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martedì 24 Febbraio 2009, 10:44

Torino a cinque stelle

In questo martedì di febbraio, ho deciso che è il caso di dedicare il mio blog ad un annuncio importante. Se siete lettori assidui di questo blog, l’annuncio non vi sorprenderà; avrete capito infatti che ormai da parecchio tempo non riesco più a sopportare lo stato di degrado e di corruzione in cui si trova l’Italia.

Premetto subito alcune basi del ragionamento: il degrado della politica non è altro che lo specchio del degrado morale dell’intera società; è un sintomo, non una causa. Questo degrado sta anche alla radice della nostra crisi economica, perché in un sistema economico globalizzato, dove almeno nei paesi sviluppati il valore delle attività economiche è legato all’innovazione, alla serietà e alla voglia di fare, un Paese dove il nepotismo prevale sulla meritocrazia, dove la cialtroneria è uno stile di vita e dove l’esistenza di una casta aggrappata al potere blocca il ricambio e impedisce di restare al passo coi tempi è destinato a soccombere in maniera devastante.

Stiamo entrando in una crisi globale profonda, legata all’esaurimento almeno parziale dei modelli di sviluppo su cui si è costruito il benessere dell’umanità negli ultimi trecento anni, che sono basati sull’ipotesi che le risorse a disposizione e la crescita che esse permettono possano essere infinite. Ci avviciniamo ai limiti del possibile; è una crisi che richiede un ripensamento significativo di tutte le nostre strutture sociali e degli scopi stessi della società. Sulle nostre teste, però, a questa crisi si somma l’effetto del degrado di cui dicevamo prima: per questo, in Italia la crisi sarà lunga e pesante, e quel che abbiamo visto finora è solo un accenno.

Da una crisi del genere si può uscire in due modi: tutti insieme, limitando i danni e aiutandosi l’un l’altro; oppure in ordine sparso, contendendosi con la forza l’ultima briciola di ricchezza, in mezzo a un conflitto sociale violento e distruttivo. Tuttavia, per far avverare il primo scenario non si può stare a guardare; è non solo un diritto, ma anche un dovere di chi ha la fortuna di aver maturato esperienze e conoscenze di valore, quello di impegnarsi in prima persona. D’altra parte, sappiamo tutti, senza bisogno di dircelo ancora, che con l’attuale classe dirigente del Paese – politica, industriale, accademica; di destra o di sinistra che sia, non fa più differenza – non potremo che marciare dritti verso un disastro immane.

La situazione, comunque, richiede cambiamenti non solo nelle persone, ma anche nei metodi della politica. Il vecchio sistema piramidale, il potere gestito per delega da persone che voti una volta e che poi per anni sono libere di farsi i fatti propri, non funziona più. In tutto il mondo, da decenni, si parla di concertazione, di partecipazione, di consultazione; la rete trasforma le strutture di potere e mette nelle mani degli individui possibilità di discutere, di informare, di partecipare, di organizzarsi mai viste prima. La gestione del bene pubblico deve sempre più ritornare alle mani dei cittadini, con forme di democrazia diretta per le questioni più importanti – e non è follia, in Svizzera lo fanno da sempre – e con forme di democrazia partecipativa per tutto il resto, dando a ogni persona la possibilità di partecipare direttamente alle decisioni sulle questioni che stanno loro più a cuore, e ritrasformando i politici in quel che dovrebbero essere: dipendenti della collettività, che ne fanno gli interessi e ne eseguono gli ordini.

Per tutto questo, da un paio di settimane abbiamo costituito formalmente una associazione no-profit che si chiama Torino a 5 Stelle – Amici di Beppe Grillo, e che è il risultato di un processo durato oltre un anno, con l’obiettivo di costruire una struttura che possa supportare la nascita di una lista civica cittadina, e presentarsi alle elezioni amministrative per promuovere in prima persona il rinnovamento delle persone e dei metodi.

Perché la politica? Perché da anni tutti noi, ognuno nel proprio campo, ci impegniamo in attività nella società civile; io contro gli attacchi alla libertà di Internet, altri magari contro un inceneritore inquinante o contro la corruzione da cemento ovunque (uno dei veri poteri forti di questo Paese). Ma abbiamo capito che questo non serve: la casta che ci governa ignora le manifestazioni, cestina le raccolte di firme, continua imperterrita a farsi i propri interessi personali, usando i mezzi di informazione per nascondere i problemi e consolidare il proprio potere. Per questo è necessario rinnovare le istituzioni italiane in profondità; e allo stesso tempo cambiarne i metodi, perché una cancrena come l’attuale non possa più ripetersi, perché il potere corrompe le persone e non vogliamo correre il rischio di essere corrotti noi stessi.

Perché Grillo? In passato l’ho criticato anche pesantemente; poi, andando più a fondo nelle questioni, ho scoperto che sotto la semplificazione e un po’ di demagogia ci sono cose che i giornali non mi avevano mai detto, e ho cominciato a capire meglio. Mi sono avvicinato a questo movimento in occasione del V2-Day di Torino nella scorsa primavera, cercando di capire, per vedere se dentro ci trovavo riciclati maneggioni o esaltati integralisti. Di riciclati non ne ho visto neanche mezzo; di esaltati mezzo al massimo. Ho invece trovato un gruppo di persone che la pensavano esattamente come me, che erano mosse dagli stessi obiettivi, che ragionavano con la propria testa; e abbiamo discusso e lavorato intensamente per molti mesi. Insomma, Grillo è soltanto il pretesto, la scintilla che ha acceso il fuoco, il simbolo che permette a tanti giovani in tutta Italia – decine e decine di gruppi attivi ovunque – di ritrovarsi e di farsi conoscere. Noi siamo d’accordo con lui quasi sempre, ma se spara stupidaggini o se si vende non gli andiamo certo dietro; tra Grillo e i nostri principi scegliamo sempre questi ultimi.

