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mercoledì 13 Luglio 2011, 22:54

Prima o poi doveva accadere

Oggi abbiamo ricevuto la nostra prima lettera anonima di ingiurie, anzi due, una indirizzata al “Movimento Grillo 5 Stelle” e una personalmente a me. Sono scritte dalla stessa mano, ripetono all’infinito che “No Tav = merde” e danno al sottoscritto del “bastardo”, e così via.

Credo che si tratti di un semplice squilibrato e non do certo peso a queste cose, però in un momento in cui le lettere minatorie volano da ogni parte (son quasi deluso che nella mia non ci fossero proiettili) mi pare opportuna una riflessione: che i toni di questa faccenda sono diventati davvero troppo alti, da parte di quasi tutti. So che non tutti hanno gradito il nostro comunicato della scorsa settimana dopo gli scontri di Chiomonte, giudicandolo troppo poco schierato contro la polizia, ma continuo a pensare che chi ha assunto ruoli istituzionali debba portare per quanto possibile parole di calma e di pace.

Certo, stamattina abbiamo “audito” Virano, insieme a due commissioni del Consiglio Comunale, ed è stata un’esperienza frustrante; lui ha avuto un’ora e mezza per parlare, poi a noi sono stati concessi due minuti per fare domande – che io peraltro ho devoluto al professor Angelo Tartaglia, che è stato così gentile da venire in qualità di nostro esperto.

Virano è un ottimo affabulatore, e ha i media ufficiali ai suoi piedi (vedasi lo spot senza contraddittorio che anche oggi gli ha dedicato La Stampa); la verità è che anche i consiglieri della maggioranza sono usciti dalla sala piuttosto perplessi per la quantità di fattori indefiniti che ormai aleggiano attorno al progetto. A fronte delle richieste di giustificare il senso economico dell’opera, lui ha risposto “stiamo ultimando il nuovo business plan”… adesso?

La perla per me poi è stato il nuovo fasaggio dei cantieri, secondo cui la linea dovrebbe entrare in servizio nel 2025 avendo realizzato solo il tunnel di base e la galleria Buttigliera-Rivalta-Orbassano, e così restare per cinque o dieci anni. In pratica, tutto questo fantasmagorico traffico che rende necessario investire 20 miliardi di euro nel Tav sarebbe talmente esiguo da poter tranquillamente entrare nel passante ferroviario di Torino, nonostante esso sarà (da piani) già occupato da un treno ogni pochi minuti per il servizio ferroviario metropolitano, e dove i merci sfreccerebbero tranquillamente davanti ai marciapiedi sotterranei di Porta Susa pieni di gente in attesa del treno. Mah…

[tags]no tav, comune, virano, tensione[/tags]

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martedì 12 Luglio 2011, 15:47

Precisazioni su un po’ di Movimento

Parecchie persone negli ultimi giorni mi hanno chiesto spiegazioni su una vicenda che sta rimbalzando in rete da un blog all’altro, e che riguarda quattro delle persone meno sconosciute di tutto il Movimento: David Borrelli di Treviso, Matteo Olivieri di Reggio Emilia, Vito Crimi di Brescia e infine il sottoscritto. Vorrei dunque raccontare brevemente il mio punto di vista, nel modo più oggettivo possibile.

La storia inizia il 16 giugno, quando in un colloquio di un quarto d’ora presso la Casaleggio & Associati – la società che gestisce il blog di Grillo – mi viene chiesto se io abbia voglia di dedicare un po’ di tempo, gratuitamente, a programmare un software Web per condividere i testi di delibere e mozioni tra i consiglieri del Movimento nei vari Comuni. Siccome è proprio il mestiere che faccio da quindici anni, e siccome è una cosa che serve a tutti e che da anni tutto il Movimento chiede a Grillo di mettere in piedi, decido di accettare l’incarico, ovviamente lusingato dal fatto che abbiano pensato a me, chiedendo peraltro di poter coinvolgere un po’ di informatici dai vari gruppi locali del Movimento per suddividere il lavoro. Si trattava comunque di cosa di poche giornate che con la pausa estiva alle porte avrei potuto svolgere senza intoppi, non certo un incarico di anni e nemmeno una “carica” permanente.

Sabato 18 giugno si tiene a Milano un incontro nazionale tra tutti i consiglieri del Movimento. Negli scorsi anni ne sono già avvenuti cinque o sei; io ho partecipato solo agli ultimi due (a marzo come candidato sindaco). Si tratta di brevi corsi di formazione per i consiglieri del Movimento (durano circa tre ore con mezz’ora di pausa in mezzo) in cui lo staff di Grillo o suoi esperti forniscono nozioni su argomenti specifici; in quello di marzo, ci avevano spiegato come comunicare efficacemente sui blog e sui media, e poi un avvocato ci aveva edotto sui rischi legali (es. diffamazione) della nostra attività politica; in questo di giugno, è stata presentata una analisi dei risultati elettorali e della nostra comunicazione, poi ci sono state spiegate le conseguenze legali dei referendum sull’acqua. In cinque minuti, sono anche stati annunciati gli sviluppi che si volevano fare sul sito del Movimento e le quattro persone che avevano accettato di farsene carico, tra cui me.

Ora, per la maggior parte dei presenti la situazione era del tutto normale, ma non per Davide Bono, che a fine riunione ha avuto da ridire sul fatto di non essere stato consultato sulla scelta dei quattro referenti, che a suo parere avrebbe dovuto essere fatta in riunione, da tutti i consiglieri eletti del Movimento. Ha ricevuto una risposta piuttosto secca, e la cosa poteva finire lì.

