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mercoledì 4 Maggio 2011, 18:40

Il mio discorso da candidato sindaco

A costo di stare alzato tutta la notte, ho voluto montare per benino il filmato del mio intervento di sabato in piazza Castello. L’ho voluto fare perché molti mi hanno detto che, in un quarto d’ora, riassume bene la diversità del Movimento 5 Stelle rispetto a tutto il resto; e che basta sentirci parlare per un po’ per convincersi a votarci. E allora ve lo metto a disposizione, fatelo vedere a chi volete.

Vorrei però raccontarvi un piccolo retroscena: per quanto io abbia ormai una certa abitudine a parlare in pubblico, parlare davanti a una folla del genere non è affatto facile. Richiede una discreta dose di incoscienza, specialmente per le persone non troppo sicure di sé. Ho deciso cosa dire, e steso la scaletta del discorso, la notte precedente tra mezzanotte e le due; in mattinata, tra varie cose, ho provato un po’ di volte ad esporlo, senza grande successo. Quando è venuta l’ora di raggiungere la piazza, ho assaporato la paura; ho cominciato a pensare che avrei potuto fare davvero una figuraccia, e rovinare il lavoro di tanti mesi e di tante persone.

Ho tergiversato fin che è stato possibile, sono uscito all’ultimo, sono arrivato in piazza verso le 15 (avevo appuntamento allora con dei giornalisti). Alle 16 mi sono chiuso in un angolo di piazzetta Reale e ho provato di nuovo ad esporre il discorso; niente, non veniva, la tensione era alta, il cervello perdeva la concentrazione e volava altrove. Alle 16:45 mi ha chiamato l’assistente di Beppe per dire che stavano arrivando, e ho dovuto seguire la troupe della Rai, poi guidare Beppe verso il palco, accompagnarlo nella ressa. In un attimo mi sono trovato là sopra, e mi sono goduto poco i vari interventi. A un certo punto speravo che i candidati si moltiplicassero, che diventassero decine, centinaia, in modo che il mio turno si rimandasse all’infinito.

E infine è arrivato, non c’era più nessuno, Beppe ha iniziato a presentarmi, e io non riuscivo a pensare a niente; ho cominciato a ripetere mentalmente come un mantra le prime parole del discorso, il “my name is Cocciolone” che si arrende alla prigionia sul palco. E proprio allora, Beppe ha sbagliato l’accento del mio cognome. E’ lì che si è rivelata tutta l’ironia di questa situazione, di una persona normale – tanto normale che nessuno sa come si chiama – proiettata su un palco, con mezza città che si aspettava da lei qualcosa di intelligente. Dentro di me mi sono messo a ridere, e ho iniziato prendendo in giro Beppe (ne converrete, ci vuole una certa incoscienza). Sul palco hanno riso, sotto il palco hanno riso. La piazza ha cominciato ad applaudire, mi ha dato coraggio, e di lì è stata in discesa (grazie).

Non pensate, insomma, che le cose vengano facili; in tutto c’è preparazione, c’è studio, c’è impegno, c’è sofferenza. Ma quando poi va bene, c’è anche una gioia, una soddisfazione che vale tutto questo.

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16 commenti a “Il mio discorso da candidato sindaco”

  1. Paolo:

    Grande Vittorio, immagino l’emozione. Hai fatto bene a ricordare il modo per esprimere voto e preferenza, conosco un sacco di gente che ti voterà e sono curioso di vedere i risultati. Se tutti seguiranno le tue indicazioni avremo un bel risultato. Ciao e Forza Toro.

  2. Claudio C.:

    Evidentemente vale il detto latino “rem tene, verba sequentur”. Sei stato efficacissimo e convincente e alla fine invece di rovinare il lavoro di tanti, come temevi, lo hai coronato egregiamente.

  3. Luca:

    Per la seconda volta nella mia vita posso andare a votare con convinzione ed essere contento di esprimere il mio voto. Vittorio se hai bisogno di qualcuno che distribuisca volantini come alle regionali io ci sono. IN BOCCA AL LUPO

  4. .mau.:

    si vede che beppegrillo(tm) arriva da Genova, dove il tuo cognome è pronunciato sdrucciolo…

  5. Mauro:

    Peccato che Grillo non sappia nemmeno come si pronuncia il tuo cognome. Ricorda molto di vecchia politica.

  6. Massimo Manca:

    Sei andato molto bene.

