cosa mi consigliate?

divider
lunedì 4 Giugno 2007, 13:51

Santa Rosa comunista

Per via di varie conferenze sono stato in molti posti interessanti; questo, però, lo è particolarmente. Si tratta di un enorme palazzone in puro cemento grigio scuro con inserti grigio chiaro, in un quartiere semiperiferico di Berlino Est; puro socialismo reale, con la statua di Rosa Luxemburg davanti all’ingresso e le porte di metallo decorato che cadono a pezzi. E’ la sede del quotidiano di sinistra Neues Deutschland e di vari sindacati, partiti e movimenti, tra cui la Fondazione Rosa Luxemburg che ospita il nostro meeting. Il nostro ospite ha aperto il meeting raccontandoci che, tornato dalla manifestazione di Rostock contro il G8, ha interrogato la statua di “Santa Rosa” per sapere che fare del futuro della sinistra: era detto con ironia, ma il livello di adorazione è di quel genere.

Il seminario è molto interessante, anche se straniante: è la prima volta dopo tanti anni che mi ritrovo in un meeting dove quasi nessuno ha un portatile, e non c’è connessione wi-fi (qualcuno nel palazzo ce l’ha e ogni tanto mi riesco ad agganciare, ma c’è troppo cemento). I partecipanti sono tedeschi, italiani, spagnoli e inglesi di sinistra (ma anche singoli francesi, romeni, greci, brasiliani, americani), provenienti da sindacati, partiti o movimenti di vario genere, che si interrogano sulle nuove forme di politica. Io sono qui come esperto della governance di Internet, e credo di avere abbastanza sconvolto le loro certezze: dopo la canonica esposizione dei principi del software libero, dell’hackerismo e della natura della rete – confutata l’interpretazione ovvia ma sbagliata, secondo cui i nerd scrivono software libero per rovesciare il capitalismo – hanno tutti cercato di capire come possa un movimento che si colloca al di fuori di qualsiasi ideologia tradizionale cambiare il mondo.

Certo, ogni tanto salta fuori qualche vizio della sinistra tradizionale; come quando è scattata l’ora per la discussione sui casi di studio, che con l’aggiunta all’ultimo momento del mio erano passati da tre a quattro; ne consegue che il moderatore ha ridotto il tempo a disposizione di ciascun relatore da venti a quindici minuti. Non fosse mai! uno dei cinquantenni tedeschi in sala ha preso la parola per sottolineare che sul documento ufficiale di preparazione alla conferenza era stato scritto che ogni relatore avrebbe avuto venti minuti, e siccome non si potevano modificare le regole durante il lavoro, si dovevano garantire i venti minuti. Alla fine si è raggiunta una mediazione, ma c’è voluto un po’!

E poi, sempre per i vizi, le riunioni iniziano in costante ritardo e finiscono ancora più in ritardo; e quando sono andato in bagno a fine mattinata ho inaugurato io il cestino per i tovagliolini asciugamano (lavarsi è un’abitudine borghese). In compenso, è la prima volta che vedo qualcuno fare pipì fischiettando Bella ciao – e non era nemmeno italiano.

Le discussioni però sono interessanti, e in particolare lo è vedere come certi fenomeni sociali ed economici siano interpretati in un mondo con cui normalmente ho pochi contatti, quello dei politologi ed intellettuali di sinistra. La maggior parte delle letture preparatorie presentavano idee stimolanti; segnalo una bella analisi di Carlo Formenti (con riferimenti a Toni Negri, che mi hanno fatto venir voglia di leggerne l’ultimo libro) sulla condizione dei nuovi lavoratori della conoscenza; mi è sembrata lucidissima (e difatti è stata contestata dai sindacalisti classici).

Molto interessante anche la discussione sulle “comunità del Web”: Youtube è una comunità, o una infrastruttura? E’ una forma di sfruttamento del popolo, visto che la gente manda contenuti gratis e poi i “padroni” di Youtube lo vendono a Google per 1.68 miliardi di dollari? (La persona che ha fatto questa osservazione è la stessa che è andata in Romania a girare un documentario su come gli italiani sfruttano i locali; dopodiché, alla prima intervista a una povera lavoratrice sfruttata di call center che prendeva solo duecento euro al mese, si è sentita rispondere dalla lavoratrice che quello stipendio era il triplo dello stipendio base romeno e che lei sarebbe stata grata agli italiani tutta la vita… insomma, un altro caso di reality check per la sinistra europea.)