Invece, la polemica è proseguita in rete, venendo poi ovviamente ripresa da chi non aspettava altro. Si è dunque montato a forza un attacco frontale contro Grillo, contro Casaleggio e contro noi quattro malcapitati, rei di avere accettato del lavoro gratuito per il bene di tutto il Movimento, in aggiunta a tutto ciò che già facciamo, senza aver prima chiesto il permesso degli “eletti”. Siamo stati descritti come “coordinatori nazionali” – termine che né Grillo né noi abbiamo mai usato e nemmeno inteso in alcun modo – per poi cavalcare le critiche che inevitabilmente, dopo una tale distorsione della realtà, sono spontaneamente gonfiate, fino a finire sui giornali interessati ad attaccare il Movimento, con titoli come “La base contesta Grillo”.

A me preme dunque chiarire che non è la base che contesta Grillo, ma qualche attivista e consigliere eletto che ritiene di dover contare di più nelle scelte nazionali del Movimento, secondo una visione che io non condivido (e tantomeno Grillo). L’idea alla base del Movimento è che esso sia un veicolo per portare individualmente dei cittadini dentro le istituzioni, facendo in modo che essi rispondano esclusivamente ai propri elettori, e non a una struttura intermedia di partito. Chi è stato eletto per fare il consigliere in una qualsiasi istituzione deve dedicare il proprio tempo a quello, e non ha alcun particolare titolo di mettere becco in ciò che fanno persone elette in altre istituzioni o nelle decisioni prese ai livelli geografici sopra e sotto il suo. Chi è stato eletto in Regione non è il capo di chi è stato eletto nei Comuni e non è nemmeno il rappresentante di tutto il Movimento regionale verso il livello nazionale; fuori dall’istituzione in cui è stato eletto, vale esattamente come qualsiasi altro elettore del Movimento.

La cosiddetta “democrazia interna” che chiedono alcuni è in realtà l’esatto opposto della democrazia partecipativa che vorremmo realizzare; nel momento in cui si creasse una struttura di delegati comunali, regionali e nazionali, in cui ci fossero assemblee regionali e nazionali con il potere di prendere scelte politiche e organizzative, il Movimento sarebbe diventato un partito, e inevitabilmente, per via delle naturali dinamiche di qualsiasi gruppo, comincerebbero a formarsi gruppetti, correnti, cordate e così via. Le scelte nazionali dovrebbero essere prese invece da tutti i cittadini iscritti sulla piattaforma del Movimento, in diretta relazione con Grillo che fa da garante, e senza intermediari; è logico che chi si è conquistato autorevolezza con le proprie azioni avrà la possibilità di influenzare l’opinione dei cittadini, ma non gli va attribuito alcun potere particolare.

Comunque, insieme allo staff di Grillo, abbiamo deciso di sospendere le attività in attesa di tempi migliori, per calmare un po’ le acque ed evitare spaccature; ed è comunque giusto che ci sia una discussione sulla futura organizzazione del Movimento, anche alla luce del fatto che evidentemente ci sono in giro visioni molto diverse. Allo stesso tempo, per dimostrare la mia buona fede, a un certo punto io ho rimesso il mio mandato agli elettori, dicendo di essere pronto a dimettermi (da consigliere comunale e di conseguenza anche da qualsiasi incarico nel Movimento) se, come sostenevano alcuni, io avevo violato l’impegno preso con gli elettori stessi accettando un “doppio incarico” deciso in maniera “non democratica”; alla fine, in una assemblea cittadina mi è stato detto che il fatto non sussiste, dunque non ho alcuna remora a continuare come prima il mio lavoro in Comune. Nonostante questo, alcuni sono persino riusciti a dipingere questa scelta come un mio tentativo di fare carriera, consistente nel lasciare il consiglio comunale per mettermi a fare gratis il webmaster di Grillo…

Questo mese è stato umanamente piuttosto difficile, non tanto per gli attacchi pubblici degli avversari e dei quotidiani, che ho messo in conto sin dal principio, quanto per quelli che sono venuti da alcuni compagni di avventura nel Movimento, alcuni dei quali hanno dimostrato una tale aggressività nei miei confronti (e in quelli di Grillo e Casaleggio) da lasciarmi molto perplesso e molto amareggiato. D’altra parte, la politica è passione e con passione ci si butta anche nei confronti interni… Certo però che la divergenza di vedute su come debba essere organizzato il Movimento, su cosa voglia dire “democrazia” e come la possiamo realizzare, necessita di forte riflessione: e senza dubbio questo sarà un grande tema dei prossimi mesi.
[tags]movimento 5 stelle, grillo, polemiche, coordinatori[/tags]

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sabato 9 Luglio 2011, 13:03

Mettiamoci un po’ di sostanza

Come vi avevo anticipato, noi stiamo cercando di infondere un po’ di sostanza nel documento programmatico di Fassino, mettendoci dentro qualcosa per cui valga la pena vivere a Torino. Abbiamo dunque passato pomeriggi e nottate a scrivere i nostri 49 emendamenti, confidando in una discussione costruttiva in Sala Rossa.

E poi ieri, dopo la scadenza, abbiamo saputo che la Lega ha presentato 2700 emendamenti.

Ora, va bene essere opposizione e anche dare fastidio, ma francamente non capisco il senso di fare le barricate su un documento programmatico che comunque è inevitabilmente responsabilità politica della maggioranza (hanno preso il 57% e dunque hanno diritto di realizzare il programma su cui hanno avuto i voti) e che comunque resta un pezzo di carta senza conseguenze dirette. Pare (la Lega non si è presentata alla conferenza capigruppo e dunque si sono solo potute fare delle ipotesi) che sia una forma di protesta per il precedente rinvio di una settimana del voto sul documento, avvenuto perché Fassino non aveva condiviso la stesura con la sua stessa maggioranza e dunque erano stati loro a volere più tempo per presentare emendamenti.

