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martedì 28 Novembre 2006, 17:08

Offertone

So che tra un po’ comincerete a pensare che mi diano la percentuale, ma stamattina ho fatto un po’ di spesa veloce da Lidl e ho scoperto che questa settimana, in offerta a 8,99 euro, c’è addirittura un telecomando universale multi-apparecchio e programmabile. Non l’ho ancora aperto nè provato (l’ho comprato per la montagna), ma stando alla confezione pare essere non uno di quelli programmabili col codice, ma addirittura uno di quelli in grado di imparare i codici dal telecomando originale, fronte a fronte, e quindi in grado di funzionare con qualsiasi modello di apparecchio voi abbiate. In più, avendo i selettori per i vari apparecchi, se la memoria è sufficiente può controllare tutti gli apparecchi elettronici di casa.

Non garantisco nulla, ma se volete provare affrettatevi: di solito queste offerte spariscono al volo.

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martedì 28 Novembre 2006, 10:40

Fondi pensione

Con la riforma del TFR, sono tornati di moda i fondi pensione privati: quelli in cui tutti noi dovremmo versare i nostri soldi per costruirci una pensione, visto che di quella pubblica vedremo ben poco.

Io da qualche anno ne ho uno; lavorando in proprio, non ho un fondo pensione di categoria, ma ho scelto un fondo pensione azionario di uno dei maggiori gruppi assicurativi italiani (Toro, ovviamente). Da bravo bambino, invece di fumarmi i miei soldi in alcool donne e macchine veloci, ci verso ben 300 euro al mese.

Ebbene, un’occhiata più attenta alle ricevute di versamento mi ha confermato che di questi 300 euro ben 18, ogni mese, finiscono in “spese” e “costi di gestione”. Si tratta del sei per cento! Io ho scelto un fondo azionario, ma se avessi preso un obbligazionario, quattro o cinque della trentina di anni che mi mancano alla pensione se ne sarebbero andati solo per recuperare il costo del versamento…

Il mio non è un caso isolato: pare che tutti i fondi pensione dei gruppi assicurativi italiani costino più o meno così. D’altra parte, sono soldi che vedrai tra quarant’anni, chi vuoi che faccia caso a un “prelievino”?

Meno accettabile è come il governo, che spinge queste forme di previdenza a manetta e le sostiene concedendo a chi le sottoscrive agevolazioni fiscali significative, non abbia pensato a mettere un tetto al “prelievino” forzato. O forse ci ha pensato, poi si è guardato negli occhi (quelli di azionista politico di riferimento di grandi gruppi assicurativi come Unipol, ad esempio; ma il governo precedente aveva Mediolanum) e si è detto: ma no, dai…

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lunedì 27 Novembre 2006, 15:14

Gita con vittoria

Alla fine, un po’ per pigrizia, un po’ per paura degli incidenti (che ovviamente ci sono stati; nulla però di veramente grave, nè di paragonabile a domenica scorsa), non sono andato a Bergamo. E mi sono quindi perso una grande gita collettiva con annessa vittoria in trasferta (il Toro non vinceva in trasferta in serie A dal 30 marzo 2002, 1-0 a Verona con gol di Franco: quasi cinque anni, di cui tre passati in serie B).

Ma se volete avere un’idea, ci sono già in giro i video: il viaggio, qualche secondo (senza volti ovviamente) dell’animato prepartita, un coro, una bella sciarpata, e l’ovvio sfottimento finale (attenzione: contiene volgarità pesante). E soprattutto, l’immenso gol di Alessandro Rosina, un nome di cui anche i non addetti ai lavori sentiranno presto parlare.

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lunedì 27 Novembre 2006, 14:51

Sono fritti

Sono fritti. Già, ma chi? I quattro operai morti sul lavoro sabato, nell’incendio di un milione di litri di olio di oliva dentro un oleificio!

