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mercoledì 3 Marzo 2010, 11:08

Aridatece i mutandoni

Uno spererebbe che un articolo come questo fosse scritto in tono ironico, e invece no: è tutto assolutamente vero. Dalla scorsa domenica ci sono veramente delle persone che vanno a rivedersi con attenzione tutti i filmati di tutte le partite del calcio professionistico e cercano di leggere i labiali dei calciatori per capire se hanno bestemmiato o no.

Premetto che io, pur non essendo credente, non bestemmio mai, perché mi sembra una forma di doveroso rispetto per chi è religioso. Tuttavia, la bestemmia è ormai depenalizzata da tempo; dunque come si spiega la cosa? Sui campi di gioco la bestemmia è comune, trattandosi di una situazione ad alta adrenalina; ultimamente ricorderete le bestemmie in mondovisione di Buffon, gobbo e portiere, dopo un brutto errore in campo. Si è deciso così che bisognava porre un freno alla cosa, e dunque giù il pugno duro: squalifica immediata per una partita a chi bestemmia.

E va bene, però trovo già piuttosto ridicolo leggere un verbale di squalifica all’allenatore del Chievo “per avere, al 3° del secondo tempo, proferito un’espressione blasfema; infrazione rilevata da un collaboratore della Procura federale”. Come alle elementari: “maestra, il bimbo Gigi ha detto una parolaccia”. Ma è oltre i confini del ridicolo l’intera pagina dedicata al caso del giocatore Marcolini, e dunque la riporto integralmente:

Il Giudice Sportivo,

letta la rituale segnalazione del Procuratore federale, pervenuta a mezzo fax, alle ore 10.19 dell’1 marzo 2010, in merito al comportamento tenuto dal calciatore Marcolini Michele (Soc. Chievo Verona) al 14° del secondo tempo;

acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky) di piena garanzia tecnica e documentale;

rilevato che, nelle circostanze indicate, il calciatore clivense, uscendo dal terreno di giuoco in conseguenza dell’espulsione inflittagli dall’Arbitro pochi attimi prima, proferiva apparentemente un’espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a “Diaz†e non a Dio (il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta “A†rispetto alla vocale “O†legittima quanto meno un’incertezza interpretativa);

ritenuto pertanto che la lettura labiale, nell’episodio segnalato, non offra una prova certa, nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, circa la pronuncia di un’espressione blasfema rilevante ex art. 19 n. 3bis CGS;

delibera

di non adottare alcun provvedimento sanzionatorio nei confronti del calciatore Marcolini Michele (Soc. Chievo Verona) in merito alla segnalazione del Procuratore federale.

Dunque, vista e rivista la moviola, sul terreno di giuoco non sarebbe stata pronunciata la ferale bestemmia, ma solo un equivocabile “porco Diaz”, naturalmente riferito alla guerra del ’15-’18: dunque nessuna squalifica.

A leggerlo, sembra un testo ottocentesco; e se concordo che le persone esposte alle telecamere dovrebbero dare esempi di buona educazione e di rispetto, mi chiedo tuttavia quanto sia ipocrita questa improvvisa pruderie in un Paese in cui il Presidente del Consiglio candida una velina travestita da infermiera dentistica (mi ricorda la trama di un porno) e in cui a qualsiasi ora in televisione si vedono tette, culi e risse di vario genere.

Il dubbio, naturalmente, è che sotto elezioni tutto faccia brodo per riportare all’ovile berlusconiano il “voto cattolico”, ossessione della politica italiana di ambo le parti (non a caso quelli del PD fino a un mese fa rispondevano alla Minetti con la Binetti, peraltro rafforzando nell’elettorato più becero la loro immagine incancellabile di sfigati). Aspettiamoci, dunque, un’ondata di mutandoni.

[tags]bestemmie, educazione, religione, calcio, squalifiche, berlusconi, minetti, elezioni, binetti[/tags]

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martedì 2 Marzo 2010, 15:11

Ho incontrato la Digos

Stamattina ero in giro e ho sentito la notizia dell’arrivo di una nuova trivella della TAV in strada della Pronda, al confine tra Torino e Grugliasco; e così, ho fatto una deviazione e verso l’una e mezza sono arrivato lì per vedere cosa succedeva.