Il movimento di Grillo non è un partito; non lo siamo nemmeno noi. Il nostro statuto prevede vincoli chiari: è vietata l’iscrizione ai pregiudicati, a chi frequenta gli attuali partiti e a chi non vive a Torino e provincia. Per il resto, la porta è aperta a tutti; non ci sono direttivi né presidenti, ma semplicemente una assemblea in cui il diritto di voto si acquista partecipando regolarmente alle riunioni, e si perde quando si smette di venire; chi non è attivo può comunque partecipare alle discussioni online e votare sulle scelte più importanti. Non ci sono nemmeno direttivi nazionali; non prendiamo ordini da nessuno. Abbiamo mandato i nostri certificati penali, e una volta provato che eravamo incensurati siamo stati certificati come lista a cinque stelle per Torino.

Non sappiamo ancora se e quando saremo pronti per presentarci alle elezioni; certamente sentiamo l’urgenza di farlo, anche perché, visto come viene trattata la nostra Costituzione, ad aspettare ancora un po’ c’è il rischio che le elezioni non ci siano più – o che siano elezioni farsa, con liste bloccate, sbarramenti al dieci per cento e divieto di candidarsi a qualsiasi movimento che non piaccia a Berlusconi. Ci sono anche ottimi e pressanti motivi sostanziali per farlo, come la faccenda degli inceneritori. Vedremo; innanzi tutto vogliamo coinvolgere altre persone, proprio perché non bisogna cambiare solo la faccia dei politici, ma anche, piano piano, la testa degli italiani.

Chiunque voglia aiutarci è il benvenuto; ci si può iscrivere, partecipando di persona come socio attivo, o soltanto online come socio ordinario; si può partecipare alle discussioni sul forum che abbiamo appena aperto, anche senza iscriversi all’associazione; ci si può limitare a registrarsi alla nostra lista di annunci (nella home del sito), a passare parola, a segnalare dei problemi concreti, a fare delle proposte, e, in caso di elezioni, a darci una firma o a portarci qualche voto.

Non abbiamo una lira se non quelle che mettiamo di tasca nostra – lo stesso Grillo per ora si è limitato a convocare le liste a Firenze l’8 marzo, ma non fornisce alcun supporto organizzativo – e di certo i giornali non ci aiuteranno; possiamo contare solo sull’azione diretta di tante persone, che però, come Internet ha dimostrato più volte, può essere più forte di qualsiasi potere costituito. Io voglio poter dire di averci almeno provato, e quindi, con lucida follia ma anche con molta fiducia, ci metto la mia faccia. Vedete voi che fare della vostra.

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37 commenti a “Torino a cinque stelle”

  1. Fabrizio:

    Commento prima di andare a leggere lo statuto e prima di aver visitato il sito di cui alla lista. Lo faccio a caldo ma a mente certamente serena propria di chi la faccia, qui, in rete, la mette spesso. Leggere dunque di questa iniziativa di qualcun altro che mette la sua faccia e che oltretutto ha a che vedere con la nostra città non può lasciarmi indifferente. Di questo blog leggo più di quanto in genere io intervenga e la mia stima va oltre le normali divergenze che vivaddio, anzi, costituiscono motivo di discussione non sempre sterile. Ci sto.

  2. Lobo:

    In bocca al lupo Vb!

  3. .mau.:

    ‘azz, ma non è uno scherzo di carnevale!

  4. MMAX:

    Non è divertente

  5. Tizio:

    Secondo me fai bene a darti da fare affinchè qualcosa cambi.
    E’ giusto che chi abbia idee e capacità decida di metterle a disposizione della cosa pubblica.
    Forse sarà impossibile cambiare completamente la classe dirigente o cambiare rotta, ma sono un po’ più fiducioso.

  6. mfp:

    (commento prima parte) Amen
    (commento seconda parte) In bocca al lupo, di cuore

  7. Hayabusa:

    Uhm… e così il ciclo è completo: ti sei trasformato in un “grillino”, ma comunque spero non verrai “assimilato”.

    Battute a parte, ritengo sia cosa buona e giusta cercare di fare quello che è nelle nostre possibilità per il nostro paese (/regione/provincia/comune/quartiere/cortile) e per questo hai la mia massima stima.
    Capisco anche che il faccione di Grillo sia un mezzo pubblicitario notevole, per cui mettersi quel nome davanti sia sicuramente la migliore opportunità che si ha per emergere come gruppo civico (senza considerare il fatto che, probabilmente, per battere qualcuno che si comporta da santone, ci vuole un’altro santone…)

    Eppure io non riesco ancora a farmelo piacere, il Grillo parlante. Vuoi per quel modo di fare urlato, così distante dal mio essere e dal mio pensiero, vuoi perché assieme a cose sacrosante infarcisce i suoi comizi a pagamento (e il suo blog gratuito) con una marea di cazzate tecno-populistical-ecologiche che finiscono con il soverchiare anche le cose giuste che dice, e spesso annegare il tutto nel ridicolo, o giù di lì.

  8. Piero:

    Complimenti per l’iniziativa che condivido e appoggio. Tu ci metti la faccia e dici “Vedete voi che fare della vostra”. Molti la faccia la mettono su Facebook, tu la metti in questa iniziativa lodevole, dopo averla già messa su Internet. Io mi chiedo dove metterla la faccia e mi accorgo di averla messa davanti a Gesù.

  9. mousse:

    Quoto quanto dice Hayabusa ma per quanto non condivida praticamente nulla del “grillismo”, trovo molto coraggiosa e soprattutto apprezzabilissima la tua iniziativa di “sporcarti le mani” in prima persona.

    E spero veramente che non finiate col trasformare tutto in un partito con un nome diverso: sicuramente la tentazione a un certo punto arriverà, ma spero che prevalga la gente con la testa sulle spalle..

    Direi che sia veramente il caso di agurarvi un buon lavoro ed un in bocca al lupo!

  10. mfp:

    Hayabusa

    “Vuoi per quel modo di fare urlato, così distante dal mio essere e dal mio pensiero, vuoi perché assieme a cose sacrosante infarcisce i suoi comizi a pagamento (e il suo blog gratuito) con una marea di cazzate tecno-populistical-ecologiche che finiscono con il soverchiare anche le cose giuste che dice, e spesso annegare il tutto nel ridicolo, o giù di lì.”

