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giovedì 23 Settembre 2010, 16:58

I nuovi mostri

Mi ha fatto molta tristezza, una tristezza infinita, leggere l’articoletto che Per√≤ Torino dedica alle abitudini culinarie dei nostri due consiglieri regionali, Bono e Biol√©.

L’articolo – che prende per il culo i due in quanto avrebbero rifiutato le “veterofasciste” ricette della mensa della Regione, pretendendo e ottenendo l’inserimento nel menu della pasta integrale – √®, ovviamente, una montatura: tale richiesta non √® mai stata fatta. La richiesta √® stata quella di poter avere l’acqua del rubinetto in caraffa invece che quella in bottiglia di plastica, e in generale di evitare l’utilizzo di contenitori usa e getta: calcolando che gli utenti della mensa sono alcune centinaia al giorno, l’impatto ambientale di una azione piccola ma semplice come questa √® comunque non trascurabile, n√© si capisce perch√© le istituzioni si debbano riempire la bocca di inviti alla “sostenibilit√† ambientale” senza mai praticarla per prime.

Le voci dicono che la mensa abbia accettato di servire l’acqua in caraffa gratuitamente solo per loro, dato che dire di no a un consigliere regionale (persino se di opposizione all’opposizione) non rientra nelle abitudini di un dipendente pubblico, e che questo abbia provocato mugugni in tutti gli altri dipendenti, costretti invece a pagare le bottigliette; al che si sarebbe giustificata la cosa dicendo che “sono vegani”. Cosa c’entri l’essere vegani con la bottiglietta non si sa, e anzi fa un po’ specie l’ignoranza totale che sottende alla cosa; ma fa capire bene come in questi ambienti siano loro, i grillini, ad essere visti come i nuovi mostri – vegani perch√©, chiss√†, verranno da Vega.

Bestie strane, che praticano riti incomprensibili, azioni inspiegabili (solo perch√© non ci si preoccupa di cercarne una spiegazione sensata), e che non si confondono con la folla: questo √® appunto il ritratto che ne fa il giornalista di Per√≤. E dunque il problema non √® l’ironia, che spesso pratichiamo da soli abbondantemente; √® la tristezza di una informazione che non si preoccupa di chiamare e chiedere, di capire il problema di cui dovrebbe parlare, ma √® soltanto diretta a prendere in giro i “mostri” in quanto tali, in quanto diversi dagli altri.

Fa specie che questo avvenga nell’Italia di oggi. I mostri, i diversi, non sono gli imprenditori che licenziano, i mafiosi che ammazzano, i difensori della famiglia con tre amanti e cos√¨ via. I mostri non sono un Presidente del Consiglio e un Presidente della Camera che litigano come due ex coniugi isterici e che usano qualsiasi tipo di istituzione, dal Parlamento ai servizi segreti, come un oggetto contundente da tirarsi addosso nella rissa; i mostri sono gli altri, quelli che non si comportano cos√¨.

Rischiamo ancora che, la prossima settimana, il governo Berlusconi cada non per la furia indignata degli italiani, in gran parte impegnati a prendere per il culo i diversi e prendersela nel culo da chi comanda, ma per le manovre di palazzo di gente come il leggendario Deodato Scanderebech: eletto all’opposizione nell’UDC, entrato alla Camera a inizio agosto in subentro a Vietti si √® direttamente iscritto al gruppo del PDL, battendo ogni record di incoerenza; dopodich√©, dopo meno di due mesi, oggi ha annunciato il suo ritorno all’UDC, abbandonando la nave di Berlusconi forse diretta verso gli scogli e sottraendo uno al famoso conto dei 316. Come diceva solo sei mesi fa nello spettacolare inno del suo partito-persona Al centro con Scanderebech, che riportiamo pi√Ļ sotto, “i valori lo sai non sono in vendita, servono fatti e pura lealt√†”.

Io credo che le cose da sbeffeggiare sarebbero queste; e allora viene sempre tristezza, quando ci si rende conto di come moltissimi italiani siano perfettamente abituati all’Italia in cui vivono, e trovino risibile l’idea di concepirne una diversa.

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Un commento a “I nuovi mostri”

  1. Nick:

    Oggi √® un mostro chi si mostra per quel che √®, invece che apparire. Un mostro in quanto diverso, certo, ma anche in senso strettamente etimologico: dal latino monstrum: cosa straordinaria, prodigio, che a sua volta trae direttamente da monere: mostrare. E’ mostro, quindi chi si mostra e chi mostra le cose, paradossalmente di-mostrandole.
    Insomma, vb, sei un mostro! (prendilo come un gran complimento)

 
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