Umorismo bieco? Di pessimo gusto? Vergognoso? Assolutamente sì, sono d’accordo. Ma pare che ormai si possa, visto che lo stesso sinistrissimo TG3, nell’editoriale mandato in onda sabato subito dopo il servizio sull’incidente, ha commentato che “gli appelli per una maggiore sicurezza sul lavoro cadono nel vuoto, come decine di operai edili ogni anno”. Sarà…

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sabato 25 Novembre 2006, 10:02

Internet e non capirla

Avrete senz’altro sentito dai telegiornali la notizia dell’incriminazione di Google per concorso in diffamazione a mezzo stampa, per la ripubblicazione del video del ragazzo disabile picchiato. Casi come questo si stanno moltiplicando: ad esempio il caso Tuttosport contro Toronews – dove la discussione sulla diffamazione è solo il pretesto per una lotta commerciale – pare si arricchirà presto di una vera denuncia, con conseguente ulteriore autocensura del forum.

Si tratta della linea di pensiero, in circolazione da anni, che vorrebbe estendere ai portali e a qualsiasi sito che pubblichi contenuti anche non propri (forum, newsgroup, aggregatori di blog…) la responsabilità tipica dell’editore e del direttore di un giornale, quella su tutto il contenuto del proprio prodotto. Questa responsabilità fu introdotta per evitare che un giornale conduca una campagna denigratoria contro qualcuno scaricando poi le responsabilità legali sui poveretti pagati per scriverla, invece che su chi li paga.

Peccato che qui nessuno paghi o incentivi nessuno, nè costruisca linee editoriali: si tratta di aggregatori neutri – neutri, perchè non verificano in anticipo il materiale prima di diffonderlo – di contenuti. Si tratta dell’omino che porta i giornali direttamente dal produttore al consumatore, non di un editore, cosa che al massimo potrebbe essere nel caso in cui si tratti di servizi moderati ex ante – in cui quindi esistono una visione e validazione a priori dei contenuti, e quindi anche una scelta editoriale – o di aggregazioni non automatiche ma svolte da un umano.

Nel resto del mondo (ultima una recentissima sentenza della Corte Suprema californiana) esiste spesso chiara legislazione o giurisprudenza che stabilisce come per i siti che ripubblicano contenuti degli utenti in modo automatico non vi sia responsabilità del gestore del sito sui contenuti diffamatori o lesivi del copyright, se non quella di rimuovere il materiale offensivo su segnalazione.

A questo punto sarebbe bene considerare l’opportunità di un provvedimento che metta ordine in questo settore anche in Italia, stabilendo le effettive responsabilità ma anche evitando che una applicazione a tappeto delle norme sulla stampa finisca per mettere a rischio tutti i portali da Google in giù, e tutti gli spazi di discussione in rete; e agendo prima di farci ridere dietro ancora una volta da mezzo mondo per aver spedito la polizia postale ad oscurare Google.

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venerdì 24 Novembre 2006, 14:15

Siamo tutti più buoni

Natale si avvicina e siamo tutti più buoni, e si moltiplicano gli appelli di beneficenza.

Mi è così capitato di sentire per caso, poco fa su Radio Rai, una gentile signorina intervistare Giorgio Faletti in un bel marchettone per il suo ultimo libro, naturalmente sempre lodato con toni pacati e misurati (intervistatrice: “Faletti, lei è veramente un genio!”). Finisce l’intervista, e la signorina comincia a dire che siccome il Natale si avvicina e Faletti è un grande uomo, che come forse non tutti sanno dedica molte delle sue energie alla beneficenza, egli vorrebbe impiegare un minuto per fare un appello. E conclude: “Prego, Faletti!”

Solo che Faletti, con calma olimpica, risponde (in onda) così: “Che Dio ti benedica! Mi hai colto di sorpresa, aspetta che trovo gli occhiali… dov’è che devo leggere? Qui?”.