Il risultato è che la discussione verrà contingentata a forza e dunque anche i nostri emendamenti, fatti in spirito costruttivo, rischiano di venire trascinati via senza discussione. Per questo motivo noi li ridurremo a una trentina, ma allo stesso tempo abbiamo preteso di avere un minimo di tempo per presentarli sia lunedì, nella discussione, sia mercoledì, quando si convocherà un consiglio comunale straordinario per votarli (i nostri come quelli degli altri – gli emendamenti non ostruzionistici sono circa 180). Ci aspetta comunque una maratona, considerato che, per poco che sia il tempo dedicato a ogni emendamento, tra lettura, esposizione e votazione andranno via come minimo tre minuti.

Il documento ha alcuni assiomi fondamentali che non possiamo condividere ma non possiamo nemmeno cambiare, primo tra tutti quello che il motore dello sviluppo futuro di Torino debba essere la nuova edilizia legata al recupero urbanistico delle aree industriali dismesse (pazzesco…), e poi ad esempio l’inceneritore; non valeva nemmeno la pena di proporre di cambiare queste cose, sarebbe stata solo una perdita di tempo per tutti. Abbiamo invece pensato a proporre scelte tratte dal nostro programma, ma che anche la maggioranza possa condividere e fare proprie.

Ecco dunque gli impegni che ho proposto di inserire o modificare nel programma di Fassino:

  • una “agenda digitale” per la città, sul modello dell’appello Torino Digitale che già Fassino aveva sottoscritto in campagna elettorale, ma di cui poi nella stesura del programma si è evidentemente dimenticato;
  • alcune righe sulla tutela degli animali, altro argomento completamente assente;
  • un impegno a puntare sulla “green economy” per il rilancio di Torino (almeno in aggiunta all’edilizia, suvvia…);
  • obiettivi più ambiziosi sulle piste ciclabili (si parlava solo di quantità ma non di qualità e nemmeno di utilità delle stesse), sulle politiche “rifiuti zero” e sulla raccolta differenziata: Fassino parla di raggiungere il 50% in tre anni, l’obiettivo di legge sarebbe il 65% l’anno prossimo… Torino ha ottenuto una esenzione in quanto “comune turistico”, ma non è un buon motivo per fregarsene, dunque noi abbiamo proposto di elevare l’obiettivo al 65%;
  • migliori collegamenti aerei da Caselle, ennesimo punto completamente assente (si parla solo del collegamento con la città, ovvero di spendere 170 milioni di euro per il tunnel di corso Grosseto, il resto apparentemente non importa);
  • la differenziazione dei limiti di velocità (30 nelle vie residenziali, 70 sui viali) e il disincentivo dei veicoli ingombranti e inquinanti (SUV e simili);
  • la lotta all’inquinamento acustico e luminoso (altri temi assenti);
  • combattere la diffusione del gioco d’azzardo;
  • impegni sulla tutela dell’acqua pubblica e dei beni comuni nelle partecipate, nonché sulla disponibilità dell’acqua pubblica nelle fontane e nei locali;
  • combattere le infiltrazioni mafiose non solo a parole, ma ad esempio mediante l’istituzione di una commissione antimafia;
  • la tutela della lingua e cultura piemontese con pari dignità rispetto a quelle degli immigrati (a cui Fassino dedica una pagina intera);
  • un impegno a considerare le nuove forme di partecipazione dal basso, come i referendum senza quorum, il bilancio partecipativo e così via;

Ce ne sono poi molti altri su cui ha lavorato Chiara, e che purtroppo ora non ho sottomano (eventualmente farà un elenco lei); ad esempio quelli su bilancio, commercio, giovani, pari opportunità… Francamente mi sembra che nelle nostre proposte non ci sia nulla che una persona di buon senso non possa appoggiare, vedremo dunque cosa decideranno di fare.

Ho anche proposto di stralciare completamente due argomenti: il TAV e la tangenziale est (accompagnata, nel documento, dal fantomatico progetto del tunnel lungo lungo alto alto sotto tutta la città da sud a nord… parlando di progetti realistici…). Proporre di opporvisi non avrebbe avuto alcuna chance, e dunque la nostra proposta è di stralciarli per destinarli a discussione più approfondita. Ovviamente, che ciò accada non è molto probabile…

P.S. Sono riuscito a ottenere, dopo una lotta al coltello, che lunedì alle 15 vada in discussione la nostra interpellanza sulla falda della Falchera. Chi è interessato si faccia sentire.

[tags]consiglio comunale, torino, fassino, movimento 5 stelle, programma[/tags]

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mercoledì 6 Luglio 2011, 18:27

Un po’ di confusione in testa

Mi è arrivata oggi pomeriggio una circolare che mi invita ad assistere a un convegno del PD, venerdì sera. E su che argomento potrà mai organizzare un convegno a Torino il partito democratico degli invocatori di manganello? Disoccupazione, povertà, immigrazione, assistenza, innovazione… no, guardate voi stessi.

locandina-Sicurezza-8-luglio-2011_544px.jpg

E’ proprio il momento giusto per organizzare un convegno sulla sicurezza, con tanto di interventi su “I City Angels e il presidio solidale del territorio” (ma le ronde non erano roba da leghisti?) e tavola rotonda con i sindacati di polizia.