    Quella e’ la parte comica, paradossale, satirica, talvolta inappropriata. Ma se ragioni sulla parte tecnica … io non so che fai tu … che formazione culturale hai … ma hai mai provato ad esemplificare qualcosa di complesso affinche’ sia comprensibile da TUTTI (non altri tecnici, ma TUTTI; pure la casalinga di voghera), sintetizzarlo per stare nei tempi (di spettacolo, di sessione, etc), con un approccio interdisciplinare (dove tu cioe’ inevitabilmente qualche castroneria … anche solo per tirare a corto su un campo che non e’ il tuo ma era importante citare), e andare a presentarlo in modo che sia piu’ piacevole di un cazzotto sui coglioni (perche’ c’e’ poco da fare; magari tu ti ingrifi con un integrale … ad altri gia’ solo una equivalenza fa venire la febbre a 41.5; preferiscono evitare)? Provaci, poi mi dici che effetto ti fa.

    E’ vero, la superficialita’ tecnica produce anche esternalita’ negative; ma tu cosa proponi rispetto all’approccio socio-economico degli ultimi 300 anni? Abbiamo questo, che si sta accartocciando anche li’ (USA) dove e’ stato applicato con maggiore serieta’, quello nazista (mero solipsismo), l’anarchia, e le idee che i tecnici inascoltati dai media hanno infine riassunto e proposto tramite Grillo. Se permetti, vista la necessita’, preferisco “i grillini” alla tua (e di mousse) non-proposta. Per non parlare poi del PD-PDL che da 10 anni si accalcano per affermarsi come liberali-progressisti-umanisti … ma dimostrano quotidianamente di essere meri “comitati d’affari” (e non perche’ lo dice Grillo; io non sono grillino … io sto fuori da tutto … l’ultima tessera che ho fatto e’ del Club Invicta quando avevo 8 anni; e’ EVIDENTE … guarda agli arresti eccellenti di questi mesi: destra e sinistra, sindaci e governatori, consiglieri comunali, regionali, etc … guarda alle dinamiche interne di partito: da una parte comanda uno e manda in giro 4 mignotte a fare rete; dall’altra parte comandano 4 tumori alla prostata e mandano uno a fare buon viso a cattivo gioco). Grillo o non Grillo:
    1) bisogna togliersi dal groppone la gente che ci ha rovinato;
    2) avere il coraggio di tentare tutte quelle nuove strade che gli studiosi ci hanno indicato fin dagli anni ’50 ma l’assenza di necessita’ da una parte, e le forze conservatici dall’altra, hanno in genere ucciso nella culla. Se vai a vedere bene, le singole istanze tecniche sono armoniche tra di loro. Integrarle e’ piu’ facile di quello che sembra.

    10,100,1000 Glocal-Bertola. Grillo o meno.

  11. Fabio Forno:

    Credo ancora al potere dei marchi e dei simboli: “Bebbe Grillo” -> Plonk

  12. Hayabusa:

    @mpf:

    Ma io non ho mai contestato la necessaria ed inevitabile semplificazione utilizzata per rendere comprensibili concetti complessi alla classica “casalinga”.

    Quel che non mi piace e che, nell’impeto, finiscono con l’essere proposte con uguale veemenza idee corrette (riciclaggio o riduzione dei rifiuti), cose che non hanno alcuna prova tecnica, per non dire bidoni colossali (palla per lavaggio in lavatrice), e idee degne del miglior regime totalitaristico (no, tu abiti in centro e quindi non hai diritto ad usare l’auto, e nemmeno a possederla)

    Il tutto alla fine si avvicina pericolosamente ad una idea in cui tutto ciò che viene proposto dai canali ufficiali deve per forza essere dannoso/sbagliato/solo per il tornaconto di pochi, mentre sono giuste e vere solo le cose che arrivano (o fingono di arrivare) da una sorta di “controcultura” eletta come fonte di saggezza dal santone di turno – nel caso specifico Grillo, ma può valere uguale uguale per Berlusconi – che però è solo un uomo e quindi può sbagliare, lo ha già fatto e lo farà ancora, ma siccome è “santone” quel che dice viene innalzato a rango di Verità.

    Andiamo: la media dei commenti sul blog di Beppe Grillo temo sia seconda in lameraggine solo al forum di Punto Informatico. Mi auguro che il livello nei Meetup sia molto più alto, e che nelle liste civiche promosse dai Meetup stessi sia più su di diversi ordini di grandezza, perché altrimenti, se questa è l’alternativa, siamo messi assai male.

  13. mfp:

    Hayabusa, sono d’accordo con te … ma come si fa ad innalzare quel livello che ti(ci) infastidisce se tu te ne tiri fuori e non ti metti a discutere con gli scemi?

    “Premetto subito alcune basi del ragionamento: il degrado della politica non è altro che lo specchio del degrado morale dell’intera società; è un sintomo, non una causa. Questo degrado sta anche alla radice della nostra crisi economica, perché in un sistema economico globalizzato, dove almeno nei paesi sviluppati il valore delle attività economiche è legato all’innovazione, alla serietà e alla voglia di fare, un Paese dove il nepotismo prevale sulla meritocrazia, dove la cialtroneria è uno stile di vita e dove l’esistenza di una casta aggrappata al potere blocca il ricambio e impedisce di restare al passo coi tempi è destinato a soccombere in maniera devastante.”

