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giovedì 23 Novembre 2006, 18:22

Bilancio

Giuro che non l’ho fatto apposta; eppure oggi qualcuno, sul forum generalista di Toronews, ha lanciato il tema “I dipendenti sfruttati della Lidl. Ovviamente mi ci sono buttato a capofitto, ed √® saltata fuori la solita discussione tra chi accusa lo sfruttamento dei lavoratori e chi, come me, pone l’accento sul problema culturale di una societ√† che in gran parte non concepisce la possibilit√† di farsi volontariamente un mazzo tanto sul posto di lavoro senza che vi sia alcunch√® di male.

In tutto questo, un altro forumista ha postato questa sorta di bilancio esistenziale collettivo della società italiana, che vado a riportare perchè ho trovato istrionico ma eccellente per far riflettere.

“Siamo in una societ√† falsa e cortese, simile e fac-simile, presunta e desunta, vecchia ma nuova, nuova e vecchia, che sa ma non sa un cazzo di niente, con la cultura della non-cultura, che pretende e non sa dare, che d√† poco e lo vende per tantissimo, che subisce e fa subire, che schiavizza e adora farsi schiavazzare (non √® un errore di digitazione), che invoglia con la carota e ti bastona sulla schiena allontanandoti da essa appena t’avvicini, che imbonisce e s’imbonisce mai, che giudica e non sopporta di farsi giudicare, che se ne frega (detta esattamente come nel ventennio), che si veste e non si lava (se non le mani), che fa stuprare in cambio di una casa, che violenta bambini e li appiccica ai banchi di scuola con lo scotch (preferivo la bacchetta sulle mani), che sorpassa sempre anche se non si pu√≤, che ha fretta e va ai 200 orari per arrivare prima al bar, che telefona e telefona e telefona e non se li caga nessuno delle loro telefonate, che spende soldi non suoi ma prestati con infinite piccole rate (tan e taeg ad libitum), che accende la tv e spegne il cervello, che una volta spento il cervello ha pure fatica di riaccenderlo ed alcuni si sono pure persi il tasto di rivvio, che fa copia&incolla di tutto e pure nella vita, che ama e non sa che cazzo sta dicendo quando lo dice, che fa sesso e non sa che cazzo sta facendo quando lo fa, che parla parla e parla e non dicono niente di niente di niente, che s’arroga il diritto di avere solo diritti, che non sa pi√Ļ n√® vuole minimamente stringere di un sol buco la propria cintura, che √® grassa, grassa e grassa mentre c’√® gente che √® talmente magra che ci muore (e non d’anoressia del cazzo perch√® vuole fare la velina cerebrolesa), che va a votare per sentirsi dire le cose che vuole sentirsi dire e poi s’incazza perch√® per l’ennesima volta scopre che lo hanno fregato (ma va? E quando? Ma dai?!), che s’incazza se piglia la multa dopo che ha messo la sua macchina da puttaniere sul disegnino della carrozzina gialla scolorito, che sa solo prendere in giro chi √® pi√Ļ debole, che picchia sua moglie poi gli si butta fra le braccia perch√® √® bambino ricchione malnato bisognoso d’affetto poveretto, che ammazza bambini in baite di montagna e poi va in Tv a piagnucolare presunta innocenza che non c’√® e lo sa pur prendendoci tutti in giro che andiamo davanti a palazzo di giustizia morbosamente in erezione per farci pure fare un autografo (guarda √® l’assassina), che li mettiamo in carcere e poi li facciamo uscire e poi li rimettiamo in carcere (che ci manderei Mastella con la sua sciarpina del cazzo a consolare chi √® stato violentato da un f***** d* p****** che stava in carcere: mai soldi spesi meglio che quelli per tenerli la dentro sta feccia), che s’incazza ma solo se c’√® una telecamera accesa come i napoletani che gli sparano in cucina e poi fanno le sceneggiate davanti al Tv “pistandosi ‘a facc'” e i problemi glieli dobbiamo risolvere noi da Torino che non sono capaci poveretti, che c’√® chi c’√® l’ha duro solo se si mette la camicia verde e sta in tanti e poi se da solo abbassa lo sguardo e tira dritto col capo che gli urla dietro (tra il ’29 ed il ’46 era la stessa cosa), che sa solo fare il furbo sempre e appena pu√≤, tagliando le code o rubando miliardi ai risparmiatori √® la stessa medesima cosa: un furbo di merda.”

Anche se, all’infinito elenco dei difetti degli italiani, permettetemi di aggiungerne anche un ultimo: quello di accorgersi sempre e soltanto dei propri difetti, mai dei propri pregi.

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7 commenti a “Bilancio”

  1. vittorio:

    leggere il tuo pensiero mette paura.ne esce una cultura terrificanre. hai mai pensato che potresti avere bisogno di una trasfusione di sangue e che il donatore potrebbe essere nero e pure ebreo?

  2. vb:

    Eh? o_O

  3. Simone:

    Forse parlava con quello dei sensi di colpa da kebab.

  4. vb:

    Sì ma io volevo un commento a questo post, invece!

  5. Lobo:

    e allora iniziamo con i pregi :)

    L’Italiano (come popolo) ha mediamente molto piu’ buon senso della maggiorparte degli altri.

    e poi pizza mandolino spaghetti.

    ciao
    FF

  6. Mauro:

    se quello del sensi di colpa del kebab
    sono io lascio la mia mail…
    cosi’ mi scrivete direttamente
    Vermao@jumpy.it

  7. BlindWolf:

    Il tuo piccolo bilancio della giornata: 20 commenti compreso questo! Per favore aumenta a 30 i commenti nel feed RSS o il mio feed reader sarà impossibilitato a leggerli tutti.

    Tornando al topic: abbiamo un grande senso di autocritica di massa e conosciamo a memoria tutti i nostri difetti. Ma se un inglese, un tedesco o un francese ce li rinfaccia ci incavoliamo come delle bisce :-)

 
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