Mentre Faletti cerca il pezzo che deve leggere, la signorina prova disperatamente a coprire la figuraccia dicendo che “naturalmente la Rai raccoglie gli appelli che Faletti si presta gentilmente a sostenere” (ma non era lui che voleva fare l’appello?). E per peggiorare le cose, Faletti trova gli occhiali e comincia a leggere un appello a donare un euro per la ricerca sul cancro, però con il tono piatto di un bambino di sette anni che legge il dettato e si capisce benissimo che non gliene frega niente…

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giovedì 23 Novembre 2006, 18:40

[[Skiantos – Italiano, terrone che amo]]

Per completare il discorso del post precedente, tiro fuori dall’armadio un pezzo strepitoso di quel gruppo “demenziale intelligente” – solitario per tutti gli anni ’80, prima della comparsa degli Elio e le Storie Tese – che sono gli Skiantos. Il disco è Signore dei dischi (1992), quello la cui title-track, rivolgendosi al discografico che tutto può, gli chiedeva gentilmente: “Voglio andare in classifica entro i primi sei / Signore dei dischi / servirebbe un miracolo / come hai fatto con Zucchero / vuoi tentare con noi?” Il secondo singolo è questo, e contiene tutto l’affetto e insieme la delusione e insieme il bonario sfottimento che la parte ideale di ogni italiano prova per la parte reale di ogni italiano: un vero inno nazionale.

Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Con la catena d’oro, la pasta al pomodoro
Tondo basso e moro, di sicuro un uomo vero

Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Cordiale e pasticcione, buono e chiacchierone
Tenero e padrone, furbo e intrallazzone

Italiano terrone che amo
Con la passione forte che scappa da ogni parte
Italiano terrone che amo
Non gli togli:
la pancetta
la vendetta
la cenetta
la pasquetta
l’italietta
la mamma
la pizza
l’insalata
la canottiera… bucata!

Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Generoso, che stravede per i figli
Egoista, non gli cavi il portafogli

Italiano terrone che amo
Con la passione forte che scappa da ogni parte
Italiano terrone che amo
Non gli togli:
la mazzetta
la michetta
la porchetta
Elisabetta
la macchinetta
il cappuccino
il bicchierino
la sorella
la fidanzata
la maglietta… sudata!

Italiano terrone che amo
Con la passione forte che scappa da ogni parte
Italiano terrone che amo
Ti amo terrone, ti amo terrone, ti amo
Italiano terrone che amo
Con la passione forte che scappa da ogni parte
Italiano terrone che amo

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giovedì 23 Novembre 2006, 18:22

Bilancio

Giuro che non l’ho fatto apposta; eppure oggi qualcuno, sul forum generalista di Toronews, ha lanciato il tema “I dipendenti sfruttati della Lidl. Ovviamente mi ci sono buttato a capofitto, ed è saltata fuori la solita discussione tra chi accusa lo sfruttamento dei lavoratori e chi, come me, pone l’accento sul problema culturale di una società che in gran parte non concepisce la possibilità di farsi volontariamente un mazzo tanto sul posto di lavoro senza che vi sia alcunchè di male.

In tutto questo, un altro forumista ha postato questa sorta di bilancio esistenziale collettivo della società italiana, che vado a riportare perchè ho trovato istrionico ma eccellente per far riflettere.