    Il degrado e’ sistemico. Non si tratta di una cazzata che posso dire io, o Grillo. E’ un secolo che ci facciamo le pippe con la Mano Invisibile di Adam Smith … generazioni intere sono cresciute con l’idea che domanda e offerta si bilanciano da sole, automagically, quando invece sappiamo che basta sapere se la moglie del consigliere comunale ama gli Svaroski piuttosto che il giardinaggio, per azzeccare il regalo, far guadagnare una bella trombata al consigliere il giorno prima dell’apertura delle buste, e vincere cosi’ una gara d’appalto. Cazzo, mio nonno contadino lo sapeva gia’; noi abbiamo voluto aspettare che Stiglitz ce lo dicesse nel framework piu’ formale. Cioe’ che basta una piccola e apparentemente innocua asimmetria informativa tra i partecipandi alla gara, per compromettere il sistema principe di negoziazione nella PA. Qui si tratta di abbassare le penne e infilare le mani nella cacca (commenti di Grillo, commenti di PI, e anche discutere con me che sono l’equivalente di 4 dita insabbiate, su per il culo); tutti, subito … prima cominciamo, meno danni ci facciamo … il regime e’ altrimenti inevitabile perche’ in qualche modo gli scemi s’hanno da tenere a bada; viene da se, e’ fisiologico, la storia dice questo. Nessuno lo vuole, ma quando non c’e’ sufficiente intelligenza e cultura distribuita, in condizioni di recessione/stagflazione economica, viene da se. Allora, cavolaccio, cosi’ come e’ innegabile che un brand “Grillo” sia “potente”, rendiamoci pure conto che tra il brand “Grillo” e il brand “Berlusconi” (tanto per dirne uno; magari non sara’ lui… ci vuole tempo per queste dinamiche) … uno spinge, a modo suo, e con tutti gli errori di questo mondo, per il cambiamento, per TENTARE … Berlusconi invece ha solo cavalcato l’insoddisfazione dell’imprenditoria davanti a pratiche degne del peggior regime sovietico (es: quando la P2 venne a galla, furono fatte “leggi speciali”; le scandalose leggi sull’editoria sono state fatte dalla sinistra; l’Eurostat ha segnalato truffe nel bilancio italiano dell’ultimo governo Prodi; etc … e te lo segnalo mentre mi sento un coglione ad averli votati). Tutta quella gente, gli imprenditori di destra, e i loro alter ego di sinistra … da 20 anni almeno, e con Tangentopoli diventa piu’ evidente … stanno cercando di insabbiare questa evidenza: vogliono scaricare le loro responsabilita’ sui giovani e in parte l’hanno gia’ fatto (cfr. ultima finanziaria), e lo stanno facendo (ie: vedi Berlusconi-Sarkozy sulla crisi finanziaria). Se tu continui a dare peso al brand “Grillo” piuttosto che ai contenuti che divulga … ti fai le scarpe da solo, perche’ e’ l’unica voce che propaganda (si, propaganda; brutto, ma e’ l’unico modo per procedere in fretta) una possibile alternativa. Tutta da esplorare. Ma vera alternativa unica ad una nuova versione di stalinismo, nazismo, khmerismo, pyongianismo … qualcosa di nuovo … affascinante per certi aspetti, ma da studiare sui libri, non da viverci in mezzo ne’ da augurare ai propri figli.

    Guardati attorno: il nostro tenore di vita e’ gia’ degenerato; la stragrande maggioranza dei ragazzi oggi nelle universita’ non troveranno lavoro da fare; e perfino i meccanismi di selezione che portano solo i migliori a trovarne, sono saltati da un pezzo; io non mi sono votato al martirio … quello teoricamente e’ appannaggio del clero … pero’ porca paletta … c’e’ di meglio? No, allora o lo produci tu o storci poco il naso (a scanso di equivoci: se ti suona come un ordine, non sono io ad ordinartelo … ma la tua coscienza; per lo meno credimi, non sono cosi’ scemo da pensare che io te lo ordino in un commento su un blog, e tu lo fai). ICT: costo marginale tendente a zero, invece della prassi attualmente in vigore (rappresentanti, appalti, mazzette). Istruzione: voglio FreeCiv adattato con la consulenza degli insegnanti, in tutte le scuole; al poveraccio il computer glielo regaliamo noi, gli altri se lo comprano, e se lo rompono fanno servizio a ripulire un parco per comprarsene uno nuovo. E via … via … via … viaggare senza fare troppe storie.

  14. vb:

    Hayabusa: Veramente io il blog di Grillo lo leggo ogni due o tre giorni, i commenti proprio mai, sono insostenibili. I meetup sono già un’altra cosa, anche se pure tra essi ci sono ampie differenze di serietà e intelligenza e se c’è spesso un discreto rumore di fondo (vedi ad esempio il board del maggiore meetup torinese, che tra l’altro combatte da anni in perfetta solitudine la battaglia per difendere l’imprenditore antimafia Pino Masciari, fino a fargli da scudo umano quando gli hanno tolto la scorta, ma di questo nessun giornale ha mai parlato; hanno fatto i paginoni solo per “montare” il caso delle minacce al sindaco di Settimo).

    Tra Grillo e il movimento di Grillo c’è un rapporto continuo di amore-odio, proprio perché molti di noi hanno gli stessi dubbi che hai tu, apprezzano il fatto che Grillo dia spazio a informazioni che i media ufficiali censurano (e scusa, guarda il TG1 o quello che vuoi, e dimmi se le cose non vengono apertamente “aggiustate” a servizio del potere) ma non apprezzano le biopalle o le sparate approssimative; e nemmeno ne apprezzano le sterzate verso Di Pietro (c’è il rischio che ci si butti in braccio, e in quel caso il movimento si sfascerà) o la disorganizzazione che impone a tutti.

    Allo stesso tempo basta capire che Grillo è (e rivendica orgogliosamente di essere) un comico e non un politico; insomma devi capire che lui è solo l’agitatore di coscienze e il megafono che riesce a semplificare le cose a sufficienza da farle capire anche all’uomo della strada, ma l’azione tocca agli altri: peraltro lui non ha mai detto di adorarlo, ha invece sempre detto che il suo obiettivo è stimolare l’azione diretta delle persone.

    A me ha illuminato sentirlo parlare nei filmati del primo V-Day (l’avevo anche bloggato all’epoca, sono abbastanza sicuro): ho scoperto che l’immagine del santone populista era costruita amplificando certe delle cose che dice e nascondendone altre, ma che le cose non stavano proprio così. Di lì in poi, ho capito che il rischio della “dittatura dolce” è reale, che non è allarmismo o populismo, e se permetti il trattamento riservato alla Costituzione in queste ultime settimane secondo me sembra darmi tendenzialmente ragione.

    Dopodiché, se vedi una prospettiva migliore di questa per costruire qualcosa per il nostro Paese, invece che passare il tempo a lamentarsi dello sfascio e della corruzione senza però fare nulla di concreto, la ascolto volentieri: Grillo ha tutti i suoi limiti, ma c’è attualmente qualcosa di meglio nello scenario politico italiano?