  7. Piero:

    > Non pensate, insomma, che le cose vengano facili; in tutto c’è preparazione, c’è studio, c’è impegno, c’è sofferenza. Ma quando poi va bene, c’è anche una gioia, una soddisfazione che vale tutto questo.

    Un po’ ti invidio per la gioia che tu trovi nell’impegno politico. La mia esperienza va nella direzione opposta. A me la politica innervosisce e ne farei volentieri a meno dei politici, almeno di quelli che vedo e sento tutti i giorni sui principali media.

    Se tu riuscissi a restituire alla politica il suo significato originale del termine inteso non come gestione del potere a tutela di interessi privati e di parte, ma come gestione della città finalizzata al bene comune, nel rispetto delle esigenze di ogni cittadino, sarebbe già un grosso passo in avanti. Tuttavia la vedo difficile.

  8. /plb:

    bravo VB,
    io inizio col votarti.

  9. matteo:

    Ciao Vittorio, son sempre più contento di conoscerti e di potere anche apprezzare le tue doti oratorie “nascoste” .
    In giro sento comunque di persone sempre più interessate a votarti.
    Adesso torno per l’appunto dalla scuola dei miei figli sede elettrorale. All’uscita dei bambini davanti ai pannelli cn l’elenco dei candidati ho sentito i commenti di madri e padri. Per essere in Crocetta, se tutto questo interesse si concretizzasse in voti “reali” sarebbe un successone.
    Ciao

  10. Simon:

    Brav, dabon brav. Anans parej as peul sperè turna pr sta bela sità! I son alegher pr sòn e aj auguro, se pà la vitòria, almanch ‘d bogè le sòrt già desidùe da ij solit politicant ancompetent. Monsù candidà sindich, as merita d’esse elezù, perchè a l’è ‘l sol ch’a propon. I soma strach ‘d stè butà parej an sta situassion. I l’oma le arsorse, la Fiat, le blesse, le ment, la coltura, i l’oma ‘l futur an man, ma savoma nen ‘mè che tratelo… sòn perchè la politica sin a ancheuj aj’è pà staita a adressè ij afè per el bin ‘d la gent. A son tuti lì nomach per pijesse i cicio e butessje an sacòcia. A diso diso e peuj a fan gnente. Aj tocrà travajè vaire, monsù candidà, ma a podrà ten-e cont ‘d vaire person-e pronte a giutelo. A sa lòn ch’a va fait. A venta nen mi ch’aj lo diso. Monsù, a saria sensa dubit na bela responsabilità, dabon bela, esse ‘l prim sindich fait da na democrassia neuva! Turin a l’è straca, as sent ant le strà, da le person-e ch’a troto pr le lee. Bon-a fortun-a.

  11. fabio:

    Fantastico!!! Mi aggrego a chi si propone per fare volantinaggio…penso però che sarebbe già un’ottima cosa se tutti noi invitassimo amici sui vari social network alla pagina http://www.facebook.com/pages/Un-sindaco-capace-moderno-e-indipendente-per-Torino-Vittorio-Bertola/193716407339194 per facebook e a pagine simili su twetter… o postare e ripostare video da youtube… e comunque, un GRAZIE enorme a Beppe Grillo e ovviamente a Vittorio Bertola!

  12. vb:

    Grazie a tutti per l’aiuto… passate parola, mandate mail e messaggi ai vostri amici e conoscenti chiedendo di valutare un voto per noi, e se potete passate a prendere dei volantini e distribuiteli… grazie!

  13. ormazad:

    Io sono di Venezia e l’ unica cosa con cui concordo con Grillo è la pronuncia ( sbagliata ) del tuo cognome .
    Fossi torinese di voterei a occhi chiusi .
    Ciao

  14. enrico:

    D’accordo sull’arroganza del potere, ma quando dici che non è un caso che giro d’italia, alpini, formula uno, etc… servono a zittire gli altri candidati mi scadi un po’ nel complottismo da quattro soldi.

  15. vb:

    Evidentemente non hai mai visto da vicino l’arroganza del potere a Torino…

    Peraltro i grandi eventi vengono organizzati anche per altri motivi, ad esempio vedi questa cosa qui: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/395839/

  16. polemico74:

    grillo puo’ anche storpiare il tuo nome, tanto senza di lui avresti trovato 10 persone ad ascoltarti

 
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