“Siamo in una società falsa e cortese, simile e fac-simile, presunta e desunta, vecchia ma nuova, nuova e vecchia, che sa ma non sa un cazzo di niente, con la cultura della non-cultura, che pretende e non sa dare, che dà poco e lo vende per tantissimo, che subisce e fa subire, che schiavizza e adora farsi schiavazzare (non è un errore di digitazione), che invoglia con la carota e ti bastona sulla schiena allontanandoti da essa appena t’avvicini, che imbonisce e s’imbonisce mai, che giudica e non sopporta di farsi giudicare, che se ne frega (detta esattamente come nel ventennio), che si veste e non si lava (se non le mani), che fa stuprare in cambio di una casa, che violenta bambini e li appiccica ai banchi di scuola con lo scotch (preferivo la bacchetta sulle mani), che sorpassa sempre anche se non si può, che ha fretta e va ai 200 orari per arrivare prima al bar, che telefona e telefona e telefona e non se li caga nessuno delle loro telefonate, che spende soldi non suoi ma prestati con infinite piccole rate (tan e taeg ad libitum), che accende la tv e spegne il cervello, che una volta spento il cervello ha pure fatica di riaccenderlo ed alcuni si sono pure persi il tasto di rivvio, che fa copia&incolla di tutto e pure nella vita, che ama e non sa che cazzo sta dicendo quando lo dice, che fa sesso e non sa che cazzo sta facendo quando lo fa, che parla parla e parla e non dicono niente di niente di niente, che s’arroga il diritto di avere solo diritti, che non sa più nè vuole minimamente stringere di un sol buco la propria cintura, che è grassa, grassa e grassa mentre c’è gente che è talmente magra che ci muore (e non d’anoressia del cazzo perchè vuole fare la velina cerebrolesa), che va a votare per sentirsi dire le cose che vuole sentirsi dire e poi s’incazza perchè per l’ennesima volta scopre che lo hanno fregato (ma va? E quando? Ma dai?!), che s’incazza se piglia la multa dopo che ha messo la sua macchina da puttaniere sul disegnino della carrozzina gialla scolorito, che sa solo prendere in giro chi è più debole, che picchia sua moglie poi gli si butta fra le braccia perchè è bambino ricchione malnato bisognoso d’affetto poveretto, che ammazza bambini in baite di montagna e poi va in Tv a piagnucolare presunta innocenza che non c’è e lo sa pur prendendoci tutti in giro che andiamo davanti a palazzo di giustizia morbosamente in erezione per farci pure fare un autografo (guarda è l’assassina), che li mettiamo in carcere e poi li facciamo uscire e poi li rimettiamo in carcere (che ci manderei Mastella con la sua sciarpina del cazzo a consolare chi è stato violentato da un f***** d* p****** che stava in carcere: mai soldi spesi meglio che quelli per tenerli la dentro sta feccia), che s’incazza ma solo se c’è una telecamera accesa come i napoletani che gli sparano in cucina e poi fanno le sceneggiate davanti al Tv “pistandosi ‘a facc'” e i problemi glieli dobbiamo risolvere noi da Torino che non sono capaci poveretti, che c’è chi c’è l’ha duro solo se si mette la camicia verde e sta in tanti e poi se da solo abbassa lo sguardo e tira dritto col capo che gli urla dietro (tra il ’29 ed il ’46 era la stessa cosa), che sa solo fare il furbo sempre e appena può, tagliando le code o rubando miliardi ai risparmiatori è la stessa medesima cosa: un furbo di merda.”

Anche se, all’infinito elenco dei difetti degli italiani, permettetemi di aggiungerne anche un ultimo: quello di accorgersi sempre e soltanto dei propri difetti, mai dei propri pregi.

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mercoledì 22 Novembre 2006, 16:43

Life with nerds

Dialogo avvenuto poco fa in ufficio (il collega, un sistemista senior, è lo stesso di questo scambio):

Collega nerd (a me): “Tu che sei bravo con OpenOffice, come si fa ad andare a capo…?”
Io: “Premi invio!” (risata generale degli altri colleghi)
Collega nerd (serio): “No, guarda: io ho scritto del testo, poi ho inserito subito sotto, centrata in mezzo, una immagine; adesso come faccio a ricominciare a scrivere sotto l’immagine?”
Io: “Eh, premi invio!

Il collega nerd preme invio… e il cursore si posiziona magicamente all’inizio della prima riga vuota sotto l’immagine!

La prossima volta mando una fattura per consulenza da mille euro: un euro per il tempo, e 999 perchè conoscevo l’esistenza del tasto Invio…

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mercoledì 22 Novembre 2006, 12:12

Del Pippa dixit…?

Dalla home page degli Arditi Juventus (quella dopo la pagina introduttiva con lo slogan “ARDITI: LA RAZZA!”):

“Il metodo Costanzo è quello applicato dal piduista televisivo per rendere simpatico Totti sponsorizzando di fatto il libro di barzellette su di lui e facendolo ridere di se stesso. E’ il discorso uguale a quello del termine gobbo del quale oggi andiamo orgogliosi…” (Alessandro Del Piero)

…ma avrà detto veramente così?

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