E attenzione alla chicca: dove lo si fa? All’Arsenale della Pace! Mi sa che, a forza di cercare di vincere le elezioni inseguendo Berlusconi, hanno in testa un po’ di confusione sui valori…

[tags]pd, sicurezza, convegno[/tags]

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martedì 5 Luglio 2011, 20:24

Cronache dal consiglio comunale

Alle volte in consiglio comunale è impossibile non appisolarsi: per esempio quando ci tocca ascoltare Fassino che per tre quarti d’ora espone le proprie linee programmatiche, quaranta pagine (scritte grosse) di fuffa a mazzi. Provate a leggerle: sono un insieme di luoghi comuni quasi completamente privo di indicazioni pratiche su come realizzarlo. Non c’è praticamente nessun progetto concreto, solo slogan di ogni genere… e poi eravamo noi quelli che non avevano idea di come amministrare la città? Comunque, l’ascolto di Fassino è stato lungo e doloroso per tutti: nei banchi della maggioranza erano tutti chini sui cellulari e nella minoranza qualcuno pareva dormire del tutto – e non mi sento di biasimarli.

Non si è parlato di TAV, perché la maggioranza non l’ha permesso; PDL e Lega avevano peraltro chiesto di parlare non degli scontri ma del fatto che alcune persone di SEL avessero partecipato alla manifestazione (la politica parla sempre di se stessa). Le facce spaccate non parevano interessare più di tanto a nessuno, anche se poi Carossa, andando off topic, ha tirato fuori e mostrato all’aula le stampe di alcune foto degli incidenti, prese dai giornali per fare colpo; peccato che non si sia accorto di mostrarle capovolte. A tutt’oggi, peraltro, non sono nemmeno disponibili i video degli interventi sul TAV di lunedì scorso, o perlomeno a me l’apposita pagina non funziona; e poi ci chiedono perché vogliamo fare le nostre riprese.

C’è stata una breve discussione sul doppio ruolo di Braccialarghe, assessore alla Cultura part-time che non lascia il suo lavoro da dirigente Rai. A parte il doppio incarico con doppio stipendio, una nomina del genere mostra tutta la commistione che c’è a Torino tra il potere politico (il centrosinistra cittadino) e quello mediatico (la sede piemontese della Rai). Effettivamente il dubbio ti viene: che imparzialità può garantire il TGR Piemonte dopo che l’ex direttore del centro di produzione Rai che lo realizza è diventato assessore di Fassino?

Infine, il consiglio è finito alle 21 perché per tre ore siamo stati bloccati dal caso di Denis Martucci detto Coppola, il consigliere eletto dalla coalizione delle liste patacca; i suoi stessi compagni di partito avevano presentato ricorso contro di lui, preferendo far entrare un altro, e attaccandosi a un cavillo abbastanza discutibile… lui ha cercato di difendersi presentando all’ultimo minuto 952 emendamenti alla delibera che lo dichiarava ineleggibile, e costringendo alla sospensione dei lavori per leggerli tutti almeno una volta; però ha sbagliato la forma, e così il presidente (con l’accordo di tutti, noi compresi) li ha dichiarati inammissibili e si è poi potuto votare; noi ci siamo astenuti perché la materia è tutt’altro che chiara e dovrebbe occuparsene la magistratura, ma il consiglio ha votato per cacciarlo. Pensate in cosa spendiamo il nostro tempo…

Avrei ancora varie cose da raccontarvi relative alla scorsa settimana (con tutto quel che succede rimango indietro coi resoconti; delle commissioni ha parlato Chiara).

Noi abbiamo chiesto che ieri venisse discussa la nostra interpellanza sui rapporti tra esponenti PD e ndrangheta, ma lo stesso sindaco che era in aula per i suoi tre quarti d’ora di noia non poteva essere in aula mezz’ora prima per rispondere pubblicamente.

Anche la nostra interpellanza sulla falda della Falchera è stata rinviata, perché ieri l’assessore Lubatti era a Roma per una riunione; e così la gente con le case a mollo deve attendere un’altra settimana per sapere cosa pensa di fare il Comune per risolvere il problema. Lubatti ci aveva promesso che sarebbe stata messa all’ordine del giorno di lunedì prossimo, ma qui è intervenuta la presidenza del consiglio, che in sede di conferenza dei capigruppo ci ha detto di avere mandato la convocazione del prossimo consiglio senza prevedere spazio per le interpellanze. Poi sono arrivato a casa e ho trovato la convocazione del prossimo consiglio con primo punto “interpellanze”, e allora sono tornato alla carica: vediamo se almeno lunedì prossimo si riesce a parlare di un problema concreto della città e non solo di procedure e nomine…

Insieme ad altri capigruppo, abbiamo presentato una richiesta per audire i dirigenti che Fassino ha nominato in Sagat, la società che gestisce l’aeroporto; vorremmo capire meglio quali sono le loro visioni. L’audizione avverrà venerdì alle 12, e ci è stato fatto promettere che non sarà un attacco personale alla (eventuale) mancanza di curriculum di questi nominati, ma uno scambio di vedute sui problemi dell’aeroporto; tanto li nomina Fassino e noi non abbiamo nessun potere in materia (la politica del fare…).