Parcheggio, arrivo sul posto; c’è un gazebo No Tav in via di montaggio con una manciata di persone, una decina al massimo. E poi, come al solito, un oceano di forze dell’ordine; sulla strada cinque o sei furgoni, più molti altri mezzi nel prato dove sta venendo montata la trivella. Mi metto sul marciapiede e comincio a fare qualche fotografia.

Dopo nemmeno due minuti un poliziotto scende dal furgone, attraversa la strada e viene da me; mi ferma, mi chiede i documenti, mi chiede di seguirlo (cosa che io faccio subito, da bravo cittadino). Vuole vedere tutte le foto che ho fatto, si lamenta che si vedono le targhe dei mezzi della polizia; io rispondo che non voglio fare niente di male, che essendo su una pubblica via mi risulta di poter fotografare, che non sapevo che non si potessero inquadrare i mezzi della polizia. Lui insiste che il problema sono le targhe; evidentemente anche i poliziotti tengono alla loro privacy, non sia mai che qualcuno possa poi sorprenderli in pose sconvenienti.

A questo punto il poliziotto chiama un signore della Digos, capelli ricci e occhialoni da sole; sembra quasi Poncharello – il digo che segue i tifosi del Toro – però non mi sembrava il caso di chiedere “scusa, ma tu sei Poncharello?”, comunque se non era lui vuol dire che l’ufficio del personale della Digos li cerca tutti uguali. Cominciano a farmi domande su chi sono e cosa voglio fare, mi chiedono se sono un giornalista – evidentemente se non hai il tesserino magico e la statura deontologica di un Massimo Numa non puoi documentare quel che accade. Io spiego tutto senza problemi, gli dico che sono un blogger (sguardi perplessi) e che faccio politica nel movimento di Beppe Grillo, gli faccio vedere le foto, ripeto che voglio solo documentare quel che accade e che essendo per una pubblica via mi risulta che si possa fare foto. Mi chiedono come ho fatto a sapere della trivella, rispondo “alla radio”, mi chiedono “che radio”, rispondo “Radio Flash”, e loro “ecco! Radio Flash!”.

Il poliziotto, nervosissimo, comincia un pippone di tre minuti, guardandomi sempre più storto; mi dice che sono un pecorone, che sono il decimo che viene a far foto e che solo perché lo dice una radio non devo andarle dietro… (probabilmente confonde Radio Flash con Radio Blackout). Infine, dopo essersi segnati i miei dati, mi dicono “ascolti, le consigliamo caldamente di cancellare quelle foto” e mi fanno andare: fine del primo incontro della mia vita con la polizia.

Dunque io, da bravo cittadino, ho cancellato le foto; ma prima di farlo ho pensato che, insomma, pubblicare una versione a bassa risoluzione era nel mio diritto, naturalmente dopo avere oscurato le targhe e i volti dei poliziotti con delle immagini e dei volti a caso.

stradapronda_700.jpg

Per carità, capisco anche il nervosismo dei poliziotti, il nervosismo di chi viene spedito a fare una repressione per difendere gli interessi privati di terzi, magari rendendosene pure conto; tuttavia io ero lì per documentare, non per prendere posizione e nemmeno per creare problemi a nessuno, anche se sono notoriamente contrario alla TAV. Vedere le strade di Torino invase di camionette, vedere fermare e chiedere i documenti a chi si avvicina, non è certo un bello spettacolo o un buon clima.

[tags]tav, no tav, torino, strada della pronda, trivelle, sondaggi, polizia, repressione, digos, partiti, chiamparino, politica, movimento 5 stelle[/tags]

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martedì 2 Marzo 2010, 10:11

Quando il Questore è razionale

Questo comunicato è stato emesso ieri mattina dagli ultras della curva Maratona, e io lo riporto integralmente: per farvi capire da quali assurdità nascano le situazioni di tensione negli stadi.

Questo comunicato viene fatto per una semplice spiegazione di quello che è stata la ‘trasferta’ di Padova, del livello repressivo che lo Stato Italiano continua ad avere nei confronti di tifosi e ultras. Come diceva uno striscione nel passato, “LEGGI SPECIALI , OGGI AGLI ULTRAS , DOMANI ALLA CITTA’ “.