Alla fine, però, con tutti i ritardi culturali e le sclerotizzazioni ideologiche, è bello trovare persone che si preoccupano ancora del futuro del nostro pianeta in senso collettivo, anzichè puramente individuale.

divider
sabato 2 Giugno 2007, 11:18

Prossimi eventi

Questa mattina sono di nuovo in partenza, stavolta per Berlino, dove per celebrare la venuta del G8 si svolge un seminario sulle nuove forme della politica e dell’attivismo globale; erano interessati alla governance di Internet, per cui mi hanno invitato a portare un contributo. Se fossi andato ieri mi avrebbero anche organizzato il pullman per andare a Rostock a tirare pietre a Bush (metaforicamente, s’intende), ma tanto Bush verrà a Roma dopo il meeting, quindi non ce n’era bisogno.

Segnalo peraltro che, per prepararsi bene all’arrivo di Giorgino, giovedì 7 i futuri sinistri uniti, insieme alle varie associazioni del settore, portano a Roma Richard Stallman e Bruce Perens: vedi sul sito di Arturo Di Corinto, oppure su Net Left.

divider
venerdì 1 Giugno 2007, 17:34

Dure polemiche

Ha suscitato un certo scalpore il discorso del presidente della Banca d’Italia Draghi, che ha elencato i mali del Paese senza però prendere chiaramente le parti di nessuno.

Perché per il resto, invece, si vedono soltanto durissime polemiche: Montezemolo che bacchetta Prodi, Berlusconi che critica Montezemolo, i sindacati che criticano tutti, i tassisti che criticano i sindacati. Visioni diverse del mondo, progetti diversi per l’Italia, soldi da ottenere per questo o quello scopo: tutti discordano, si urlano dietro, talvolta si insultano a mezzo stampa o televisione.

Peccato che poi scopri che, zitto zitto, oggi Massimo D’Alema era a prendere un caffè con Marco Tronchetti Provera su una terrazza di Valencia, guardando la regata dell’America’s Cup. Divisi a parole, uniti dalla bella vita: forse vale per tutta la classe dirigente italiana.

divider
venerdì 1 Giugno 2007, 14:37

Maledetti motociclisti

Ma non tutti, eh: solo quelli che interpretano la riga bianca tratteggiata che separa le due corsie del viale come un passaggio riservato a loro, per poi intamparsi tra le macchine e fermarsi con il loro scarico puzzolente esattamente all’altezza del tuo finestrino aperto, e continuare imperterriti a sgasare mentre sono fermi al rosso, come a dirti con orgoglio “pensa, non solo ho una moto, ma funziona persino l’acceleratore!”.

Che la vita ti sia lieve, particolarmente in occasione della prossima macchia d’olio!

divider
giovedì 31 Maggio 2007, 10:06

Impressionante

È l’unica cosa che si può dire del nuovo Street View di Google Maps: l’ho provato con un po’ di scetticismo, e invece lascia veramente a bocca aperta.

In pratica, andando alla mappa di un luogo coperto dal servizio, e cliccando sul pulsante “Street View”, le strade supportate compaiono bordate di blu. Cliccandoci sopra, potete posizionare un omino che guarda in una certa direzione: si aprirà una finestra sopra la mappa, da cui vi apparirà la vista tridimensionale del luogo come è in realtà!

In pratica, si tratta di una elaborazione da fotografie bidimensionali (richiede Flash Player 9); quelli di Google devono aver messo a punto una macchinetta che, spostandosi per la città, scatta una fotografia grandangolare ogni pochi metri. Unendo tutta questa mole di immagini, con un algoritmo per simulare le prospettive, riescono a generare una vista più che credibile del luogo. Dentro la fotografia, due freccette sulla strada permettono di camminare avanti e indietro; in più ci sono pulsanti per zoomare e ruotare la vista.