C’è stato un primo tentativo di complicare le nostre riprese, proponendo una regola per cui nella tribuna stampa possono stare soltanto giornalisti con tesserino dell’Ordine. A me sembra un principio del tutto anacronistico, come se al giorno d’oggi non esistessero i blog, i freelance e le testate alternative… Comunque non si è approvato nulla e oggi si è invece deciso di richiedere sì un pass per l’ingresso alla tribuna stampa, ma di ammettervi anche un addetto per gruppo e comunque di non richiedere l’iscrizione all’Ordine, e dunque il pericolo è scampato – ma torneranno alla carica. Chiacchierando con alcuni consiglieri PD, ho capito che il problema è che loro sono convinti che noi li vogliamo riprendere per quattro ore per poi beccarli nell’attimo in cui si scaccolano e montare un video stile Paperissima per sputtanarli…

Infine, la settimana scorsa c’è stata una scena un po’ buffa quando il presidente ha proposto di sfruttare tutto il calendario previsto dallo Statuto e dunque fare l’ultimo consiglio comunale prima delle ferie il 25 luglio, per poi riprendere con le commissioni il 5 settembre e con il consiglio il 12. Io ho capito che ce lo chiedesse perché cinque settimane di ferie erano un po’ tante, e invece è venuto fuori che avevano il dubbio che fossero poche, nel senso che il motivo della richiesta era che in passato si è finito ancora prima e/o ripreso ancora dopo…

Oggi pomeriggio ho avuto le chiavi dell’ufficio; tra qualche giorno, se tutto va bene, avremo anche lo staff, i computer, i telefoni e così via (poi ad agosto verranno a fare i lavori di muratura necessari). Quando sarà tutto pronto faremo una inaugurazione ufficiale e vi spiegheremo come venirci a trovare!

[tags]movimento 5 stelle, torino, consiglio comunale, fassino[/tags]

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lunedì 4 Luglio 2011, 12:19

Come al G8 di Genova

Le forze dell’ordine (le uniche con accesso al viadotto dell’autostrada chiusa) lanciano oggetti da venti metri d’altezza sulla testa dei manifestanti.

Un ragazzo di Bologna, ricoverato al CTO, racconta di essere stato catturato e torturato dalla polizia.

[tags]no tav, chiomonte, polizia, scontri, torture[/tags]

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lunedì 4 Luglio 2011, 10:48

Sull’orlo dell’abisso

Quelle andate in onda ieri in Valsusa sono tecnicamente prove di guerra civile. Una guerra civile, infatti, avviene quando due gruppi contrapposti si scontrano violentemente, pretendendo entrambi di essere il legittimo e vero rappresentante dello Stato in cui si trovano.

E non c’è dubbio che la gran parte delle 70.000 persone che hanno sfilato ieri a Chiomonte – mamme e bambini compresi – senta le istituzioni italiane non solo più come lontane, ma come nemiche; come entità vuote che teoricamente rappresentano la democrazia e la convivenza civile, ma che in realtà rappresentano interessi economici privati, l’arroganza violenta della polizia, l’ingiustizia di una società divisa tra una casta di privilegiati e milioni di italiani vessati e impoveriti, e una dittatura morbida in cui i cittadini non hanno più voce.

Questa sensazione non è solo loro, ma ormai di milioni di italiani; “non siete Stato voi”, ma noi. Questa sensazione è amplificata dalla vergogna di un sistema politico e mediatico corrotto e asservito al potere, da giornali che, invece di aprire un dialogo, di parlare della immensa manifestazione pacifica o delle ragioni per cui quest’opera è inutile, estrapolano sette secondi di Beppe Grillo fuori dal contesto per attaccare il Movimento 5 Stelle o sparano numeri improbabili sui feriti delle forze dell’ordine.

La politica ufficiale è piena di Rambo che urlano che il TAV si deve fare con la forza e senza bisogno di ulteriori discussioni, poiché loro, che sono “la maggioranza”, hanno deciso così. Ma esistono diritti fondamentali (alla salute, all’ambiente, all’autodeterminazione) che non sono nella disponibilità della maggioranza, e valori che prevalgono anche sulla legge; altrimenti pure le leggi razziali promulgate dal fascismo, andato al potere con il sostegno della maggioranza degli italiani, sarebbero da considerare giuste e sacrosante.

Il punto, però, non è più l’opera. Il vero oggetto del contendere in Valsusa è la democrazia; è l’arroganza di uno Stato cieco e sordo che vuole imporre il proprio potere per interessi privati, che vuole spendere i soldi di tutti per arricchire gli amici di chi lo governa, che taglia pensioni, assistenza e stipendi per mantenere i propri privilegi. Il TAV è il simbolo di tutto questo, ed è per questo che da tutta Italia, da tutta Europa, le persone affluiscono per manifestare.

Le interpretazioni giornalistiche sono patetiche; prima cercano di dipingerci tutti come violenti, poi correggono il tiro e cercano di dividerci, le brave persone tranquille da una parte, i pericolosi black bloc dall’altra. Ma non è così, e per provarlo ecco il video dove centinaia di “persone tranquille”, in mezzo al corteo principale del mattino, applaudono gli attacchi dei “pericolosi black bloc” contro la polizia.

Perché se tu protesti e non ti ascoltano, poi insisti e ti criminalizzano su giornali e televisioni, poi continui e allora ti riempiono di manganellate oppure ti gasano con lacrimogeni sparati ad altezza uomo e contenenti armi chimiche vietate, alla fine persino tu, che non faresti male a una mosca, sei solo contento se qualcuno gli spacca la faccia: perché se lo sono proprio meritato, perché finalmente qualcuno ti difende. Sono estremisti violenti? Non importa, meglio che niente, meglio che farsi pestare dalla polizia.

Ora, dunque, siamo sull’orlo dell’abisso. La violenza, in un contesto del genere, è inevitabile e non smetterà se non cambierà l’intero quadro politico della vicenda. I vari Berlusconi, Napolitano, Maroni, Cota, Fassino, Bersani e così via devono scegliere: continuando a non accettare discussioni sulla necessità dell’opera e in generale a non mettere mai in discussione il proprio potere, otterranno la guerra civile, e (temo) non solo in Valsusa. Spero che sia un calcolo da parte di qualcuno di loro per instaurare una dittatura, perché almeno avrebbe un senso logico; perché se fosse solo bullismo da parte di politici piccoli piccoli, incapaci di creare consenso attorno alle proprie idee e di schiodarsi dalle poltrone, farebbe pure tristezza.

