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martedì 2 Marzo 2010, 15:11

Ho incontrato la Digos

Stamattina ero in giro e ho sentito la notizia dell’arrivo di una nuova trivella della TAV in strada della Pronda, al confine tra Torino e Grugliasco; e così, ho fatto una deviazione e verso l’una e mezza sono arrivato lì per vedere cosa succedeva.

Parcheggio, arrivo sul posto; c’è un gazebo No Tav in via di montaggio con una manciata di persone, una decina al massimo. E poi, come al solito, un oceano di forze dell’ordine; sulla strada cinque o sei furgoni, più molti altri mezzi nel prato dove sta venendo montata la trivella. Mi metto sul marciapiede e comincio a fare qualche fotografia.

Dopo nemmeno due minuti un poliziotto scende dal furgone, attraversa la strada e viene da me; mi ferma, mi chiede i documenti, mi chiede di seguirlo (cosa che io faccio subito, da bravo cittadino). Vuole vedere tutte le foto che ho fatto, si lamenta che si vedono le targhe dei mezzi della polizia; io rispondo che non voglio fare niente di male, che essendo su una pubblica via mi risulta di poter fotografare, che non sapevo che non si potessero inquadrare i mezzi della polizia. Lui insiste che il problema sono le targhe; evidentemente anche i poliziotti tengono alla loro privacy, non sia mai che qualcuno possa poi sorprenderli in pose sconvenienti.

A questo punto il poliziotto chiama un signore della Digos, capelli ricci e occhialoni da sole; sembra quasi Poncharello – il digo che segue i tifosi del Toro – però non mi sembrava il caso di chiedere “scusa, ma tu sei Poncharello?”, comunque se non era lui vuol dire che l’ufficio del personale della Digos li cerca tutti uguali. Cominciano a farmi domande su chi sono e cosa voglio fare, mi chiedono se sono un giornalista – evidentemente se non hai il tesserino magico e la statura deontologica di un Massimo Numa non puoi documentare quel che accade. Io spiego tutto senza problemi, gli dico che sono un blogger (sguardi perplessi) e che faccio politica nel movimento di Beppe Grillo, gli faccio vedere le foto, ripeto che voglio solo documentare quel che accade e che essendo per una pubblica via mi risulta che si possa fare foto. Mi chiedono come ho fatto a sapere della trivella, rispondo “alla radio”, mi chiedono “che radio”, rispondo “Radio Flash”, e loro “ecco! Radio Flash!”.

Il poliziotto, nervosissimo, comincia un pippone di tre minuti, guardandomi sempre più storto; mi dice che sono un pecorone, che sono il decimo che viene a far foto e che solo perché lo dice una radio non devo andarle dietro… (probabilmente confonde Radio Flash con Radio Blackout). Infine, dopo essersi segnati i miei dati, mi dicono “ascolti, le consigliamo caldamente di cancellare quelle foto” e mi fanno andare: fine del primo incontro della mia vita con la polizia.

Dunque io, da bravo cittadino, ho cancellato le foto; ma prima di farlo ho pensato che, insomma, pubblicare una versione a bassa risoluzione era nel mio diritto, naturalmente dopo avere oscurato le targhe e i volti dei poliziotti con delle immagini e dei volti a caso.

stradapronda_700.jpg

Per carità, capisco anche il nervosismo dei poliziotti, il nervosismo di chi viene spedito a fare una repressione per difendere gli interessi privati di terzi, magari rendendosene pure conto; tuttavia io ero lì per documentare, non per prendere posizione e nemmeno per creare problemi a nessuno, anche se sono notoriamente contrario alla TAV. Vedere le strade di Torino invase di camionette, vedere fermare e chiedere i documenti a chi si avvicina, non è certo un bello spettacolo o un buon clima.

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19 commenti a “Ho incontrato la Digos”

  1. .mau.:

    ma lì non dovevano fare il corso Marche sotto via Crea?
    (da quelle parti gioco in casa. Già che c’eri, potevi dire che facevi le foto ai dintorni dell’istituto Steiner per scrivere qualcosa sulla sentenza Google – Vividown)

  2. vb:

    Sotto via Crea devono fare corso Marche sotto il quale devono fare la TAV (raccordo merci Orbassano-Settimo)… il progetto di Saitta prevede addirittura un grande lago artificiale (proprio tra lì e le Gru, se non ricordo male) sotto il fondo del quale si vedrà scorrere la strada, e chi passa sotto vede il lago sopra… so che sembra una follia ma c’era scritto così! :-)

  3. roberto:

    Grande Vittorio… però oltre alla foto del Chiampa potevi utilizzare anche quella di Esposito… è molto più fotogenico!!!
    Cmq benvenuto nel club di quelli schedati perchè fanno foto ai playmobil.