  15. AlePollon:

    Quindi niente fuga all’estero?
    In bocca al lupo a tutta la nuova associazione.

  16. mfp:

    vb, il regime morbido c’e’ gia’ stato. Guarda l’andamento dell’indice di concentrazione di gini. Guarda ai pattern finanziari. Guarda alla differenza di percezione tra chi ha avuto l’informazione prettamente in rete e chi l’ha avuta prettamente dai media legacy. O ai fenomeni suggestivi come gli attentati del 2001. Guarda all’andamento del prezzo dell’oro. In USA era tutto pronto per una new final solution. Forse per questo Al Gore ha vinto il Nobel … gran supercazzola la sua …

  17. Lobo:

    tutto cio’ accelerera’ o rallentera’ l’arrivo della Crisi Seldon? Perche’ se la rallenta potrebbe essere un male. (no, non c’e’ modo di evitarla, davvero).

  18. Attila:

    Ricordati di farti regalare una biowashball.

  19. elena:

    in casa mia da molto tempo si accettano scommesse su quando (non “se”) saresti “sceso in campo”… quindi facendolo solo adesso mi hai fatta perdere un sacco di volte :)
    da un lato trovo rassicurante che una persona che stimo e di cui – generalmente – condivido le idee e gli ideali abbia la voglia e la capacità di impegnarsi in prima persona per migliorare il paese e la città in cui viviamo.
    dall’altro ho letto il post con un misto di delusione e passività rinunciataria: sai spiegare perché? è proprio questa la sensazione (di non poterci comunque fare niente) che pensi di riuscire a combattere? è proprio Grillo l’unico catalizzatore che abbiamo?
    e in ogni caso, non avrai il mio voto se non smetti di fare battute vetero-piemontesi contro i meridionali :P

  20. Hayabusa:

    @mfp

    “Hayabusa, sono d’accordo con te… ma come si fa ad innalzare quel livello che ti(ci) infastidisce se tu te ne tiri fuori e non ti metti a discutere con gli scemi?”

    Beh, non mi piace discutere con gli scemi, c’è sempre il rischio che non si noti la differenza. Tutto sommato preferisco discutere con le persone intelligenti.
    Per questo sono qui e non lì. :-)

    “Il degrado e’ sistemico. Non si tratta di una cazzata che posso dire io, o Grillo.”

    Su questo sono perfettamente d’accordo. Purtroppo non mi reputo così intelligente da avere la soluzione in tasca. Vittorio, invece, che è persona che stimo molto fin dai tempi in cui ero una matricola al Poli e lui già “famoso”, non dico che ce l’abbia, ma spero abbia almeno una idea assai più chiara di me di come arrivarci.

    @vb:

    “Allo stesso tempo basta capire che Grillo è (e rivendica orgogliosamente di essere) un comico e non un politico; insomma devi capire che lui è solo l’agitatore di coscienze e il megafono che riesce a semplificare le cose a sufficienza da farle capire anche all’uomo della strada, ma l’azione tocca agli altri: peraltro lui non ha mai detto di adorarlo, ha invece sempre detto che il suo obiettivo è stimolare l’azione diretta delle persone.”

    Solo un momento.
    Precisiamo una cosa: chi è “un politico”? A rigore, è una persona che si occupa di politica: in questo senso Grillo E’ un politico. Non lo è solo se fai l’equazione “politico = inquadrato in un partito”.

    Detto ciò, volente o nolente è stato assurto al ruolo di megafono, agitatore, bandiera, simbolo o santone (cancellare le voci che non interessano), e nel nostro mondo bisogna stare molto attenti alla bandiera che si sceglie: una macchia sulla bandiera diventa facilmente un’onta o peggio per chi agisce sotto quella bandiera.

    Comunque sono solo considerazioni spicce, le mie, senza nessuna pretesa.

    @Lobo: ROTFL! :-D

  21. mfp:

    Hayabusa, perche’ io e te quando discutiamo come in questo thread … o sull’energia rinnovabile, piuttosto che sull’informazione libera (gpl, cc, … , sistemi distribuiti, etica del giornalismo) … non siamo “politici”? Se non lo facciamo allora diamo per scontato che c’e’ bisogno di un politico professionista, quindi c’e’ bisogno di un metodo di remunerazione di quel lavoro – “tutti abbiamo un mutuo da pagare” (cit. film “Tank You for Smoking”) – e quel metodo ancora non c’e’ (ie: quelli che ci siono, pubblici o privati, generano corruzione; e’ innegabile, basta gia’ guardare alla storia recente ITA per quelli pubblici, USA per quelli privati). Quella di “non fare politica” e’ un’illusione di comodo. Cosi’ come il liberismo economico … e la liberta’ in generale. Sei libero se e solo se metti in conto che sei espressione della tua intera specie: come fai a lamentarti se nei centri delle citta’ di origine medievale o addirittura romana (Torino e’ romana come L’Aquila, sbaglio? Struttura a “decumano e castro”) sono vietate le automobili? Possiamo discutere su quale sacrificio e’ strettamente necessario e quale no; magari quello no … io temo di si, ma e’ opinione discutibile … ma un qualche sacrificio s’ha da fare; se vuoi convivere. Se no ti stai solo nascondendo dietro un dito. Esile dito.

  22. Hayabusa:

    “perche’ io e te quando discutiamo come in questo thread … o sull’energia rinnovabile, piuttosto che sull’informazione libera (gpl, cc, … , sistemi distribuiti, etica del giornalismo) … non siamo “politici”?”

    Beh… posto che è Vittorio ad aver detto che Grillo non è un politico (per me lo è, o almeno si comporta da tale), la risposta alla tua domanda è “no, non più di quanto stare al bar a discutere del fatto che un Rigore l’abbia battuto tizio anziché caio non ci rende CT della Nazionale di calcio”.

    Però se mi metto in piazza a fare un comizio riguardo quel che penso di un argomento X di cui si deve occupare lo Stato e raccolgo firme per una proposta di legge o per un referendum abrogativo… si, sono un “politico”.

    Tutta una questione di proporzioni, ma è solo il mio personale modo di vedere le cose. Qualcun’altro può pensare che un “Politico” sia una persona che vive di politica, o che semplicemente abbia in tasca una tessera di partito.