Il Movimento 5 Stelle esiste per evitare la violenza; per dare rappresentanza democratica alla rabbia che monta nel Paese. Una riflessione va fatta anche da parte dei movimenti, perché la violenza è sbagliata e non ci porterà alla vittoria, perché non è sul piano militare che si può vincere questo scontro, e le 70.000 persone di ieri forse sarebbero meglio usate a sedersi pacificamente a gruppi di mille in tutte le stazioni e le strade d’Italia e bloccare il Paese fin che l’intera classe politica non se ne va. Ma sono i politici, se veramente vogliono essere Stato, a dover cambiare radicalmente rotta.

[tags]no tav, chiomonte, manifestazione, valsusa, scontri, polizia, stato, politica, movimento 5 stelle, grillo[/tags]

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sabato 2 Luglio 2011, 15:52

Caparezza, il corteo, la paura

Ieri in piazza Castello è stata una grande serata: Caparezza, suonando davanti a ventimila ragazzi per gli MTV Days, non ha deluso le aspettative e ci ha tenuto a chiarire bene le sue posizioni sul TAV.

Gli MTV Days sono un grande festival commerciale organizzato da MTV in collaborazione con Città di Torino, Regione Piemonte, Esperienza Italia 150, La Stampa e siffatte entità Sì Tav: mi sarebbe piaciuto vedere certe facce ieri notte. Fassino che invita MTV che invita Caparezza che invita ad andare ad assediare la Maddalena non ha prezzo!

Domani sarà un grande giorno, senza alcun dubbio; saremo tantissimi, pacifici e sorridenti e metteremo la politica con le spalle al muro grazie alle parole, come già stiamo facendo con i poliziotti.

Il ritrovo ufficiale del Movimento è per le 9-9:30 davanti al forte di Exilles, possibilmente andando con l’autostrada fino a Oulx e poi tornando indietro per la statale, dato che il tratto di statale tra Chiomonte ed Exilles sarà presto occupato dal corteo. Chi prova a prendere uno dei primi treni da Porta Nuova (auguri…) può invece scendere a Chiomonte e aspettare istruzioni lì. Il corteo principale sarà quello dal forte di Exilles al ponte di Exilles (quello da cui fanno bungee jumping) e di lì, lasciando la statale, in discesa fino alla centrale elettrica, già ingresso principale del presidio della Maddalena, dove si terranno i discorsi. L’intervento di Beppe Grillo è previsto attorno alle 13-13:30, ma se non arrivate presto sarete intrappolati in un incubo logistico (la valle è stretta e con pochissime strade…) e quindi arrivate per tempo. Qui altri dettagli logistici; portatevi almeno uno zaino con acqua e panini, e, se proprio volete essere previdenti, un paio di limoni (nel caso capirete perché).

Alcune persone mi hanno detto di voler venire, ma di avere paura di possibili incidenti. Io rispondo come rispondo per lo stadio: se non si è incoscienti, la probabilità di finire in uno scontro senza volerlo è sostanzialmente nulla. Nemmeno il peggior questore del pianeta si metterebbe a tirare lacrimogeni su un corteo di decine di migliaia di persone. Ci saranno cortei alternativi che passeranno per i sentieri nei boschi (quelli che avete visto nel mio video degli scontri) o per la mulattiera che arriva da Giaglione, con l’obiettivo di abbracciare simbolicamente il cantiere da ogni lato; lì è possibile che gli attuali occupanti del presidio non gradiscano; se state nel corteo principale non vi succederà assolutamente nulla.

In proposito, aggiungo poi un breve video del discorso che ho tenuto domenica sera alla grande assemblea al presidio, la notte prima dell’attacco: è normale avere un po’ di paura, ma qual è la cosa che dobbiamo temere di più?

[tags]no tav, chiomonte, maddalena, caparezza, mtv days, corteo, manifestazione[/tags]

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giovedì 30 Giugno 2011, 18:27

Stipendio a cinque stelle

C’è voluto più di un mese, ma abbiamo quasi interamente chiarito il nostro trattamento da consiglieri in Comune; e dunque vorrei fare un riassunto, per trasparenza, e chiedere il vostro parere su alcuni dubbi.

Stipendio. Un consigliere comunale di Torino non ha un compenso fisso, ma prende un gettone di circa 120 euro lordi a seduta; dunque, ha degli introiti solo quando partecipa alle sedute, mentre nei mesi di ferie (es. agosto), se si ammala o se si assenta per qualsiasi motivo non percepisce nulla. Vengono retribuite sia le sedute del consiglio che quelle delle commissioni, con un tetto massimo di 3 sedute retribuite in un giorno e di 19 sedute retribuite in un mese, oltre le quali non si percepisce più niente. Il tetto mensile – che i consiglieri di gruppi piccoli come il nostro, nei mesi “pieni”, tendenzialmente raggiungono sempre o quasi – è dunque di circa 2200 euro lordi. In pratica, facendo la media, è come avere uno stipendio di circa 1300 euro netti al mese per 13 mensilità, ma lo sapremo meglio quando avremo le prime buste paga.

Staff. Il Comune trasferirà al nostro gruppo consiliare due dipendenti, che avranno funzione di segreteria e supporto; non possiamo assumere esterni, ma solo suggerire chi preferiamo tra persone che già lavorino in Comune ad un certo livello. Noi abbiamo indicato due nostri militanti di lunga data e attendiamo di sapere se saranno accettati.

