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giovedì 15 Dicembre 2011, 17:55

Alcune domande a Fiat

Lunedì 28 novembre, il consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria per discutere del futuro della Fiat a Torino e in Italia. E’ stata una estenuante maratona di sei ore in cui sono state dette molte parole, ma poco o nulla di concreto; i rappresentanti della Fiat presenti in aula hanno rimarcato di avere fatto un grande onore alla città a essere presenti, ma nelle loro conclusioni hanno più che altro criticato lavoratori e sindacati.

Noi abbiamo deciso di usare i nostri cinque minuti per porre alla Fiat alcune domande; invece di prendere le parti dell’una o dell’altra parte, abbiamo cercato di fare proposte su come la Fiat possa garantire lavoro a Torino, non solo per venti mesi ma per vent’anni, non solo per gli operai ma per i quadri, i dirigenti, i ricercatori, perché ormai, in prospettiva, sono a rischio anche loro. Abbiamo cercato di sottolineare che la strada non è certo quella di tagliare diritti e qualità per competere con i cinesi, ma quella di puntare sull’innovazione, sulla ricerca, sulla mobilità verde, ovvero su prodotti ad alto valore aggiunto.

Alla fine, comunque, la politica industriale della Fiat può essere fatta solo dalla Fiat; sono loro a dovere dare risposte che per ora, purtroppo, non hanno dato – limitandosi a marciare spediti verso la fuga dall’Italia.

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6 commenti a “Alcune domande a Fiat”

  1. Cloud:

    Come diceva Beppe Grillo perchè non cominciano a costruire nuovi mezzi pubblici invece di continuare a costruire macchine che sono ormai morte.

  2. Polemico74:

    “invece di prendere le parti dell’una o dell’altra parte”

    equidistante tra aggressore e aggrediti, siete vomitevoli

  3. Claudio C:

    Quando dici “la politica industriale della Fiat può essere fatta solo dalla Fiat” fai coincidere l’oggetto (FIAT) con il soggetto (FIAT). Chi conosce il mondo delle grandi aziende sa che non esiste un soggetto unico e coeso in grado di condurre le aziende nella direzione giusta per il bene di tutti. Le aziende, anche quelle private, funzionano un po’ come la nostra nazione, con le caste, i privilegi, gli sprechi, gli interessi personali, le ruberie.

  4. vb:

    Indubbiamente, però una azienda, a differenza di una nazione, ha una catena gerarchica ben definita e univoca… assomiglia a una monarchia costituzionale, invece che a una repubblica.

  5. Claudio C:

    xVB: dici? io non ne sarei tanto sicuro. E quello è stato messo lì dai partiti, e quello è stato messo là dalle banche, e questa cosa scontenta tizio, e quest’altra scontenta caio…e io faccio i miei interessi tanto ho le spalle coperte… A volte sembra che la gestione di un’azienda non vado propriamente nella direzione del bene dell’azienda stessa.

  6. MarcoF:

    Articolo interessante su situazione finanziaria FIAT:

    http://oddo.blog.ilsole24ore.com/finanza_e_potere/2011/12/fiat-%C3%A8-molto-indebitata-ma-anche-molto-liquida-una-contraddizione-come-mai.html

 
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