  23. mfp:

    Hayabusa, mi fai tristezza … bada bene, non tu in quanto tale eh; non voglio essere offensivo … mi fai tristezza solo ed esclusivamente in relazione al mio modo di vedere le cose, che e’: SE c’e’ un politico di professione ALLORA, caro Huston, noi abbiamo un problema. Nel leggerti vedo la naturalizzazione … la consuetudine di esternalizzare le responsabilita’ a terzi … in questo caso “al politico” perche’ “io faccio politica solo al bar e tanto per parlare”. SE la vedi cosi’, ALLORA devi pagare la minestra a quello che ti fa il servizio di curare la res publica … cioe’:
    – vuoi le strade, l’acquedotto, la sicurezza, e tutto cio’ che non ti puoi procurare da solo perche’ richiede l’effort di decine, centinaia, migliaia, milioni di persone; fermo restando che se anche non le volessi perche’ ti sta bene vivere allo stato brado … probabilmente non ci sarebbe spazio per tutti quindi come minimo dovresti prima preoccuparti di fare secco qualche milione di persone (e a me puo’ pure stare bene eh; intendiamoci; io sono un discreto artificere, contadino, pescatore, cecchino, etc; tornerei certamente utile, sarebbe un peccato farmi fuori; pero’ in genere lo escludo perche’ a me l’umanita’ piace, non voglio ridurla; anche tutti quei cazzoni che si comprano l’iPhone o cmq l’ultimo totem modaiolo, e poi si nascondono mentre lo usano in pubblico … mi fanno ridere … perche’ seccarli?) …
    – per costruire e mantenere quei commons serve del lavoro: o lo fai tu, o lo paghi a terzi; attualmente {politici,dirigenti,tecnici,operai};
    – piu’ e’ complesso quel vettore, piu’ ti costa pagare quel lavoro a terzi; cioe’ piu’ tempo tuo passerai a lavoro per pagare quel lavoro a terzi;
    – conosci un modo per pagarlo senza che un elemento di quel vettore se ne approfitti? Senza cioe’ che il politico decida cose sconvenienti per te, un dirigente organizzi in modo subottimale, un tecnico non produca soluzioni subottimali, e gli operai non si rubino la roba – da te pagata – che hanno sotto mano? Il dato esperenziale dice che, paura a parte (ie: ipotesi nazista come sopra), non c’e’ e che quindi l’unico modo per gestire la res publica e’ farlo da se.

    E infatti la giostra moderna vede centinaia di milioni di persone che vogliono decidere personalmente, vogliono gestire, ma non vogliono assumersi la responsabilita’ della gestione delle cosa pubblica. Perche’ la politica puzza. O perche’ la politica e’ una perdita di tempo. O perche’ semplicemente non gli interessa. Questi ultimi sono i piu’ stolti: pensano solo ai cazzi propri con l’illusione di ottenere piu’ risultati mentre hanno sotto gli occhi l’evidenza che vengono fregati quotidianamente da chi pensa al tutto. Perche’ tanto devono mangiare, bere, trombare, divertirsi … la vita e’ quella … quindi basta fare la centralizzazione della gestione delle risorse naturali (terra, acqua, materie prime, etc) e dell’informazione … per sottrargli ricchezza all’infinito. Per poi ovviamente lamentarsi al bar che sono state fregate … ecco, quando fai la distinzione tra te e un politico professionista, indipendentemente da come lo connoti, mi suoni cosi’. E questo e’ triste. Oggi, e’ triste. Perche’ se c’e’ una cosa che l’ICT puo’ fare e’ proprio diminuire la complessita’ di quel vettore e fare cosi’ in modo che tu abbia modo di sobbarcarti le logiche decisionali usando una frazione del tuo tempo, evitando cioe’ che siano dimandate a terzi, e quindi in definitiva che tu possa godere a pieno del tuo tempo (comunque di piu’ di quanto ne hai oggi). Il rovescio della medaglia e’ SOLO che non potrai piu’ prendertela con qualcun altro quando qualcosa non quadra … perche’ hai scelto tu cosa fare, come farlo, etc. Grillo non ha bisogno di parlarti … VB non ha bisogno di parlarti … sono entrambi persone che potrebbero benissimo fare le scarpe al 95% della popolazione (anzi, Grillo, se hai visto il suo reddito, l’ha gia’ fatto quando non era consapevole di cio’ che invece oggi sappiamo; ora sta solo restituendo qualcosina). Pensaci.

  24. Hayabusa:

    Mah… forse non sono più capace a spiegarmi per iscritto se hai capito queste cose da frasi che volevano significare tutt’altro.
    O forse non sono capace a capire la tua eloquenza. Mah.

  25. vb:

    Qui ci sarebbe molto da dire, ma io sono davvero di corsa.

    Sul fatto che Grillo sia un politico o meno… dipende dall’accezione in cui usi il termine: certamente è un politico nel senso più ampio, nel senso che espone e sostiene idee e proposte relative alla gestione della cosa pubblica, ma non è un politico nel senso tradizionale del termine, nel senso che non fa parte di un partito e non si candida a niente. Questo equivoco è anche alla fonte di una delle maggiori critiche che si fanno a Grillo, cioè “parla parla ma non fa mai niente”; il punto è che lui (a parte interessi privati, visto che il suo mestiere è fare spettacoli e vendere DVD e onestamente non ci trovo niente di male) sollecita l’azione collettiva di tutti, invece di proporsi come l’ennesimo capobastone.

    E io concordo molto con questa sollecitazione, proprio perché più la società è complessa, flessibile, veloce, globale, più non può essere governata con i metodi tradizionali, ma dipende dalle scelte distribuite di ogni singola persona… e la rete è il trionfo di questo paradigma.

    Comunque, io non penso di essere meglio di nessuno e rispetto completamente la visione degli altri: gradirei che su questo blog nessuno implicasse che quelli che la pensano diversamente sono stupidi, in cattiva fede, egoisti ecc., perché non è vero. Io stesso ho tutti i dubbi del mondo, magari sto facendo una ca..ata, ma non potevo stare più seduto lì a guardare con le mani in mano: è una urgenza che viene dal profondo. Almeno, così avrò la coscienza a posto.