Ufficio. Martedì scorso sono stati assegnati gli uffici: noi abbiamo ricevuto tre stanzette affacciate su via Garibaldi, e saremo in quattro in 40 mq. Siamo quelli sistemati peggio: per fare qualche esempio, la Lega ha avuto 71 mq per 5 persone, l’UDC 52 mq per 2 persone, SEL addirittura 126 mq per 4 persone; persino la lista Domenico Coppola ha avuto tre stanze e 35 mq per 2 persone. Queste discrepanze si spiegano con motivi storici, con vincoli tecnici e con la difficoltà di suddividere in modo efficiente uno stabile storico del Seicento, ma ovviamente noi paghiamo lo scotto degli ultimi arrivati.

In più, mentre gli altri (tranne fintocoppola) esistevano già e dunque sono già operativi e installati, noi dovremo ancora attendere che ci sistemino gli uffici, perché le tre stanze non sono nemmeno comunicanti e devono aprire una porta e murarne un’altra; dunque c’è il rischio di dover aspettare settembre, anche se noi cercheremo di accamparci subito in qualche modo. Nel frattempo noi finiamo per perderci convocazioni e materiali, che tutti gli altri ricevono in ufficio; le segretarie devono inseguirci alle riunioni per lasciarci i documenti; dobbiamo scrivere e stampare gli atti a casa e poi portarli; insomma, siamo svantaggiati rispetto a tutti gli altri. Non abbiamo nemmeno ancora l’accesso al sistema informatico, per presentare gli atti ricorriamo alla gentilezza di alcune segretarie che li caricano per noi…

Attrezzature. Gli uffici saranno attrezzati con mobili, scrivanie e computer; io e Chiara riceveremo un netbook con chiavetta, e io avrò anche un cellulare (senza la SIM se ho ben capito). Inoltre avremo a disposizione un budget di circa 1000 euro al mese per pagare le bollette del telefono, le piccole spese, piccole attrezzature extra (che poi resteranno al Comune) ed eventualmente l’organizzazione di eventi legati all’attività consiliare (non all’attività del Movimento).

Benefit. I consiglieri comunali sono esentati dal pagare il biglietto dei mezzi pubblici (basta mostrare il tesserino del Consiglio); inoltre, il Comune ci dà un posto auto sotto forma di una tessera che concede libero accesso al parcheggio sotterraneo comunale Santo Stefano (quello dietro il Duomo), e di un “permesso viola” per la ZTL.

Ora, noi istintivamente ci siamo chiesti se non fosse il caso di rifiutare questi benefit. I primi due sono un “extra stipendio” sotto forma di prestazioni in natura, che al Comune sostanzialmente non costano; in più, l’accesso libero ai mezzi pubblici ci dovrebbe servire anche per poter regolarmente andare a vedere come funzionano. Io spesso uso la bici o i mezzi, e sono culturalmente contrario ai datori di lavoro che offrono posti auto in centro ai propri dipendenti, perché incentivano l’uso dell’auto privata; devo però dire che ci sono effettivamente situazioni in cui è difficile fare a meno dell’auto, o perché devo trasportare del materiale, o perché sono di corsa; perdermi l’inizio della riunione pur di spostarmi in bus mi sembra comunque un peggior servizio ai miei elettori che prendere l’auto, e a quel punto ovviamente non pagare la sosta è un beneficio gradito. Trattandosi dunque di vantaggi economici, da sommare a uno stipendio che è decisamente inferiore al tetto già stabilito, mi sembra di poterli accettare.

Avrei invece voluto rifiutare il permesso ZTL, che è l’unico vero privilegio (un cittadino qualunque non può averlo, nemmeno pagando) e che tra l’altro è del tipo che permette assurdità come percorrere via Garibaldi o entrare nei parchi cittadini. Ci ho provato, ma mi hanno fatto notare che senza il permesso non potrei raggiungere il parcheggio per le riunioni del mattino; infatti agli abbonati al parcheggio viene concesso di entrare nella ZTL per arrivarci, ma il tesserino che mi danno non è un abbonamento pagato ma solo un “aprisbarra gratuito”, e dunque non include l’esenzione. A questo punto l’unica strada sensata mi sembra di accettare il permesso ma di usarlo solo per arrivare al parcheggio e magari per portare le attrezzature in piazza Castello quando facciamo i gazebo (ho portato un po’ di volte a braccia le sedie da giardino da piazza Castello a via IV Marzo e non è un bel lavoro).

Questo mi sembra un buon punto medio tra il rifiutare privilegi indebiti (l’idea di imporre ai torinesi il sacrificio della ZTL e poi autoesentarsi mi sembra immorale) e il mantenere la massima efficienza nel lavoro per cui mi pagate, che non è quello di prendere il pullman ma è quello di partecipare alle riunioni in Comune. Tuttavia, per evitare polemiche, mi sono riservato di dare una risposta definitiva domani mattina e dunque ho fatto un post per chiedere un vostro parere.

[tags]movimento 5 stelle, politica, costi, benefici[/tags]

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mercoledì 29 Giugno 2011, 10:31

Guerra in montagna

È due giorni che penso a come raccontarvi per bene una giornata memorabile, allucinante, meravigliosa, terribile, che resterà a lungo nei miei ricordi, con l’orgoglio di essere stato lì per dovere istituzionale e insieme per le mie idee, una sensazione che vale tutto, vale qualsiasi sofferenza e qualsiasi dolore fisico, una sensazione che in una società dominata dal senso di vuoto vale davvero un’esistenza.

