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Archivio per il giorno 14 Settembre 2011


mercoledì 14 Settembre 2011, 21:34

Lo stato del bike sharing torinese

Quella di oggi in commissione doveva essere infine l’occasione per iniziare un’ampia discussione sulla mobilit√† ciclabile torinese, coinvolgendo la giunta, il consiglio comunale e i ciclisti pi√Ļ attivi; la seduta era stata pubblicizzata in lungo e in largo, con tanto di intervista su Radio Flash al presidente Grimaldi.

Pensate dunque al disappunto quando nella sala, piena di una dozzina di consiglieri comunali e una ventina di cittadini e rappresentanti delle associazioni, √® stato annunciato che l’assessore Lubatti aveva dato forfait all’ultimo minuto, e che sarebbe stato presente il solo assessore Lavolta, che occupandosi di ambiente ha la responsabilit√† delle zone verdi e del bike sharing, ma non delle piste ciclabili, della viabilit√† e della mobilit√† in generale.

Lubatti avr√† sicuramente avuto un importantissimo impegno, per√≤ √® recidivo; per esempio, luned√¨ scorso avrebbe dovuto venire in consiglio comunale a rispondere alla nostra interpellanza sull’assurdo caso delle strisce blu di piazza Emanuele Filiberto, ma anche l√¨ non si √® presentato, come gi√† in altre occasioni. Eppure, all’inaugurazione di Porta Susa o alle interviste sui giornali √® ben presente, e allora, francamente, far venire decine di persone per poi dare buca non mi sembra certo appropriato.

Se dunque, come me, avete segnalazioni e lamentele sulle piste ciclabili cittadine, ve le dovete tenere ancora un po’; in compenso, il gentilissimo assessore Lavolta ha approfondito il servizio di bike sharing, un successo clamoroso: sono stati raggiunti oggi, a un anno dal lancio del servizio, i volumi previsti per il 2018. Al momento infatti ci sono una sessantina di stalli con circa 600 bici, e sono chiaramente insufficienti; si sta lavorando per raddoppiare sia gli stalli che le bici, espandendosi verso ovest e sud, e cercando per√≤ di mantenere una rete in cui ogni stazione sia al massimo a 400 metri dalle altre, perch√© questo rende utile e flessibile il servizio. Anche i servizi di manutenzione e di “riordino” delle bici, spostandole da dove ce ne sono molte a dove ce ne sono poche, sono insufficienti; e il motivo √® che alla fine mancano i fondi, nonostante la citt√† abbia speso circa 700.000 ‚ā¨, a cui si aggiungono 1.300.000 ‚ā¨ messi da Regione e Ministero.

I consiglieri comunali hanno fatto varie osservazioni, chiedendo perch√© non ci sono bici per i bambini e perch√© non si pu√≤ portare la bici in metro almeno nel fine settimana (risposta: nei 12 secondi di fermata non la si riesce comunque a caricare in sicurezza). Io ho contestato un po’ il tono di certe osservazioni, perch√© mi pare di percepire in molti amministratori torinesi l’idea che la bici sia il mezzo con cui si va a fare una passeggiata la domenica nei parchi, idea peraltro che ha dominato la pianificazione delle piste ciclabili sin dagli inizi negli anni ’80 (non a caso la prima pista in citt√† andava dalla Pellerina al parco Ruffini).

Il bike sharing, in realt√†, √® un mezzo di trasporto pubblico come il treno, la metro e il bus; serve proprio a completare il viaggio per chi scende da uno di questi mezzi e si trova a media distanza dalla destinazione, troppo per andarci a piedi e troppo poco per giustificare un altro bus (che magari non c’√® nemmeno). Non √® un servizio di noleggio biciclette per turisti, anche se per carit√†, se i turisti lo usano va benissimo; tuttavia, prendere e posare la bici deve essere come salire e scendere dal tram.

In quest’ottica, ha senso che la Citt√† inizi ad espandere il servizio presso le fermate della metro e dei principali tram, o che ne piazzi una alla stazione Lingotto e un’altra alla nuova sede del Politecnico a Mirafiori, come dovrebbe accadere a breve. (In realt√† non le piazza la Citt√†, ma l’appaltatore, che ha in gestione il servizio fino al 2021.) Tuttavia, per finanziare lo sviluppo l’idea della giunta √® di chiedere un contributo alle grandi aziende private, che sono (si spera) interessate ad avere il bike sharing davanti all’ufficio… almeno, questo √® quello che sperano.

Nel frattempo siamo in attesa di sostituire la tessera con il nuovo biglietto elettronico regionale, che dovrebbe permettere di pagare tutti i servizi di trasporto pubblico in stile Oyster card di Londra. Ma questa √® un’altra storia, e per capirne di pi√Ļ ho chiesto alla commissione trasporti di dedicarci un’altra riunione.

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