Il servizio per ora funziona solo sul Google Maps americano e solo in una manciata di grandi città. In compenso, io ho guardato San Francisco e ho scoperto che la copertura è molto maggiore di quel che mi aspettassi, arrivando anche nei quartieri della prima periferia, e persino oltre il Golden Gate, a Sausalito e a Belvedere; verso la Silicon Valley ci sono un paio di autostrade coperte, fino ad arrivare a Palo Alto e Mountain View che, in quanto sedi di Google, sono coperte capillarmente.

Potete così divertirvi a partire dalla Coit Tower e fare la passeggiata in discesa, o a percorrere il Golden Gate a piedi, o a girare per qualsiasi parte famosa della città; anche se ‘sti maledetti, di tutto il quartiere, hanno lasciato fuori proprio quei tre isolati di Bush Street dove (al numero 2509) stava la sede di Vitaminic USA. Potete persino passeggiare accanto alle auto parcheggiate di fronte al Googleplex (notate i coni stradali colorati), anche se non vi faranno entrare! Se non siete mai stati a San Francisco, questa è l’esperienza remota più realistica che potete avere: occhio, perchè potreste perderci la mattinata.

divider
mercoledì 30 Maggio 2007, 08:51

Campagne preventive

L’intenzione di Montezemolo di “scendere in campo” – presumibilmente come nuovo candidato premier del centrodestra e risucchiatore dei forzitalioti scontenti del Cavaliere – deve essere davvero seria, e preoccupare davvero Berlusconi: difatti, ieri sera Striscia la Notizia ha dedicato un lunghissimo servizio in apertura a sbertucciarlo!

Anche se la battuta migliore l’hanno fatta Ficarra e Picone, chiosando che “effettivamente Montezemolo tra una decina d’anni potrebbe essere pronto per scendere in campo, visto che ha solo sessant’anni”.

(La battuta migliore però riguardava gli statali: “Conclusa positivamente la trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti statali; annullato il previsto sciopero di questa settimana, tirano un sospiro di sollievo i proprietari dei bar attorno ai ministeri.”)

divider
martedì 29 Maggio 2007, 16:22

Plasmon

Oggi nella pausa pranzo, come talvolta capita, ho fatto un giro alla Fnac di via Roma. E ho notato un fenomeno interessante: l’area dei televisori al plasma, che una volta era limitata al crocicchio nel passaggio di arrivo delle scale mobili al piano inferiore, ha invaso completamente tutta la parte centrale del piano, occupando anche la zona dove una volta c’erano i giochi delle console, e arrivando a lambire e comprimere la zona dei libri e della musica.

Sarà che ciascuno di questi oggetti ha un certo ingombro, e quindi un minimo di assortimento occupa già una superficie considerevole. Eppure, non sono proprio regalati, a 1300 euro per un 42 pollici senza fronzoli, e ben oltre 2000 per un 50 pollici; ma, a giudicare da un indicatore affidabile come la visibilità nei negozi, stanno facendo furore.

Pare quindi che due anni fa ci sbagliassimo, quando ci indignammo per l’allora ministro Prestigiacomo che in televisione da Floris, commentando un servizio sulla crisi della Mivar, disse “E certo, fanno ancora televisori col tubo, al giorno d’oggi chi li vuole più? Tutti si comprano i televisori al plasma.”

D’altra parte, per una generazione che ha indebitato il Paese al 120% del PIL pur di regalarsi assistenza e pensioni oltre le proprie possibilità, volete che sia un problema caricare i propri figli di un rateo decennale per il televisore fighetto?

divider
martedì 29 Maggio 2007, 15:42

Scelte rovinosamente sbagliate

Come arrivare a casa con il cielo grigio, e pensare: “Ma sì, non ho voglia di mettere la macchina in garage, lasciamola fuori che tanto è sporca, così la pioggia la pulisce un po’…”

Dieci minuti dopo, comincia a grandinare.

divider
 
Creative Commons License
Questo sito è (C) 1995-2026 di Vittorio Bertola - Informativa privacy e cookie
Alcuni diritti riservati secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo
Attribution Noncommercial Sharealike