Lunedì mattina a Chiomonte è andata in scena la guerra, lo Stato italiano – o meglio, l’entità di potere che pretende di esserlo – ha scelto di usare la violenza contro l’opposizione politica, contro una manifestazione e un presidio di oltre mille persone, sostenute da gruppi, associazioni, comitati, intellettuali e da tre movimenti politici, una violenza che non può che ricordare il fascismo di qualsiasi dittatura.

Come vedrete nei filmati, è stata una giornata di guerra: sembrava di essere in Vietnam. Lo Stato ha rifiutato il dialogo, ha ignorato gli amministratori e i mediatori politici, ha pianificato e applicato la violenza. Lo Stato ha cercato di far male ai propri cittadini nel modo più sottile ma più spietato, braccandoci senza necessità e sparandoci addosso i lacrimogeni al gas CS, vietato in guerra dalle convenzioni internazionali sulle armi chimiche, ma usato senza ritegno dalla Repubblica Italiana contro i propri cittadini inermi; sapendo perfettamente che in una fuga sulle rocce molti si sarebbero fatti male, magari cadendo in un dirupo – e soltanto la preparazione e la (relativa) saldezza di nervi dei manifestanti ha evitato il peggio, con squadre di medici che soccorrevano i feriti, altre squadre che aiutavano a liberarsi dai gas, e in generale tutti che aiutavano tutti a risalire la montagna.

Il mio racconto è nei due filmati qui sotto, fatti col cellulare, sgranati, ma spero eloquenti, utili a capire cos’è stato veramente il lunedì in cui i politici che pretendono di essere Stato, da Maroni a Fassino, hanno portato la guerra in Piemonte. Domenica ci sarà una manifestazione oceanica, a Susa, pacifica e ferma, i dettagli seguiranno. Scegliete voi se esserci, o se chinare la testa.

Vista la vergognosa disinformazione dei giornalai di regime (e poi si lamentano se vengono insultati), aggiungo alcune cose.

1) Il bello di fare politica è trovare sulla propria strada grandi uomini, e ripeto: sulla strada, non nei palazzi. Ammiro all’infinito Turi Vaccaro, una persona capace di farsi volontariamente pestare a sangue dalla polizia per le proprie idee – io non ne sarei capace. Spero stia bene, spero che qualcuno ne abbia notizie.

2) Io non ho visto lanciare sassi o chiodi sui poliziotti. Non dico che non sia avvenuto, non posso saperlo, dico che dove c’ero io, compreso il fronte del primo sfondamento sull’autostrada, ho visto solo resistenza pacifica e passiva, ho visto autodifesa con quel che si poteva. L’unico lancio di sassi di cui ho avuto notizia è all’inizio del primo filmato ed è stato fatto da persone non identificate, non del nostro gruppo. Anche qui, non sto dicendo che siano per forza provocatori travestiti da manifestanti stile Genova, ma certo il dubbio viene. D’altra parte mi pare naturale che più tardi, nel momento caldo, vedendosi arrivare addosso centinaia di poliziotti in assetto da guerra, qualcuno abbia risposto tirandogli addosso tutto quel che aveva sottomano.

3) Caro Torino Cronaca, pubblicare un video intitolato “I No Tav lanciano pietre, la polizia spara lacrimogeni”, in cui si vede solo la polizia che spara i lacrimogeni, è davvero vergognoso. Se c’è un ordine dei giornalisti, che batta un colpo.

4) Il presidio della Maddalena era assolutamente legale. Si trovava su terreni privati usati col consenso dei proprietari, o su suolo pubblico per cui era stata ottenuta l’autorizzazione dal Comune di Chiomonte pagando la relativa tassa (834 euro). Chissà perché nessun giornale l’ha scritto.

5) Pare che la polizia abbia distrutto anche il sito archeologico neolitico e il museo realizzato con tanta fatica alla Maddalena. E poi quest’opera porterebbe sviluppo e turisti. E poi i vandali sarebbero i No Tav. Persino la giunta Sì Tav di Chiomonte non ne può più.

6) La giustificazione per lo sgombero è stata un’ordinanza del prefetto (che non ho ancora avuto il piacere di veder pubblicata) che requisisce l’intera area per chilometri. Sottolineo “requisisce”: perché la Repubblica Italiana ha delle procedure di esproprio che permettono allo Stato di ottenere forzosamente terreni privati per costruirci opere pubbliche, procedure che ancora non sono state effettuate. Dopo lunedì, sappiate che potrebbe arrivare un’orda di carabinieri davanti alla porta di casa vostra, dirvi che casa vostra è requisita per decisione insindacabile del prefetto, e buttarvi fuori di casa coi lacrimogeni. Non sto scherzando e non sto esagerando.

Valutate dunque voi se non siamo tornati ai tempi del fascismo. Penso che la Resistenza fosse così, che i partigiani, con le loro povere dotazioni fabbricate in casa contro i blindati dei tedeschi, si trovassero su quei monti nella nostra stessa situazione, con i paesi occupati con le armi, con case e terreni requisiti in punta di fucile dall’invasore. Non stupitevi se decine di migliaia di persone, in Valsusa e altrove, non si sentono più italiane – o meglio, si sentono italianissime, tanto che lunedì la polizia è stata accolta anche con l’inno di Mameli, ma pensano che chi ci governa attualmente abbia usurpato la democrazia: invasi e sottomessi da una nuova repubblica sociale, con oggetto societario i grandi affari.

[tags]no tav, chiomonte, maddalena, scontri, sgombero, stato, politica, maroni, fassino, valsusa[/tags]

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