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sabato 14 Febbraio 2009, 16:01

Impariamo dai vigili torinesi

Un’ora fa, completamente per caso, ho avuto l’occasione di fare un piccolo esperimento.

Infatti, girando da corso Francia in corso Peschiera là dove inizia, mi sono trovato davanti una macchina dei vigili. Il traffico era nullo; eravamo solo noi due. Così, memore delle frequenti lettere a Specchio dei Tempi del comandante dei vigili torinesi, Mauro Famigli (stipendio annuo 175.000 euro), sempre tese a difendere il crescente numero di autovelox e raid con la telecamera per punire le pericolosissime violazioni stradali dei torinesi, mi sono accodato per imparare direttamente da loro come ci si deve comportare guidando in città.

Bene, l’auto dei vigili ha accelerato, è arrivata a 50 orari, poi però non ha smesso; è arrivata a 60, a 70 e ad 80 orari, mentre giungevamo all’incrocio di via Pozzo Strada. Ne deduco quindi che è giusto quello che ho sempre sostenuto, cioè che il limite di 50 orari sui grandi viali è ridicolmente basso, tanto è vero che nessuno lo rispetta; e che viene mantenuto al solo scopo di fare multe.

Proprio in quel momento, il semaforo all’incrocio di via Bardonecchia è scattato sul giallo; l’auto dei vigili, diligentemente, ha ulteriormente accelerato per attraversarlo, sfruttando gli ultimi secondi di giallo a quasi 90 orari. E io dietro: ho imparato che anche questo è un buon comportamento stradale.

Infine, siamo arrivati all’incrocio con corso Monte Cucco, dove il semaforo era rosso. L’auto dei vigili ha cambiato corsia senza mettere la freccia, e si è fermata sulla corsia più a destra. Poi è scattato il verde, e soltanto allora, senza preavviso, il guidatore ha messo la freccia a destra. Peccato che a quell’incrocio sia vietato svoltare a destra; un altro divieto assurdo, messo lì tanto per vietare qualcosa, ma c’è.

E così, veramente senza più parole, invece di partire ho abbrancato il cellulare e gli ho fatto la foto. Eccola qui, in tutto il suo splendore:

vigili_svolta_vietata.jpg

In quindici anni di vita ho preso soltanto un paio di multe; sono convinto che i segnali stradali vadano generalmente rispettati, ma sono altrettanto convinto che Torino sia piena di divieti e di limiti inutili e vessatori, che non contribuiscono alla sicurezza ma solo alle casse comunali, inguaiando chi ha la sfortuna di guidare una macchina di colore diverso dal bianco-verde o dal blu statale. Voglio proprio vedere se, al prossimo caso di povero tapino multato per esere stato beccato a “sfrecciare” a 55 orari in corso Francia, il dottor Famigli avrà ancora il coraggio di fargli la morale.

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7 commenti a “Impariamo dai vigili torinesi”

  1. D# AKA BlindWolf:

    Qualche mese fa, in corso Novara, ho visto dei vigili posteggiare appena oltre un cartello di divieto di sosta e fermata per… andare a multare le auto in sosta vietata!!! Volevo fare anch’io una foto, ma non avevo nulla sottomano.

  2. Massimo Manca:

    Beh, fai un tentativo di mandare la foto e l’articolo alla busiarda…

  3. mantopelo:

