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giovedì 28 Febbraio 2008, 14:23

Il partito dei blogger

Speravo di non dover affrontare questo argomento, perché è sempre un buon modo per farsi dei nemici; ma il sottotitolo di questo blog non è stato certo scelto a caso.

Mi ero un po’ insospettito sabato al Barcamp, quando avevo visto tal Marco Camisani Calzolari, marchettaro milanese, fare un intervento che pareva un comizio, dicendo un sacco di cose tanto giuste quanto ovvie a chiunque in sala; a partire dalla proiezione dei famosi tre minuti di Vespa, quelli in cui, la settimana scorsa, è stata diffamata Internet a Porta a Porta. Mi ero ancora più insospettito quando ero andato su Blogbabel a cercare post sul Barcamp, e in prima posizione nella home page ci avevo trovato il post del suddetto: non so come vengano selezionati i post evidenziati da Blogbabel, ma praticamente sempre si tratta di articoli di giornale o di fonti straniere; molto raramente viene presentato il post di un blog italiano nemmeno particolarmente conosciuto.

Il comizio di Camisani Calzolari si concludeva con il richiamo all’idea del “partito di Internet”, e ciò, in tempi di elezioni, mi ha fatto sospettare ancor di più. Dopodiché, però, ho pensato di essere io paranoico e diffidente, pensando subito male di tutti. E così ho lasciato perdere la faccenda.

Oggi ricapito su Blogbabel, e che ci vedo? Lì, in bella evidenza, un altro post con un bel tono da comizio, intitolato Porta a Porta, una sola parola: VERGOGNA, proprio così, con VERGOGNA tutto maiuscolo, proprio come i manifesti dei partiti, quelli che pensano che i cittadini siano talmente tonti che il modo migliore per convincerli sia urlargli in faccia. Clicco, e trovo un post che dalla prima parola si apre con link e complimenti al suddetto Camisani Calzolari. Nei commenti, ovviamente un sacco di applausi, e tanto di invito a firmare una lettera a Vespa che si conclude così:

Le chiediamo di invitare Marco Camisani Calzolari http://blog.camisani.com/biografia-2 a una sua trasmissione come rappresentante della Rete, dei blogger e del mondo digitale.

Non pago, scopro che anche il Quintarelli – amico e persona sicuramente disinteressata – ha lanciato una lettera aperta; nei commenti però lo accusano prontamente di aver voluto prevaricare Camisani Calzolari, tanto che viene prontamente pubblicato un secondo post di scuse, includendo poi il suddetto come primo firmatario.

Allora, è vero che le dichiarazioni fatte da Vespa su Internet non stanno né in cielo né in terra, ma cosa c’è di nuovo? Le hanno già fatte un milione di volte, senza nessuno sfoggio di lettere aperte e di blog che gli gridassero vergogna.

Io sono andato a collegare i puntini, ho cercato un po’, e ho trovato questa: una petizione creata il 7 febbraio da Marco Camisani Calzolari che chiede al “presidente Silvio Berlusconi” di candidare in Forza Italia “un Blogger che sappia ascoltare le voci che si esprimono in rete”. Questo Blogger con la B maiuscola è ovviamente già stato individuato: è “Edoardo Colombo, 42 anni, blogger fondatore de il Giulivo, un Blog di partecipazione politica nato il 12 aprile 2004 che ha migliaia di iscritti che ogni giorno dibattono.”

Allora, penso male se credo che parecchie persone stiano soffiando sul fuoco di questa uscita di Vespa soltanto per obiettivi di carriera politica personale?

Il problema però è più vasto, ed è legato a questa idea persistente del “partito dei blogger” (anni fa era il “partito di Internet”), che ogni tanto qualcuno ritira fuori. Bene ha fatto Mantellini a sbertucciarla qualche giorno fa: perché anche quando questa idea viene fuori con sincerità, dimostra di non capire la rete, o meglio quella parte più moderna della rete che si attiva, blogga e discute. In rete siamo tutti individui, e non siamo disposti a delegare nulla a nessuno. Difficilmente ci uniremo a una claque che applaude e grida per ottenere che il leader del momento sia invitato da Vespa… come poi se andare da Vespa servisse a qualcosa oltre che alla visibilità personale del prescelto.

Se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo aggregarci attorno alle proposte e non dietro alle persone, che è poi proprio l’idea che è emersa al Barcamp, nella discussione (non comizio) successiva. Io sono assolutamente sicuro che Camisani Calzolari e amici siano sinceramente indignati per quello che ha detto Vespa: del resto lo sono anch’io, lo siamo tutti, siamo tutti d’accordo. Ma è proprio per questo che mescolare l’indignazione collettiva della rete con la ricerca di visibilità personale, per quanto umano, è sbagliatissimo.

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14 commenti a “Il partito dei blogger”

  1. .mau.:

    Direi che ognuno sbertuccia a suo modo… (tanto io non ho più carriere da rovinare :-) )

    Commento teNNico: le notizie in homepage di BigBabol sono le pagine web che hanno avuto il maggior numero di link da parte di blog nelle 48 ore precedenti. Insomma, i memi.