Iniziamo a raccontarvi di venerdì pomeriggio, 2 ragazzi e 2 ragazze vanno alle 19 a comperare il biglietto per la partita Padova – Torino. Come spesso capita l’incompetenza di chi vende i biglietti regna sovrana, (si può andare a comprare un biglietto in una salumeria ? o in una copisteria ? ), altre volte è capitato di dover tornare 3 volte nello stesso posto per un biglietto (come se gli ultras e i tifosi non lavorassero in settimana…), i biglietti non sono prima in vendita li, poi risultano non disponibili.

Ci vediamo alle 9 e mezza e i 4 decidono di partire lo stesso, comprare un biglietto di un altro settore e poi imbucarsi nel nostro settore, cercando di spiegare a steward e funzionari il da farsi. Ma a Padova alle 14.30 nessuno ha intenzione di farli entrare nel settore ospiti. Inizia una trattativa, ma non va a buon fine. Decidiamo di movimentare un pò la situazione, cercando di creare un piccolo disagio, con l’unico semplice fine di far entrare con noi i ragazzi, pagando anche i 27 euro chiesti. Ci spostiamo in direzione della tribuna, veniamo bloccati a 400-500 metri da Digos e Celere in Assetto Anti-sommossa, ribadiamo che non ci interessa arrivare agli ultras padovani, ma solo che questi 4 ragazzi entrino. Un funzionario tratta con noi, prima sui soldi (da 27 euro a 10) poi sui minuti (“Nel secondo tempo entrano tutti e 4, se ora voi entrate”).

Al gioco al ribasso non ci stiamo e giriamo la nostra carovana di 40 persone verso l’uscita del settore, o tutti o nessuno, specialmente quando si parla di disorganizzazione, non ci va di lasciare fuori nessuno. Arriva il Questore che dopo che un ragazzo filma la carovana partente perde le staffe, tira giù da uno dei mezzi l’autista con la forza e ripete frasi tipo ‘Ora gli diamo una bella spazzolata, così smettono di rompere i coglioni(?)’ , non si sa perchè la Celere non approfitta del momento, ma veniamo tutti filmati a carta d’identita in mano, noi e altre persone che erano rimaste fuori con noi.

Il caro Questore ribadisce che arriveranno a casa Daspo e fogli di via della città, e di uscire dalla ‘sua’ provincia (tutt’al più la provincia è di chi la vive, non di chi la serve n.d.r.). Veniamo scortati fino a Vicenza e fino in Lombardia siamo impossibilitati ad entrare negli autogrill (polizia stradale schierata davanti all’ingresso). Torniamo indietro il Toro ha vinto, ha perso lo Stato.

In sintesi, per chi non avesse capito: grazie alle geniali disposizioni di sicurezza, a quattro tifosi del Toro che volevano andare a vedere la loro squadra a Padova è stato impedito di comprare i biglietti del settore ospiti, ma permesso di comprare quelli per la tribuna piena di tifosi padovani; quando loro, giunti a Padova, hanno chiesto di essere fatti entrare nel settore ospiti per stare con gli altri, la questura ha risposto che dovevano per forza andare da soli in mezzo ai padovani, separati dagli altri tifosi del Toro, e alle proteste è subito stato risposto con promesse di manganello e di allontanamento dagli stadi, fino a che, per principio, i tifosi granata se ne sono usciti e tornati a casa senza nemmeno vedere la partita. Eppure, se il problema è davvero evitare gli incidenti, secondo voi qual è la situazione preferibile – che i tifosi ospiti stiano tutti raggruppati e separati, o che si mescolino con quelli di casa?

Per completare, vi faccio vedere una foto che ho scattato io allo stadio con il cellulare il fine settimana precedente, in occasione di Toro-Salernitana. In questa partita il settore ospiti era stato chiuso del tutto, non perché ci siano mai stati incidenti tra le due tifoserie ma per punizione per le intemperanze dei salernitani in occasione della partita precedente. Peccato che, si sa, di salernitani a Torino ce ne siano parecchi, e quindi un folto gruppo di tifosi della squadra ospite si è manifestato nel bel mezzo dei distinti. E cosa ha fatto la Questura? Beh, dopo aver chiuso il settore ospiti, con tutte le sue costose doppie e triple separazioni studiate apposta, ha costituito un mini-settore ospiti all’interno dei distinti centrali, delimitato con una fila di steward (più tardi anche con del resistentissimo nastro bianco e rosso – quello sì che è un muro invalicabile).