  4. me:

    Fanno il loro mestiere…che per altro e’ sempre stato un mestiere di merda

  5. me:

    ovviamente non mi riferisco ai poliziotti neh? ahahahah

  6. Lobo:

    “il progetto di Saitta prevede addirittura un grande lago artificiale (proprio tra lì e le Gru, se non ricordo male) sotto il fondo del quale si vedrà scorrere la strada, e chi passa sotto vede il lago sopra…”

    Si vede che l’architetto ha giocato a World of Warcraft e conosce bene il funzionamento del “tram” Ironforge-Stormwind

  7. D# AKA BlindWolf:

    Il contenuto che hai linkato al nome del giornalista sembrava ironico… invece è tutto vero!

  8. vb:

    Ma io metto mica i link a caso… quel comunicato è fantastico :) Meno male che la polizia dovrebbe essere super partes…

  9. Anita Vacca:

    Chissà poi perchè un privato cittadino non ha il diritto di documentarsi personalmente di come vengono spesi i denari dei contribuenti (quelli che ci vengono sottratti prima ancora di entrare nelle nostre tasche attraverso il prelievo fiscale)!
    Dovrebbe persino poter fare di più (avendone il tempo), cioè pretendere di vedere i progetti, di esaminare i rendiconti di spesa, per capire quanto costerà un’opera pubblica, e quanto renderà in termini di utilità pubblica.
    E invece: l’unico diritto (che peraltro i personaggi i cui simboli sono utilizzati per coprire le targhe dei mezzi della polizia ritengono sia assai importante) è andare di quando in quando a mettere un segno di croce sul simbolo di un partito. E finisce lì: poi fidarsi ciecamente. Tanto non c’è alcun problema, ci sarà sempre un pantalone che paga.E se l’amministrazione in carica lascia una colossale voragine di debito, bè, avanti il prossimo, e così via. Peccato che con questo sistema si siano già succhiati non solo la ricchezza accumulata dal lavoro di molte generazioni che ci hanno preceduto, ma anche quella che potranno produrre i nostri figli e nipoti fino alla quinta o sesta generazione, che sa tanto di sermone biblico, ma invece, purtroppo è sano realismo. E chi dovrebbe per mestiere documentare queste delizie italiane ci delizia con amenità sul festival di Sanremo o sulle inefficienze della presentazione delle liste elettorali, mentre chi si interessa dei problemi reali viene bollato come “minoranza organizzata”. Cioè poco più di zero rispetto alla maggioranza che conta.
    Allora perchè tanti poliziotti preoccupati di rimanere anonimi?

  10. man0lo:

    L’ho incontrato anch’io ‘poncherello’ (delle due l’una, o era la stessa persona o sono proprio tutti così!), qualche giorno fa nei paraggi di un’altra trivella.
    Dopo avermi chiesto i documenti e un interrogatorio abbastanza intimidatorio di mezz’oretta sul perchè e per come ero da quelle parti, mi ha gentilmente messo alle costole un simpatico carabiniere di due metri per ‘accompagnarmi’ (così ha detto poncho) in mezzo alle vigne dove mi stavo recando per alcuni lavoretti.
    Devo dire che il carabiniere non era del tutto antipatico, ma mi è venuta lo stesso un pò di nausea all’idea di passare un pomeriggio a potare viti con un carabiniere come supervisore dei lavori.

  11. Silvia:

    Io ho fatto di peggio.
    Ho fotografato proprio lui (poncherello e chi diavolo sia).
    Rispetto al link, mi viene da vomitare.
    Non tanto per come definiscono la mia gente, ma perché scrivono che gli articoli di Numa sono obiettivi e corretti. E poi di Calabresi interessa solo il rapporto di parentela con il commissario.
    C’è poco da fare, in questo paese ci si continua a schierare a dispetto di ogni verità.

  12. mfp:

    omg… ma quel blog e’ vero? Quello SAP?

    “Entrambi sono stati minacciati dagli stessi delinquenti che in Val di Susa, da giorni, stanno commettendo reati e violenze contro le Forze dell’Ordine. Gente che fa riferimento a quel vasto e variopinto mondo anarchico, antagonista e insurrezionalista, spalleggiato da qualche politico o comico in cerca di visibilità, che non accetta la democrazia e le opinioni altrui, ritendendo di poter imporre le proprie idee con la violenza.”