  2. simonecaldana:

    Difficilmente ci uniremo a una claque che applaude e grida per ottenere che il leader del momento [inserire qui azione a piacere]

    secondo me pecchi di ottimismo e ti illudi. Purtroppo.

  3. vb:

    Quindi, organizzandosi un po’, non solo ci si spinge a vicenda in classifica ma si possono anche far emergere i post in home page? Tra un po’ qualche marchettaro comincerà a vendere servizi di BBO (BlogBabel Optimization)…

  4. vb:

    Simone: Non mi illudo, ad ogni post di beppegrillo ci sono alcune centinaia di persone che usano i commenti per fare esattamente quello. Quello però non è il pubblico del “partito dei blogger”, sono italiani medi che usano la rete tipicamente come poco più di un televisore… Se invece uno si propone come “rappresentante della Rete, dei blogger e del mondo digitale” (vedi sopra) allora dovrebbe rendersi conto che l’espressione è un controsenso di suo, a meno che uno non ci aggiunga davanti “presunto” e non si rivolga a un mondo politico che non capisce niente di dinamiche online; oppure che interpreti la cosa in modo totalmente nuovo, senza pretendere alcuna delega di rappresentanza ma solo di comunicazione.

  5. Tizio:

    Francamente me ne infischio!
    ecco che cosa penso delle puntate sui blog di bruno vespa.
    Questa ribellione dei blogger è ridicola: i blogger che inseguono la televisione? Il (presunto) nuovo che insegue il (sicuro) vecchio? Dovrebbero essere creativi, invece vedi tutte queste blogstar convinte di avere la verità internettiana in tasca che scrivono lunghe e noiosissime lettere al Vespone nazionale per elemosinare una comparsata in TV.

    Ehi, voi?! ma non siete i profeti di internet?! ed è così che intendete difendere la Rete?! apparendo in TV?! Tanto non sarà con la vostra comparsata che il vespone cambierà opinione, ne verrà gratificato solo il vostro ego, ma forse ciò è quanto cercate. Allora non spacciatevi come guru innovatori

    per quanto riguarda la fama dei blog e della rete. Non sarà una sessuologa qualsiasi che taccierà la curiosità degli interessati, o forse non conoscete così bene i meccanismi della mente umana che stimolano la curiosità e la scoperta…

  6. simonecaldana:

    Io l’unico sessuologo non represso che ho visto in tv e’ Marco Rossi (Loveline su MTV).
    Alcuni/e altri sono ridicoli, roba che neanche mio cugino prete.

  7. Stefano Quintarelli:

    io penso che la cosa giusta da fare, se trattassimo con una persona che non ostenta la propria ignoranza ed estraneita’, era semplicemente … nulla.

    cioe’ lasciare che la discussione nei blog si sviluppasse “as usual” favorendola ciascuno per il proprio pezzettino. Come abbiamo fatto tante altre volte, come sappiamo tutti (e penso anche a casi cui io ho iniziato a contribuire tipo agcom, commissione UE, ecc.)

    non facendo nulla, Vespa avrebbe avuto l’eco della vicenda e l’avrebbe potuta bollare come “ecco, i 500 ragazzini incazzati che mi sparano addosso”, autoconvincendosi ulteriormente di essere nel giusto.

    uno potrebbe dire “chissenefrega ?” (personalmente non guardo TV), ma invece penso che debba interessare perche’ (in estrema sintesi) la innovazione, la rete e’ fonte di ricchezza e ritardarne o inibirne lo sviluppo impoverisce tutta la societa’ (e poi molti emigrano).

    purtroppo, il SUO mondo di riferimento vede, riceve e ascolta solamente “persone rappresentative”.

    alcune persone che lui puo’ ritenere “rappresentative” si sono dette “come gli possiamo dire che sta sbagliando ? come possiamo essere certi che il messaggio gli arrivi passando i suoi filtri abituali ? come possiamo dirgli che ‘quel mondo’ non e’ fatto solo da ragazzini sessuofobi che si prostituiscono ? ci dobbiamo esporre in prima persona criticandolo e dicendo che anche noi (che lui puo’ ritenere rilevanti e quindi (secondo lui) ‘degnabili di ascolto’) siamo invece parte di questo mondo ?”

    puoi anche decidere di parlare in giapponese a uno svizzero, solo se non ti frega di essere ascoltato. Se vuoi essere ascoltato, devi parlare la sua lingua. A meno ch enon te ne freghi nulla. Ecco, il punto secondo me e’ questo, dovrebbe fregarcene.

    ich bin ein berliner…

    p.s. ho messo Marco in quanto ho pubblicato sul mio blog perche’ e’ stato lui a iniziare la cosa; io nons apevo dell’altra petizione e mi e’ sembrato giusto non fare il prevaricatore. E’ il primo dell’elenco perche’ l’elenco e’ ordinato in ordine alfabetico per cognome.

    pp.ss. bada bene, alcuni dei firmatari potrebbero rischiare ripercussioni professionali per cio’ che hanno fatto.

    ppp.sss. credi davvero che Berlusconi sia sensibile a una petizione online per la scelta dei suoi candidati ?