  26. mfp:

    Hayabusa e VB, mero misunderstanding, scusate; credevo di aver esplicitato il “mi fai tristezza”, ma evidentemente per quante parole usi non riesco ad esprimermi bene (mea culpa; loss of language; ma credetemi … non stavo dando del cretino a nessuno). Riformulo: “sono triste nel dover continuare a constatare che anche le persone in grado di metabolizzare maggiore complessita’ facciano differenza tra un cittadino qualunque e un cittadino attivo in politica”.
    In qualunque momento, qualunque tipo di cambiamento si voglia effettuare al sistema dinamico di cui siamo parte, c’e’ un istante t0 che e’ fatto in un certo modo. Sei gia’ in t0. E in t0 ci sono tutta una serie di caporali che hanno fatto della politica un mestiere. Grillo no. Grillo fa della satira politica un mestiere; come molti altri e, attenzione, meno di altri (il suo reddito sostanzioso deriva per lo piu’ da proprieta’ immobiliari sparse in tutta Italia); dice peste e corna a destra ed a manca come devono fare i satiri, ma la sua peculiarita’ e’ che non si limita alla parte destruens ma aggiunge sempre una parte costruens (ie: non critica in modo sterile; come fondamentalmente tutti gli altri comici). Discutibile sia nella critica che nel suggerire alternative, come e’ giusto che sia. Ma e’ diverso. E il fatto che non solo “i piu'” ma anche quelli che secondo il mio personalissimo metro sono “i migliori”, non mettano a fuoco questo – o non lo facciano per convenienza, magari perche’ militano nel partito dei caporali, o cmq non vogliono cambiare lo status quo; non per forza cioe’ perche’ sono cretini, anzi! – mi rende triste. Perche’ cosi’ nessun cambiamento e’ possibile fino a che non ci sara’ niente da cambiare.

  27. D# AKA BlindWolf:

    Aggiungo alla lista i miei auguri a vb per questo suo nuovo task.

    Ed intrometto nella discussione tra Hayabusa ed mfp la seguente frase tratta da un libro di Grillo (“Tutto il Grillo che conta”, se non erro): “Ciascuno di noi fa politica anche mettendo un prodotto nel carrello del supermercato.”. Grillo è certamente un soggetto fortemente politico (parla di politica ed argomenti correlati quali economia e società nel blog più letto d’Italia), anche se non è un “uomo politico” secondo il senso che la maggior parte della gente ha di tale parola.

    Grillo può piacere o no (come possono piacere o no Berlusconi, Veltroni, Fini, D’Alema, Bossi, Di Pietro, Casini, Pannella…) però trovo la situazione interessante sotto un certo punto di vista: in contrasto ad una cultura che sta diventando sempre più distribuita, la politica sta diventando sempre più centralizzata (due partitoni anzichè il solito gruppo di partiti di medie dimensioni, l’eliminazione della scelta del candidato, gli sbarramenti, il maggiore distacco tra dirigenza e base…). La ricetta di Grillo è una rete (distribuita) di movimenti che si fregiano di un marchio (centrale) ben noto. Come esperimento mi sembra interessante, potrebbe portare ad una politica “2.0”.

  28. mfp:

    D# … come puoi piacere tu (a me no! :P), o io, o Hayabusa, o VB, o chiunque altro … e indipendetemente dal prodotto che mette nel carrello. La politica e’ “uno dei tre mestieri impossibili” per il semplice fatto che non c’e’ bisogno che sia un mestiere … volenti o nolenti dobbiamo preoccuparci tutti del tutto lo stretto indispensabile alla convivenza (e in questo la Chiesa potrebbe insegnarci molto; non teologicamente ovviamente), e cercando di non sparare cazzate (soprattutto in broadcast; questo si, si puo’ imputare a Grillo, ma non so tu… io non credo avrei saputo fare di meglio; magari un pelino piu’ preciso, ma meno divertente, o sicuramente meno chiaro nell’esposizione, in definitiva meno efficace) … e infatti – guarda caso – economicamente non si puo’ remunerare la politica senza creare esternalita’ negative; magari non nell’immediato, ma vuoi in monarchia, vuoi in democrazia, le societa’ collassano periodicamente per la corruzione che tipicamente segue un periodo di abbondanza. Per vederlo basta estendere il periodo d’osservazione prima della propria nascita. Alle volte viene anche a me da pensare che Grillo abbia in qualche modo innescato retropensieri deleteri visto che poi molte persone associano le idee da lui raccontate (magari condivise) al personaggio (magari non gradito), invalidando idee che ci potrebbero salvare le ciappett’ perche’ il personaggio non piace; ma poi se ci penso bene … se ripenso al direttore del tg2 che va in televisione a dire che lasciare fare Grillo significa spingere qualcuno a “premere il grilletto” … mi riprendo … i retropensieri sono tutte invenzioni giornalistiche. Il fatto e’ che finche’ a sparlarne e’ il caporalotto locale del PD … comprendo, come dargli torto … ma quando e’ un mio coetaneo, o ancora piu’ giovane … non so se ridere o piangere.

  29. D# AKA BlindWolf:

    mfp: “come puoi piacere tu (a me no! :P)”. Spero che questa frase sia ironica: in fin dei conti andiamo piuttosto d’accordo.

    Mettiamo in chiaro una cosa: io sostanzialmente apprezzo il comico genovese. Ovviamente non posso concordare sempre con lui (non concordo sempre neppure con me stesso…). E soprattutto penso che sia importante avere qualcuno molto in vista che esca dallo schema del “pensiero unico” della politica mainstream (PD/PDL).
    Io penso che Grillo dovrebbe essere un po’ più prudente: per esempio potrebbe ridurre il numero dei post (ormai ne fa 2 al giorno) ma cercando di documentarsi meglio sui punti più opinabili, fare più autocritica, evitare le frasi o le posizioni facilmente strumentalizzabili dai “nemici” (là fuori ci sono giornalisti di TG nazionali e di quotidiani ad alta tiratura che non vedono l’ora di impallinarlo).