    “Io sono persuaso di non aver fatto mai, volontariamente, ingiuria a nessuno; soltanto, non riesco a persuaderne voi: troppo poco tempo abbiamo potuto conversare insieme. […] Ecco la cosa più difficile di tutte a persuaderne alcuni di voi. Perché se io vi dico che questo significa disobbedire al dio, e che perciò non è possibile io viva quieto, voi non mi credete e dite che io parlo per ironia; se poi vi dico che proprio questo è per l’uomo il bene maggiore, ragionare ogni giorno della virtù e degli altri argomenti sui quali m’avete udito disputare e far ricerche su me stesso e su gli altri, e che una vita che non faccia di cotali ricerche non è degna d’esser vissuta: s’io vi dico questo, mi credete anche meno. Eppure la cosa è così com’io vi dico, o cittadini; ma persuadervene non è facile. E d’altra parte io non mi sono assuefatto a giudicare me stesso meritevole di nessun male.”
    (Platone, Apologia, 37 a-38 c; trad. di M. Valgimigli, In Opere complete, a cura di G. Giannantoni, Laterza, Bari 1971, 62-64).

    Che zori… gnuranti… beduini… ecchepensavo che li’ al nord foste piu’ civilizzati…

  13. .mau.:

    tra l’altro mi veniva in mente una cosa.
    Capisco che un poliziotto non voglia avere la sua faccia immortalata. Credo che nemmeno io lo vorrei, se fossi un poliziotto. Ma le targhe? C’è davvero qualcuno che prima di spaccare una camionetta della pula controlla la targa? O qualcuno che è convinto che la camionetta è assegnata a una singola persona?

  14. vb:

    .mau.: Onestamente ho avuto il sospetto che fosse un appiglio, cioé che ci sia stato un qualche pronunciamento del Garante della Privacy per cui nelle foto fatte per strada le targhe vanno oscurate, a cui loro si attacchino per dire che non puoi fare quella foto perché si vedono le targhe.

  15. mfp:

    Evvabe’ su… li’ basta essere rispettosi al 100%, fino a che la fiducia nelle istituzioni continua ad essere cosi’ bassa non si possono allargare… e gli dici che una volta a casa appiccicherai una pecetta quando sei in camera oscura a sviluppare il rullino! (lo sapranno che non c’e’ piu’ il rullino? Vabe’, digli che il tuo potente software oscura le targhe in automatico, come Google Maps, o come quello dell’amico di MFP che nel 2003 lo stava sviluppando per i varchi di un’ambasciata)

  16. D# AKA BlindWolf:

    L’oscuramento di Google Maps ha il suo perchè:
    http://maps.google.it/maps?q=sorpresa&ie=UTF8&hq=&ll=45.085066,7.649188&spn=0,359.933138&z=15&layer=c&cbll=45.085099,7.649042&panoid=2mbYZJZq8Ts2KuLwDZGpKA&cbp=12,333.74,,0,20.65

  17. mfp:

    D#, Bacchettone!

  18. D# AKA BlindWolf:

    No, solo una buffa nota di costume. Pensavo al fatto che almeno non è identificabile dalla sua eventuale moglie… o che tutte le mogli di chiunque abbia quella macchina di quel colore potrebbero essere sospettose. (Non guardate me. Io ho una Twingo blu)

    Non ho niente in contrario alla compravendita di prestazioni sessuali tra persone mature.

  19. mfp:

    D#, in via teorica la penso come te; ma ce devo ancora prova’, poi ti sapro’ dire. Ai puttantour da neopatentati io ero quello sul sedile dietro che arrossiva quando tiravano fuori la mercec, e si spaventava quando saltava fuori il pappone che sberciava. Ultimamente ho incontrato qualche mignotta semi-professionale – una pure laureata! – ma piu’ che essere incuriosito dalla sua onesta’ intellettuale (se confrontata con quelle non a pagamento)… nisba. E poi c’ho un amico che sta cercando disperatamente di sposarsene una, una qualsiasi, solo che quelle guadagnano 5-6k al mese e lui solo 1.5k. Quindi sostanzialmente a loro non conviene sposasse lui; e lui e’ disperato perche’ quelle non a pagamento non le vuole… dice che sono troppo contorte.

    Ora il punto e’ questo: perche’ Google deve censurare, e invece l’elicottero del Giro D’Italia – che qualche anno fa fece cogliere in cazzanta di reato un tizio sulla spiaggia con l’amante – no?

    Ecco, forse ora, grazie all’esperienza di VB, e un po’ di brainstorming sul blog di VB, chiederei questo al Digos che dovessi prima o poi incontrare: “aoh, te sembro ‘na mignotta? E allora perche’ te vergogni perfino della targa del veicolo che t’ha pagato mi’ padre colle tasse? Dai, famosela insieme ‘sta foto su, nun fa er timido”. E poi comincio a corre mentre scatto foto a caso dietro di me…

    “se sei come me c’e’ chi te dira’ smetti de gioca’ e comincia a studia’, strillera’ papa’ magari poi sen’cavolera’… ma je devi’ di’, dai nun me sfini’…”

    http://www.youtube.com/watch?v=-4ZqRcyDIQ4

 
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