  8. Stefano Quintarelli:

    > Se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo aggregarci
    > attorno alle proposte e non dietro alle persone

    e, (io credo), portarle all’attenzione dei signori che ci troviamo a scegliere nelle cabine elettorali.

    http://www.wikidemocracy.org

  9. Tizio:

    La cosa che trovo divertente è che poi critichiamo le suddette persone rappresentative sia perchè sono “vecchie” sia perchè non ci rappresentano o non ci sentiamo rappresentati da essi. Io penso che la Rete, anzi (giusto per citare un noto libro) la parte abitata della Rete debba andare oltre la TV, se no rischia (anzi già lo sta facendo) di cadere nel provincialismo e nell’autoreferenzialità. Invece bisogna farsi inseguire, non inseguire.

  10. Marco Camisani Calzolari:

    Io svolgo diverse attività, alcune professionali, altre per filantropia pure.
    Cittadini Digitali è aperto a tutti. Colombo che simo, conosco e con cui a volte collaboro, si è proposto di rappresentare Cittadini Digitali e i suoi punti, creati e condivisi da tutti. Ho espresso più volte il desidero di vedere tutte le parti politiche interessate a quanto i Cittadini Digitali esigono per la prossima legislatura. Colombo si è reso disponibile. ho scritto più volte, in più luoghi di farsi avanti chiunque altro fosse interessato a rappresentarli.
    Non si è fatto avanti nessuno. Forse è successo presso altre iniziative simili. A scanso di equivoci sulla mia posizione, al barcamp ho parlato poco di Cittadini Digitali e molto delle altre iniziative: Wikidemocracy, 10 Punti per la Rete, Partito Pirata, etc. Se c’eri non avrai potuto fraintendere.
    A prescindere da alcuni “credo” che possono essere associati a filosofie politiche analogiche, in Rete invece le vecchie logiche destra/sinistra non hanno più senso e io sono un esempio di questo approccio.
    Per darti un’idea di “chi sono” dal punto di vista politico, guarda questo video che ho realizzato nel 2004: http://www.youtube.com/watch?v=QgMOSB5yg_4
    Poi trai le tue conslusioni.
    Vespa, il blogger alla camera, metamondo, il mio mestiere di esperto di comunicazione e marketing (marchettaro dici tu), hanno spesso poco a che fare l’una con l’altra.
    Tirare dentro in considerazioni dietrologiche Quintarelli, che non è responsabile delle scelte personali o professionali dei firmatari che ha coinvolto, è davvero fuori luogo.
    Saluti
    Ciao
    Marco

  11. Marco Camisani Calzolari:

    Perdono i refusi. sono dal cellulare.
    Le più gravi in quanto rendono incomprensibile il senso sono:
    “altre per filantropia purA.”
    “Colombo che sTimo”

  12. roberto dadda:

    @Marco, un filmato nel quale affermi che nella rete “non ci sono leggi e regole” fa MOLTO più male alla rete di quanto ne possono avere fatto le affermazioni di Vespa!
    In rete DEVONO valere le stesse leggi e le stesse regole alle quali siamo sottoposti nella vita di tutti i giorni perché le rete non è altro che uno strumento di comunicazione. Regole che configurano reati valgono de visu, in rete, al telefono e in televisione e dovranno valere anche per ogni strumento di comunicazione che il futuro ci riservi.

    Affermare il contrario è stupido perché non c’é alcun motivo per sostenere una tesi del genere e dannoso perché da alla gente che afferma la rete essere una specie di far west senza regole un’arma per affermarlo.

    bob

    PS Come si faccia a capire chi tu sia politicamente da quel filmato a me sembra un mistero, certo non è necessario che uno si dichiari politicamente, ma se lo fa dovrebbe farlo in modo chiaro. Se devo andare a intuito a me tu pari un berlusconiano di ferro, ma magari mi sbaglio.

  13. vb:

    @M.C.C.: Continuo ad essere confuso dal suo mescolare di tutto e di più, e continuo a ritenere che non si possa contemporaneamente fare il capo-popolo-della-rete, il web designer per Forza Italia, il promotore di petizioni basate su “destra/sinistra non hanno più senso” e il promotore di petizioni per chiedere al centrodestra di candidare un amico. Il rischio altrimenti è quello di alimentare la sensazione che ho avuto io, cioè che qualsiasi iniziativa vada bene purché porti applausi, visibilità ed agganci politici.

    P.S. Qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come milanesi, juventini, berlusconiani e marchettari; qui vige l’eguaglianza, non conta un cazzo nessuno.

  14. Gatto Nero:

    Scusatemi, di fronte a questa frase non posso esimermi:

    Io svolgo diverse attività, alcune professionali, altre per filantropia pure.

    Sapete cosa si dice dalle mie parti? “Fai del male e ricordatelo, fai del bene e scordalo”.
    Chi ha orecchie per intendere, intenda…

 
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