    mon cher Victoir, i suddetti hanno in uso la sempiterna scusa “ragioni di servizio” per giustificare qualunque manovra ad cazzum, casomai corroborata da accensione lampeggiante anche ex post; a seguito di alcune spiacevoli nasate contro giudici duretti hanno almeno smesso l’utilizzo fraudolento della sirena.
    Rubo qualche riga per metterti a conoscenza di una vicenda vissuta lo scorso anno nel mio paesello, tana della congrega di VVUU più bastardi d’italia (non tanto per dire ma per statistica, vedi strademulte.it).
    Vettura nuova di 9 giorni, mentre porto la bimba al nido di buon mattino, vengo fermato su strada principale dalla nota coppia di ratevoloire: atteggiamenti da pistoleri, una buona dose di protervia, sciatti non rasati e mal vestiti. Mi scassano i coglioni oltre ogni soglia del tollerabile (circa 20 minuti di fermo, mentre la bimba piangeva, alla ricerca di non si sa che, siamo arrivati a ispezione bagagliaio alla ricerca del triangolo e ispezione battistrada… auto con 9 giorni di vita!) ma non trovando alcun genere di pretesto nemmeno minimale mi rilasciano restituendomi la malloppa dei documenti.
    Risalgo in auto e saluto mentre il più gringo dei due mi apostrofa letteralmente così:” ma lo sa che quello non può stare là?” indicando con cenno del mento il portabollo attaccatomi dal concessionario sul vetro post sx. Del tutto soprapensiero rispondo “no certo che non lo so, ma mi informerò” facendo per partire. Nemmeno per idea, il soggetto inizia a scartabellare su un codice stradale squadernandomi sotto il naso l’articolo XY in base al quale nel frattempo inizia a scrivere un verbale. Incredibilmente mi multa per € 22, e mi fa “dichiara?”. A quel punto ho dichiarato tutto quello che avevo da dire, sincerandomi che scrivesse alla lettera tutte le mie parole, compreso il preannuncio di ricorso e quant’altro.
    Abitando in un paese grosso come 6 isolati di città, conoscendoci tutti, dando del tu al sindaco, ho telefonato e poi scritto sia al sindaco sia al comandante dei VVUU, ricevendo da entrambi scuse orali e richieste di “capire, ognuno ha le sue mele marce ecc”. Morale: siamo cmq andati davanti al giudice di pace, confortato dalle 2 associazioni consumatori cui ero iscritto (intanto paga e poi fai ricorso). Esito: il giudice mi dà ragione ma acquisisce il fatto che avendo pagato implicitamente ho assunto il torto, il comandante VVUU lo stesso che mi chiese di comprendere il lato umano… quasi sbeffeggiandomi mi dice”arrivederci alla prossima”. Me ne sono andato augurandogli di spenderli dal farmacista.

  4. valter gerbi:

    Grazie per la segnalazione: il comportamento segnalato dal Signor Bertola presenta comportamenti non in linea con le disposizioni che si impartiscono alle pattuglie. Cercheremo di capire cosa sia successo. Saluti cordiali. dr. Valter Gerbi – segreteria del Comandante P.M. Torino – tel. 011.4438200

  5. .mau.:

    vb, ti beccherai una multa per uso del telefonino in auto :-P

  6. vb:

    .mau.: Ero fermo… (del resto, se no la foto sarebbe venuta mossa).

    Dottor Gerbi: Per esempio, se veramente volesse fare qualche verifica, potrebbe cominciare col chiedermi la versione della foto con la targa non oscurata :-) Devo però dire che non c’è molto da capire, tutti i giorni vedo auto dei vigili, della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, della GTT, del Comune e così via che fanno manovre allucinanti ben sapendo di far parte di un gruppo privilegiato per il quale vige la completa impunità. Non so nemmeno quanto sia giusto prendersela con quel poveraccio che guidava quella specifica auto, perché un comportamento del genere, così generalizzato, implica evidentemente la mancanza assoluta di opportune indicazioni dall’alto… Se mai, a me questa vicenda porta a pensare che a Torino ci siano troppi divieti inutili che andrebbero tolti: che senso ha il divieto di svolta a destra in quel punto, perdipiù senza alcuna alternativa per chi deve andare in quella direzione.

  7. RobertoL:

    Beh! Se mi capita, io giro sempre con la macchian foto in tasca, mandero un po di foto delle infrazioni! Come ben sa io contesto il comportamento dei vigili nei confronti degliautomobilisti quand sono loro i primi a infrangere il codice dunque….

 
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