    P.S.: anche secondo me in questo momento stiamo facendo politica discutendo qui sopra. Più di un giovane che ho sentito dire testuali parole l’anno scorso: “Ad Aprile sono andato a votare per la prima volta (era diciottenne, NdR) e non conoscevo nessun partito. Ho fatto la croce sul simbolo che mi piaceva di più, quello con la rosa (Boselli dovrebbe mandargli gli auguri a Natale, NdR)“.

  30. simonecaldana:

    Grillo e’ un single point of failure: se “cade” rischia di portarsi dietro dal punto di vista mediatico tutto il movimento. Anche Berlusconi e’ un single point of failure per il PDL. Invece il PD non ha questo problema: tutti i leader sono point of failure…

  31. mfp:

    D# ero ironico! C’ho messo pure l’emoticon … dannati protocolli proprietari …

    simone, se anche scoprissimo che Grillo e’ una spia degli uomini lucertola di Urano che vogliono distruggere la Terra, poco importa al “movimento”. Il movimento e’ un’invenzione giornalistica nata dalla prassi millenaria di associarsi in movimenti politici … ma se vai a toccare con mano scopri che sono realta’ locali che condividono le idee globali su energia, ambiente, etc; non condividono Grillo se non per un generico sentimento di gratitudine che puoi avere per un giornalista che ha fatto una inchiesta importante, o ha rischiato la pelle per portare alla luce questioni scomode. La cosa importante e’ che i conti sull’efficienza energetica dei sistemi di produzione distribuita (coogenerazione, solare domestico, Archimede, geotermia del mediterraneo) siano corretti … e cosi’ sulle altre 4 tematiche centrali. Guarda me: io Grillo “lo uso” come un comico e Casaleggio come una redazione; VB non l’ho mai incontrato pero’, un po’ perche’ probabilmente essendo piu’ grande di me era uno di quelli che mi spingevano a Leggere Il Manuale quando cinguettavo in tenera eta’ sulle strade telemateiche, un po’ perche’ l’ho visto impegnato in cose che condivido (net neutrality, etc), un po’ perche’ nelle ml l’ho visto fare interventi che avrei potuto scrivere io (se solo fossi lucido come lui), gli auguro ogni bene … se lui riesce ad implementare localmente idee globali che io condivido, io guadagno qualcosa anche se non vivo li’ a Torino … in fondo: chi kazz’e’ VB? Boh; ma non mi importa, apparentemente camminiamo nella stessa direzione! E questo e’ l’importante. Se Grillo scomparisse, questo “legame” rimarrebbe. E cosi’ con tutte le altre realta’ locali. Grillo e’ necessario solo nel bootstrap, ma una volta completato quello …

  32. simonecaldana:

    @mfp: “Grillo e’ necessario solo nel bootstrap, ma una volta completato quello …” concordo pienamente.
    pero’ forse ti e’ sfuggito il mio avverbio “mediaticamente”

  33. D# AKA BlindWolf:

    @mfp: l’emoticon era ambiguo. Fagli strizzare l’occhiolino: ;P

  34. mfp:

    simone, il fatto e’ che “mediaticamente” oggi come oggi vuol dire poco e niente. Per lo meno per chi usa la rete piuttosto che i media legacy. In rete, lo sai, sei tu che scegli come documentarti, come informarti, quali idee abbracciare e quali no; fino a che non ti piazzano fattispecie di reato schizonaziste impedendoti di fatto di esprimerti liberamente e quindi di dare ad altri la possibilita’ di scegliere te come divulgatore piuttosto che la sbobba di regime. Se sei cerebralmente attivo, e la rete e’ libera, scegli tu. Chi non lo e’, o se la rete e’ chiusa sotto chiave, beh, e’ in balia di chi gli propina contenuti triti e ritriti … come e’ sempre stato … ma si stanca rapidamente. Poi cerca qualcosa di nuovo, di diverso. E’ fisiologico. Uno puo’ credere alle balle di Veltroni per 2 anni, a quelle di Berlusconi per 5 anni … ma poi se quando torna a casa, nonostante i suoi sforzi, non c’ha la minestra sul tavolo; un minimo di curiosita’ per qualcosa di diverso, gli viene per forza. E li’, piacevole o no, c’e’ il grillismo ad aspettarlo … poi ovviamente si fara’ tutta la trafila analitica di critiche standard {populismo, editoria, etc}, per finire comunque ad abbracciare – per lo meno in parte – le idee li’ raccolte si, ma provenienti da 100 anni di studi economici, ingegneristici, naturalistici, umanistici … o almeno lo spero. Perche’ se non abbraccia quelle, abbraccia quelle dei barbari (nazionalismo, xenofobia, intolleranza, giustizia gridata, fondamentalismi religiosi, rigidita’ varie, e qualunque altra cosa faccia comodo alle elite economicamente rilevanti). Ma non mediaticamente. Scende per strada a fare danni (es: ronde); piuttosto che manifestazioni pragmatiche (raccolte firme, etc). Tu sei gia’ passato avanti … lascia il “mediaticamente” ai nostri (na)babbi … prima o poi si sveglieranno …

  35. mfp:

    D# se anche esistesse un protocollo standard per l’uso delle emoticon, ci sarebbero comunque misunderstanding … lo sai … Parola Tromba di Guerra (S. Agostino) … porto pazienza, porta pazienza. Spesso sbagliando. Amen ( http://old.demauroparavia.it/4853 ).

  36. D# AKA BlindWolf:

    Il problema dell’ironia è che qualcuno ti può sempre fraintender (e nota che io avevo solo il dubbio).

  37. mfp:

    D# … e chissenefrega! Che io sappia, per evitare di frantendersi bisogna usare codifiche che richiedono una disciplina oggettivamente non alla portata di tutti, e alla lunga logorante. Pensa a scrivere tutti in Perl … diventeremmo matti dopo 10 anni di vita. Io scrivo per rilassarmi tra una console e 10 righe di codice; se dovessi disciplinarmi anche quando scrivo nei commenti di un blog … apriti cielo … sarei gia’ in camicia di forza. Non ti preoccupare: in genere chi si offende ha motivi ulteriori per farlo, le tue parole sono al piu’ la goccia del trabocco.

 
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