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Archivio per il giorno 23 Aprile 2011


sabato 23 Aprile 2011, 11:10

Addio Fukushima

Alla fine, il governo giapponese ha ceduto e ha deciso di proclamare una zona proibita permanente, nel raggio di venti chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. Quell’area sar√† persa per sempre, almeno rispetto ai tempi delle generazioni umane; e cominciano i drammi di chi ha perso tutto e dovr√† ricominciare altrove; agli ex abitanti della zona sar√† concesso un massimo di cinque ore per rientrare in casa, salvare il salvabile (da capire quanto radioattivo) e dire addio definitivamente ai propri luoghi.

Per gli anziani di quella zona rurale perdere la terra dove hanno vissuto √® un dramma insuperabile; anche per i giovani, ricominciare da zero da un’altra parte non √® certo facile. Ho visto le riprese di scene del genere in Cina, durante l’evacuazione definitiva dei villaggi e delle citt√† sullo Yangtze (una di un milione di abitanti) che sono stati sommersi per sempre dall’attivazione della diga delle Tre Gole; e sono scene strazianti. Ma quando questo avviene a sorpresa, senza preparazione, per la superbia degli uomini nel pensarsi superiori alla natura, √® ancora pi√Ļ devastante.

I giapponesi sono abituati a subire; vivono in gran parte in citt√† alienanti, con una densit√† di persone e di cemento superiore anche alla nostra. D’altra parte, per mantenere una popolazione cos√¨ grande in un territorio cos√¨ piccolo – sono il doppio di noi in un territorio di poco pi√Ļ grande, e di cui tre quarti sono montagne – √® necessario pigiarla in condizioni disumane, totalmente artificiali; e per mantenere tali condizioni serve una quantit√† smodata di energia, perch√© senza trasporti il cibo non arriverebbe, senza ascensori non sarebbe possibile avere edifici alti, senza condizionatori sarebbe impossibile reggere le estati afose in mezzo a tanto cemento, e tutto questo parlando solo delle necessit√† basilari per la vita – cibo, casa, clima – senza cominciare nemmeno ad affrontare il tema delle attivit√† umane e dell’economia.

L’approvvigionamento energetico, insieme a quello alimentare, √® una delle due questioni strategiche pi√Ļ importanti sull’agenda dell’umanit√†. Il nucleare poteva apparire una scorciatoia; non lo √®, non solo per i rischi, ma perch√© dipende dalla disponibilit√† di minerali che, se usati a questo scopo, sono stimati in esaurimento entro qualche decina d’anni. E’ chiaro che, a fronte di una popolazione mondiale che continua a crescere esponenzialmente, l’energia o √® rinnovabile o non √® sostenibile.

Certo, c’√® da chiedersi quale sia il massimo di popolazione che, pure in condizioni artificiali, il nostro pianeta potr√† sostenere; perch√© √® assolutamente certo che ci sia un massimo, e che quando ci arriveremo vicini la natura, da sola, si organizzer√† per ammazzarci come mosche, e riportarci ad una quantit√† accettabile.

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