Ecco l’immagine: vedete prima il settore ospiti deserto e dietro il gruppetto di tifosi ospiti ammucchiato lì senza alcuna vera separazione dal resto dei tifosi di casa, se non qualche steward in pettorina arancione. Ma vi sembra che tutto questo abbia un senso?

tosa-ospiti.jpg

[tags]calcio, digos, diffide, questura, polizia, tifosi, ultras, toro, padova, salernitana[/tags]

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lunedì 1 Marzo 2010, 21:37

Ma non saranno stati troppo duri?

Stasera ho visto un telegiornale, uno qualsiasi, e i primi dieci minuti sono stati spesi a celebrare il nuovo disegno di legge che Berlusconi in persona ha voluto per ripulire la politica dai corrotti. Si dice infatti che finalmente non sarà più possibile essere eletti in Parlamento se ci si è resi responsabili di reati contro la pubblica amministrazione: peculato, malversazione, corruzione e concussione.

Finalmente, vien da dire: peraltro il divieto in questione esisteva già per l’elezione nei consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali (legge 55 del 19 marzo 1990, articolo 15). Si tratta dunque di una estensione che va a coprire l’assurdità per cui i condannati per questi reati non potevano gestire l’amministrazione del quartiere ma potevano sedere in Parlamento e fare le leggi.

Peccato che, in un angolino del servizio circa al nono minuto, si accennasse appena la verità: cioè che col nuovo disegno di legge, e a differenza di quanto sopra citato e già vigente per le elezioni amministrative, in caso di condanna definitiva per un reato contro la pubblica amministrazione il divieto di elezione in Parlamento varrà solo per cinque anni – dopodiché il ladro o il corrotto di turno potranno tranquillamente riprendere la loro poltrona.

Immagino che sia dunque soltanto una manovra pre-elettorale, per consentire agli scagnozzi del governo – grazie ai media sdraiati – di vendersi come grandi moralizzatori della politica che loro stessi, nella composizione delle liste elettorali, hanno riempito di inquisiti e condannati. Io me li vedo lì, che approvano questa legge civetta, e poi si guardano e si chiedono pure: “ma non saremo stati troppo duri?”.

[tags]politica, corruzione, inquisiti, parlamento pulito[/tags]

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domenica 28 Febbraio 2010, 19:41

17.000 volte grazie

Come avrete letto sui giornali di oggi, il dado è tratto: la lista Movimento 5 Stelle Piemonte è stata ammessa e parteciperà alle prossime elezioni regionali. Ci servivano 13.000 firme, ne abbiamo raccolte oltre 17.000: e per questo non possiamo che ringraziare le tantissime persone che ci hanno dato una mano, perché non sono affatto poche.

Tanto per darvi un’idea di che cosa voglia dire raccogliere 17.000 firme, andare a prendere i relativi certificati elettorali in qualche centinaio di comuni e mettere insieme ogni firma con il suo certificato, poi ricontrollare, impacchettare, portare, ho girato qualche secondo di immagini durante una di queste nottate… Certo mi riempie d’orgoglio (essendo stato, di fatto, il responsabile burocratico-legale di tutta l’operazione) il fatto di essere arrivati lì all’apertura degli sportelli con tutta la documentazione pronta e perfetta, mentre, come avrete letto, persino il maggiore partito italiano (il partito degli avvocati) riesce a sbagliare l’operazione e a farsi escludere – e poi, naturalmente, reclama un condono!

Adesso però non distraetevi: il prossimo obiettivo sono i 60.000 voti su scala regionale che servono per eleggere un consigliere, e solo l’azione diretta di ognuno di voi può permetterci di raggiungerlo.

[tags]elezioni, regionali, politica, movimento 5 stelle, piemonte, beppe grillo, raccolta firme[/tags]

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domenica 28 Febbraio 2010, 10:47

Bullismo senza privacy

Stamattina, anche se in ritardo, volevo scrivere un commento alla sentenza che condanna i dirigenti di Google per il video del disabile picchiato in classe, e che fa parte di una cultura di persecuzione della rete che in Italia ormai dilaga, spinta dalla voglia di vendetta dei politici sputtanati dai blog e dei giornalisti in via di cassa integrazione per la prossima dissoluzione dell’informazione tradizionale. Ma ne ha già scritto uno buono giorni fa Beppe Grillo, e dunque uso le potenzialità della rete: mi limito a un link.

[tags]internet, privacy, google, bullismo[/tags]

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sabato 27 Febbraio 2010, 12:51

Berlusconi a Torino

Mi scuserete se in questi giorni sono telegrafico e parlo solo di politica, però vi lascio con un altro video: il manipolo di protesta di fronte al Lingotto per l’arrivo (ieri) di Berlusconi in città a sostegno di Cota. Nel video appare anche Piero Ricca, che è venuto a parlare per noi giovedì sera (io non c’ero, ero a contare firme fino alle 4 di mattina). A Berlusconi è andata un po’ meglio dell’altra volta a Porta Nuova, ma solo perché questa volta la militarizzazione della zona era ancora superiore.

[tags]berlusconi, politica, popolo viola, piero ricca[/tags]

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venerdì 26 Febbraio 2010, 04:58

All’alba

Sono appena arrivato a casa dopo la seconda nottata di fila, ieri fino alle 3, oggi fino alle 4 passate. Ieri c’erano decine di volontari, per preparare la documentazione per la presentazione delle liste in tutte le province del Piemonte; oggi siamo rimasti prima in tre, poi dopo mezzanotte in due, per chiudere i due pacchi più grossi – la provincia di Torino e la lista regionale.

Presentare una lista alle elezioni regionali è un’odissea burocratica dal peso incredibile, specialmente per un gruppo di volontari. Nello specifico, confezionare due pacchi rispettivamente di circa tremila e cinquemila firme senza fare errori non è facile come sembra: oltre a controllare che tutti i timbri e i certificati siano a posto, oltre a dover inserire qualcosa come settemila certificati elettorali all’interno del modulo corrispondente, bisogna stare attenti a massimizzare il numero di firme senza rischiare di sforare.

Infatti, più sono le firme e meno si rischia che depennamenti per errori formali o per firme doppie (persone che hanno firmato per più liste) ti facciano scendere sotto la soglia minima, ma esiste anche un numero massimo di firme che è possibile consegnare, superato il quale si viene esclusi. L’incubo è dunque quello di sbagliare i conti e inserire nel pacco più firme di quel che si crede… e considerando che i moduli delle firme regionali sono circa 250, provenienti da una quindicina di gruppi diversi, e che si è tutti piuttosto rincoglioniti dalla stanchezza, l’errore è dietro l’angolo.

Peraltro, stanotte le nostre avanguardie sono andate a prendere il posto davanti al tribunale; per esempio ad Asti tutto tranquillo, ma a Torino i nostri hanno già incontrato i loro consimili delle liste di Rabellino, finché tutti non sono stati mandati via dalla Finanza. Domattina ci saranno le comiche per assicurarsi di essere i primi a presentare la lista, dato che le eventuali firme doppie valgono solo per il primo che arriva. In questi giorni si sono moltiplicate le inquietanti segnalazioni di ignari nostri sostenitori che scoprivano di aver firmato per liste a loro sconosciute, o perché pensavano di firmare “contro il canone Rai” o “per l’abolizione delle strisce blu”, o proprio senza spiegazioni plausibili.

Anche in questo caso, infatti, la sensazione è di essere gli unici o quasi a fare le cose onestamente, contro gruppi che si fanno le leggi da soli per esonerarsi dalla raccolta firme o che sfruttano chissà quali protezioni per raccoglierle in modi sulla cui legalità molti hanno seri dubbi, ma su cui stranamente la magistratura non indaga mai.

Del resto, circolano voci secondo cui il PD starebbe aiutando Rabellino a raccogliere le firme per presentare una lista civetta per togliere voti a Cota. Insomma, questo mondo politico è molto peggio di come sembra dall’esterno; quanto peggio, lo scopriremo tra poche ore.

[tags]elezioni, politica, firme, movimento 5 stelle, elezioni regionali, piemonte[/tags]

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giovedì 25 Febbraio 2010, 13:46

Voto Pupo (2)

Per chi non l’avesse vista, esiste già una eccellente cover del pezzo principesco, con un recupero filologico del testo originale.

[tags]sanremo, pupo, emanuele filiberto, elio e le storie tese, itaaaaalia, musica, musica?[/tags]

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mercoledì 24 Febbraio 2010, 18:28

Altri aumenti che non esistono

Ne ha già parlato qualcuno in queste settimane (ad esempio .mau.), ma sui giornali la notizia è passata sotto silenzio: a partire dall’inizio del mese, chi come me viaggia spesso con il treno regionale da Torino Porta Susa a Milano e viceversa si è trovato di fronte alla bella sorpresa di un aumento nascosto del 19,4%.

Il meccanismo dell’aumento è tanto perverso quanto complesso. In passato, per i treni di categoria normale, vigeva un’unica tariffa chilometrica nazionale. Dopodiché, già da molti anni, per poter scaricare un po’ di costi dal proprio bilancio, lo Stato ha passato la competenza sul trasporto locale, compreso quello ferroviario, alle regioni; questo significa che i treni regionali, anche quando coprono più regioni, sono di competenza di una regione specifica, che ne negozia prezzi e orari con Trenitalia provvedendo allo stesso tempo a sovvenzionarli. Per esempio il Torino-Milano è di competenza della Regione Piemonte, mentre il treno suburbano Novara-Milano è di competenza della Regione Lombardia; sono così stati fatti sparire i treni “interregionali”.

Fino ad ora, però, sui treni “ex interregionali” vigeva ancora una tariffa nazionale; se il percorso del treno era interamente in una regione si applicava invece la tariffa regionale, concordata tra Trenitalia e regione di competenza del treno.

Siccome però molte regioni avevano provveduto ad aumentare per bene le tariffe, su varie tratte interregionali si verificava il paradosso per cui il biglietto per la prima città fuori regione, calcolato sulla tariffa nazionale, costava meno del biglietto per l’ultima città della regione, calcolato sulla tariffa regionale. Per fare un esempio, sul regionale costava meno il biglietto Genova – Massa che il biglietto Genova – La Spezia, con conseguenti trighi dei pendolari più accorti che prendevano il biglietto per la città fuori regione e poi scendevano prima.

E così, Trenitalia e le regioni “care” come Liguria e Piemonte si lamentavano del “mancato introito”, ovvero delle persone che cercavano di sfuggire ai loro aumenti di prezzo. Soluzione: dal primo febbraio, il biglietto sulle tratte interregionali viene calcolato sommando il prezzo dei chilometri percorsi nella prima regione alle tariffe di quella regione con il prezzo dei chilometri percorsi nella seconda regione alle tariffe di quella regione. E, per un gioco di fasce chilometriche, il risultato è che il biglietto da Porta Susa a Milano è rincarato del 20%, allineandosi a quello da Porta Nuova a Milano che invece non è aumentato (peccato che tre quarti dei viaggiatori per Milano salgano a Porta Susa).

Questa è la spiegazione tecnica, ma la sostanza non cambia: in un periodo di crisi, con la gente che fatica ad arrivare a fine mese e con gli uffici che continuano a spostarsi verso Milano, Trenitalia e la Regione Piemonte hanno pensato bene di lucrare con un bel 20% di aumento sulla tratta di medio raggio più gettonata dai torinesi.

Del resto, il pendolarismo tra Torino e Milano è un business enorme, e solo al primo gennaio si era completato un aumento del 34% in otto mesi del pedaggio autostradale: come poteva la ferrovia essere da meno? Fa un po’ specie se si pensa che l’autostrada è gestita dai privati mentre la ferrovia è pubblica, ma poi ci si pensa bene e si capisce come sia proprio vero che tra pubblico e privato non c’è più differenza: comunque sia, la risorsa (spesso costruita generazioni fa con fondi pubblici) viene adibita a impresa di lucro privato senza alcun tipo di rischio, con tariffe imposte in regime di monopolio, e benefici che vanno non nelle tasche dell’ente pubblico, ma nelle tasche di chi lo governa (da quelle dell’ente usciranno poi in pubblicità, consulenze, appalti…) e dei suoi amici.

Tutto questo, naturalmente, nel silenzio generale dei media collusi, che alla questione non hanno dedicato nemmeno un trafiletto: essendoci le elezioni regionali alle porte non si vuol certo mettere in difficoltà la giunta attuale, che anzi andrà sicuramente a vantarsi di avere “messo alla porta Trenitalia” per migliorare i treni regionali…
[tags]ferrovia, pendolari, trasporti, torino, milano, aumenti, regione piemonte, trenitalia, pubblico, privato[/tags]

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